Se c’è una cosa che molti fotografi-con-reflex odiano, se non addirittura temono, è il cambio dell’obiettivo. È una fase delicata, in cui si rischia di far cadere qualcosa, entra sporco nella macchina e poi si perde tempo prezioso.
Gestire bene il cambio di ottica è quindi importante e bisogna imparare a farlo bene, ma rimane comunque un gesto da affrontare con una certa destrezza. Sono sempre stato affascinato dalle varie tecniche di lens-swap e se cerchi nell’archivio di questo blog troverai vari post al proposito, ma oggi ti propongo una soluzione che definirei “da combattimento”, che addirittura consente di fare il cambio lente con una sola mano. È un’idea di GiGadgets che credo per qualcuno sarà molto interessante, specie per i più… aggressivi.
🙂
Archive for the ‘Technique’ Category
Il cambio d’ottica più veloce del West
Posted in Culture, Technique, video, tagged cambio, lens, lente, obiettivo, swap, tecnica, veloce, west on 21/02/2016| 3 Comments »
Fotografia di base per poliziotti
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Technique, video, tagged fotografia, istruzione, militare, polizia, us Army, video on 10/02/2016| 4 Comments »
“Tenete a mente che la fotocamera é solo uno strumento e non può fare niente da sola“, suona proprio un po’ datata ma forse ancora valida questa affermazione fatta dall’istruttore in un video che ho trovato su YouTube.
È un filmato didattico US Army del 1965, destinato ad insegnare i rudimenti della fotografia agli uomini della polizia militare di un’epoca che ci appare come preistorica.
Eppure è un documento interessante, per alcuni aspetti ancora valido, che insegna l’approccio ad una fotografia di scopo senza tanti fronzoli.
Sembra non esserci posto per estro o arte in questo caso, eppure c’è qualcosa, forse una sorta di formale rispetto militare nei confronti dello “strumento”, simile a quello per un’arma. Del resto la fotocamera un’arma può essere, ed anche molto pericolosa se usata nel modo sbagliato.
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Il fotografo cyborg
Posted in Culture, History of photography, People, Technique, video, tagged cyborg, documentazione, evoluzione, Eyeborg, fotocamera, occhio, realtà, scienza, soggettività, tecnologia on 01/02/2016| 2 Comments »

Solo pochi giorni fa pubblicavo un post sull’uomo con la fotocamera al posto della testa, ed ecco che scopro che la realtà è già oltre…
C’è un tizio canadese di nome Rob Spence che vive con una microcamera impiantata al posto dell’occhio destro, perso in gioventù in un incidente.
Il suo è un vero e proprio esperimento scientifico in continua evoluzione tecnica da anni ed ha raccolto molte attenzioni oltre ad essere stato addirittura premiato come “migliore invenzione dell’anno” dal Time, nell’ormai lontano 2009!
La fotocamera di Spence non è connessa al suo cervello nè sostituisce il suo occhio mancante, è però in grado di trasmettere immagini di tutto ciò che Rob vede ed in pratica è una sorta di versione reale del video che citavo.
Insomma l’Eyeborg è realtà da tempo e ci sono vari interessanti video che lo riguardano, oltre ad un paio di conferenze TED, come quella che ti propongo qui.
Puoi trovare queste e molte altre info sul sito ufficiale del progetto.
Buona visione.
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Rolling shutter
Posted in Culture, Technique, tagged cmos, digitale, elica, otturatore, rolling shutter, scansione on 21/11/2015| 10 Comments »

Hai mai fotografato un’elica con una fotocamera digitale o con il tuo smartphone? Se sì, avrai sicuramente notato gli strani effetti che le pale rotanti generano nell’immagine: una sorta di aberrazione che si presenta ogni volta che proviamo a fotografare qualcosa che si sposta molto velocemente nell’area inquadrata. Si tratta del fenomeno causato dal “rolling shutter” (otturatore rotante) proprio di tutti i sistemi di acquisizione basati sulla scansione.
Il sensore dei nostri dispositivi, tipicamente in tecnologia CMOS, effettua una sorta di “passata” sulla sua matrice e crea l’immagine in una frazione di secondo, con un processo simile a quello di uno scanner. Sebbene questo tempo sia rapidissimo, esistono oggetti il cui movimento è talmente veloce da provocare un cambiamento di posizione durante la scansione stessa, ed ecco lo strano effetto dell’elica.
Ho trovato una bella GIF animata, che puoi vedere qui sotto, in cui si riesce a visualizzare bene il fenomeno ed anche il link ad un simulatore, dove puoi provare a smanettare cambiando alcuni parametri (come la velocità di rotazione dell’elica: “w”) per vedere che effetto fa… Nerd eh?!?!
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E’ il tramonto del click?
