Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘fotografia’

E’ uno degli aspetti più semplici ed intriganti della fotografia, qualcosa che la caratterizza in modo speciale differenziandola anche dalle tecnologie che poi ne sono derivate, come il cinema ed il video. E’ la capacità di poter congelare l’istante, quella frazione di secondo irripetibile ed unica che solo lo scatto fotografico sa catturare. Un momento “decisivo” di cui tanto si parla ma che non sempre siamo in grado di maneggiare proprio perché non sempre è facile stabilire quale sia questo istante.
Ecco un esempio creativo ma semplicissimo. Una possibilità che esiste da sempre e che in qualche modo tutti abbiamo già sperimentato.
Il fotografo Thailandese Benz Thanachart con il suo progetto “Surprised Reaction” è partito dal notare l’atmosfera di silenzioso distacco asociale che sempre più permea gli spazi pubblici. Spazi affollati ma pieni di soggetti che in realtà vivono isolati nel loro spazio privato fatto di cuffiette e smartphone; vicini fisicamente ma lontani gli uni dagli altri, ognuno concentrato su qualcosa di molto distante da ciò che assorbe l’attenzione di chi ha accanto.
E così Benz si è piazzato sulla metropolitana, ha scelto il momento giusto ed ha urlato una parola a caso, completamente scollegata alla situazione, fotografando l’istante esatto della reazione dei presenti con le loro espressioni così genuine, senza filtri. Un “decisive moment” perfettamente controllato dal fotografo, un istante di attenzione da parte di tutti che guardano all’unisono nell’obiettivo. Semplicissimo ma incredibilmente efficace ed interessante, specie se si vanno a studiare i dettagli degli sguardi e si prova a leggere che cosa è balenato nella mente delle persone immortalate.
Qui sotto uno dei tanti scatti che puoi trovare sul suo sito. In questo caso Thanachart ha urlato “Granturco!”

Benz Thanachart

© Copyright Benz Thanachart

🙂

Read Full Post »

Trapped man

Prigioniero – © Copyright 2012 Pega

Finalmente una porta, un passaggio. Ha una forma strana, forse è per questo che non si vede subito. Deve essere un varco segreto, una via di uscita. E’ chiusa e non c’è maniglia. Chissà se si apre verso destra o verso sinistra, magari si apre verso l’interno. Sì, deve funzionare in qualche modo. È bloccata, non si muove questa dannata porta. Spingere, provare con tutte le forze. Riprovare ancora. Niente, maledetta. Allora bisogna tirare. Sì, forse tirando. Le dita si insinuano nelle fessure tra le pietre, ma non serve, le unghie si scheggiano. Urla di dolore, disperazione. La porta non si apre, la porta non si apre. Maledizione, non si apre proprio. Cercare un congegno, una leva, un qualcosa. E’ difficile capire come e da che parte si possa aprire, non si vede. Non si capisce. Forse non può aprirsi. Non può proprio aprirsi.
Forse non è neanche una porta.

🙂

© Pega 2012

Read Full Post »

Giusto pochi giorni fa, in un post, parlavo di esposizioni multiple ed a questo proposito voglio segnalarti un bel progetto che si basa proprio su questa tecnica.
Si tratta dei ritratti realizzati da Christoffer Relander per il suo lavoro intitolato We Are Nature, una serie di immagini interamente realizzata con la tecnica della doppia o tripla esposizione.
Sono scatti in bianco e nero che Christoffer produce con un metodo semplice ed antico, scegliendo opportunamente soggetti e condizioni di luce per esporre più volte lo stesso fotogramma con la sua reflex.

Sebbene Relander faccia uso di una macchina digitale, che di fatto “miscela a posteriori” le immagini, il procedimento ed anche l’atteggiamento artistico sono gli stessi che verrebbero usati con una fotocamera a pellicola che impressiona più volte lo stesso fotogramma sul negativo.
Relander dichiara che non c’è lavoro di postproduzione se non un normale aggiustamento di luminosità e contrasto, insomma qualcosa che tutti possiamo provare ad emulare o da cui magari anche prendere spunto per nuove idee.

