Nuuco è un fotografo italiano che vive a Londra. Mi ha scritto per farmi conoscere il suo progetto “BE Free”, un esperimento creativo e divertente dove l’estro dell’artista si contamina con quello del suo pubblico.
Tutto nasce da una singola foto, un suo autoritratto che Nuuco invia per posta ad amici, conoscenti ed anche completi sconosciuti, chiedendo loro di manipolarlo, modificarlo, di intervenire creativamente e poi rispedirglielo.
In questo modo Nuuco si trasforma in una sorta di cavia artistica, allo stesso tempo artefice e vittima di un esperimento sul processo creativo sociale.
Scrive di lui Valentina Cocco: “L’artista mette in gioco la propria identità e facendo confrontare gli “altri” con la propria immagine (e per trasposto con l’immagine dell’artista contemporaneo in generale) diventa egli stesso un ready made, dando la possibilità a chiunque di uscire dal ruolo di spettatore passivo dell’arte e di diventare attore attivo a tutti gli effetti, partecipando al processo creativo che sta alla base dell’opera finita, e permettendo così anche la comprensione delle idee e dei progetti che fanno nascere un’opera d’arte contemporanea, tacciata spesso di distanza dallo spettatore, notoriamente ultimo anello della “catena alimentare” del sistema dell’arte.”
Puoi dare un’occhiata più approfondita al lavoro di questo giovane artista sul suo sito: www.nuucoart.com
Pubblicato su Culture, People | Contrassegnato da tag arte, arte contemporanea, creatività, fotografia, Nuuco, read y-made | 7 Comments »
Ci sono alcune foto che sembrano nascondere qualcosa, danno l’impressione di portare un messaggio cifrato, sotterraneo, da scovare e decodificare.
L’idea di divertirsi a sperimentare il legame che può esistere tra fotografia e rebus è dell’amica Monica Dragoni, fotografa e lettrice del blog, che qualche tempo fa mi ha scritto proponendo una lettura enigmistica della mia foto “Sostituzione”.
È un approccio originale, stimolante, che può portare il fotografo ad un modo diverso di fare fotografia, ma anche ad un coinvolgimento molto maggiore dell’osservatore.
Guardare una foto è una cosa, ma studiarla attentamente per carpirne l’enigma che sottende è tutt’altra esperienza e può trasformare completamente il modo di “gustare” una fotografia.
Insomma, lo spunto di Monica è davvero formidabile e credo che possa rappresentare l’inizio di un filone molto interessante, tutto da scoprire, sia nel ruolo di fotografi che di osservatori di fotografie altrui.
Ecco dunque l’esempio, la sua lettura “rebussistica” della mia foto:
manichino = dall’olandese piccolo uomo
riflesso = c’è un uomo riflesso nella vetrina, o comunque c’è il riflesso che gioca sul tutto
col neon = colonne —- col – (onne -> anagramma neon, che tra l’altro è accceso alle spalle del manichino)
Soluzione: “Piccolo uomo riflesso col neon acceso”
(ma potrebbe essere anche essere: “Chi non riflette rimane in ombra“)
Geniale! 🙂
Grazie Monica! 🙂
Pubblicato su Black and White, Culture | Contrassegnato da tag enigmistica, fotografia, lettura, Monica Dragoni, Rebus | 6 Comments »
Il mondo è imperfettamente simmetrico, è questo lo spunto per la missione fotografica del fine settimana.
La simmetria in fotografia è argomento controverso: c’è chi la rifugge come il male assoluto, chi invece la cerca come base per scatti armoniosi. Ma in natura esiste davvero la simmetria perfetta? E’ qualcosa di reale o di costruito dalla nostra mente?
E’ bella una foto perfettamente simmetrica? O è più bella un’immagine con quella piccola imperfezione che la rende naturale?
Insomma un tema bello tosto stavolta, con cui ti invito a confrontarti in questo weekend andando alla ricerca di ciò che simmetrico è… ma non completamente.
Come tradizione ti invito poi a condividere la tua foto in un commento qui sotto. Confrontarsi è divertente e può aiutarti ad entrare in contatto con persone che apprezzano le tue immagini.
—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Pubblicato su Culture | Contrassegnato da tag arte, Assegnato, imperfezione, mente, missione, natura, pega, perfezione, pratica, simmetria, teoria | 4 Comments »

Ti segnalo un evento a cui non puoi mancare se sei dalle parti di Firenze il prossimo martedì 10 Giugno.
Gli amici di Visiva hanno organizzato una passeggiata analogica per le vie della città, una bella occasione per incontrarsi e dedicare qualche ora alla fotografia a pellicola sfruttando la luce magica del tardo pomeriggio.
E’ un invito aperto a tutti, in particolare anche a chi abitualmente è tutto digitale e l’appuntamento è alle ore 18.00 sul Ponte Santa Trinita muniti di qualsiasi cosa in cui vi sia un rullino fotografico.
