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Posts Tagged ‘fotografia’

Stanco delle solite foto? Sei alla ricerca di qualche ideuzza e stai per buttare i tuoi soldi in qualche gadget o macchinetta lomo?
Il fai da te è sempre una gran risorsa e quando trovo qualche spunto cerco sempre di condividerlo. È il caso di questo breve video in cui gli amici di Cooph, la stimolante cooperativa fotografica online, mostrano sette idee “do-it-yourself fotografico” immediatamente realizzabili.
Io mi sono cimentato con divertimento in quasi tutte, e devo dire che a volte vale molto più una di queste semplici idee che un costoso pezzo di attrezzatura.
Buona visione!
.

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AppleA volte, ad inizio anno, parlo dei progetti che intendo provare a sviluppare per i mesi a venire, ma per il 2015 non l’ho fatto. Capita infatti di avere solo spunti vaghi, non maturi per diventare veri progetti su cui impegnarsi sul serio.
C’è però una cosa che ho iniziato a fare dall’inizio di quest’anno, non è un progetto fotografico nel senso tradizionale, ma visto che ci sto prendendo gusto, ho deciso di condividerne il principio e, chissà, forse alla fine anche i risultati.
L’idea parte da una riflessione sulle difficoltà che incontriamo nello sviluppare le nostre attività cretive, nel trovare il tempo e le giuste energie per la nostra passione.
Per molti di noi c’è una sorta di separazione tra le tipiche attività quotidiane e la fotografia: si finisce per fotografare solo nel tempo libero, nei momenti che stabiliamo di dedicare a questo aspetto creativo della nostra vita. In questo modo la fotografia diviene un’attività segregata, quasi chiusa in un compartimento stagno, fatto di momenti predeterminati in cui non è detto che la nostra vena creativa sia disposta ad esprimersi.
Ecco allora il progetto 365/2015 che, come idea in sè, non ha niente di nuovo: una creazione fotografica al giorno, ogni giorno per un anno. Trecentosessantacinque foto, ma anche altro. Fare tutti i giorni qualcosa di creativo, farlo nel momento in cui si presenta, quindi pienamente integrato con la vita di tutti i giorni. Può essere uno scatto con lo smartphone, l’elaborazione di una vecchia foto, un nuovo post per il blog o qualsiasi altro tipo di espressione creativa, magari un collage di polaroid o un ritaglio di negativi.
Semplice o complessa, l’importante è che questa creazione sia fatta nel momento in cui l’ispirazione ce la suggerisce, fresca e genuina come una mela colta dall’albero.
🙂

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Un bacio in S.Croce

A kiss in Santa Croce – © Copyright 2009 Pega

Non c’è molto da spiegare per il tema di questo fine settimana.
Può essere quello appassionato tra due amanti, quello rituale tra persone che si salutano o qualsiasi altro abbraccio. E questo il tema fotografico assegnato per questo fine settimana.
Puoi decidere se rubarlo da lontano, chiederlo a soggetti consapevoli o magari anche partecipare da protagonista in un autoscatto, sta a te la scelta. Puoi interpretare l’assignment come più ti piace, l’importante è che la foto contenga questo elemento chiave.
Insomma, in questi giorni, prova qualche scatto seguendo questa idea. Far fotografie con in mente un compito assegnato ci può aiutare molto a coltivare la creatività. Come al solito, ti invito a condividere i risultati di questa tradizionale missione e per farlo non hai che da inserire in un commento qui sotto, il link alla tua foto.

Buon divertimento!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Incontro by Pega

Incontro – © Copyright 2013, Pega

Quanti messaggi si erano scambiati, quanti momenti passati davanti allo schermo immaginandosi a vicenda.
Era stato bello conoscersi poco per volta, all’inizio con parole prudenti, giocando per mostrarsi in positivo, curiosi di sapere, ogni giorno che passava, sempre di più su quella persona all’altra tastiera.
Da tutto quel “chattare” era pian piano nato qualcosa. Un’attrazione che li aveva coinvolti in modo tangibile, lasciandoli sorpresi che tale intensità potesse nascere da un rapporto telematico.
E così avevano deciso di incontrarsi…

