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Posts Tagged ‘zoom’

KiraPiù volte mi sono chiesto come vengono realizzate quelle sequenze video con cambiamenti rapidissimi di inquadratura tipiche di alcune pubblicità o film d’azione.
Non so se hai presente, sono riprese in cui la macchina accelera e si sposta, magari ruotando intorno al soggetto, muovendosi con una rapidità e precisione disumana tanto che, nella mia ignoranza, le avevo immaginate come frutto di tecnologie di ripresa ad alta velocità rielaborate in post produzione.
Ed invece è tutto in tempo reale, ci pensa un robot.
In questo video, realizzato dallo youtuber Marques Brownlee (MKBHD) presso i laboratori della Motorized Precision, un’azienda che produce “fotografi robotizzati” vediamo una di queste macchine in azione.
La “creatura” in questione si chiama Kira ed è un “high-speed camera robot” in grado di muoversi a 10 metri al secondo articolando il suo braccio in qualunque direzione e comandando in tempo reale tutti i parametri della sua fotocamera, zoom compreso.
Tra i tipi di sequenze che ci vengono mostrate ci sono alcuni “classici” che siamo abituati a vedere nelle pubblicità e che effettivamente, come mi ero sempre chiesto, non sarebbero realizzabili da un operatore umano, come “Orbit Shot”, “Top Down” e “The Round”.
Fantastico eh… Un potente strumento nelle mani delle menti creative.
.

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Carl Zeiss Planar 50mm f0,7

Qual’è la tua miglior lente? Hai un bel tele Nikkor? Un cinquantino Canon? Oppure vanti uno splendido grandangolo Zeiss?
Aspetta a rispondere. Prima voglio proporti una frase di Ernst Haas, fotografo austriaco a lungo presidente dell’agenzia Magnum:

The most important lens you have is your legs.

L’obiettivo più importante che hai a disposizione sono le tue gambe. Aveva ragione, non c’è strumento più efficace ed è proprio questo il segreto che ha reso tali molti scatti famosi, in particolare le immagini dei maestri del reportage, come era lo stesso Ernst Haas.
La capacità del fotografo di muoversi, trovare la giusta posizione ed inquadratura, piegarsi, avvicinarsi o allontanarsi dal soggetto scegliendo quanto interagire con lo stesso, sono elementi che nessuna lente o zoom può sostituire, indipendentemente dalla qualità tecnica che può offrire.
Questa componente di movimento e ricerca è istintiva ma talvolta sottovalutata da chi, oggi, si avvicina ad una fotografia fatta di megapixel, gadget ed automatismi che rendono il fotografo più statico e paradossalmente inibiscono proprio questo atteggiamento creativo.
Pensaci la prossima volta che ruoti la ghiera dello zoom invece di fare qualche passo avanti o di piegarti sulle ginocchia per cercare un’inquadratura migliore.
La fotografia è fatta anche di gambe.
Ma occhio ai menischi. 🙂 🙂 🙂

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Space photographer

In queste sere di “Luna Rossa” e di cielo stellato, non posso fare a meno di pensare che ai bordi della nostra atmosfera è stato perpetrato una sorta di piccolo delitto fotografico.
Beh, niente di veramente grave ma chi è appassionato in particolare a fotocamere e obiettivi deve sapere che in questi giorni, subito prima del rientro in atmosfera, l’astronauta Italiano Paolo Nespoli ha abbandonato ad un brutto destino un bel po’ di preziosa attrezzatura fotografica.
Nespoli è infatti rientrato dalla sua missione sulla IIS con la Soyuz russa, composta dalla capsula che riporta a terra gli astronauti e dal modulo orbitale, che viene abbandonato e si disintegra al rientro nell’atmosfera.
Tutto il materiale “non strettamente indispensabile” viene lasciato in questo modulo orbitale “a perdere” e così è stato anche per una coppia di magnifiche fotocamere professionali Nikon (una D3s ed una D3x) oltre ad almeno un obiettivo Nikkor 24-120.
Stringe il cuore pensare a tutto quel ben di dio che si vaporizza mentre il modulo russo brucia al rientro e qualcuno ha anche calcolato che lo “spreco fotografico” dovrebbe essere nell’ordine dei 13/14.000 euro.
Si tratta certamente di una bazzecola rispetto ai costi enormi delle missioni spaziali, dove portare un chilogrammo in orbita costa molto caro: almeno 5.300 dollari con la Soyuz usata da Nespoli.
Facendo due conti quindi i 4,3kg di attrezzatura di cui stiamo parlando hanno avuto un costo di messa in orbita ben maggiore del loro valore.

Beh comunque, se ti dovesse capitare di trovare un pezzo di paraluce bruciacchiato in giardino… Saprai da dove viene.
🙂

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Wash machine by night

Wash machine by night - © Copyright 2009 Pega

A volte ci dimentichiamo che una delle tecniche più semplici per realizzare una foto interessante è quella di riempire completamente il fotogramma con il nostro soggetto.
Se osservi il lavoro di tanti grandi fotografi ti rendo conto come questa sia una costante spesso presente.
Ovviamente dipende dallo stile e dal tipo di messaggio, ma quello di provare a colmare l’immagine, è un approccio che vale la pena di tenere sempre a mente.

