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Posts Tagged ‘fotografia’

Once there was

Once there was – © Copyright 2010 Pega

Ed eccoci al primo weekend assignment di questo nuovo anno e come al solito l’idea è quella di provare qualche scatto “a tema”. Come sai bene se segui questo sconclusionato blog, sono convinto che fotografare con in mente una piccola missione sia davvero utile per migliorare la propria fotografia, oltre che risultare anche divertente insieme alla condivisione dei risultati di questi assignment. Per farlo non hai che da inserire il link alla tua foto in un commento a questo post.
Dunque il tema di oggi mi è venuto in mente nel cuore della notte di capodanno, sul tardi quando l’atmosfera dopo feste e botti si è calmata e pian piano è sceso il silenzio.
Si può fotografare il silenzio? Beh, probabilmente sì e ti invito a provarci in questo fine settimana perché il tema è proprio questo.
La fotografia di concetti non visuali è una piccola sfida.
Buon divertimento 🙂

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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LetiziaBattaglia

Letizia Battaglia

Da qualche settimana è in onda sul canale Sky Arte, “Fotografi” una bella serie di documentari dedicati alla fotografia contemporanea ed in particolare ad otto grandi fotografi italiani. Sono approfondimenti ben fatti, che raccontano la vita e le immagini di questi nostri connazionali impegnati nel mondo con al collo le loro fotocamere, in generi anche molto diversi tra loro.
Reportage di guerra, fotogiornalismo, ma anche astratto e pubblicità, sono il mestiere di nomi importanti, narrati con uno stile diverso in ogni episodio, proprio per adeguarsi alle caratteristiche ed alla personalità della figura descritta.
C’è Letizia Battaglia, protagonista della prima puntata, con le sue crude foto di cronaca, testimone di storie di sangue e violenza nella sua Palermo ma anche Paolo Pellegrin, membro Magnum, che nel secondo episodio parla del suo lavoro in cui documenta le sofferenze ed i drammi di persone colpite dalle atrocità della guerra, in particolare in medio oriente e a Gaza.
Altri protagonisti della serie sono Umberto Pizzi, Oreste Pipolo, Mustafa Sabbagh, Giovanni Gastel, Davide Monteleone e Sergio Ramazzotti.
Una bella serie sulla fotografia, dedicata a nomi importanti anche se non sempre noti al grande pubblico. Sarebbe bello che se, dopo questo passaggio sulla TV a pagamento, fosse possibile vedere questi lavori anche su qualche canale gratuito.

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Ascesi - Pega

Ascesi – © Copyright 2012 Pega

Ed eccoci ad un altro anno che si chiude, un anno fatto di tante cose ma un po’ anche di fotografie. Per qualcuno questi scatti significano una scatola di negativi che si affianca alla precedente, per altri una nuova cartella nell’hard disk, per altri ancora forse… l’oblio.
Non credo sia una cattiva idea voltarsi un attimo indietro e valutare che cosa siamo stati capaci di fare in questo 2012.
Come lo scorso anno ti propongo di dare con calma un’occhiata al tuo archivio e scegliere quella che consideri la tua miglior foto del 2012. È un piccolo esercizio, che ti chiedo di fare come se ti fosse concesso di salvarne solo una tra tutte quelle realizzate negli ultimi dodici mesi.

Io ci ho provato ed ho scelto lo scatto dal titolo “Ascesi”, realizzato al monastero della Certosa di Firenze.
È un’immagine a cui sono legato, non solo perché risponde ad alcuni dei miei personali criteri di valutazione ma, come spesso succede, anche perché è accompagnata da sensazioni legate all’esperienza del momento, irriproducibili nell’immagine e quindi difficilmente percepibili dall’osservatore.
Questa mia scelta è ovviamente del tutto soggettiva e ti consiglio di fare lo stesso, cogliendo l’occasione di ripercorrere quest’anno attraverso le tue fotografie.

