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Archive for the ‘Culture’ Category

Ramette defying gravity

© Copyright Philippe Ramette

Il fotografo francese Philippe Ramette sembra aver trovato il modo di battere la forza di gravità. Realizza i suoi scatti pazzeschi, in cui appare in posizioni del tutto impossibili, senza bisogno di ricorrere a tecniche di post produzione digitale. Insomma niente Photoshop.
Come fa?
In realtà Philippe non è solo un bravo fotografo creativo, è anche uno scultore ed è specializzato nel realizzare speciali supporti in metallo che permettono di assumere posizioni improbabili che ingannano l’occhio, sembrando davvero esempi di vittoria sulla legge di gravità.
Nella foto qui sotto puoi vedere un backstage di esempio in cui si vede come Ramette prepara le sue “pose”. Puoi trovare inoltre altri suoi lavori sul sito della Galerie Xippas.

Il suo stile è un esempio di creatività e maestria realizzativa che trovo notevole e mi piacerebbe proprio provare a realizzare qualche scatto (magari semplice semplice) seguendo la sua idea.
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Philippe Ramette

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tv

TV memories - © Copyright 2010 Pega

Ti invito ad una sorta di esercizio, un piccolo esperimento.
Prenditi una mezz’ora di tempo tutto per te ed in questa mezz’ora prova a ripercorrere le fasi e le esperienze della tua passione fotografica attraverso le immagini da te create nel corso del tempo.
Guarda indietro, sfoglia le vecchie stampe, le cartelle sul pc o il tuo album online, ritrova le tue prime foto e studiale insieme alle successive. Racconta a te stesso la storia di quegli scatti, segui il flusso fino ad arrivare ad oggi.
Mezz’ora per ripercorrere le tappe della tua fotografia, quasi come un documentario, un tempo fisso e ben definito, per rivedere la tua produzione: ricca o scarna che sia.

Non avrai difficoltà a vedere il cambiamento, un’evoluzione nel tuo modo di fotografare.
Troverai banalità ed errori, ma anche piccoli gioiellini che non ricordavi. Troverai foto che forse oggi non faresti più, o qualcun’altra non più realizzabile oggi.

È un’esperienza interessante ed introspettiva, che se non hai già fatto ti invito a provare.

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Peschereccio

Santa Lucia - © Copyright 2012 Martino Meli

Solo pochi giorni fa, nel porto di Livorno, l’amico Martino scattava questa foto di un peschereccio di nome Santa Lucia.

E’ l’immagine in bianco e nero di un’imbarcazione da pesca, tranquilla all’ormeggio, al sicuro nel porto dopo una giornata di lavoro.
Una foto che qualcuno può considerare pittoresca, forse banale, ma è anche emblematica di quella vita e lavoro che sanno essere duri come pochi altri.
Una foto che guardata attentamente rivela tanti particolari che evocano quel rapporto di amore e rispetto per il mare che solo chi lo vive quotidianamente conosce bene.
Una foto scattata solo pochi giorni fa.
Poi la tragedia.
Ieri il peschereccio Santa Lucia è naufragato.
È affondato portandosi via due vite e lasciando in tremenda angoscia i parenti di un terzo disperso.

L’immagine di Martino è stata pubblicata sui giornali. Adesso trasmette sensazioni diverse.
Per chi apprende la storia, questa foto è ora simbolo di dolore e morte, di uomini che hanno perso la vita mentre lavoravano per le loro famiglie.

Il significato di una fotografia in bianco e nero, scattata durante una tranquilla passeggiata al mare in un bel pomeriggio d’inverno, è profondamente cambiato.

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101 women
Sei in cerca di un bel progettone fotografico? Uno di quelli che impegnano molto ma che possono anche dare grandi soddisfazioni?
Eccoti una proposta direttamente ispirata al lavoro di Sofia Wraber e Nanna Kreutzmann che hanno pubblicato sul sito onehundredone.dk un’affascinante serie di centouno ritratti di donne: una foto per ogni età: da zero a cento anni.

