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Archive for the ‘Night shots’ Category

Red light
Red light – © Copyright 2008 Pega

C’è poco da fare, è evidente a tutti che le idee migliori, quelle più originali e creative, vengono fuori proprio quando la nostra mente è libera di galoppare e muoversi senza troppe costrizioni logiche.
E’ così che a volte ci si sveglia la mattina, con una intuizione che è maturata nel sonno o nel dormiveglia…
Per qualcuno è la soluzione ad un problema a lungo studiato, per altri è l’idea per un pezzo scritto o di musica. Per un fotografo può essere il concetto o uno spunto creativo per uno scatto. 
Il momento in cui la mente riesce a partorire questi suoi prodotti può anche essere diverso o lontano dalle fasi di sonno. Può capitare sotto la doccia, in bagno, o mentre si parla di tutt’altro.
Succede che queste intuizioni siano fugaci, quasi impalpabili. Se non le si fissano subito a volte vanno perse. Per sempre.
Basta poco. Un piccolo blocchetto per appunti, il registratore vocale sul telefonino, o qualsiasi altro metodo. L’importante è prendere subito nota di queste idee… per poi valutarle e coltivarle con calma.

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Chica caliente

Chica caliente - © Copyright 2009 Pega

Ieri, parlando con una persona appassionata di fotografia, sostenevo la tesi che la chimica conta ancora molto nella fotografia.

La simpatica discussione all’inizio si è avvitata su un equivoco.
L’equivoco di quale chimica io stessi parlando.

La chimica delle pellicole, degli acidi per lo sviluppo e per la stampa sulla carta fotografica in camera oscura è legata alla fotografia analogica, che forse non è morta, ma oggettivamente pare in declino.
Sembrerebbe quindi ragionevole affermare che la chimica conta meno…

Io parlavo però di un’altra chimica: quella che governa la mente.

Digitale o analogico alla fine non è importante. Il risultato è tutto nella testa e nelle mani del fotografo, oltre che nelle reazioni dei soggetti con cui questo interagisce.

E’ la chimica delle emozioni che trasforma un click in un grande scatto, è la passione, è l’empatia che lega l’artista col suo soggetto.

Pensa a come a volte sia importante creare un legame, dialogare, entrare in sintonia con una persona prima di riuscire a fare un bel ritratto. Lo stesso vale per i fotografi naturalisti che devono entrare a far parte dell’ambiente che desiderano fotografare; si devono far accettare.

Chiamalo talento, sentimento, relazione o… ispirazione…

E’ sempre una questione di chimica.

🙂

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Fuochi fatui

Fuochi fatui - © Copyright 2009 Pega

Ebbene siamo alla fine di questo 2009.
E’ stato un anno un po’ particolare, l’ultimo del primo decennio del nuovo millennio. E da domani saremo nel secondo decennio del secolo.
Ovviamente l’auspicio è che il 2010 sia migliore del 2009… chissà.

Facendo un piccolo bilancio di questi primi mesi di blog devo dire che non mi aspettavo i visitatori e gli incoraggiamenti che ho ricevuto, devo ringraziare sinceramente chi ha voluto esprimere qui, su Flickr, o in privato, il suo apprezzamento per qualche post e per alcuni spunti presentati.
Come dico sempre, questo tipo di feedback fa davvero molto piacere.

BUONA fine 2009 e BUON INIZIO 2010 !

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Christmas candle

Christmas candle - © Copyright 2008 Pega

Meno male è arrivato.
Che dire oggi se non Buon Natale ?

Passa una bella giornata tra auguri, regali , parenti o quello che comunque questa ricorrenza ti riserva.
Probabilmente, se sei un lettore di questo blog e quindi forse un appassionato di fotografia, potrebbe capitarti di fare qualche scatto. Approfittane per dei ritratti, avrai probabilmente l’opportunità di fare foto in famiglia. Quale occasione è migliore del Natale per invitare le persone a farsi fotografare ?

Buon divertimento e BUON NATALE.

