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Lucca Comics 2011

Evil? - © Copyright 2011 Pega

Anche quest’anno sono riuscito a fare un salto al Lucca Comics, l’evento che ogni anno invade la città toscana con una spettacolare moltidudine di appassionati provenienti da tutta Italia.
Come da tradizione, le strade ed il bellissimo percorso tra i bastioni erano popolati da un gran numero di cosplayer con i loro fantastici costumi. Sembravano arrivare direttamente dalle dimensioni parallele dei loro personaggi : fantasy, fumetti, fiabe, videogiochi, saghe cinematografiche o televisive. E’ un universo culturale molto vasto, fatto di immaginario, passione, fantasia e divertimento.

Durante questi giorni vagando per le vie, puoi incarnare un eroe o un mostro, un carnefice o una vittima, un personaggio reale o di fantasia. Non ci sono regole, nemmeno vincoli di età: c’è l’adolescente con il suo personaggio di un videogioco, come l’over 50 che con la sua testa brizzolata spunta togliendosi l’elmetto da guardia imperiale di Guerre Stellari. Nessuno è lì per giudicare, al contrario c’è un’aria di condivisione ed ammirazione gli uni degli altri, rispetto e curiosità reciproca.

A Lucca c’era insomma una gran bella atmosfera. L’ho iniziata a respirare appena arrivato quando, quasi con meraviglia, ho visto la coda ordinata di persone che nonostante i look irreali, trucco e parrucche colorate, attendevano con flemma anglosassone il loro turno per salire sulla piccola navetta-bus che dal parcheggio portava in centro.
Un senso di civiltà che duettava con i costumi e l’aspetto stravagante di molti, confermandosi nell’atteggiamento ed il comportamento generale, tranquillo ed ordinato, di così tante persone con cui diviene davvero facile sentire qualcosa in comune.

Io di cosplay non ci capisco molto, anzi diciamo pure che non ci capisco nulla, ma una cosa è certa: al Lucca Comics mi sono sentito come a casa mia, tra vecchi amici, con gente che ha il mio rispetto ed in molti casi anche la mia ammirazione. Concittadini.
E poi devo proprio dirlo: qui nessuno ti guarda male se hai una fotocamera, nessuno ha paura o sospetto se lo inquadri per uno scatto, anzi, fioccano i sorrisi.

Grazie ragazzi.
Ci vediamo al Lucca Comics 2012.

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23:00

23:00 (Winter Holter) - © Copyright 2011 Pega

Te ne accorgi quando cominci a far foto a scene ed oggetti che gli altri nemmeno notano, o quando ti scopri ad apprezzare il suono dello scatto di una fotocamera.
Te ne accorgi quando vedi quasi ovunque situazioni che reputi degne di essere fotografate, o quando inizi ad assumere strane posizioni in pubblico, alla ricerca di qualche interessante inquadratura.
Te ne accorgi quando ti indispongono i complimenti alla tua macchina fotografica invece che a te, o quando ti sorprendi a leggere regolarmente blog fotografici folli come questo.

Ma sopratutto, te ne accorgi quando nell’archivio delle tue foto… Non ci sei mai.

Benvenuto (benvenuta).
🙂

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Cruscotto astratto

Cruscotto astratto - © Copyright 2008 Pega

Rieccoci con il weekend assignment: ormai una vera e propria tradizione che in questo fine settimana deborda decisa nella follia 🙂

Per questo weekend la proposta è il : camera toss.
Se non ne hai mai sentito parlare, il camera toss è un modo pazzesco di fotografare che consiste nel realizzare esposizioni  mentre la fotocamera si muove per aria dopo essere stata lanciata. No non sto scherzando, per fare questo tipo di foto si mette decisamente a rischio l’attrezzatura e si va alla ricerca di immagini, spesso astratte o quasi, disegnate dalla luce e dal movimento.
Insomma, una sorta di “light painting” acrobatico fatto di lunghe esposizioni con fotocamere volanti e recuperi delicati.
L’esempio della mia foto sopra è una semplice realizzazione fatta con un tempo di circa un secondo lanciando la fotocamera e facendola leggermente ruotare in volo davanti al cruscotto dell’automobile. 

