
Oggi voglio segnalarti un sito piuttosto interessante, nato per rappresentare una fonte di ispirazione per tutti gli artisti visuali. Si tratta di The Red List, una raccolta di oltre 100.000 opere appartenenti alla storia della Fotografia, aggregate per genere e stile, da un gruppo di esperti appassionati. Il sito non si limita alla Fotografia ma contiene anche sezioni dedicate al cinema, al design ed alla grafica.
Spesso mi viene chiesto “da dove comincio per conoscere e capire l’arte della Fotografia e la sua storia?”. Ecco: The Red List può essere un buon inizio.
Posts Tagged ‘arte’
The Red List
Posted in Culture, History of photography, tagged arte, fotografia, storia, web on 26/08/2015| 5 Comments »
Nero su nero
Posted in Black and White, Culture, tagged arte, colore, creatività, nero, nulla, oscurità, vuoto on 17/08/2015| 4 Comments »

Ad Reinhardt appende le sue tele ad asciugare. New York, 1966. © Copyright John Loengard/The LIFE Picture Collection
Cos’è il nero? Va considerato come un colore con le sue varie tonalità o è forse più corretto pensarlo come “mancanza di colore”? Oppure nero è “solo” assenza di luce?
Non è una questione banale: di nero, nulla, buio, vuoto, assenza e simili amenità si sono occupati illustri pensatori ed artisti fin dall’antichità, studiando teorizzando e scrivendo, lasciandoci comunque con un concetto che rimane difficilmente maneggiabile anche oggi.
Per chi fotografa, il nero può essere il miglior alleato o anche il peggior nemico, specie per chi scatta in digitale. Di certo il “nulla” può diventare, in qualche caso, anche una fonte di ispirazione.
Negli anni ’60 del secolo scorso, il pittore statunitense Ad Reinhardt realizzò alcune opere minimaliste che a prima vista sembrano quadri perfettamente neri. Guardandoli con calma per un po’ di tempo, ci si accorge però che il nero non è uniforme: leggere sfumature di tonalità tendenti al viola o al grigio vanno a creare forme geometriche che sembrano emergere mentre si osserva l’opera. L’iniziale impressione di “tutto nero” scompare durante la visione del quadro, trasformandosi in un’esperienza di fruizione artistica molto particolare.
Non sono mai riuscito a vedere dal vivo una delle opere di Ad Reinhardt ma credo che potrebbe essere davvero interessante provare a seguire questa idea del nero su nero per sperimentare un analogo tipo di espressività anche in fotografia.
Prima l’uovo o la gallina?
Posted in Culture, tagged arte, fotografia, gallina, pollo, precedenza, subordinazione, titolo, uovo on 25/06/2015| 4 Comments »
Mentre nessuno sa ancora chi, tra pollo e ovetto, sia davvero apparso per primo sul pianeta Terra, tutti sanno benissimo chi, in genere, nasce prima tra immagini e titoli.
Per alcuni se ne può fare perfino a meno, ma anche per chi lo ama, è chiaro che il titolo è spesso una conseguenza, una sorta di completamento della fotografia, una rifinitura.
Le cose stanno così nella grande maggioranza dei casi, ma cosa succede quando invece si parte dal titolo? Quando è l’immagine ad essere una conseguenza, un completamento.
L’intreccio tra parole e fotografia è affascinante, ce ne sono illustri esempi, ma non è un percorso semplice, specie nell’attuale era visuale, in cui può risultare anomala la subordinazione dell’immagine ad altre arti.
Eppure si tratta di un terreno da esplorare e questo è un invito a sperimentare.
Per quanto mi riguarda, penso che farò qualche tentativo, e non mancherò di farti sapere.
🙂
La foto che avrebbe potuto nuocere (reloaded)
Posted in Culture, Decay, People, tagged arte, distrazione, documentazione, fotografia, intromissione, lavoro, pericolo, rischio, sicurezza on 14/06/2015| 12 Comments »
Mi è capitato di nuovo, una foto che avrebbe potuto nuocere, e così ti ripropongo questa riflessione.
L’immagine a cui mi riferisco nel titolo di questo post, non è quella che puoi vedere qui accanto, ma un’altra: una foto che non ho scattato.
Su quel tetto umido, senza essersi opportunamente assicurato, stava poco prima un uomo.
Lavorava a diversi metri dal ponteggio, con un piede appoggiato sul debole canale della grondaia. Sistemava le tegole.
D’istinto ho preso la macchina pensando di poterci tirar fuori qualche buon scatto ma poi mi sono fermato. Ho cominciato a chiedermi se mettermi a far foto a quella persona fosse stata una buona idea. L’accorgersi di essere osservato ed oggetto di attenzioni fotografiche lo avrebbe di certo preoccupato, aggiungendo pericolo ad una situazione già abbastanza rischiosa.