Poi, se ne hai voglia, inserisci pure il link alla tua “preferita 2012” in un commento a questo post.
E… BUON 2013!

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The turtle glide - © Copyright Trent Mitchell

The turtle glide – © Copyright Trent Mitchell
Categoria: Others_s Pro

Anche quest’anno ho seguito con curiosità l’International Photography Awards che, arrivato alla sua decima edizione, rappresenta ormai un interessante punto di riferimento per il mondo della fotografia amatoriale e non.
Tra gli aspetti più interessanti di questo concorso è il carattere multidisciplinare: le categorie sono davvero molte e si va dalla foto concettuale a quella pubblicitaria passando per il reportage, l’astratto e molto altro. C’è di tutto.
Mi sono soffermato a lungo su alcune delle foto finaliste pubblicate sul sito del concorso, scoprendo cose piuttosto interessanti, come gli scatti di Trent Mitchell di cui è un esempio lo splendido “Turtke gilde” che puoi vedere sopra.
Ti consiglio proprio una visita a questa rassegna di Fotografie.

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Giudizio

Il Giudizio (ribaltato) – © Copyright 2010 Pega

È un vecchio metodo che veniva insegnato ai tempi della fotografia a pellicola. Si ruota la stampa di 180 gradi, la si guarda nel suo insieme magari allontanandola un po’ e si osserva l’insieme.
Guardare la foto capovolta aiuta a valutare la qualità strutturale dell’immagine evitando di concentrarsi troppo sul soggetto, permette di apprezzare molto meglio la composizione ed evidenzia in modo implacabile la struttura.
Guardare una foto rovesciata è tornare agli albori: nelle macchine fotografiche di un tempo l’immagine si vedeva proprio capovolta ed è anche per questo che è così evidente l’equilibrio compositivo delle foto d’epoca, un equilibrio spesso presente negli scatti di coloro che ancora fanno uso di banchi ottici o fotocamere di grande formato.
Oggi, nell’era del digitale, in pochi ricordano tutto ciò sebbene ruotare le immagini su un monitor sia ancora più facile. Non serve nemmeno stampare, basta dare un’occhiata alle nostre foto ribaltate per distaccarci dai dettagli e percepire la struttura generale. È un modo per guardare i propri scatti in modo diverso, dimenticando per un attimo di cosa parla la foto e lasciando che sia la struttura ad emergere.
Provaci.

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Christmas candle
Ci siamo. Arrivano pranzi e cenoni ed eccomi a proporti una semplice idea fotografica.
Il Natale può essere una gran bella occasione per fare foto: si può approfittarne per cercare i dettagli ed i riflessi nelle luci e nelle decorazioni ma anche cogliere l’opportunità di fare dei ritratti, specie se si passano le festività in famiglia con parenti e amici.
Voglio riproporti qualcosa da sfruttare proprio in occasione del pranzo o il cenone di Natale:

  • prepara un angolo fotografico, magari vicino all’albero. Fanne una sorta di piccolo set aggiungendo, se ce l’hai, un flash con diffusore.
  • invita le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque PRIMA del pasto
  • effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare DOPO l’abbondante mangiata…

😀 😀 😀 😀 😀
Buon divertimento e BUON NATALE

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NASA curiosity

Se in questi giorni davvero il mondo finisce c’è chi si godrà lo spettacolo.
La sonda NASA Curiosity è lì su Marte, bella tranquilla, piazzata a distanza di sicurezza. Sono pronto a scommettere che ha già rivolto le sue fotocamere verso la Terra in attesa del possibile evento.
Nei mesi scorsi ci ha già inviato un bel po’ di immagini della superficie del pianeta rosso ed anche della Terra ma tra le foto che più mi hanno affascinato c’è il fantastico e vanitoso autoritratto che puoi vedere sopra. E’ stato realizzato scattando 55 foto da angolazioni diverse usando la fotocamera posizionata sul braccio mobile estensibile e processata dalla NASA per ottenere un’unica immagine in cui il braccio non è più visibile, apparendo scattata come se il “vanesio” robot Curiosity avesse piazzato un treppiede per farsi un autoscatto.