Posted in Culture, History of photography, Technique, video, tagged Canon, click, Nikon, Olympus, otturatore, Pentax, reflex, rumore, silenzio, specchio, suono on 04/11/2015| 6 Comments »
Qual’è il suono migliore? Il più professionale? Insomma il più bello tra quello provocato dallo scatto delle nostre reflex?
Il tipico rumore della fotocamera, provocato dall’otturatore ma sopratutto dai movimenti meccanici necessari a muovere lo specchio nelle reflex, è da decenni un tratto distintivo che ogni produttore cura con un’attenzione che non sempre è nota. Ogni marchio ha il suo click, ed in questi anni anche i dispositivi per natura silenziosi, come fotocamere compatte e smartphone, si sono dovuti confrontare su questo terreno “simulando” il rumore di scatto.
Eppure emerge una tendenza fatta di fotocamere di alto livello sempre più educate e silenziose, con un click modesto e non invasivo. Forse il futuro sarà proprio nella silenziosità?
Per il momento ti propongo questo breve video in cui viene confrontato il rumore di scatto di varie macchine tra cui Pentax 645Z, Canon 5Ds, Nikon D810, Olympus OM-D E-M5 II e Sony a6000, sottolineando la modalità silenziosa della Olympus E-M5 II che è senza specchio e vanta un otturatore elettronico velocissimo.
Beh, forse il suo scatto non provocherà l’occhiata invidiosa del fotografo accanto, ma di sicuro è un passo avanti per una fotografia più educata e meno invasiva.
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[Fonte: Iso1200.com]
Il fisiogramma
Posted in Culture, Technique, tagged Fisico grama, fotografia, light painting, luce, tecnica on 17/10/2015| 2 Comments »
La macchina fotografica appoggiata a terra, l’obiettivo che guarda in alto, l’otturatore aperto per una lunga esposizione. Sopra, al buio, una piccola luce oscilla appesa ad un filo e crea un’immagine ricca di fascino: il fisiogramma.
I fisiogrammi erano già noti nell’ottocento e furono ampiamente studiati da scienziati impegnati nella descrizione di fenomeni fisici e matematici.
Hai mai provato a realizzare una foto di questo tipo? E’ un esercizio di light painting molto più semplice di quel che potrebbe sembrare e per questo ti invito a provarci.
Si può giocare con diversi tipi di luce, sfruttando lampadine colorate o lampeggianti, cercando di imprimere movimenti oscillatori e giocando con qualche idea creativa.
Ad esempio si può variare il setup attorcigliando il filo, inquadrando obliquamente o anche rivoluzionando tutto facendo oscillare anche la fotocamera. Le possibilità sono infinite.
Buon divertimento.
Weekend assignment #139 : La borsa dell’amico fotografo
Posted in Technique, tagged accessori, Assegnato, assignment, borsa, custodia, fotografia, pega, tema, weekend, zaino on 03/10/2015| 3 Comments »
Che sia uno zainetto, una borsa, o qualsiasi altro contenitore, si tratta di un tema semplice ed anche sociale. Niente di concettuale stavolta, solo la pura e semplice realtà che accompagna ogni appassionato di fotografia.
Per questo esercizio, che di fatto è uno still life, ti puoi sbizzarrire con location, sfondi o altro, ma la mia proposta è di cercare una composizione che includa anche i tanti accessori che, in genere, popolano tasche ed anfratti delle borse fotografiche.
Con le loro peculiarità, i contenitori con cui portiamo la nostra attrezzatura sono un soggetto di tutto rispetto, che incuriosisce e dice molto sul loro proprietario.
In questo weekend cerca dunque una “vittima” a cui chiedere la collaborazione per immortalarne borsa ed accessori. Dopo, se ti va, posta la tua foto in un commento, magari con qualche dettaglio su soggetto e contenuto. Sarà divertente.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Weekend assignment #138 : un piccolo omaggio
Posted in Culture, Flash shots, History of photography, People, Photography portraits, Technique, tagged Assegnato, assignment, creatività, esercizio, fine settimana, fotografia, Omaggio, tributo, weekend on 19/09/2015| 2 Comments »

Piccolo omaggio ad Andy Warhol – Copyright 2015, Pega
Rieccomi: ogni tanto torno fuori con questa idea del weekend assignment. E’ ormai una solida tradizione del blog, un piccolo esercizio ricorrente per focalizzare l’attenzione su un tema assegnato; una sorta di “missione” fotografica per stimolare e coltivare la nostra creatività.
Il tema di oggi mi è caro, è qualcosa che simboleggia il rapporto che abbiamo con gli artisti che ci affascinano: è il tema del tributo che a volte si sente di voler rivolgere ai grandi che ci hanno ispirato ed insegnato.