È un progetto che trovo bellissimo e degno di attenzione perchè sebbene semplice dal punto di vista concettuale e tecnico, è in realtà un lavoro di notevole impegno e spessore umano che però chiunque può realizzare.
Immagina che esperienza possa essere l’entrare in contatto con quelle centouno persone per ritrarle tutte allo stesso identico modo.

Ci vuoi provare? Naturalmente vale anche con centouno uomini. 🙂

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Mi piacciono molto i video backstage in cui si vedono i fotografi all’opera, specie quelli dove si può sbirciare il setup delle luci e l’attrezzatura ma anche il rapporto che si sviluppa con i soggetti durante le sessioni di scatto.

Oggi te ne propongo un paio del fotografo commerciale Kevin Winzeler, girati durante la realizzazione di materiale destinato a spot e pubblicità.
C’è sempre un sacco da imparare…
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Iphone sky

The best camera... © Copyright 2009 Pega

Basta alzare lo sguardo… ed è sempre lì, pronto a farsi immortalare.
Affascinante, fotogenico ed infinitamente mutevole, il cielo è stato fin dagli albori della fotografia un soggetto gettonatissimo, fonte di ispirazione per generazioni di fotografi.
Per questo weekend assignment il tema è quindi proprio questo : Il cielo.

Che si tratti di renderlo un dettaglio o l’elemento principale di una foto, prova a dedicare qualche scatto a questo soggetto così importante e disponibile. Sfruttalo all’alba o al tramonto, col sole o carico di nubi, il cielo è sempre spettacolare e sa regalare grandi immagini, addirittura anche di notte,

In questo fine settimana, se ti va, svolgi questo assignment realizzando qualche bella fotografia su questo tema.
Poi, come sempre propongo, pubblica in un commento a questo post il link alla tua foto.
Metti da parte la timidezza e non invare mail private, condividere con gli altri lettori è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Sow

Sow - © Copyright 2011 Pega

Sow viene dal Senegal e il suo nome significa “persona saggia”, sta facendo il dottorato in storia della letteratura all’università di Parigi ma è in Italia che vive e lavora.
Il suo sogno è completare gli studi e poi tornare a Dakar per provare ad impegnarsi in politica e riuscire a cambiare il suo paese affrontandone i problemi dall’interno.
L’ho incontrato a Livorno, si guadagna da vivere vendendo manufatti sulla Terrazza Mascagni, luogo di questo scatto.

E’ un semplice ritratto senza tante pretese ma è proprio un tipo di fotografia che vorrei riuscire a fare di più.
Incontri una persona, stabilisci un contatto e chiedi se puoi fare una foto.
Tutto qua.

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I fotografi si dividono in due categorie: quelli a cui la macchina fotografica è caduta per terra e quelli a cui deve ancora cadere 🙂

Eh si. Pensiamo un attimo a quanto è importante per la nostra attrezzatura, fatta di costose fotocamere ed obiettivi, quel laccetto che ci permette di trasportarla comodamente appesa ad una spalla o al collo.
C’è un dettaglio che spesso trascuriamo ed è il metodo con cui sistemiamo e fissiamo quel laccetto. Conosco personalmente almeno un paio di persone la cui macchina ha rischiato grosso a causa di una tracolla fissata male e così ecco che oggi ti propongo un video al proposito.
E’ un tutorial in cui Kent Weakley ci spiega una semplice tecnica per sistemare correttamente e definitivamente il laccetto della tracolla, risolvendo anche il problema degli estremi che in questo modo rimangono nascosti.

