Archive for the ‘Culture’ Category
Arte e tecnica (reloaded)
Posted in Culture, tagged abilità, arte, artigianato, creatività, manualità, tecnica on 17/03/2016| 4 Comments »
L’opera d’arte viene concepita concettualmente attraverso le capacità creative dell’artista, ma poi materialmente realizzata usando una qualche tecnica. Ma quando un’oggetto è solo ed esclusivamente un prodotto della tecnica, è tipico che non venga più considerato arte, piuttosto interviene il concetto di “artigianato”.
Ma cosa succede quando la tecnica diviene così originale, così personale, speciale ed inimitabile, da divenire essa stessa una forma d’arte? E’ possibile questa incorporazione? Pollock era o non era davvero un artista?
Sembra solo una provocazione ma forse è una riflessione plausibile, specie quando ci si confronta con idee tipo quella del precedente post.
Fotocamere costruite sul posto
Posted in Black and White, Culture, Nature, People, Technique, video, tagged analogico, arte, artigianato, creatività, Indiegogo, location, paesaggio, site specific cameras, stenopeico, sul posto on 14/03/2016| 6 Comments »
Mi sono imbattuto in un folle progetto su Indiegogo: due tizi si sono specializzati in foto di paesaggio fatte con fotocamere interamente costruite sul posto e raccolgono fondi per un viaggio lungo il Rio Grande, che documenteranno con questa tecnica.
Site Specific Cameras è il nome che Adam Donnely e David Janesko hanno dato alla loro originale idea che prevede la realizzazione di grosse fotocamere stenopeiche usando solo materiali reperiti sul luogo dello scatto, come ad esempio sabbia, tronchi e spazzatura riportata dal mare, nel caso di una location marina.
Il foro stenopeico è poi sempre reperito in loco e può essere una foglia o una conchiglia, che deve essere trovata rigorosamente già bucata.
Uno dei due fotografi si infila poi nel buio di questa curiosa costruzione artigianale, mentre l’altro funge da otturatore…
La creatività analogica non ha limiti.
🙂
https://vimeo.com/157860617
Weekend assignment #147 : Odori
Posted in Culture, Decay, tagged Assegnato, assignment, fotografia, odori, puzzo, sensazioni, tema, weekend on 12/03/2016| 4 Comments »
Che rapporto c’è tra fotografia ed olfatto? Può il fotografo, in qualche modo, coinvolgere l’osservatore a tal punto da fargli immaginare odori?
Beh, non è una cosa facile ma sta proprio qui lo spunto per la missione fotografica di questo fine settimana.
Come al solito l’idea è di svolgere un piccolo compito durante il weekend, provando a confrontarci con un tema fotografico preassegnato e tenere in allenamento la nostra creatività.
Non c’è molto da aggiungere per chiarire questo tema; trasferire una sensazione propria dell’olfatto nel dominio di un altro senso può sembrare arduo, ma la Fotografia ha grandi poteri.
Immagino già la tua domanda: “valgono anche gli odori sgradevoli?” La risposta penso di averla già data con la mia foto sopra: l’immagine di un ambiente chiuso da anni dove (almeno dal vivo) regnava un mix di odori decisamente poco piacevoli…
Bene, allora dai, nel weekend prova a misurarti con questo tema. Poi, com’è tradizione di questo blog, ti invito a condividere il risultato in un commento.
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Fotografia ansiogena
Posted in Culture, tagged ansia, apprensione, arte, comunicazione, progetto on 09/03/2016| 4 Comments »

In anxious anticipation – Photo by Aaron Tilley – Set Design by Kyle Bean
La Fotografia può essere ansiogena, eccome, non solo per il soggetto ritratto che, insieme al fotografo, è sovente alle prese con ansie da prestazione; il fatto è che le immagini possono essere generatrici di ansia anche per l’osservatore.
Un interessante progetto che esplora questo tema è In Anxious Anticipation, un lavoro a quattro mani frutto della collaborazione tra il fotografo Aaron Tilley e designer Kyle Bean, che puoi trovare su Kinfolk Magazine.
In questa serie di fotografie, ogni immagine è creata ad arte per trasmettere un senso di apprensione, quella strana sensazione che tutti ben conosciamo di “sta per succedere qualcosa”. Nella mente di chi guarda si forma l’immagine di “ciò che sarà dopo”, insomma del “danno fatto” ma è una proiezione del tutto autonoma del cervello di chi osserva. La foto è solo l’innesco di questo meccanismo.
Trovo che si tratti di un aspetto dell’arte fotografica caratterizzato da grandi potenzialità, forse mai abbastanza esplorato.
E’ un tema impegnativo, forse non adatto ad un semplice weekend assignment 🙂 ma ben considerabile come progettino di lungo respiro. Che ne dici?
[Fonte: Kinfolk Magazine]
Addio FP-100C
Posted in Culture, tagged business, era, fotografia, Fuji, istantanea, nicchia, perdita, Polaroid, redditività, settore on 03/03/2016| 8 Comments »
Gira da qualche giorno una notizia per niente bella: a breve FujiFilm cesserà la produzione della pellicola FP-100C.