E’ così che per questo weekend assignment ti propongo di fare qualche scatto provando a realizzare fotografie seguendo il concetto del “fill the frame”.
Prova a scattare cercando di eliminare dall’immagine ogni elemento estraneo, avvicinati, zoooma o ritaglia in postproduzione. Non importa che metodo usi, il risultato deve essere un’immagine dove tutta l’attenzione e lo spazio sono per il soggetto.
Poi, come ormai propongo con regolarità in questo spazio, pubblica in un commento qui sotto il link alla tua foto.
Bando alla timidezza, non invare mail private. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Zoom Sigma 200-500mm_f28
Lo zoom Sigma 200-500 f/2.8 (!) – $ 38.000,00

Ricordi il sondaggio di qualche tempo fa sulle lenti fisse?
Ebbene, com’era forse prevedibile ha vinto il cosiddetto “cinquantino”.
Una lente classica, luminosa, versatile, tipicamente molto nitida ed anche piuttosto economica.

Certo che doverne scegliere una sola è apparsa a molti una limitazione davvero notevole, ed in realtà è così, anche se forse proprio l’imporsi un’unica focale fissa può essere la chiave per un divertente esercizio di stimolazione della nostra creatività.

Oggi però, come promesso in uno dei commenti, ecco subito il “controsondaggio”.

Dalle lenti sempici e primarie, passiamo a quelle a cui tutti ci siamo abituati negli ultimi anni: gli zoom.

Lo zoom è una lente tecnologica, “lussuosa”, difficile da costruire, è un compromesso di prestazioni e caratteristiche, è costosa ma… è comosiddima.
Con lo zoom si cambia inquadratura e composizione senza movere un passo, si riempie il fotogramma a proprio piacimento con un lieve movimento del polso… Un sogno per i fotografi di solo qualche decennio fa.
Oggi ci sono degli zoom che veramente potrebbero essere l’unica lente da poter usare, senza scherzi.

Un sondaggio sugli zoom è una cosa un po’ più difficile da fare perchè in realtà la classificazione di queste lenti è molto variegata. Si possono avere zoom con limitata estensione della focale e zoom che invece tendono ad estendersi su gamme molto ampie, ci sono zoom a luminosità variabile ed altri che la mantengono su tutto l’arco dell’escursione, ci sono poi quelli stabilizzati, etc…

Le risposte possibili al sondaggio sono quindi molte di più di quelle indicate sotto… e proprio per questo è possibile anche aggiungere risposte non previste.

Possiamo sbizzarrirci!
Quale zoom sarebbe la tua scelta ideale?
Partecipa al sondaggio qui sotto. Basta un click.

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R.E.M. phase - © Copyright 2009 Pega

Avvicinati al tuo soggetto, avvicinati ancora di più…
Non parlo di usare lo zoom. Avvicinati con i piedi… entra quasi a contatto con chi o cosa stai fotografando…

A volte è solo quando riesci a creare questa “intimità fotografica” che realizzi come davvero poter inquadrare e comporre la foto, e lo scatto viene fuori.
Ed è quasi come se nella foto potessero entrare anche elementi diversi… come l’odore o il respiro… 

Una volta Robert Capa ha detto : “Se le tue foto non sono abbastanza buone è perchè non sei abbastanza vicino“.

Aveva ragione da vendere.

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Kilt guitar player
Kilt guitar player – © Copyright 2009 Pega

50mm “prime lens” come dicono gli anglosassoni.
Con la sua focale fissa il “cinquantino” ti spinge a spostarti, girare intorno al tuo soggetto, provare ad avvicinarti o allontanarti per cercare la giusta inquadratura… a “zoomare con i piedi”.
Il cinquantino ti costringe a piegarti, ad inginocchiarti, ad assumere pose strane, a volte ridicole, a volte senti la schiena o qualche giunto che si lamenta…
Col cinquantino non puoi cedere alla pigrizia e questo aiuta moltissimo a trovare scatti nuovi e particolari.

Il cinquantino è veloce, meravigliosamente luminoso e ti permette di scattare in condizioni dove con altre ottiche ti servirebbe il flash.
La sua massima apertura è così ampia che la profondità di campo è così ridotta da rischiare di sbagliare completamente la foto, ma quando inizi a gestirla puoi sfruttare questa caratteristica a tuo vantaggio, per ottenere dei bellissimi sfuocati.

Il cinquantino è compatto e leggero, sta anche in tasca. Quella reflex che a volte è così vistosa ed ingombrante si trasforma in una fotocamera che quasi passa inosservata, che non intimidisce. E le persone che fotografi sono maggiormente a loro agio. 
E’ con il cinquantino che maestri come Cartier-Bresson, Capa e tanti altri, hanno sfornato molti dei loro capolavori

Il cinquantino non è troppo costoso. Quasi tutte le marche ne propongono uno da f/1.8 che costa meno di qualsiasi zoom e la sua nitidezza e qualità dell’immagine è assolutamente incomparabile.

Io lo adoro.
Se non l’hai mai fatto, prova il cinquantino.

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