Non hai una fotocamera analogica? Corri a fartela prestare o, al limite, prendine una usa e getta! E’ un’occasione gustosa perché la proposta di Visiva non si limita alla fase di scatto ma è un invito a tutti gli interessati a recarsi, nei giorni successivi, presso la loro camera oscura per sviluppare in proprio le fotografie fatte durante la passeggiata. Un’esperienza che, se non hai mai fatto, merita assolutamente.
Io ci sarò, tu vieni?
QUI il link all’evento su Facebook.
Pubblicato su Culture, People | Contrassegnato da tag analogica, Arno, film, Firenze, fotografia, passeggiata, pellicola, photowalk, visiva | 2 Comments »
“Don’t forget to say hello”.
In estrema sintesi è questo il pensiero che ci trasmette Steve McCurry in questi brevi video che ogni tanto torno a vedere e che fanno parte del progetto “One-Minute Masterclass” realizzato da Phaidon.
McCurry è uno dei fotogiornalisti e fotografi di strada più famosi al mondo. Membro dell’agenzia Magnum è l’autore del famosissimo ritratto della Ragazza Afgana reso celebre molti anni fa dal National Geographic, rivista con cui ha sempre lavorato.
Per McCurry la fotografia di strada è il terreno su cui cogliere le opportunità più varie per entrare in contatto con persone di ogni angolo del mondo e realizzare ritratti suggestivi attraverso la creazione di un rapporto sincero tra fotografo e soggetto.
L’elemento del saluto è quindi per lui il biglietto da visita, la chiave per aprire la prima porta in modo rispettoso, cercando di porsi in modo il più possibile paritetico nei confronti della persona davanti all’obiettivo.
E’ un approccio alla fotografia di strada diverso da chi la interpreta alla ricerca di scatti rubati e situazioni spontanee dove il soggetto è totalmente inconsapevole. McCurry al contrario cerca il contatto e tenta di stabilire un dialogo con gli esseri umani che ha di fronte, quasi indipendentemente dalle barriere linguistiche che possono esistere.
Trovo molto bello questo punto di vista e ti consiglio questo minuto con Steve.
Il video è in inglese. A chi non è del tutto a suo agio con questa lingua consiglio comunque la visione… magari proprio immaginando di avere davanti questo signore con i baffi che racconta la sua storia a noi che con la nostra fotocamera siamo lì davanti, non comprendiamo bene la sua lingua ma… vogliamo fargli un ritratto.
.
Pubblicato su Culture, History of photography, Interview, People, Photography portraits, Street Photo, video | Contrassegnato da tag buongiorno, fotografia, lingua, rispetto, ritratti, saluto, street | 8 Comments »
Diretto nel 1954 da Alfred Hitchcock, “La finestra sul cortile” non è solo una pietra miliare, ma anche un altro intrigante esempio da inserire nella serie cinema e fotografia.
Jeff, il protagonista interpretato da James Stewart, è un fotoreporter temporaneamente costretto a rimanere nella sua stanza a causa di una gamba ingessata. Annoiato, inizia ad usare il teleobiettivo della sua macchina fotografica per curiosare nella vita dei vicini di casa e si imbatte in quello che risulterà essere un omicidio.
La storia è coinvolgente, ricca di dettagli, colpi di scena ed anche un pizzico di ironia. La splendida sceneggiatura ed il genio di Hitchcock ne fanno un capolavoro.
Ma per chi ama la fotografia c’è quel qualcosa in più: la presenza della fotocamera come strumento cardine, presente in molte scene compresa una fantastica sequenza in cui Jeff si difende dall’assassino usando dei colpi di flash. Una dimostrazione pratica di quanto questo accessorio sia fondamentale 😀
Insomma è un vecchio ma imperdibile film. Rivederlo mi ha però suscitato una inquietante considerazione: il personaggio di Jeff ci insegna che, quando per qualche ragione si è costretti a rallentare ed osservare con calma ciò che prima si incontrava solo distrattamente, c’è un’alta probabilità che in mezzo a quello che appariva ordinario, capiti di scovare qualcosa di orribile.
Pubblicato su Black and White, Culture, Flash shots, History of photography | Contrassegnato da tag cinema, cortile, finestra, fotografia, Hitchcock, teleobiettivo | 6 Comments »
E’ un tipo di fotografia particolare quella di Gregory Crewdson, in genere “o la odi o la ami”. I suoi scatti, noti per la costruzione estremamente meticolosa della scena ed il posizionamento di luci e personaggi, sono degli “still life” complessi e totalmente pianificati, dove niente è lasciato al caso. E’ un approccio che ha un forte legame con l’arte cinematografica, tanto che molte delle fotografie di Crewdson sembrano una sorta di fermo immagine di altissima qualità tratto da un film.
Questo artista americano ha una componente creativa che tende a sollevarlo dalla macchina fotografica e da molti degli aspetti tecnici, portandolo a concentrasi sul risultato finale ed assumere un ruolo sovrapponibile a quello di un regista, tutto ciò a tal punto che Crewdson è un fotografo che per realizzare le sue opere si avvale di un direttore della fotografia.
Potrebbe sembrare un paradosso ma non lo è. Gregory progetta le sue immagini con in mente un risultato ben preciso: far lavorare le fantasia dell’osservatore, stimolare le sue capacità di proiezione ed interpretazione di ciò che è una sorta di cattura dell'”istante perfetto”.