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Polaroid _Swinger

My first one - Copyright 2007 Pega

Mio padre forse non aveva calcolato bene l’impeto “creativo” che un ragazzino poteva sviluppare con un aggeggio come quello qui a fianco… e così la mitica Polaroid Swinger scomparve solo poco tempo dopo essermi stata messa a disposizione… 
Il costoso rullino per questa popolare fotocamera istantanea terminava in breve tempo se non ci si limitava un po’ e quindi il magico aggeggio finì in un angolino nascosto. La Polaroid fu rimpiazzata da una macchinetta “normale”, una classica Kodak Instamatic.
Ancora oggi porto con me una traccia di quelle prime esperienze: è quella tendenza a centellinare gli scatti, a stare attento a non sprecare quel prezioso rotolino, a soppesare bene ogni esposizione come se ancora avesse un costo tangibile come ai tempi della pellicola. A volte avverto tutto questo come un errore, una limitazione.
In questi tempi di fotografia digitale abbiamo finalmente la libertà di produrre un gran numero di scatti, senza alcuna preoccupazione. Siamo tutti nella stessa condizione degli invidiati fotografi professionisti di un tempo: possiamo tenere quel bottone schiacciato a lungo, e sfruttare quello che per qualcuno di loro era uno dei segreti per foto fantastiche: la raffica.
Una scheda di memoria ha oggi costi inferiori a quello che era un singolo rullino della Swinger (!), gli hard disk sono economici, non esistono più costi di sviluppo e le foto si possono gustare e condividere anche senza l’obbligo della stampa, che comunque può essere sempre ottenuta a costi ben più bassi di quelli di un tempo.
Non ha davvero più alcun senso limitarsi.
E allora RAFFICA… CONTINUOUS SHOOTING… scattare a palla. Ci sono un sacco di vantaggi.
In molte situazioni la raffica moltiplica le possibilità di ottenere un buono scatto. Nei ritratti, nei gruppi, nelle foto di strada, in qualunque situazione ci sia dinamismo, lo scatto multiplo regala la cattura di istanti magici che con il frame singolo sarebbe impossibile ottenere. 
In caso di scatti con basse velocità di otturatore è inoltre possibile anche minimizzare il micromosso indotto dalla pressione del pulsante di scatto: è una differenza spesso visibile tra il primo fotogramma (quello in cui il dito ha schiacciato il bottone) ed i successivi.
Fare tanti scatti è bello, libera ed aiuta a fare foto migliori.
Provare per credere.

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Red Moon

Red Moon - Copyright 2008 Pega

Chi non ha mai provato a fare uno scatto al nostro bel satellitone ?

Spesso ai primi tentativi si rimane delusi. La Luna non è un soggetto difficile ma senza qualche accorgimento non si riesce a farle una foto decente e come per i fulmini, di cui parlavo qualche post fa (http://wp.me/pCYfM-2x), anche con la Luna è divertente provare a cimentarsi.

Una delle cose da tenere presente è che la luminosità di questo corpo celeste è notevole, per alcuni inaspettata. Specialmente se intendi fotografare la Luna piena, considera un’impostazione di esposizione molto simile a quella di un soggetto in piena luce diurna. Del resto la Luna è davvero in piena luce solare diretta…
Tipicamente gli esposimetri delle nostre povere fotocamere vengono facilmente ingannati da una situazione come quella di una abbagliante Luna piena che si staglia nel cielo notturno, specie se impostati in modalità matrix/valutativa o con media pesata al centro. Con la Luna conviene calibrare l’esposizione impostando l’esposimetro in modalità spot, pena la totale sovraesposizone della stessa.

Ovviamente i migliori risultati si avranno potendo disporre di un buon tele ma non sottovalutare le notevoli capacità di crop delle moderne fotocamere digitali che, anche con un 200mm permettono discreti risultati (come quello della mia Luna rossa sopra).

Altro elemento da non trascurare è che la Luna si muove… e nemmeno poco.. 🙂
Piazzando la fotocamera su un treppiede ed osservando la Luna nell’oculare (o nel display se hai il live view), è evidente il movimento orbitale che, senza la scelta di un tempo di esposizione adeguatamente rapido, causerà un sicuro mosso. Tipicamente comunque questo non è un problema vista la discreta quantità di luce che si ha a disposizione e normalmente si riesce a scattare con tempi intorno a 1/1000 o più a seconda della luminosità della serata (e dell’obiettivo).

Il resto lo farà la fortuna, o la perseveranza, di trovare il momento o il luogo adatto, per godere di un cielo limpido e provo di foschie che renderebbero vani i tentativi di fare qualche bello scatto.

Buon divertimento !