Lo so, stai pensando: “sei pazzo, così sfascio la mia preziosa reflex!”.
Beh, il rischio c’è. Se non lo vuoi correre (al riguardo ti invito a leggere un mio vecchio post) puoi sempre provare questa tecnica con una vecchia fotocamera analogica magari acquistata a pochi euro proprio per questo, una digitale compatta ormai obsoleta o anche usare un cordino o laccio di ritenuta di sicurezza per impedire che dopo il lancio la macchina rischi di cadere.

Te la senti? Dai, per questo weekend assignment ti invito a sperimentare una cosa da matti che può risultare anche pazzescamente divertente.
Prova il camera toss, allenati a lanciare in aria la macchina ed a recuperarla al volo senza danni, calcola i tempi e l’eventuale uso dell’autoscatto. C’è chi addirittura ha provato a sperimentare degli autoritratti fatti con questa tecnica!
Poi, se ti và, posta il link ai tuoi scatti volanti in un commento qui sotto, condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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“Don’t Forget To Say Hello”.
E’ in sintesi tutto qui il pensiero che ci trasmette Steve McCurry in un breve video che fa parte del progetto “One-Minute Masterclass” realizzato da Phaidon.
McCurry è uno dei fotogiornalisti e fotografi di strada più famosi del mondo. Membro dell’agenzia Magnum è l’autore del famosissimo ritratto della Ragazza Afgana reso celebre molti anni fa dal National Geographic, rivista con cui lavora ormai da tempo.

Per McCurry la fotografia di strada è il terreno su cui cogliere le opportunità più varie per entrare in contatto con persone di ogni angolo del mondo e realizzare ritratti intensi e suggestivi attraverso la creazione di un rapporto sincero tra fotografo e soggetto.
L’elemento del saluto è quindi per lui il biglietto da visita, la chiave per aprire la prima porta in modo rispettoso, cercando di porsi in modo il più possibile paritetico nei confronti della persona davanti all’obiettivo.
E’ un approccio alla fotografia di strada diverso da chi la interpreta alla ricerca di scatti rubati e situazioni spontanee dove il soggetto è totalmente inconsapevole. McCurry al contrario cerca il contatto e tenta di stabilire un dialogo con gli esseri umani che ha di fronte, quasi indipendentemente dalle barriere linguistiche che possono esistere.

Trovo molto bello questo punto di vista e ti consiglio questo minuto con Steve.
Il video è in inglese. A chi non è del tutto a suo agio con questa lingua consiglio comunque la visione… magari proprio immaginando di avere davanti questo signore con i baffi che racconta la sua storia a noi che con la nostra fotocamera siamo lì davanti, non comprendiamo bene la sua lingua ma… vogliamo fargli un ritratto.
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Hubble Deep Field

Ci sono immagini che vanno oltre la fotografia, come questa sopra che mi ha letteralmente rapito. Per un tempo che non saprei ben definire mi sono trovato a sbirciarla tutta, ingrandita fin nei dettagli più piccoli che in realtà sono porzioni di spazio enormi, molto difficili da descrivere a parole e forse anche con i numeri.
Insomma mi sono sorpreso a pensare a ciò che abbiamo davanti guardando una foto come questa.

E’ nota come Hubble Ultra Deep Field  ed è una fotografia digitale che il telescopio spaziale ha scattato alla porzione di universo inquadrata dal suo sensore.
I puntini più piccoli sono galassie, le galassie più antiche e quindi anche più lontane. Dall’inizio del tempo viaggiano allontanandosi dal centro dell’universo a velocità elevatissime. Guardandole vediamo ciò che di più antico i nostri occhi possono vedere, e lo vediamo com’era circa 13 miliardi di anni fa: il tempo che la luce ha impiegato per arrivare all’Hubble.
La fotografia è una macchina del tempo molto potente in questo caso.

Alcuni di questi puntini non sono singole galassie ma addirittura gruppi di decine o centinaia di galassie, così lontane da apparire come una singola entità ma in realtà in allontanamento anche tra loro, in una dinamica dove la forza di gravità non riesce a vincere le enormi distanze che si sono create tra questi corpi celesti.