Le atmosfere che si trovano nei suoi scatti sono oniriche, rarefatte ma allo stesso tempo pesanti, in genere ambientate nella provincia statunitense, immagini che sembrano far parte di una concatenazione di eventi inquietanti.
Raccolte in progetti di respiro decennale come “Beneath the roses“, che è stato esposto in molte importanti gallerie del mondo, sono opere che danno l’impressione di voler rivelare una sorta di lato oscuro del “sogno americano”.
In Crewdson si sentono nette influenze pittoriche e letterarie, in particolare Edward Hopper e Raymond Carver, quello che ne risulta è un’estetica dal forte impatto, che finisce per dividere il pubblico.
Ammiro molto Crewdson, mi affascina la sua capacità creativa, la sua determinazione maniacale nel lavorare per raggiungere esattamente ciò che ha previsualizzato nella sua testa. Non importa quali mezzi tecnici siano necessari per raggiungere il risultato, quale obiettivo o macchina fotografica sia impiegata. Non importa se servono imponenti attrezzature, attori da dirigere, truccatori, comparse o interi teatri di posa in cui costruire complesse scenografie.
C’è una gran bella distanza, un abisso incolmabile tra un progetto di Crewdson ed uno scatto colto al volo, magari stupendo, ma fatto per caso.
Può non piacere a tutti ma questo per me è un bell’esempio di arte fotografica.
.
Per chi volesse approfondire segnalo il film “L’istante perfetto“, realizzato dal regista Ben Shapiro che per dieci anni ha seguito Crewdson registrando le fasi creative e tecniche che danno vita alle sue immagini. E’ un documento che offre l’opportunità di conoscere la visione ed il modo di lavorare di questo fotografo ed è attualmente in programmazione su Sky Arte.
Pubblicato su Culture, History of photography, People, Photography portraits, Technique | Contrassegnato da tag arte, artista, budget, creatività, Crewdson, direttore della fotografia, fotografia, istante, luci, maniacale, obiettivo, opera, perfetto, pianificazione, precisione, previsualizzazione, regia, scenografia, stati uniti, USA | 11 Comments »
Il tempo è un fattore relativo, si sa. Davanti ad un capolavoro come Monna Lisa si può rimanere incantati per minuti, decine di minuti… forse ore.
Esperti d’arte e curatori di esibizioni sostengono che per poter davvero apprezzare pezzi del genere sarebbero necessari almeno dieci minuti di osservazione attenta, di contemplazione attiva, alla ricerca di dettagli e sensazioni. Eppure i monitoraggi più volte effettuati dimostrano che il pubblico, anche in condizioni di poco affollamento, si sofferma appena ed il tempo medio di permanenza davanti ad un quadro come la Gioconda è meno di trenta secondi. Più o meno come un veloce spot in TV.
Considerando quindi mezzo minuto per un capolavoro assoluto come un dipinto di Leonardo da Vinci, che succede nei casi di opere un po’ meno importanti, come magari quelle presenti in una esposizione fotografica o, ancora peggio, negli album online?
Insomma, questo del tempo che dedichiamo al “guardare e vedere” è spesso un tema poco considerato. Il tempo sembra sempre mancare e, sebbene si dimostri un elemento chiave, tutti tendiamo ad osservare le fotografie in modo rapido e superficiale.
Sarebbe invece importante riuscire a gustare le immagini che gli altri ci propongono, goderne osservandole nei dettagli, nelle caratteristiche ed anche valutarne la qualità, magari da angolazioni e distanze diverse quando esposte fisicamente.
E tu quanto ti soffermi ad osservare una foto? E quanto conta per te se è una stampa esposta in una galleria, pubblicata in un libro o è un’immagine digitale su uno schermo? Piccola, grande, ben illuminata o… retroilluminata. Per te fa differenza sul tempo che le dedichi?
E’ interessante ragionare sul tempo che da osservatori dedichiamo alle foto degli altri perché probabilmente è in una qualche relazione con quello che gli altri a loro volta dedicano alle nostre.
Pubblicato su Culture | Contrassegnato da tag arte, artista, contemplazione, degustazione, esposizione, fotografia, fruizione, interpretazione, osservatore, tempo | 16 Comments »
Ogni giorno vengono scattate più foto di quante ne siano state create nei primi cento anni della storia della fotografia. Siamo abituati a vivere in un’epoca dove l’immagine ha assunto un ruolo mai visto in precedenza, ma non è sempre stato così. Com’è nata e si è evoluta la fotografia? Quanto conosciamo la sua storia?
Ho trovato questa simpatica animazione creata dalla fotografa Eva Koleva Timothy che narra l’evoluzione della fotografia: dagli albori ed i primi esperimenti, fino ai giorni nostri.
Una sintesi divertente di come è nata, si è sviluppata e modificata la forma espressiva più influente della recente storia umana.
.
Pubblicato su Culture, History of photography, video | Contrassegnato da tag albori, animazione, arte, cultura, evoluzione, fotografia, storia, video | 7 Comments »