Image credit www.nasa.gov

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20121217-112854.jpg

Finisce o non finisce questo mondo?
Certo che se dovessero avere ragione i Maya potrebbero esserci delle grandi opportunità fotografiche. Bagliori nucleari? Diluvio universale? Scene apocalittiche e cataclismi inenarrabili? Oppure qualcosa di ancor più pazzesco che l’obiettivo potrebbe catturare, oppure no.
Comunque sia, in questi giorni non è il caso di lasciare a casa la nostra fida macchina fotografica, potrebbe servire magari anche solo per catturare qualche attimo strano o un’atmosfera insolita.
Ma come fare per proteggere dalla “fine” il prodotto dei nostri scatti ed assicurarci che magari qualcuno o qualcosa (gli alieni?) in un futuro possa vedere quello che abbiamo fotografato?
Su pellicola o scheda di memoria le nostre foto potrebbero non sopravvivere alla catastrofe se non adeguatamente protette. Tu come faresti per salvare le tue immagini? Un contenitore stagno ed ignifugo? Una cassaforte? O un upload verso un satellite? 🙂

P.s. Ah, mi sovviene una cosa: anche se il mondo non dovesse finire il 21/12/2012, siamo tutti sicuri di fare il possibile per proteggere dal futuro le nostre care fotografie?

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Cruscotto astratto

Cruscotto astratto – © Copyright 2008 Pega

Una volta il titolare di una piccola galleria d’arte mi disse: “L’astratto è un genere difficile, che generalmente paga poco. In fotografia non paga proprio”.
Non so dire se avesse ragione o meno, resta il fatto che comunque l’astratto mi affascina, sopratutto in fotografia.

Mentre per le altre arti figurative l’astratto è un risultato che parte dal concetto mentale dell’artista e si produce direttamente nell’opera lasciando all’osservatore l’onere di un grosso sforzo interpretativo, in fotografia è invece un paradosso, un percorso diverso, con un passaggio in più. La foto è intrinsecamente una rappresentazione meccanica del reale, quindi per realizzare un astratto il fotografo deve lavorare per fare in modo di rendere astratto ciò che non lo è.
L’astratto fotografico è quindi tale solo agli occhi dell’osservatore, il fotografo lo inganna rendendogli arduo riconoscere il vero soggetto dello scatto.
Sì, hai ragione, è un ragionamento contorto che forse non riesco nemmeno a spiegare bene, ma se un po’ lo condividi prova a ragionarci. Magari mi fai sapere che ne pensi.
🙂

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dirkonNiente sensore, niente elettronica, niente parti meccaniche, niente ottica… costo praticamente zero.
Basta un po’ di carta ed una discreta dose di pazienza: la Dirkon è davvero una fotocamera alla portata di tutti.
Nata alla fine degli anni ’70 sulle pagine di una rivista dell’allora Cecoslovacchia, è una macchina fotografica stenopeica fai-da-te realizzabile interamente in cartoncino.
Puoi stampare il progetto che vedi qui sotto, ritagliare le parti, incollarle ed avrai una fotocamera pinhole utilizzabile con pellicola 35mm. Una vera sfida che potrebbe essere anche lo spunto per un evento in cui trovarci tra appassionati e provare a realizzarne una a testa per vedere come ce la caviamo.

Dirkon progetto

Puoi trovare altre informazioni ed istruzioni per la realizzazione sul sito www.pinhole.cz
La Dirkon non è l’unica fotocamera stenopeica in cartoncino. Una sua “concorrente” è la Rubicon, leggermente più complessa e sofisticata, probabilmente più efficace, che puoi assemblare partendo da un PDF con piani ed istruzioni, scaricabile gratuitamente qui.
Buon divertimento!

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