Così ho preferito non farmi vedere e non scattare, per me non era così importante, per lui avrebbe potuto esserlo fin troppo.
A volte la fotografia è una cosa strana.
Rispetto (reloaded)
Posted in Culture, tagged arte, cimiteri, fotografia, rispetto, turismo on 27/05/2015| 9 Comments »
Cimiteri, tombe, monumenti funebri. Molti fotografi ne sono affascinati come anche tutti coloro che in questi ultimi anni hanno dato vita ad una vera e propria forma di turismo, quello cimiteriale, visitando i luoghi di sepoltura per scoprirne la bellezza, andando magari in cerca di tombe di personaggi più o meno famosi.
Nei cimiteri, specie in quelli monumentali, si incontrano vere e proprie opere d’arte, scorci bellissimi e c’è un’atmosfera che per alcuni appassionati di fotografia, è irresistibile. Un fascino che, se ci sei in sintonia, è difficile da descrivere.
In alcuni di questi luoghi non si può fotografare, in altri bisogna chiedere l’autorizzazione. Chissà, forse è giusto così.
Ma a parte questioni più o meno inconsistenti di permessi e privacy, quello che più conta è tener presente che si sta visitando un posto particolare, dove è il rispetto la cosa più importante.
E questo rispetto va in modo speciale a chi, oltre ad essere morto (che di per sé rappresenta solo uno stato a cui tutti siamo destinati), lo è perché ha dato la vita per una causa. È morto per permettere una vita migliore a qualcun altro.
Ricordiamocelo quando siamo a far foto nei cimiteri.
I due tipi di fotografi
Posted in Culture, History of photography, People, Photography portraits, Street Photo, Technique, video, tagged arte, categorie, classificazione, documentario, fotografia, ispirazione, Jay Maisel, video on 13/05/2015| 8 Comments »
In una recente intervista su Photofocus all’ottantaquatrenne Jay Maisel, leggenda vivente della Fotografia e vincitore di un’infinità di riconoscimenti, ho letto una sua frase:
“Ci sono solo due tipi di fotografie:
quelle che scatti a ciò che che vedi per poterlo condividere,
e quelle che fai per tenerle solo per te”
Se si accetta questa classificazione, si realizza che nel primo caso tutto ruota intorno al soggetto, all’importanza che il fotografo gli assegna ed alle sensazioni che questi confida possano nascere nell’osservatore. C’entrano poco tecnica ed attrezzature, le emozioni dominano.
Nel secondo caso lo scenario cambia, o meglio può cambiare. Le fotografie che scattiamo solo per noi possono contenere anche elementi diversi. In effetti, se la destinazione è solo personale, si è liberi di andare alla ricerca di aspetti particolari che sappiamo potrebbero non avere senso per altri. Cose che non vogliamo o possiamo condividere e che sentiamo non destinate ad essere fruite o capite da osservatori terzi.
E le tue foto? Quanto ricadono nell’una o l’altra categoria?
Comunque sia, eccoti uno splendido breve documentario su Jay Maisel. Sono sette minuti ben spesi.
.
Leggi per scrivere, ascolta per suonare, guarda per fotografare (reloaded)
Posted in Culture, tagged apprendimento, arte, cultura, fotografia, imparare, migliorare, passione on 21/04/2015| 13 Comments »
Può sembrare una banalità ma non lo è…
Se chiedi ad una persona che scrive, qual è la cosa più importante per uno scrittore, quale attività più aiuta a sviluppare il talento di saper creare testi interessanti, originali e coinvolgenti, la risposta sarà sempre la stessa: leggere.
Qualcosa di analogo capita quando si parla con chi vive di musica. L’ascolto di una varietà di generi ed il costante contatto con le opere altrui, è il tipico atteggiamento di chi trasforma in prodotti musicali la propria vena creativa.
Per le arti visive, e quindi anche per la fotografia, è esattamente lo stesso.
E’ sì importante formarsi tecnicamente ed acquisire le basi per essere in grado di utilizzare con abilità i nostri strumenti, ma altrettanto fondamentale è l’attività di continua “alimentazione” della creatività e capacità di critica attraverso l’osservazione del lavoro altrui, in particolare di ciò che è reputato di livello eccellente, meglio se nel settore che più ci interessa.
Insomma… vuoi essere un bravo fotografo di ritratti? Devi almeno una volta aver studiato il lavoro dei grandi del ritratto. Ti interessano i paesaggi o la fotografia naturalistica? Devi approfondire la produzione dei massimi esponenti di questa specialità.
La regola vale per qualunque altro filone fotografico. Le fonti non mancano. Mostre, esposizioni, libri, riviste ed ovviamente internet… ci sono infinite possibilità.