Noi ce ne stiamo su un piccolo ed insignificante corpuscolo blu su un rametto secondario della Via Lattea. Anche noi ci allontaniamo a grande velocità da tutto il resto dell’universo che quindi pian piano diviene sempre più rarefatto e “vuoto”.
Si, vuoto proprio come lo è l’infinitamente piccolo, quello che definisce la materia solida che possiamo toccare, che in realtà è fatta di enormi distanze vuote tra i suoi atomici elementi compositivi.

E’ una fotografia straordinaria. Assoluta.
Lo è per quello che rappresenta ma sopratutto, come tutte le grandi foto, anche per ciò che ti spinge a pensare.

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Per alcuni la fotografia di strada diviene quasi un modo di essere e di vivere.
E’ stato il caso di grandi maestri come per esempio Henri Cartier-Bresson o Walker Evans, che trovarono nella “street” la loro principale vena artistica, ma anche di tanti fotografi contemporanei più o meno famosi che si appassionano specializzandosi in questo tipo di produzione fino a farne il loro interesse principale. 

E’ il caso di Chris Weeks, che ha realizzato un ebook gratuito molto ben fatto sulla street photography e lo ha messo a disposizione per tutti su Deviantart.
Si tratta di un bel lavoro di 160 pagine in cui sono raccolte idee creative e suggerimenti che ne fanno una lettura molto stimolante, tutto questo anche grazie al contributo di un piccolo gruppo di altri fotografi che hanno collaborato con lui fornendo immagini e pensieri personali riguardanti questo affascinante settore della fotografia, che ne viene fuori come un’arte al tempo stesso facile ed istintiva ma anche incredibilmente difficile.
Belle ed anche numerose le immagini che accompagnano il testo, tutte in bianco e nero nel segno della street photography più classica. 

Lo trovi qui. Te lo consiglio.
Buona lettura.

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photoexperiencers shootingHai impegni per il weekend del 26 e 27 Novembre?
Io credo proprio che seguirò gli amici di Photoexperience per un fine settimana all’insegna della fotografia e sulle tracce di una figura mistica del nostro medioevo: San Galgano Guidotti.
Sarà qualcosa a metà tra un workshop ed una breve vacanza nello splendido angolo di Toscana dominato dalla famosa abbazia di San Galgano, che visiteremo alle prime luci dell’alba alla scoperta di angoli suggestivi e scorci misteriosi, per poi visitare altri luoghi interessanti legati a questo personaggio storico come la vicina Montesiepi dov’è conservata la “spada nella roccia”.

In linea con tutti gli altri eventi Photoexperience, si tratta di un’occasione adatta sia a principianti che ad esperti e gli organizzatori, oltre ad essere a disposizione per consigli ed indicazioni tecniche riguardanti gli aspetti fotografici, condurranno i partecipanti in una due giorni che si preannuncia adatta anche ad eventuali accompagnatori non totalmente dediti alla fotografia.

Per informazioni ed iscrizioni ti invito a visitare il sito di Photoexperience dove potrai trovare tutti i dettagli ed anche il link all’agenzia che segue la parte relativa alla sistemazione in agriturismo per il weekend. Mi risulta che ci siano ancora posti disponibili ma ti invito ad affrettarti in caso di interesse.

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Come promesso, eccomi anche quest’anno con dei personalissimi e non ufficiali “premi speciali” che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto in gara per questo piccolo concorso mi sono trovato davanti parecchie belle  fotografie ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, anche se non previsti dall’organizzazione, mi piace pensare possano essere una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari consolidare una simpatica tradizione iniziata lo scorso anno ed applicabile alle future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : ”creatività

Nostra Signora delle geometrieSara Toccafondi (Sara Tocca)

Nostra Signora delle geometrie
Uno scatto ricercato e di gran gusto, frutto del talento di una bravissima fotografa. Consiglio a tutti una visita al suo album su Flickr.
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Luce sull'ArnoMenzione d’onore“colpo d’occhio” 

Fabio (zfabio2000)