Image credits: Photographs by Christoffer Relander

Read Full Post »

Giulia

Marmo rovente – © Copyright 2012 Pega

Non solo le dimensioni, anche le proporzioni contano. Alcune immagini devono molto alla forma geometrica in cui sono inscritte, ma non sempre viene posta la dovuta attenzione a questo aspetto.
Quello che normalmente succede è che guardiamo la scena attraverso il mirino, la vediamo delimitata da quella forma rettangolare e realizziamo la composizione di conseguenza. In questo modo le nostre immagini nascono secondo uno schema di proporzioni che è quello impostoci dal produttore della fotocamera, oppure da quello del sensore, o della pellicola.
Ti sei mai chiesto perché proprio quella forma? Perché non altre?
L’idea per questo weekend assignment è svincolarsi dalle proporzioni tipicamente imposte dalla nostra fotocamera e realizzare una foto quadrata, alla ricerca di un risultato compositivo che si avvantaggi di questa diversa impostazione in termini di proporzioni.
Lo spirito dell’assignment è quello di vincolarti a muoverti in un ambito insolito, provare a scattare delle foto ragionando in maniera diversa, stimolando la tua creatività.
Sei invece tra coloro che abitualmente realizzano foto quadrate? Beh, in tal caso l’assignment si modifica leggermente e ti invita a realizzare foto rettangolari o magari… rotonde.
🙂

Interpreta questo tema come meglio credi, poi condividi con gli altri il tuo scatto, semplicemente mettendo in un commento a questo post il link al risultato del tuo lavoro.
Buon divertimento!

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Ruota multiexp

Ruota – © Copyright 2012 Pega

Agli albori della fotografia ogni tanto poteva succedere di fare un po’ di confusione, non ricordarsi se si era o meno sostituita la lastra, finendo per realizzare una seconda fotografia sullo stesso supporto.
E’ in questo modo, proprio come frutto di errori, che nacquero le prime esposizioni multiple. I fotografi del tempo si accorsero subito che si trattava di qualcosa utilizzabile anche in modo creativo ed iniziarono a sfruttarlo come una vera e propria tecnica.
Da allora l’esposizione multipla è stata usata in infiniti modi e, specie in tutta l’era pre-digitale, ha rappresentato una possibilità di manipolazione alla portata di tutti. Sì, perché realizzare più esposizioni sullo stesso negativo era qualcosa di molto semplice ed immediato, che non coinvolgeva il fotografo nelle più complesse fasi di sviluppo, elaborazione e stampa, tipiche del laboratorio con tutte le sue attrezzature e competenze necessarie.
Fare una multiesposizione può essere un vero e proprio atto creativo, qualcosa che è insieme realizzazione e postproduzione, che unisce in una sola immagine più momenti ed in essa li sintetizza.
Con l’avvento del digitale questa tecnica ha perso un po’ di adepti. Forse è a causa della facilità con cui si interviene a posteriori su questo tipo di immagini, dei tanti strumenti di manipolazione che oggi abbiamo a disposizione o forse anche solo perché stranamente molte fotocamere digitali non comprendono questa funzione (che nelle analogiche c’era sempre visto che bastava “non fare avanzare il rullino”).
Io ti invito a rispolverare questo modo di fotografare ed a provare qualche scatto multiplo, possono venire fuori cose davvero carine.

Read Full Post »

Masi GuidoC’è un giovane fotografo che come altri ha la passione di fare scatti di strada per i vicoli e le piazze di Firenze. Lui si apposta discreto e attende. È attento e rispettoso, cerca momenti e dettagli, per catturarli con la sua fotocamera.
Conosco Guido Masi da qualche anno, dopo averlo incontrato in uno dei tanti meeting tra flickeriani e da quel momento ho sempre seguito il suo album. Ora mi sono deciso a fargli qualche domanda per il blog.

Ciao Guido, lo sai che sono un estimatore delle tue foto e quindi ti ringrazio per aver accettato con entusiasmo questa intervista. Una cosa che voglio chiederti subito è quanto valore ha per te la pubblicazione on line dei tuoi scatti ed in particolare su Flickr.
Credo che condividere gli scatti on line ed in particolare su Flickr abbia molto valore per molteplici motivi: in primo luogo ti consente di confrontarti con altri fotoamatori e, se hai un’atteggiamento critico, ti permette di imparare e di crescere; in secondo luogo i commenti e le visite che vengono fatti sulle foto ti consentono di capire come l’immagine viene percepita dagli altri, svincolandola delle emozioni che l’autore ripone nella foto stessa.

