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Archive for the ‘Culture’ Category

Spirit by Pega

Spirit – © Copyright 2015, Pega


Il difficile assignment che ti propongo per questo fine settimana è un concetto da fissare in fotografia, qualcosa che nell’immagine non è detto possa essere davvero presente se non solo come un riflesso. Oggi ti propongo come tema l’energia.
Ci sono moltissimi modi per rendere l’idea di energia, si può usare il concetto di movimento, di forza, si può provare con la tecnica del mosso o con la pura luce. Hai infinite possibilità.
Si può creare la sensazione di energia attingendo alla pura creatività, cercando di trasmetterlo come mera proiezione nella mente di chi guarda la foto.
In questi due giorni prova a fare qualche scatto cercando l’energia. Cerca di fissarla in modo creativo in una tua Fotografia, vedrai che sarà divertente.
Come sempre ti propongo poi di inserire, in un commento qui sotto, il link alla foto. Condividere è sempre interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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NASA Lens F0,7

F 0,7

Prima o poi la smetterò lo prometto, ma ormai anche per oggi ti propongo qualcosa su Kubrick, a proposito del quale è noto che sono fissato…
E’ un video in cui Adam Savage (sì, quello dei Mithbusters) visita la Stanley Kubrick Exibition, una mostra itinerante attualmente allestita a San Francisco, dedicata al famoso regista ed ai suoi capolavori cinematografici.
Tra le prime cose che si vedono c’è la mitica lente Zeiss F/0,7 originariamente progettata per le missioni Nasa, che Kubrick usò per le scene a lume di candela di Barry Lyndon. L’apertura era così estrema da offrire una profondità di campo davvero minima e gli attori furono istruiti a muoversi pochissimo e solo lateralmente, in modo da mantenersi sempre nella sottilissima area a fuoco offerta dal diaframma F/0,7!
Adam ci mostra inoltre la speciale cinepresa Mitchell 35mm, profondamente modificata per poterci adattare la lente NASA. Praticamente i tecnici ne smontarono e ricostruirono artigianalmente molte parti.
Si vedono poi tutta una serie di affascinanti “memorabilia” che i cultori del grande maestro facilmente riconosceranno: dal casco spaziale di “2001 Odissea nello Spazio” alla ricostruzione della war room del “Dottor Stranamore”.
Chissà che un giorno l’esibizione non possa passare dalle nostre parti, sarebbe un must!
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Stanley Kubrick

Stanley Kubrick

Sto giusto leggendo una biografia su Stanley Kubrick, un regista che siede a pieno titolo nell’olimpo del cinema e che iniziò la sua carriere proprio come fotografo, così sono tornato a studiare alcuni suoi scatti. Sono foto che risalgono agli anni del primo dopoguerra quando il talento dell’appena diciassettenne Stanley fu notato dal direttore della redazione della rivista americana Look, che gli assegnò come incarico una serie di reportage.
Alcune di queste fotografie sono state esposte in varie mostre sia in Italia che in Europa e sono in buona parte stampate direttamente dai negativi originali

Kubrick Shoe Shine Boy - Ragazzo Lustrascarpe

A tale of a shoe shine boy 1947 – Copyright Stanley Kubrick

appartenenti al corposo lavoro che Kubrick realizzò in giovane età e che adesso è custodito dalla Library of Congress di Washington e dal Museum of the City of New York. È un tesoro di oltre 20.000 negativi.

E’ interessante osservare come lo stile richiesto ai suoi collaboratori dalla rivista Look fosse strettamente legato a quello che sarebbe stato il futuro di Kubrick.
La redazione di Look infatti desiderava dei reportage realizzati con un metodo narrativo sequenziale, come ad episodi, con scatti realizzati in ambienti e fasi diverse della giornata e delle attività del soggetto.

Un metodo che non appassionava molti dei fotogiornalisti dell’epoca ma che intrigò il futuro regista fino al punto di fargli escogitare anche qualche stratagemma per limitare “l’invadenza” della macchina fotografica e dell’attrezzatura, alla totale ricerca di espressioni reali ed emozioni vive.

Kubrick Montgomery Clift

Montgomery Clift, 1949 – Copyright Stanley Kubrick

La passione per la fotografia e l’idea di farne una professione, accompagnò Stanley Kubrick per soli cinque anni, dal 1945 al 1950. Poi l’attrazione per il cinema e le immagini in movimento prese il sopravvento. Ma il talento ed il gusto estetico già presenti fin da giovanissimo rimarranno una costante di questo grande artista.