In effetti è una pessima notizia, ma a dire il vero riguarda un numero esiguo di fotografi. Questo prodotto era l’ultimo baluardo della tecnologia “peel apart“, quella delle fotografie che si estraggono a strappo dalla macchina per poi separare a mano il negativo dalla stampa dopo qualche minuto in attesa dello sviluppo istantaneo; l’unica possibilità rimasta per poter ancora usare le vecchie e meravigliose “folding” Polaroid, come la mia Zietta 250, dopo la scomparsa delle pellicole ufficiali.
E’ un gran peccato, ma è una di quelle cose a cui è davvero difficile porre rimedio. Temo che saranno vani i tentativi dei siti, blog e gruppi Facebook che in questi giorni stanno provando a lanciare varie petizioni per cercare mantenere la produzione, ma il fatto è che si tratta di business e se FujiFilm con FP-100C è ormai da anni in perdita, la fine diventa inevitabile. Accadde esattamente lo stesso con FP-3000B in bianco e nero ed ancora prima con Polaroid, quando fu cessata la fabbricazione delle pellicole originali delle serie 100/600 a cui erano “ispirate” le stesse FP FujiFilm.
La realtà è che siamo un numero troppo piccolo di persone ad usare questa roba e personalmente ho toccato con mano i limiti dell’interesse verso questa nicchia. Ho infatti visto ben pochi amici fotografi concretamente interessati ad avvicinarsi a questo settore della fotografia, nonostante le tante occasioni in cui mi sia capitato di mostrare, far provare, parlare ed anche scrivere delle meraviglie di questo tipo di fotocamere, pellicole e risultati fotografici.
Fotografia per pochi quindi, sempre meno, fino all’estinzione. Chissà se i superstiti si rivolgeranno all’istantanea digitale, filone tutto da esplorare, oppure un giorno qualcuno rischierà i propri denari per riportare in vita questi prodotti; magari potrebbero essere gli stessi di “Impossible project” già impegnati sul fronte pellicole Polaroid serie SX-70, oppure altre aziende operanti nella fotografia istantanea analogica.
Che dire… resta comunque tutto il resto: l’universo sconfinato della foto digitale ed il mondo, ancora vivacissimo, dell’analogico.
La storia rimane, la vita continua.
Philippe Halsman: Photoshop anni quaranta (reloaded)
Posted in Culture, tagged arte, Dalì, Foto ritocco, genio, photoshop, surreale on 29/02/2016| 2 Comments »

Dali Atomicus - Philippe Halsman 1948
Molto prima del digitale e del fotoritocco con Photoshop, c’era chi comunque si ingegnava a realizzare immagini che lasciassero tutti a bocca aperta.
Tra questi c’era un fotografo di origini austriache: Philippe Halsman.
Nato a Riga nel 1906 da una famiglia di origini ebree, Halsman fu costretto in gioventù a lasciare l’Austria per problemi con la giustizia connessi ad una misteriosa morte del padre ed alle incalzanti problematiche legate alla nascente campagna antisemita.
Trasferitosi in Francia, iniziò a lavorare per importanti riviste di moda come Vogue, facendosi notare e divenendo famoso per il suo personale stile di ritratto, molto nitido e dalle tonalità scure, che lo differenziava dai clichè in uso al tempo.
Ma anche in Francia i problemi razziali crebbero e così, con l’aiuto del suo amico Albert Einstein, Halsman si trasferì negli Stati uniti dove nel 1941 incontrò il pittore surrealista Salvator Dalì.
Con Dalì iniziò una proficua collaborazione che produsse alcuni scatti divenuti storici come quello che puoi vedere qui sopra : Dali Atomicus, realizzato nel 1948.
Gli oggetti sospesi, Salvator Dalì a mezz’aria come i tre gatti che sembrano essere stati lanciati insieme ad una secchiata d’acqua, furono il risultato di un lavoro che, a detta di Halsman, richiese ben 28 tentativi prima di riuscire…
Il titolo è in stretta relazione con un’opera su tela dello stesso Dalì denominata Leda Atomica e visibile nello scatto giusto dietro ai micetti volanti.
E’ una fotografia tutta dedicata al concetto di sospensione, che lascia di stucco ancora oggi e stupisce ancor di più se si pensa che fu realizzata in un periodo ben anteriore a qualsiasi possibilità di ritocco digitale.
(Poveri gatti…)
Weekend assignment #146 : Lunga esposizione
Posted in Culture, History of photography, Technique, tagged antica, assignment, creatività, esposizione, fotografia, long, longexp, lunga, storia, tecnica, tradizione, weekend on 27/02/2016| 2 Comments »
Adesso ci troviamo a poter scattare a velocità di otturatore altissime e possiamo congelare il battito d’ali di un colibrì, ma la lunga esposizione rimane una tecnica affascinante, utilizzabile da tutti in modo creativo.