Back to home by Guido MasiCom’è nata la tua passione per la fotografia? E come hai imparato?
Sia mio padre che mio zio erano fotoamatori ed io ho ereditato la Canon FTb di mio padre con la quale ho imparato da autodidatta i primi rudimenti (diaframmi, tempi, luce).
Poi col primo stipendio mi sono comprato la mia prima reflex digitale (una Canon 350D) con la quale ho iniziato a provare a fare Fotografia.

Nel tuo album ci sono molti scatti di strada. Qual’è il tuo atteggiamento in questo genere? Ti capita di uscire con un progetto in mente o ti è più naturale scattare quello che ti colpisce senza pianificare tanto?
La fotografia di strada è il genere che amo di più, quello che ho studiato maggiormente e che pratico più spesso. A differenza dei grandi maestri, che per scattare si immergono totalmente nell’ambiente circostante, io utilizzo lo zoom per rimanere distante dal soggetto e non perturbare la scena mantenendola più genuina possibile. Il mio approccio è quasi antropologico, mi piace studiare le persone comuni e documentare situazioni e gestualità tipiche della vita quotidiana. Non esco mai con un piano preciso, in genere vago per Firenze in cerca di soggetti e situazioni interessanti.

Vespanning by Guido MasiCi parli un po’ del tuo progetto Polaroid carbonmade, di cos’è e come funziona?
Il progetto illustrato sul sito guidomasi.carbonmade.com/ (oppure http://www.facebook.com/StyleItalian) nasce da una riflessione sulla fotografia stessa: oggigiorno siamo tutti fotografi e vengono scattate foto continuamente. Questo, oltre ad essere una opportunità positiva, fa crollare il valore artistico ed economico delle fotografie praticamente a zero. Per questo ho iniziato a ricercare un processo che rendesse le immagini “uniche” e facesse dell’unicità un loro valore aggiunto. Le immagini del sito si riferiscono ad un processo che si chiama Polaroid Transfer ovvero trasferimenti di immagine da una pellicola Polaroid ad un foglio di carta da acquerello. In questo modo da ogni singola Polaroid scattata ottengo un trasferimento che è a metà tra foto e stampa e assume caratteristiche uniche. Per adesso il mio target, oltre alla nicchia degli appassionati della fotografia creativa, sono i turisti e per questo, come soggetti, mi sono concentrato sulle icone italiane (la Vespa e la 500) e panorami di Firenze.

Wondering Florence by Guido MasiSaresti in grado di definire un tuo “stile”?
Credo di avere uno timbro riconoscibile nella fotografia di strada dovuto all’uso costante del bianco e nero, oltre del contrasto accentuato che mi serve a dare un tono drammatico ed epico alle immagini. Una cosa che credo possa rappresentare il mio stile è l’attenzione alla composizione delle immagini e allo sfondo; generalmente scarto le foto se non mi convince la composizione oppure se lo sfondo non è omogeneo.

Ci racconti qualcosa circa il tuo workflow e di quale approccio hai alla postproduzione delle tue immagini?
Per le immagini digitali lavoro prima sul RAW per sistemare la luce e l’esposizione, una volta passato a JPG converto l’immagine in bianco e nero e lavoro sui contrasti.
Per le immagini analogiche faccio fare sviluppo e scansione del negativo al laboratorio fotografico e poi incrocio le dita..
I trasferimenti Polaroid necessiterebbero di un blog a parte, se qualcuno è interessato mi puo’ contattare.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog: Cosa significa per te la tua fotografia?
La fotografia è la forma di espressione che più mi rappresenta, è un bisogno quotidiano che nasce principalmente per me ma che trova il suo fine nella condivisione.

Qual’è l’emozione che più frequentemente ti capita di provare quando fai foto? E quando ti vengono commentate su flickr?
Quando faccio “lo scatto”, e succede poche volte in un anno, me ne accorgo subito e sento un brivido. In generale però quello che mi spinge a fare foto è la curiosità del mondo circostante. I commenti di flickr sono sempre molto apprezzati ma hanno più valore quelli dei fotografi che conosco e che stimo.