“Luce sull’Arno”
Composizione e stile per questo bianco e nero di gran fascino.
Bravo Fabio.
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AntankMenzione d’onore “coolness

Antonio Ancarola (Antank)“Senza titolo”
Il digitale che si insinua nel pozzetto di un gioiello analogico.
Bello scatto che cattura un momento “sociale” della photowalk.
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Complimenti a tutti.
E… arrivederci al prossimo anno!
🙂

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The framed Shark-o

The framed Shark-o - © Copyright 2011 Pega

Framing è incorniciare, sfuttare la presenza di una forma che ci permette di racchiudere il soggetto della nostra fotografia e convogliarci l’attenzione dell’osservatore.
La cornice non è solo quella cosa in legno o altri materiali che usiamo per valorizzare ed esporre le stampe fotografiche ma può anche essere un elemento interno all’immagine.

Puoi trovare tantissimi esempi di framing creato con l’inquadratura e la composizione, dal classico panorama ripreso attraverso la forma di una finestra o racchiuso da una breccia in un muro di pietra, ma si può anche ricorrere a qualsiasi idea venga in mente, ne è un esempio il mio scatto sopra.  

Insomma, per questo weekend assignment ti invito proprio a sperimentare il framing.
Prova scattare cercando di racchiudere il soggetto dentro ad una forma esterna, incorniciandolo con gli elementi che trovi intorno, muotivi a cercare la giusta posizione della fotocamera, componi con questo in mente.

Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

 

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Con la Worldwide Photowalk, a cui abbiamo partecipato organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 2 Ottobre, era stato indetto un concorso fotografico tra tutti i partecipanti alle oltre mille photowalk in giro per il mondo nello stesso weekend.

Come leader della photowalk locale, anche quest’anno ho avuto l’onore e l’onere di dover scegliere la vincitrice fra le foto inserite sull’apposito sito.

Non è stato facile fare questa scelta ed è per questo che, oltre a proclamare il vincitore, pubblico in questo post alcune note sui fattori che mi hanno portato alla decisione finale.

Si tratta ovviamente di valutazioni del tutto soggettive, totalmente esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.

Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest fiorentino è quella di Guido Masi.

Florence Photowalk 2011 by Guido Masi
Florence Photowalk 2011 – © Copyright 2011 Guido Masi

Come lo scorso anno ho finito per cedere al fascino dei toni del bianco e nero analogico ma anche e sopratutto all’insieme di elementi che sono sintetizzati in questo scatto.

La ragazza, che con la sua bici si è fermata sul ponte e non resiste alla voglia di fare anche lei (come noi della photowalk) una foto ed immortalare la nostra Firenze, è insieme alla città stessa il chiaro soggetto di questa bella immagine. Viene inserita sapientemente da Guido in una composizione dove la stratificazione presente nella parte bassa dell’immagine si scontra con l’uniformità granulosa del cielo, mentre un insieme di linee, forme e punti salienti che appartengono ai cinque piani principali (strada, bici e ragazza, marciapiede, muretto, ponte sullo sfondo) si allineano.

Questi allineamenti (parlo, ad esempio, delle ruote della bicicletta che sono quasi tangenti sia alla striscia bianca che alla base del muretto, dei mozzi allineati sulla fascia di sbalzo del marciapiede o del manubrio “appoggiato sul muretto”) casuali o intenzionali che siano, regalano comunque alla foto un’armonia che trovo affascinante.

Si potrebbe continuare a lungo divertendosi ad analizzare ancora di più questa immagine, probabilmente scovandoci e “proiettandoci” chissà quali elementi o messaggi che forse l’autore nemmeno aveva in mente. Proprio questo è il bello di quella che a me piace chiamare “foto-degustazione” (Rif. 1 , 2 , 3).

Complimenti a Guido Masi che si aggiudica il contest di quest’anno. A lui il piccolo premio offerto dagli sponsor della manifestazione ma sopratutto l’accesso al concorso mondiale.

Devo comunque fare i miei complimenti a TUTTI i partecipanti alla photowalk ed in particolare ai partecipanti al contest ai quali ho deciso di assegnare alcuni titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali che pubblicherò in uno dei prossimi post…

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