E così, per questo weekend assignment, ti propongo proprio la “longexp”. Imposta il tuo otturatore su una velocità che risulti lenta rispetto al contesto e prova a fare qualche scatto sfruttando il movimento.
Puoi fotografare qualcosa che lascia una scia luminosa oppure fare un “panning”, puoi muovere la macchina creando effetti strani o anche miscelare varie tecniche, a te la scelta.
Dal light painting alle foto notturne, la lunga esposizione è una tecnica che ogni fotografo dovrebbe imparare a conoscere e padroneggiare, proprio perché è semplice e proviene direttamente dagli albori della fotografia. Forse proprio per questo motivo è così potente e capace di darci così ampie possibilità creative.
In questo fine settimana ti invito insomma a cimentarti secondo questo approccio. Dopo, se ti va, posta in un commento la tua foto condividendo “il prodotto della tua missione”; condividere e confrontarsi è divertente.
Buon weekend!
🙂
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Amatori e autori
Posted in Culture, tagged amatori, autori, fotografia, reloaded on 24/02/2016| 16 Comments »
Che differenza c’è tra fotografia amatoriale e d’autore? Dove finisce una ed inizia l’altra? Esiste davvero la possibilità di distinguerle?
Ebbene la mia opinione è netta: “autori” ed “amatori” sono in sostanza la stessa cosa ed ogni autore è, o è stato, un amatore, come ogni amatore è intrinsecamente anche autore.
Il mio personale punto di vista sulla questione si fonda quindi su una classificazione diversa: quella tra “fotografia casuale” e Fotografia (la maiuscola non è un refuso).
Se decidiamo di realizzare un’immagine con l’intento di comunicare qualcosa, mettendoci creatività, estro personale e magari anche un po’ di ingegno, allora è Fotografia. Chiunque può fare Fotografia, non importa il livello, la tecnica o il background; se crea immagini in modo consapevole, seguendo una sua vena comunicativa che si esprime attraverso di esse, questo chiunque è un artista. Con ciò non voglio dire che il suo lavoro sarà automaticamente apprezzabile o memorabile, forse farà pena, ma resta comunque un’espressione artistica.
Tutt’altra faccenda è la foto casuale “inquadra e scatta”, l’istantanea fatta senza pensare veramente a cosa si vuole realizzare; la foto ricordo, turistica o meno, anche quando stupenda, non è propriamente arte.
Ed in tutto ciò come si inseriscono i critici? Davvero un bel tema… ma è un’altra storia…
🙂
Il cambio d’ottica più veloce del West
Posted in Culture, Technique, video, tagged cambio, lens, lente, obiettivo, swap, tecnica, veloce, west on 21/02/2016| 3 Comments »
Se c’è una cosa che molti fotografi-con-reflex odiano, se non addirittura temono, è il cambio dell’obiettivo. È una fase delicata, in cui si rischia di far cadere qualcosa, entra sporco nella macchina e poi si perde tempo prezioso.
Gestire bene il cambio di ottica è quindi importante e bisogna imparare a farlo bene, ma rimane comunque un gesto da affrontare con una certa destrezza. Sono sempre stato affascinato dalle varie tecniche di lens-swap e se cerchi nell’archivio di questo blog troverai vari post al proposito, ma oggi ti propongo una soluzione che definirei “da combattimento”, che addirittura consente di fare il cambio lente con una sola mano. È un’idea di GiGadgets che credo per qualcuno sarà molto interessante, specie per i più… aggressivi.
🙂
Fotografare = indicare (reloaded)
Posted in Culture, tagged comunicazione, fotografia, Indicare on 18/02/2016| 5 Comments »
Oggi ti ripropongo alcune considerazioni su una delle ragioni che forse contribuisce a rendere la fotografia affascinante per così tante persone di tutte le età in tutto il mondo: “inquadrare e scattare è un po’ come indicare“.
Il gesto del fotografare è istintivo, semplice e naturale, incredibilmente affine a ciò che tutti facciamo fin da bambini; è analogo a puntare il dito verso un oggetto o una persona ed è un messaggio universale, un segnale che va oltre le differenze di età o di lingua.
Dunque una persona che fotografa in qualche modo indica ciò che sta fotografando e lo si può constatare ogni volta che ci capita di indirizzare la nostra fotocamera verso qualcosa di un po’ insolito, notando come lo sguardo delle persone vicine, vada inevitabilmente a cercare l’oggetto dell’inquadratura.
Io questa cosa la sperimento spesso e so di condividere tutto ciò con chi, come me, ama fotografare cose insolite o apparentemente insignificanti come lo sono, in particolare, i soggetti pareidolici.
Non di rado penso a quanto sia intenso il potere “suggestivo” del fotografare quando, chino su qualche pezzo di qualcosa, sento lo sguardo curioso dei passanti che si chiedono “che cavolo fotografa quello”?
🙂