[Come sarà andata? Sta a te, alla fantasia dell’osservatore, continuare il racconto. La magia della Fotografia è anche questo, l’interazione tra intenzione del fotografo e proiezione creativa di chi guarda l’immagine.
E’ per questo che ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]

Altre “storie da una foto”:
Alieni
La porta
Capitan M|artin von Melik
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone

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Mai come adesso, nell’epoca del digitale, è stata forte la preoccupazione sull’originalità delle immagini, sull’impatto del ritocco e della postproduzione, sulla corrispondenza tra realtà e prodotto fotografico.
Curiosando sull’argomento mi sono imbattuto su un punto di vista, quello del famoso fotografo Gianni Berengo Gardin.
Berengo Gardin appone una sorta di timbro alle sue stampe ai sali d’argento:
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Gianni Berengo gardin timbro

Rispetto ed ammiro questo grande personaggio della fotografia italiana, ho visitato sue mostre e letto sue pubblicazioni ma vedo le cose in modo molto diverso da lui. La mia modesta opinione è che la fotografia non sia mai stata e non possa essere rappresentazione fedele di quello che vediamo. La fotografia non può rispecchiare, come dice Berengo Gardin, “ciò che abbiamo visto”, perchè è sempre e comunque qualcos’altro, creato artificialmente, mediato, filtrato, processato. Sta poi al fotografo il controllo del dosaggio di questa inevitabile alterazione della realtà. È sempre stato così sin dai tempi del dagherrotipo, figuriamoci oggi.
Vorrà perdonarmi il buon Gianni.
🙂

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Daguerre

Louis Jacques Mande Daguerre

Non è una ricorrenza di quelle che appaiono sui giornali, non è un centenario o roba del genere: è solo un modesto compleanno.
Sì, proprio in questi giorni, centosettantadue anni fa, il 7 gennaio del 1839 nasceva ufficialmente la fotografia.
François Arago presentò l’invenzione all’Accademia delle Scienze di Parigi con una relazione in cui si annunciava la scoperta di Daguerre. La notizia si diffuse a velocità incredibile, specialmente nel mondo dell’arte in cui il nuovo marchingegno fu visto come una devastante minaccia.
Essendo stato descritto come uno strumento per “produrre immagini senza bisogno di ricorrere all’opera di un artista”, l’annuncio dell’invenzione del Dagherrotipo provocò molte reazioni preoccupate. Il pittore francese Paul Delaroche dichiarò addirittura che la pittura era morta.
Fu un periodo tormentato da polemiche e lotte sulla paternità dell’invenzione. L’Inglese Talbot, che aveva messo a punto un procedimento diverso ed in grado di garantire la ristampa (impossibile con il Dagherrotipo), forse dovrebbe essere considerato il vero padre della fotografia. Quel che è certo è che l’innovazione era arrivata ed una rivoluzione aveva avuto inizio.
Buon compleanno FOTOGRAFIA!

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Saint-Cloud, Paris 1921

Saint-Cloud, Paris 1921 – Eugene Atget

Ci sono domande che tornano con regolarità, domande che specie durante una serata tra amici è sempre possibile che qualcuno proponga.
Insomma “esiste davvero la Befana?”, o anche: “quand’è che si diventa grandi?”
Se nel gruppo ci sono appassionati di fotografia, una domanda ad alta probabilità sarà: “quand’è che è arte?”
A parte gli scherzi, è una domanda dalla storia millenaria, fiumi di parole ed opinioni al proposito. Ma io oggi, la ripropongo a te, e sono piuttosto sicuro che te la sei già posta in passato.
Ti invito a scrivere il tuo punto di vista in un commento qui sotto, oppure anche solo a meditare in privato sulla tua personalissima risposta. È una domanda a cui credo che l’importante sia provare a dare comunque un’interpretazione propria.
Ovvio che io non posso esimermi dall’esprimere per primo il mio pensiero, cercando di sintetizzare al massimo e forse banalizzando un po’, ma lasciando aperta la porta a qualsiasi approfondimento.
Il mio è un punto di vista semplice e classico, per niente originale: l’arte è l’incrocio tra il gesto creativo (consapevole) di una persona e la proiezione dell’osservatore. È quest’ultimo l’unico vero giudice e sono il suo modo di vedere le cose, la sua cultura e le sue esperienze che determinano la percezione che trae dall’opera, insieme alle emozioni che ne riceve.
Quindi, se per te è arte, anche se non lo è per il resto del mondo, allora è arte!