A volte ci vuole anche un po’ questa roba…
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Banked turn - © Copyright 2011 Pega

INNANZITUTTO BUON 2012!
Quasi come per tradizione mi ritrovo a scrivere il primo post dell’anno sulle idee ed i progetti fotografici che intendo “provare” a realizzare nel corso dei prossimi dodici mesi. E’ un piccolo stratagemma che ha come scopo, oltre a quello di condividere queste intenzioni, di aiutarmi a prendere un certo impegno per tutto il 2012, stimolandomi a portarlo a termine.
Dico subito che se vuoi provare a fare lo stesso ed accompagnarmi in questo esperimento, non hai che da scrivere anche tu, in un commento, quali sono i tuoi progetti fotografici per l’anno appena iniziato; potrebbe essere divertente trovarsi alla fine a vedere insieme che cosa abbiamo combinato o meno…

Dunque ecco qua: per quanto riguarda il 2012 fotografico tra le mie intenzioni c’è quella di realizzare alcune sequenze che ho deciso di intitolare “The indecisive moment project”, apertamente ispirate al lavoro di Duane Michals, il fotografo di cui parlavo in un recente post. Diciamo che vorrei riuscire a scattare almeno una sequenza al mese ma so che non mi sarà facile e considererò un buon risultato anche una produzione minore, specie se di qualità.
Credo che predeterminare una “quantità” desiderata per questi progetti fotografici sia molto importante per riuscire a costruire qualcosa di consistente ma è anche vero che non voglio trasformare tutto questo in un assillo. Del resto, come successo anche per progetti precedenti, sono tranquillamente soddisfatto anche con produzioni minori di quelle inizialmente dichiarate.

Un altro filone su cui vorrei insistere è quello degli holter fotografici. Lo scorso anno avevo iniziato il “Season Holter” , in cui mi prefissavo di realizzare un holter a stagione ma sono riuscito a produrne solo due e così ho deciso di trasformare il progetto in biennale e cercare di completarlo nel 2012 (furbo eh!).
Gli holter fotografici sono una serie di immagini fatte ad intervalli molto regolari (ad esempio una ogni mezz’ora) durante tutto l’arco di una giornata, proprio come accade con lo strumento diagnostico che porta lo stesso nome. Ne parlai in un vecchio post qui.

E poi c’è poi il blog, per me una costante fonte di soddisfazione e di sempre nuovi stimoli, grazie ai tanti contributi di visitatori e  partecipanti in continua crescita, ma ci sono anche le altre iniziative come gli Sharing Workshop  che continueranno a breve ed anche le varie serate e photowalk che intendo proporre ancora, come già fatto in passato.

Insomma anche quest’anno probabilmente troppa roba… 🙂 ma va bene così.

Ciao ed ancora auguri di un ottimo 2012!

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Giovanni

Giovanni da Linari - © Copyright 2011 Pega

Pensi che la tua miglior foto sia quella che ancora devi scattare?
Beh, in ogni caso, dai con calma un’occhiata al tuo archivio immagini o al tuo album online con gli scatti di quest’anno e poi scegli quella che considerari come la tua miglior foto del 2011.
È un piccolo esercizio che ti propongo di fare a conclusione di questo anno, alla ricerca di quella  che sceglieresti se ti fosse concesso di salvare una sola tra le tue foto realizzate negli ultimi dodici mesi.

Io ci ho provato ed ho scelto il ritratto di Giovanni.
È un’immagine che risponde a vari criteri che per il mio giudizio ne fanno una buona fotografia: la storia che racconta, il soggetto e la sua espressione insieme ad una decente qualità tecnica…
Ma c’è qualcosa di più.
Sono il significato, le sensazioni ed i ricordi dell’esperienza che accompagnano questa foto gli elementi che la rendono davvero importante per me.

La scelta è ovviamente molto personale e totalmente soggettiva, ma è un qualcosa che ti consiglio di provare a fare con i tuoi scatti a conclusione di questo anno di fotografie.
Se ne hai voglia inserisci pure il link alla tua “preferita 2011” in un commento a questo post.

E… BUON 2012!

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