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Il temporale si avvicinava minaccioso e così ho voluto provare a catturare qualche fulmine. Chi ci si è già cimentato sa bene quanto la cosa non sia così facile. Di sicuro c’è gente molto brava a farlo, su internet si trovano foto di fulmini veramente straordinarie.
Non avendo purtroppo a disposizione il treppiede, mi sono piazzato con la macchina fotografica ben appoggiata su un corrimano e dopo qualche prova ho deciso di impostare un ISO 400, che sulla mia D90 è un ottimo compromesso tra sensibilità e rumore.
Con lo zoom regolato a 26mm (39mm equivalenti) ho poi scelto un’apertura di f/7.1 che, con questa focale, garantisce allo stesso tempo buona nitidezza e grande profondità di campo da circa 450m fino all’infinito.
La scelta per la velocità di scatto è caduta su 1/60 sottoesponendo così di circa 2, alla ricerca di quell’atmosfera cupa che vedevo nella realtà. Con questo tempo non ci sono problemi di mosso anche considerando la condizione non perfetta di posizionamento della fotocamera, credo comunque che in eventuali futuri esperimenti non disdegnerò di scendere ancora, magari a 1/25, sfruttando al massimo quella che è la durata; del fenomeno del fulmine e magari abbassando gli ISO per avere ancora meno rumore.

Il resto è stata una serie di circa una cinquantina di scatti, una specie di “test dei riflessi” da cui sono uscito con solo tre o quattro foto decenti.
La foto qui sopra è quella più luminosa, le altre sono praticamente degli scatti notturni, molto cupi.
Qualcuno si chiederà perchè non ho optato per una tecnica che prevedesse una lunga esposizione. Il temporale era molto minaccioso ma con pochi e rari lampi, la luce bellissima. Mi è piaciuto provare a catturare l’atmosfera che vedevano i miei occhi, cercando anche di non sovraesporre troppo i lampi. Follia?

Come postproduzione ho applicato una leggera riduzione del rumore, croppato per eliminare un edificio e regolato molto moderatamente luminosità e contrasto.
Non sono soddisfattissimo ma tutto sommato mi piace. Ci ritrovo l’atmosfera minacciosa di quel temporale a cui ho assistito, compresa l’affascinante e temibile essenza del fulmine.

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tutto e niente

Uno dei miei primi esperimenti di “light painting”.

Per chi non la conosce, si tratta di una interessante tecnica tipicamente utilizzata per ottenere un particolare effetto di illuminazione “selettiva” in foto di soggetti statici, in particolare still life.

Ci sono infiniti modi di eseguire questo tipo di scatti ma generalmente si posiziona l’oggetto da fotografare in un ambiente sostanzialmente buio e si procede a realizzare una foto a lunga esposizione (tipicamente 10 secondi o più) durante la quale si effettua una delicata illuminazione del soggetto attraverso una fonte luminosa mobile, tipicamente una piccola torcia tascabile.

L’obiettivo è ottenere una illuminazione molto selettiva che escluda il piano di appoggio ed altri elementi esterni, nel contempo  si cerca di “dipingere” (light painting appunto) il soggetto con la luce, illuminandolo da angolazioni diverse ed ottenendo un effetto altrimenti quasi irrealizzabile con altri sistemi.

Ovviamente si deve porre la massima attenzione a non diffondere troppa luce e sopratutto a non dirigere nemmeno minime parti del fascio luminoso verso l’obiettivo.

Vi consiglio di provare. Vengono fuori immagini molto interessanti.

Per chi mel’ha chiesto, il riferimento del titolo di questa foto è al concetto di “tutto e niente” espresso nella mia personale opinione dal coltellino multiuso. C’è tutto: dalla lama affilata al cavatappi ma se un giorno capita di doverne avere davvero bisogno ci si accorge che non vale proprio un bel niente… L’idea della foto e della tecnica usata era poi quella di sottolineare questo dualismo tutto/niente con il contrasto luce e buio. 

Chiedo umilmente perdono ai produttori di coltellini multiuso…

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Fuochi fatui

It is theory that decides what can be observed.
(Albert Einstein)

Trovo sia una frase su cui riflettere. Decisamente non banale, e non solo per quanto concerne la fisica…

No ?

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murena

Everything has beauty, but not everyone sees it. (Confucius)

Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr 🙂

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