Realizzare un piccolo omaggio fotografico è semplice. Si può far riferimento ad un’opera che troviamo significativa o ad un tema tipico di quel fotografo.
Non resta poi che realizzare uno scatto personale, magari un tentativo di reinterpretazione che renda omaggio all’artista.
Io ci ho provato cimentandomi in una mia versione del famoso scatto di Andy Warhol intitolato “The Shadow”, che vedi qui a fianco.
In questo fine settimana ti invito a fare qualcosa di analogo, ovviamente scegliendo liberamente uno degli artisti che ritieni importanti per te.
Come sempre ti propongo poi di inserire il link alla tua foto in un commento, e condividere il tuo omaggio con tutti i lettori del blog.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Sviluppo a caffeina
Posted in Culture, Technique, tagged acido, caffeina, caffenol, camera oscura, fai da te, negativo, pellicola, processo, sviluppo on 13/09/2015| 8 Comments »
Come tutti i “vecchi” appassionati di fotografia, anch’io vanto le mie piccole esperienze di sviluppo e stampa “fai-da-te”. Ricordo con un misto di divertimento e nostalgia le serate chiuso in un bagno buio fetido di acidi da sviluppo, trasformato in una camera oscura in cui l’ingranditore era fatto in casa e la tank perdeva liquidi. Disastri e soddisfazioni alterne, gioie e dolori insomma.
La questione dei prodotti che servono per lo sviluppo del negativo, con le loro scadenze, i cattivi odori ed anche le attenzioni sullo smaltimento, sono sempre state tra gli aspetti più scomodi di tutta la faccenda e spesso causa di perplessità nel proseguire queste esperienze. L’idea di usare sostanze diverse mi ha sempre intrigato e, fin dai tempi del primo articolo che molti anni fa mi capitò di leggere sullo sviluppo con la caffeina, più volte ho pensato di provarci senza però mai decidermi.
Adesso ho trovato la soluzione: scrivo sul blog che lo faccio… così poi devo farlo sul serio 🙂
Dunque ecco il processo che penso di seguire: è un mix di tutorial che ho trovato in rete, che spiegano come sviluppare i negativi usando caffè solubile, soda e vitamina C.
Questo tipo di processo è chiamato “Caffenol C” proprio per la presenza dell’acido ascorbico (o vitamina C), esistono infatti varianti che usano anche altre componenti come il sale iodato (Caffenol C-M) o il bromuro di potassio (Caffenol C-L).
Come si procede:
Servono 20g di Caffè solubile non decaffeinato (altrimenti non c’è la caffeina e non funziona niente 🙂 )
8g di Soda Solvay (carbonato di sodio anidro)
5g di Acido Ascorbico (vitamina C)
Si scioglie il caffè solubile in 250ml di acqua distillata, in altri 250ml si scioglie la soda, aggiungendo poi la vitamina C. Si uniscono poi le due soluzioni, mescolando bene. Si lascia riposare alcuni minuti e si procede allo sviluppo senza aspettare troppo altrimenti il composto si deteriora.
Dopo aver inserito il negativo nella tank si fanno i primi 30 secondi facendo continue inversioni, colpetti e riposi, poi tre inversioni ogni minuto successivo.
Si arresta lo sviluppo con tre cicli di lavaggio con semplice acqua di rubinetto e qualche inversione.
Si fissa con un qualsiasi prodotto di fissaggio lasciando per circa sei minuti.
Un ultimo bel lavaggio con acqua distillata e imbibente completerà le operazioni, non resterà che aprire la tank recuperare la pellicola, metterla ad asciugare e… Pregare.
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Troppo bagaglio a mano?
Posted in Technique, video, tagged a mano, aereo, attrezzatura, bagaglio, giacca, giacchetto, giubbotto, low cost, photo vest, zaino on 01/09/2015| 11 Comments »
Nonostante negli anni abbia imparato a ridurre la quantità di attrezzatura fotografica che porto in giro, mi trovo sempre a dover gestire la questione dello zaino, in particolare quando si tratta del tema “unico bagaglio a mano” in aereo. So che condivido queste piccole problematiche con una certa quantità di fotografi e quindi oggi propongo un video in cui Pete Leong ci mostra la sua soluzione. Non è una vera e propria novità, i giubbotti da fotografo esistono da sempre, però va detto che si sono molto evoluti negli ultimi anni.
Pete ci spiega la sua “Press Photo Vest” e come la usa per superare il problema dei limiti sul bagaglio a mano tipici delle linee aeree low cost.
Se avrai la pazienza di guardarlo, vedrai come estrae dal giubbotto due grosse reflex professionali, vari obiettivi, flash, documenti vari ed anche un notebook (!).
Non credo che lo adotterò, comunque… Niente male.
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