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Santa Veronica

Ci risiamo, ogni tanto ti ripropongo questa sana e vecchia tradizione popolare: in questi giorni (la data esatta è il 12 luglio) ricorre Santa Veronica, la protettrice dei fotografi!
Veronica fu la donna che, secondo la tradizione cristiana, asciugò il volto di Cristo con un panno di lino su cui ne rimase impresso il ritratto.
A parte la chiara denotazione analogica del procedimento di generazione dell’immagine, che definisce la santa come presumibilmente orientata ad aiutare di più chi fotografa a pellicola, è interessante notare che Veronica è anche curiosamente considerata la patrona degli informatici, cosa che di conseguenza la rende protettrice anche dei fotografi digitali.
È curioso inoltre è che sia patrona della Francia, nazione in cui la fotografia è stata inventata.
Le coincidenze finiscono qui. Il fatto che sia anche considerata protettrice delle lavandaie, forse con la fotografia proprio non c’entra nulla.
🙂 🙂 🙂

P.s. In giro per il mondo si possono trovare inaspettate raffigurazioni di Santa Veronica, come ad esempio questa in un vicolo a New York, in cui appare mostrando l’effige dei temibili e perfidi Decepticons 🙂

S. Veronica deceptions

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Sharp shadow on worker

Sharp shadow on worker - © Copyright 2009 Pega

Raramente ripropongo temi fotografici già affrontati ma, per questo fine settimana, voglio tornare su uno che proposi ormai molto tempo fa ma che per ogni fotografo dovrebbe rappresentare un must: le ombre.
La luce illumina ma le ombre definiscono. Sono le ombre che permettono all’immagine di acquisire profondità e permettono alla fotografia, che è bidimensionale, di trasmettere all’osservatore la percezione di una realtà tridimensionale.
Ci sono poi casi in cui è solo un’ombra che può rendere interessante o particolare una foto.
In questi giorni di sole, con le ombre così nette e decise, prova a fotografare tenendo a mente questi concetti.
Cerca le ombre, sfruttale, trasformale nelle protagoniste principali di qualche tuo scatto.
Poi, come propongo sempre e se ti va, aggiungi in un commento qui sotto il link alla foto.
E’ divertente ed interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno. 
Ciao e buon weekend.

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Bill CunninghamSono passati solo pochi giorni dalla scomparsa di Bill Cunningham, il grande fotografo americano divenuto famoso per i suoi ritratti rubati e le foto di strada.
Classe 1929, Cunningham iniziò come fotografo di moda per il New York Times, ma lavorò anche per il Chicago Tribune ed altre testate prima di dedicarsi completamente al genere “street”.
Voglio omaggiarlo proponendo una bellissima intervista realizzata nel 2014 da Fern Mallis. E’ un profondo e tranquillo incontro con questo anziano signore che entra con la sua fotocamera al collo e ci racconta di tutta una vita dedicata alla Fotografia, in particolare del suo approccio amatoriale e “non commerciale”. Sì, infatti Cunningham ha lottato tutta la vita per non diventare un fotografo professionista e per anni lavorò rifiutando compensi. Solo nel 1994 accettò di farsi assumere dal New York Times per potersi permettere un’assicurazione sanitaria dopo essere stato investito mentre circolava in bicicletta.
Questa intervista è un documento da assaporare con calma, lo dico pur sapendo che solo pochi “cultori” se lo gusteranno fino in fondo (è lungo ed è pure in lingua Inglese) sebbene sia un’occasione rara, visto che fino a pochi giorni fa era disponibile solo on demand a pagamento.
Buona visione (se vorrai).
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Walter Fagnani

Walter, il Passatore – Copyright 2016, Pega

Quest’anno avevo deciso di prendere la macchina fotografica ed andare a fare qualche scatto alla partenza del “Passatore“, la famosa gara podistica di cento chilometri da Firenze a Faenza.
Alla partenza c’era questo signore: si chiama Walter Fagnani ed è il mitico decano di questa storica ultramaratona.
Veronese classe 1924, Walter ha corso per intero qualcosa come 42 edizioni su 43 di questa gara, andando quest’anno anche a stabilire la migliore prestazione mondiale di categoria M90.
L’ho visto tranquillo a sgambettare in Piazza della Repubblica che si scaldava in attesa del via e gli ho fatto questa foto, poi è partito insieme a tutti gli altri ed in 18 ore e 9 minuti è arrivato a Faenza, lasciandone centinaia esausti per strada. Inutile dire che non è certo arrivato ultimo. Che roba ragazzi!
Mentre cercavo di fotografarlo, ho ascoltato la voce di un ricercatore che fa parte di un Dipartimento di Scienze Neurologiche che da tempo sta seguendo l’anziano podista. Lo studioso era intervistato da un giornalista che chiedeva: “ma qual è il segreto di Walter Fagnani?”. Lui ha risposto: “Il sorriso”.