Nonostante questo, che in effetti può anche apparire banale, mi è però capitato più volte di rilevare come tra gli appassionati di fotografia questa voglia di studiare il lavoro altrui non sia così diffusa.
🙂
L’archivio (gratis) del Metropolitan Museum of Art
Posted in Culture, History of photography, tagged arte, cultura, gratis, libri, met, museo, New York, pubblicazioni on 17/04/2015| Leave a Comment »
Perché comprare su Amazon un libro su Van Gogh o sull’Art Decò, magari pagare un sacco di euro, se esiste un un sito internet dove gli stessi titoli sono scaricabili gratuitamente?
L’iniziativa è del Metropolitan Museum of Art di New York che su www.metmuseum.org ha messo a disposizione di chiunque, oltre quattrocento libri d’arte.
Sono pubblicazioni che il museo newyorkese ha prodotto durante cinquanta anni di attività; un catalogo che spazia da monografie sull’arte orientale, ad approfondimenti su Leonardo da Vinci. Naturalmente non manca la fotografia ed io ho subito approfittato, iniziando con un libro su Edward Weston.
Trovo questa cosa semplicemente meravigliosa. Sarà una fonte quasi inesauribile di nuovi spunti.
(Fonte http://www.openculture.com)
Il predominio della fama (reloaded)
Posted in Culture, video, tagged arte, fama, influenza, notorietà on 15/04/2015| 3 Comments »
Quanto siamo influenzati dal sapere chi è l’autore di uno scatto? Riusciamo ad essere indipendenti nel giudicare un’opera d’arte? Pesano i pregiudizi?
Nel 2008 il giornalista Gene Weingarten vinse il premio Pulitzer per un esperimento, da lui ideato e condotto, a proposito della capacità del pubblico di saper apprezzare e riconoscere autonomamente la qualità artistica.
L’esperimento consisteva nell’aver fatto suonare il famoso violinista Joshua Bell in una stazione della metropolitana di Washington, filmando la reazione dei passanti con una telecamera nascosta.
In quei giorni Bell stava riscuotendo continui “tutto esaurito” ai suoi concerti in teatri da 100 dollari a biglietto, ma nei 45 minuti di performance nella metropolitana, solo sette persone si fermarono ad ascoltare e l’incasso si limitò a poco più di 20 dollari.
.
Sono pronto a scommettere che la stessa cosa è identica con le altre forme d’arte, di sicuro con la fotografia.
A cosa è dovuto tutto ciò? Sono i nostri ritmi di vita, la tendenza al “mordi e fuggi”, al quick-cut, che ci stanno rendendo così?
Oppure stiamo semplicemente mettendo da parte la nostra personale sensibilità a favore di un ossequioso ed automatico senso di apprezzamento dell’opera di chi ci viene proposto come “famoso”?
Mamma Anastasia (reloaded)
Posted in Black and White, History of photography, People, Photography portraits, tagged arte, bellezza, censura, critica, fotografia, linguaggio, mamma, nudo, oscenità, tempo on 04/03/2015| 4 Comments »
In questi giorni ho notato un certo aumento di visite alla pagina di un mio vecchio post. Non ho idea di quale sia il motivo di questa maggior attenzione, ma rileggendolo ho pensato che forse è tempo di riprendere un po’ il filo di quel discorso…
Un paio di anni fa Anastasia Chernyavsky, una fotografa di origine russa, prese la sua fotocamera biottica e si fece un bel selfie, nuda allo specchio insieme alle sue due bambine. Pubblicò lo scatto sul suo album Photodom, qualcuno condivise quell’immagine su Facebook ed esplose un piccolo finimondo.
Una semplice foto, che può anche non piacere, ma che in fondo è solo personale e naturale espressione artistica di una mamma fotografa, non solo fece scattare la censura interna a Facebook, ma scatenò una incredibile pioggia di critiche ed accuse di volgarità.
Quello di Anastasia fu solo un piccolo caso, ma emblematico, che evidenziò la gravità della situazione paradossale a cui siamo da un po’ di tempo abituati. Sul web si trovano ovunque immagini di violenza inaudita, razzismo, tortura, abusi e prevaricazione, ci sono orrori ed oscenità a non finire, ma lo scandalo è una “mamma nuda con il seno sporco di latte”.
Chissà, forse tutto partì solo dalle maldestre politiche anti-nudo di Facebook, o da qualche benpensante di troppo, certo che riguardando anche le altre foto della Chernyavsky non ho potuto fare a meno di ripensare allo stile di Winn Bullock ed alle considerazioni sul rapporto che c’è tra immagini e momento storico che facevo in un vecchio post a proposito degli scatti di questo grande artista che, osservati con gli occhi di oggi, fanno sorgere qualche dubbio sul percorso evolutivo della nostra società.