Art is in the eye of the beholder“.

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StarickTi piacerebbe passare il 2015 girando il mondo e vivendo di sola fotografia, senza spendere un centesimo? Togliendo ai soldi il loro potere letale? È proprio quello che sta facendo un certo Shantanu Starick, fotografo australiano che da due anni e mezzo porta avanti il suo progetto “Pixel Trade” che consiste nell’eliminare i soldi dalla sua vita, sostituendoli con la fotografia.
Starick ha già viaggiato in cinque continenti senza spendere nulla, basando la sua sopravvivenza solo su lavori fotografici che baratta con alloggio, vitto o trasporti. Pare proprio che la cosa stia procedendo alla grande e, come si legge sul suo sito, ha già completato quasi duecento di questi “scambi”, che tipicamente prevedono fornitura di servizi fotografici professionali di varia natura: dai matrimoni alla pubblicità, dai ritratti su commissione alla fotografia di architettura.
Il progetto punta a coprire i sette continenti ma, seguendo una conferenza TED che Starick ha tenuto a Brisbane (la puoi vedere qui sotto), pare che la sua vera intenzione sia proseguire a tempo indeterminato o, come dice lui: “finche esisteranno la curiosità umana e la gentilezza”.
Bella e romantica questa idea di cambiare l’equazione della propria vita e campare di sola fotografia, senza più il vil denaro tra i piedi.
In bocca al lupo Starick!
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Incastro mistico

Incastro mistico - © Copyright 2014 Pega

Un altro anno si chiude ed è proprio il momento di fare ordine tra files e cartelle, archiviare il 2014 e dare spazio all’anno nuovo. Quale occasione migliore per risfogliare gli scatti degli ultimi dodici mesi?
Per me questa è una piccola tradizione, una sorta di semplice rito propiziatorio per l’anno fotografico a venire, che si completa con la scelta di un’immagine da considerare come la più riuscita dell’anno appena trascorso.
È un piccolo esercizio che propongo anche a te a conclusione di questo 2014, alla ricerca di quella che sceglieresti se ti fosse concesso di salvare una sola tra le tue foto degli ultimi dodici mesi.
Io ci ho provato ed ho scelto l’Incastro Mistico.
Non credo sia tra le mie migliori foto in assoluto ma lo è per quest’anno, in cui ho scattato poco e male. È comunque un’immagine che risponde a vari criteri che, per il mio personalissimo giudizio, ne fanno una fotografia interessante, ma sopratutto è uno scatto a cui tengo, capace di riportarmi sensazioni e ricordi del momento. Elementi che rendono questa foto importante per me.

La scelta che invito anche te a fare è ovviamente molto personale e del tutto soggettiva, ma è qualcosa che ti consiglio di provare a conclusione di questo anno di fotografie.
Se ne hai voglia inserisci pure il link alla “tua preferita 2014” in un commento a questo post.

E… BUON 2015!

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Printisnap instant thermal
No, non l’ho costruita e nemmeno ricevuta in regalo per Natale, ma confesso che mi affascina. È forse uno dei congegni da fotografo-nerd più assurdi che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi: una fotocamera rudimentale a stampa termica.
L’idea di usare una stampante da scontrini per fare fotografia istantanea è allo stesso tempo folle e geniale; se dal punto di vista della qualità è facile capire quali possano essere i limiti, l’estrema economicità e velocità aprono frontiere nuove.
Una foto stampata in tre secondi da questa macchinetta costa meno di un decimo di centesimo e puoi scarabocchiarla, colorarla o buttarla, ma rimane unica e non ripetibile. Se ne possono fare a bizzeffe, senza limiti, tanto che il pulsante di scatto è dotato di una geniale funzione “timelapse” per creare flip-book animati da sfogliare come bambini d’altri tempi.
Per il momento Printsnap è un prototipo costruto intorno ad un sensore recuperato da un cellulare ed alla stampante di un registratore di cassa, il corpo macchina è una semplice ma elegante scatoletta in legno lucidato con olio di lino.
L’ho scovata, insieme al video sotto, su un apposito mini sito che probabilmente anticipa una imminente campagna di crowdfunding su Kickstarter.
La voglio 🙂
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