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Posts Tagged ‘creatività’

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Per la missione fotografica di questo fine settimana voglio proporti qualcosa di aperto ad un’infinità di spunti creativi.
L’idea è quella di sfruttare un oggetto esterno alla macchina fotografica per realizzare uno scatto particolare, non ordinario, magari un po’ misterioso e che induca l’osservatore a chiedersi di che diavolo si tratta. Una foto strana insomma.
Con la definizione di “oggetto esterno” intendo qualunque cosa tu voglia provare a frapporre tra l’obiettivo ed il soggetto al fine di realizzare la foto. Cose tipo un pezzo di vetro o plastica colorata, uno specchio, un filtro o qualsiasi altra cosa ti capiti di trovare, potranno andare benissimo. Io, ad esempio, per lo scatto sopra ho usato una sorta di piccolo filtro caleidoscopico sfaccettato.
L’importante, per questo assignment, è lo spirito: realizzare un’immagine un po’ strana e creativa direttamente al momento dello scatto e quindi senza alcuna postproduzione.
Per questo weekend quindi non importa cosa fotografi, ma come e con cosa ottieni l’effetto.
Intendi provarci? Se si, ti invito poi a condividere in un commento il link alla tua immagine, magari aggiungendo una nota su come hai fatto a realizzarla.
Buon divertimento.

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Acc

Acc… – © Copyright 2009 Pega

Rieccomi con la missione fotografica del fine settimana. Oggi ti propongo un assignment un po’ diverso dal solito. L’idea stavolta non consiste nell’identificare un soggetto o un tema su cui realizzare lo scatto, bensì nel focalizzarsi sull’effetto che l’immagine deve provocare nell’osservatore.
Questo weekend non importa quindi cosa fotografi o come lo fotografi, l’assignment è su ciò che l’immagine deve stimolare in chi la guarderà, in questo caso: una risata.
Non è per niente facile, ma vale la pena provare. C’è qualcuno che su questo terreno si trova a suo agio e chi invece ha grandi difficoltà. Tu dove stai?
Io non lo so, forse in mezzo. A volte funziona, a volte no. Quello che trovo comunque interessante è provare a sfruttare lo scatto per indurre una precisa reazione emotiva. La fotografia pensata e realizzata come stimolo e non come immagine fine a se stessa.
Insomma, nel fine settimana prova a fare qualche scatto per questo assignment, poi se ti va, metti in un commento il link alla tua immagine. E’ bello condividere le proprie foto, e può portare a vederle visitatori che potranno apprezzarle.

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Il diverso

Il diverso – © Copyright 2012 Pega

Inquadri, imposti i parametri della fotocamera, scegli il punto di messa a fuoco, componi e scatti. Il movimento successivo è automatico: guardi il display e valuti com’è venuta la foto. E poi… non di rado… cancelli. Forse anche un po’ troppo spesso cancelli.
O no?

Questa immediata verifica del risultato è stata portata dal digitale, insieme al costo zero dell’esposizione. Prima, per poter vedere il risultato dello scatto, oltre a spendere dei soldi, era necessario attendere un po’ di tempo, tipicamente qualche giorno. Faceva eccezione la Polaroid, che però introduceva il fattore di un maggiore costo per scatto, che tendeva a far aumentare molto il rispetto, anche nei confronti delle foto meno riuscite.

Il piccolo investimento unito al tempo che intercorreva tra lo scatto e la verifica avevano una loro funzione.
Servivano a farci distaccare dall’emozione tipica del momento ed a creare aspettativa, un piccolo rito di attesa che aiutava a valutare meglio e con più attenzione le foto realizzate.
Adesso tendiamo ad essere immediatamente critici ed a cancellare scatti che giudichiamo a colpo d’occhio sul piccolo display della nostra macchina fotografica, spesso senza lasciar trascorrere nemmeno due secondi. Lo facciamo senza rimorso, tanto le foto digitali sembrano non avere un costo…
Ed invece io sono sicuro che tra quelle tante foto cancellate, in mezzo a quella moltitudine di esposizioni tecnicamente sbagliate e giustamente da scartare, ce ne sia ogni tanto qualcuna particolare e degna di sopravvivere. Scatti che sono come una sorta di brutti anatroccoli fotografici, che con solo un po’ di tempo ed attenzione in più, avrebbero modo di rivelarsi e darci qualche bella soddisfazione.
Pensaci la prossima volta che tendi a cancellare compulsivamente.
🙂 🙂 🙂

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Toscana

Stormy Tuscany – © Copyright 2010 Pega

Per me è uno dei generi più difficili. Certo è una considerazione personale, ma trovo che fotografare un paesaggio sia qualcosa che richiede particolari doti: una sintesi tra occhio compositivo e capacità di visione d’insieme, ma anche attenzione ai particolari ed una solida base tecnica.
Si, insomma per questo weekend assignment ti invito a fare ciò che tutti abbiamo certamente già fatto: fotografare un paesaggio. Facile?
Se, come me, sei tra coloro che ogni volta che tornano a casa con delle foto di paesaggio rimangono delusi, allora sai che facile non è. Forse è proprio il caso di accettarla questa sfida, prendendo l’attrezzatura per andare a trovare il giusto punto dove piazzare il treppiede.
Già, perché anche questo è il bello della fotografia di paesaggio, che tipicamente obbliga il fotografo ad essere parte attiva, a muoversi e cercare, magari anche a lungo e con fatica. E una volta trovato il giusto punto, a concentrarsi sullo scatto, volendo anche previsualizzando il risultato mentre cerca l’inquadratura.
Ed è questo approccio, anche un po’ meditativo, alla fotografia di paesaggio, che me la rende affascinante.

