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Wash machine by night

Wash machine by night – © Copyright 2009 Pega

Se il precedente weekend assignment era facile, cosa dire di questo? Cosa c’è di più semplice di fare qualche foto con il flash? O forse no.
In effetti, per molti, il flash rimane ancora un aggeggio misterioso, nonostante tutte le tecnologie (TTL e simili) che ci hanno semplificato la vita, risparmiandoci i calcoli che servivano ai vecchi tempi.
Eppure non dovrebbe essere così. Oggi, col digitale, è tutto molto più semplice: si vedono subito i risultati e si possono usare con facilità flash multipli, mixarli con luce ambientale, giocare con i rimbalzi… si possono azzardare soluzioni ed idee creative regolando anche tutto in manuale, con attrezzature e costi limitatissimi.
Insomma col flash ci si può proprio divertire, senza timori. Hai mai provato?
Per questo weekend assignment ti propongo quindi proprio di giocare col flash, ma attenzione, è pericoloso…. Perchè? Perché dà dipendenza.

😀 😀 😀

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Only Men

Men Only – © Copyright 2012 Pega

L’immagine si è già formata da sola nella mia testa. E’ colpa di quel muro di piccole piastrelle quadrate, poste secondo uno schema almeno apparentemente casuale, da rendere l’effetto dei pixel su uno schermo. Piccole mattonelle come quelle di una vecchia piscina in cui nuotavo da bambino. E poi la forma originale di quei candidi pezzi di ceramica da bagno, ognuno sovrastato da un massiccio ed affascinante pulsante di scarico in acciaio inossidabile.
Una foto un po’ folle ma è uno di quegli scatti che sento di voler fare, perché ci sono casi in cui se non trasformo in reale la foto mentale, questa poi mi insegue come un fantasma.
C’è solo un problema: un uomo, un ignaro “utilizzatore”, si attarda nella scena.
Faccio qualche passo indietro mentre monto il flash e regolo le impostazioni, poi mi fermo. Traccheggio, attendo.
L’uomo si sente osservato, lo vedo mentre ruota leggermente la testa cercandomi con la coda dell’occhio.
Penso che forse è il caso di lasciar perdere, sono in un bagno pubblico con reflex al collo ed un atteggiamento da maniaco. Potrei uscirne malconcio. Ma decido di resistere.
L’uomo termina la sua attività, si sistema e se ne va veloce senza nemmeno lavarsi le mani. Magari gli ha messo fretta la mia inquietante presenza, o forse no.
Comunque ci sono. Inquadro e scatto. Il colpo di flash mi aiuta ad ottenere l’effetto spot che volevo.
Esco pensando al potere della fotografia, alla capacità che ha di descrivere ed al tempo stesso distorcere la realtà, alla sua caratteristica di indurre un modo diverso di guardarsi intorno e farsi affascinare da dettagli insignificanti. Ma penso anche ad uno dei suoi ruoli più antichi che da sempre è il poter mostrare ciò che sarebbe precluso, in questo caso all’intero genere femminile: l’interno di un bagno per uomini.
🙂

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Martin

Capitan M|artin von Melik – Copyright 2012 Pega

Il capitano Martin von Melik è un uomo di mare. Si imbarcò da giovanissimo sui piccoli bastimenti fuorilegge che, mettendo ogni giorno a rischio la vita dei propri equipaggi, facevano la spola tra le coste britanniche e la Francia occupata portando vitali risorse ed informazioni alla resistenza analogica.
Dopo la guerra accettò per alcuni anni il comando di una lenta ma solida unità mercantile che lo vide solcare i mari di mezzo mondo trasportando merci di varia natura e provenienza, probabilmente anche di contrabbando, tra cui pellicole scadute e apparecchi fotografici ormai obsoleti ma ancora efficaci, di cui lui stesso era utilizzatore.
Ora naviga con una grossa imbarcazione da pesca d’altura alla ricerca di quella che considera la vera missione della sua vita: catturare un carangide di straordinarie dimensioni che si narra viva nelle profonde e fredde acque invernali dei litorali Toscani.
Più di una volta ha incrociato la sua lenza con l’enorme bestia, mai riuscendo a trattenerlo nè fotografarlo, è stato quindi costretto a ricorrere a tecniche ed attrezzature di dimensioni progressivamente maggiori nel tentativo di vincere la devastante forza dell’animale. Lenze in acciaio ed esche artificiali a misura di capodoglio sono il suo normale corredo insieme ad agili apparecchi fotografici impermeabili usa e getta, rigorosamente analogici.
Forte e leggendaria, tra gli uomini che hanno navigato con lui, è la sua fiducia nelle tradizionali metodologie di pesca, fotografia e navigazione, che sempre lo hanno tratto d’impaccio nelle situazioni più difficili e tempestose.
In questa foto è ritratto al tavolo da carteggio del suo bastimento. Qui opera studiando il mare e le rotte di pesca, ricorrendo esclusivamente a compasso e squadrette analogiche in barba ad ogni forma di moderna tecnologia digitale.
😀 😀 😀

[Ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]

Altre “storie da una foto”:
La porta
Alieni
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone

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DIY flash Bouncer

Non hai trovato sotto l’albero quel diffusore per flash che tanto desideravi?
Poco male, lo puoi realizzare in pochi minuti e… quasi gratis 🙂

Ogni tanto mi capita di curiosare su instructables.com da cui oggi voglio segnalarti questo semplice progettino per costruirsi da soli un flash bouncer davvero ottimo.
Si tratta solo di prendere del materiale translucido, attaccarci due pezzi di velcro (ma basta anche solo un elastico) ed il gioco è fatto. Ecco un diffusore per flash davvero efficace, paragonabile con prodotti commerciali anche piuttosto costosi.

C’è chi ne è proprio soddisfatto, come il fotografo Allen Mowery che ha realizzato un breve video in cui mostra i vantaggi dell’uso di un tale aggeggio. Ci provi anche tu?

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sb 900Prima e seconda tendina, sync, high speed…
Può proprio capitare di non avere le idee chiare su come funziona questo piccolo e misterioso oggetto chiamato flash.

In questo breve video Paul Duncan ci spiega, in modo veramente efficace, come funziona la sincronizzazione del flash e quali sono le questioni relative alle tendine ed alla velocità dell’otturatore.
E’ un caso che dimostra come con professionalità si possa rendere piuttosto semplice ciò che in genere viene visto come molto complicato.
Buona visione.

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Europa : la Luna di Giove
Europa – Copyright 2011 Pega

L’altra sera la notte era limpidissima e con un po’ di impegno sommato alle fantastiche doti di luminosità (f/2.8) del mio nuovo super teleobiettivo catadiottrico da ben 2400 mm, sono riuscito a scattare questa discreta foto di una delle lune di Giove.
Si possono notare le estese macchie bianche che gli scienziati ipotizzano essere grandi valli ghiacciate, contenenti riserve di acqua, che forse in un futuro potranno essere sfruttabili per la colonizz…

Beh… Mica starai veramente credendo alle fesserie che ho appena scritto?  Vero??

In realtà ieri sera non ho puntato la mia fotocamera al cielo.
Ho solo allestito un piccolo set artigianale e scattato qualche foto ad un vecchio pentolino posto su uno sfondo scuro ed illuminato da un flash.
.
setup per un pianeta fasulloNe sono venute fuori delle immagini davvero curiose, che in effetti fanno un po’ pensare alle foto astronomiche raffiguranti pianeti lontani milioni di chilometri.
Ma qui, come puoi vedere dal mio setup mostrato accanto, la distanza dall’obiettivo non superava qualche decina di centimetri.
Facendo qualche prova in più e magari trovando una vecchia padella sfinita, credo proprio che si possano fare dei veri capolavori 🙂

Sarà perchè la luna di Giove si chiama Europa, o forse anche per il momento in cui viviamo che ci porta ogni giorno a dubitare della veridicità di immagini e notizie… il fatto è che pensavo di postarla per il primo di aprile…
Ma non ho resistito…

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Oggi ti propongo un interessante video in cui il fotografo Jim Talkington ci mostra come sfruttare una situazione all’aperto per realizzare dei bei ritratti.
Jim parte posizionando la modella in modo che il sole la illumini da dietro, poi aggiunge un pannello riflettente per ottenere una corretta luce sul viso.
Il terzo step prevede l’aggiunta di una luce artificiale, in questo caso un flash con softbox che porta ad un risultato piuttosto professionale.

Si tratta di un setup veramente facile da realizzare, basta un piccolo flash, un softbox o un ombrello, un pannello riflettente, una giornata di sole e… una modella!

Qui il sito web di Jim Talkington

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