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Polaroid 250

Polaroid Automatic 250 – Copyright 2013 Pega

Se non hai cose ancor più belle da fare, ti invito al prossimo appuntamento con i Florence Photo Friends, un fresco gruppo di appassionati di Fotografia che si è recentemente costituito a Firenze. Avrò il piacere di introdurre una serata dedicata ad un mondo che per molti fotografi digitali è poco conosciuto, forse misterioso: quello della fotografia istantanea.
Molto tempo fa, in un’era in cui era normale aspettare ore (o giorni) per vedere i risultati di uno scatto, un certo Mr. Land se ne uscì con un’invenzione che rivoluzionò il mondo e che, ancora oggi, sembra miracolosa; per decenni questa tecnologia rappresentò la possibilità di avere affascinanti e “sociali” fotografie istantanee: era la fotocamera Polaroid, con cui potevi fare una foto e condividerla subito… passandola nelle mani di altre persone.
L’avvento delle macchine digitali ha relegato questo tipo di fotografia in una nicchia per amatori ed è un peccato perché le possibilità creative rendono questo mezzo molto interessante, non solo per le sue caratteristiche di immediatezza (che vanno oltre il digitale, dato che la polaroid produce una stampa fisica), ma anche per tutto ciò che concerne la manipolazione a posteriori resa possibile da questo tipo di pellicole.
Durante la nostra serata verranno mostrati alcuni esemplari di macchine Polaroid utilizzabili ancora oggi, proveremo insieme qualche scatto ed anche un paio di tecniche di postproduzione (sì hai capito bene) vedendo esempi di interventi creativi possibili solo con questo tipo di fotografie, dando però poi anche un’occhiata a cos’è oggi l’istantanea in digitale.
L’incontro è gratuito ed aperto a tutti, l’appuntamento è alle 21.00 di Martedì 5 Luglio presso il Polo Didattico Donatello – Piazzale Donatello, 20 – Firenze.
Vieni?

Florence Photo Friends

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Adieu Mon Amour by Pega

Adieu mon Amour – Copyright 2013, Pega

Ci risiamo con la missione fotografica del fine settimana, la mia periodica proposta per provare qualche scatto “a tema” nel weekend, con l’idea di far nascere nuovi spunti creativi.
Oggi l’assignment è su una faccenda che da tempo mi interessa molto: il tema del futuro negato.
Il fatto che il presente non sia ciò che in passato era stato immaginato come futuro, è un argomento ampio e di grande attualità, ma anche degno di interesse fotografico; le tracce di ciò che anni fa si faceva pensando al domani in modo avveniristico, sono in tutte le nostre città e, spesso, anche nelle nostre case.
Io ci scherzo quando dico che nel 2001 ci doveva essere l’odissea nello spazio, ma il cosiddetto “Retrofuturismo” è una vera e propria forma d’arte in cui si esprimono due visioni: il futuro visto dal passato e il passato non realizzato nel futuro. Se ne può trovare espressione ovunque: dall’architettura alla letteratura, dal design dei prodotti di largo consumo all’urbanistica, ma personalmente trovo molti simboli del futuro negato nel mondo del trasporto.
Detroit Electric 1913Sono effige del futuro negato le ancora imperanti automobili a combustibile fossile (mentre già nel 1913 c’erano vetture elettriche) oppure l’attuale costruzione di tranvie di superficie (quando nel’Esposizione Universale del 1867 era già stata costruita una metropolitana pneumatica sperimentale perfettamente funzionante) o anche il tarpato sviluppo dell’aviazione leggera come normale mezzo di trasporto personale.
Futuro negato è poi, forse, anche la presentazione di concept o innovazioni che tali non sono, ma che lo sembrano grazie al marketing.
Insomma, su questo tema si possono avere opinioni diverse, dal fatalismo alla visione complottistica, oppure anche l’indifferenza, resta il fatto che guardandoci intorno possiamo trovare molte tracce, ed è questa la sfida che ti propongo nel fine settimana.
Difficile? Forse.
Buon divertimento!

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p.s. “Entriamo nel futuro prima che sia troppo tardi” ripete Bertrand Piccard che con il Solar Impulse II, il primo aeroplano “zero-fuel”, sta effettuando il giro del mondo senza usare una goccia di carburante.
Mentre tutti hanno la testa nel pallone, in pochi stanno seguendo passo passo questa storica impresa che, proprio in questi giorni,  lo ha visto attraversare l’Atlantico con il solo ausilio dell’energia solare. Il confronto con l’enorme folla che accolse nel 1927 la trasvolata atlantica di Lindbergh è avvilente…

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Osservare una fotografia è un’attività dinamica, il nostro cervello analizza le immagini e le interpreta dando significato e proiettando emozioni. In qualche caso questa proiezione va oltre e vediamo (o crediamo di vedere) qualcosa che nella foto non c’è, come ad esempio il movimento.
La nostra abilità a ricostruire inconsciamente il dinamismo nelle immagini statiche è una cosa automatica ed innata, sempre esistita fin dai graffiti nelle caverne, ma si possono anche esplorare nuove strade.
Un esempio curioso è l’uso di illusioni motion aftereffect. Sono immagini dinamiche create per indurre un effetto di inerzia cerebrale.
Concentrati su quella che ti propongo qui: fissala al centro per non meno di 20 secondi. Poi, senza distogliere lo sguardo, fai scorrere lo schermo verso il basso ed osserva la mia foto “Podismo”…
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effetto motion aftereffect

Podismo by Pega

Podismo –  © Copyright 2016, Pega

Figo eh! Un’idea carina potrebbe essere quella di realizzare fotografie pensate appositamente per essere viste proprio insieme a questo tipo di illusioni. Un progettino “da far girar la testa”.

🙂

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