Bene, in questo fine settimana ti invito a realizzare qualche immagine su questo tema. Come sempre l’idea è che scattare avendo in mente un assignment ci può aiutare a migliorare la nostra fotografia.

Come al solito, ti invito poi a condividere i risultati di questa tradizionale missione del fine settimana, e per farlo non hai che da inserire in un commento qui sotto, il link alle tue foto.

Buon divertimento!

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Occhio / Eye

Occhio – © Copyright 2008 Pega

“The primary tools of photography are the eyes and the mind”

I principali strumenti della fotografia sono gli occhi e la mente. E’ una frase di Edward Weston che trovo meravigliosa, specialmente se applicata al contesto attuale, fatto di continue uscite di nuovi modelli di macchine fotografiche, obiettivi sempre più sofisticati ed accessori super tecnologici.
Weston creò i suoi capolavori con un’attrezzatura mediocre: macchina e lenti che non erano assolutamente di prim’ordine nemmeno per quei tempi, figuriamoci al confronto di ciò che tutti noi abbiamo oggi al collo.
Eppure sono di Edward Weston alcune tra le immagini più affascinanti della storia della fotografia, realizzate usando appunto quelli che sono gli strumenti principali per quest’arte: gli occhi e la mente del fotografo.

Da tenere sempre… a mente (appunto).
🙂

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Nadar ritratto rotante
Fèlix Nadar è stato senza dubbio una figura molto rilevante nella storia della fotografia. Oltre ad aver realizzato moltissimi ritratti di personalità famose del suo tempo, fu anche il primo a scattare foto aeree volando con la sua mongolfiera, inoltre fu tra i pionieri nell’uso della luce artificiale ed il primo a fotografare, con questo ausilio, le catacombe di Parigi.
Lo voglio però ancora citare per un altro suo particolare colpo di genio.

É il 1865 ed il fotografo-inventore francese Nadar (al secolo Gaspard-Félix Tournachon), si cimenta in una nuova idea. Decide di realizzare un suo autoritratto da più angolazioni e scatta una serie di fotogrammi che poi mostra creando un semplice sistema per vedere le immagini in sequenza.
Il risultato ha il suo fascino ancora oggi. È facile immaginare l’effetto straordinario che poteva suscitare a quel tempo…

Nadar rotante

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Un bacio in S.Croce

A kiss in Santa Croce – © Copyright 2009 Pega

Non c’è molto da spiegare per il tema di questo fine settimana. Un bacio è un bacio.

Può essere quello appassionato tra due amanti, quello rituale tra persone che si salutano o quello di mille altre situazioni.

Come fotografi possiamo decidere se rubarlo da lontano con il teleobiettivo,  chiederlo ad un soggetto consapevole o magari partecipare in un autoscatto. Sta a noi la scelta.

Puoi interpretare come più ti piace questo weekend assignment, rendendo il bacio il protagonista assoluto della tua immagine o anche solo un dettaglio in una tua fotografia.

Insomma, in questo fine settimana prova a realizzare qualche scatto su questo tema. Far fotografie avendo in mente un assignment ci può aiutare molto a coltivare la nostra creatività.
Come al solito, ti invito poi a condividere i risultati di questa tradizionale missione del fine settimana, e per farlo non hai che da inserire in un commento qui sotto, il link alle tue foto.

Buon divertimento!

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Sadness – © Copyright 2008 Pega

E’ la fotografia un’arte?
Possibile che sia un artista colui che si sporge da dietro un angolo o inquadra da lontano il suo soggetto inconsapevole e poi, semplicemente schiacciando un bottone, con un’azione che non richiede particolari abilità, crea in un attimo la sua opera?
E’ arte il cogliere casualmente, o quasi, momenti di vita altrui o eventi imprevedibili?
E’ arte creare immagini perfette grazie agli automatismi ed alla qualità di un oggetto di raffinata tecnologia?

Dico subito che non lo so, però ho l’impressione che quando fotografiamo senza un’idea in testa, senza quella voglia di creare qualcosa partendo da un concetto, senza prepararci e magari solo pretendendo di produrre un’opera saltando quello che è il processo che tutti gli altri artisti percorrono, allora la fotografia non è un’arte nel vero senso della parola.
L’arte non può essere frutto del caso. Può forse contenerne una minima componente, ma di base deve essere qualcosa che nasce dalla visione dell’artista.
Insomma, forse quando il da poco scomparso Ando Gilardi diceva “meglio ladro che fotografo“, probabilmente non aveva preso in considerazione che in qualche caso potrebbe trattarsi dello stesso mestiere.
🙂

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