L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti… ed eccola anche per te : -). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Sarò banale ma, se fosse vivo, il fotografo sarebbe Cartier Bresson e non vorrei fargli nessuna domanda, mi accontenterei di fargli una foto mentre lavora, di nascosto, da lontano..

——-

Grazie a Guido per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati.
Ti consiglio proprio di approfondire la conoscenza di questo artista gustandoti il suo album su Flickr, o visitando il suo sito http://guidomasi.carbonmade.com/
Alla prossima!

Read Full Post »

Uomo Ragno

Spiderman – © Copyright 2012 Pega

Ne sono certo, non hanno ucciso l’Uomo Ragno: io l’ho incontrato al Lucca Comics.
Era quasi l’imbrunire, lui prima si era appostato sotto un cornicione a guardare da lontano i tanti partecipanti che sciamavano per le strade, poi ha capito che era tra amici, che poteva mescolarsi con la folla, libero.
Nessuno voleva ucciderlo e così l’Uomo Ragno è sceso ed ha iniziato a divertirsi, parlare con le persone e girare tranquillo per la città di Lucca che, come ogni anno ospita una bellissima manifestazione. Migliaia di cosplay provenienti da tutta Italia ma anche dal resto d’Europa e del mondo con i loro bellissimi costumi che sembrano uscire dalle dimensioni parallele dei loro personaggi: fantasy, fumetti, fiabe, videogiochi, saghe cinematografiche o televisive. E’ un universo culturale vastissimo, fatto di immaginario, passione, fantasia e divertimento.
L’Uomo Ragno mi ha detto di sentirsi davvero a casa al Lucca Comics, perché durante i giorni di questa festa si può vagare per le strade incarnando un eroe o un mostro, un carnefice o una vittima, un personaggio reale o di fantasia, senza dover sottostare a regole o vincoli di età.
Al Comics nessuno ti giudica, al contrario c’è un’aria di condivisione ed ammirazione gli uni degli altri, rispetto e curiosità reciproca. Una gran bella atmosfera.
Insomma l’Uomo Ragno era proprio contento, così ho colto la palla al balzo e gli ho chiesto se potevo fargli un ritratto. Non se lo è fatto dire due volte: con un salto si è appeso a testa in giù e senza farsi troppo notare si è messo in posa.
Ciao Lucca!
🙂

Read Full Post »

Rieccomi anche quest’anno con dei personalissimi e non ufficiali “riconoscimenti speciali” che voglio assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Il fatto è che valutare le foto in gara per questo piccolo concorso vuol dire trovarsi davanti tante belle fotografie ed avere non poche difficoltà a scegliere. Ho pensato quindi che citare solo il vincitore fosse limitativo e di inventarmi dei riconoscimenti secondari che, anche se non previsti dall’organizzazione, possono essere una piccola soddisfazione per chi li riceve ed anche consolidare una simpatica tradizione iniziata con la mia prima photowalk fiorentina un paio di anni fa.

Iniziamo con la prima Menzione d’onore: ”creatività

20121101-153604.jpg
Maurizio Zagli (MaOrl1563)

Vogliamo spostare la Cupola?

Uno scatto che mi ha colpito subito per il gran colpo d’occhio creativo. Ecco come sfruttare con maestria, e senza Photoshop, un “ostacolo fotografico”.
Bravo Maurizio!

.
.
.
.

20121101-155501.jpgMenzione d’onore: “simpatia”
Ugo Galasso
(g_u)

these know (questi sanno)

Nel pieno stile di Ugo, uno scatto rubato in cui si assapora quel mix di amicizia e passione condivisa che caratterizza questi incontri.
Grande Ugo!

.

20121101-160744.jpg
Menzione d’onore “coolness”
Iuri Pozzi

Miniplanet Basilica di San Miniato

Una tecnica curiosa ed efficace, applicata in modo magistrale ad uno dei punti salienti della nostra photowalk.
Bravo Iuri!

.
.
.
.

Complimenti a tutti!
Arrivederci al prossimo anno!
🙂

Read Full Post »

20121027-182119.jpg
Senza dubbio la fortuna gioca un ruolo importante nelle nostre vite e lo può giocare anche in fotografia.
Può capitare di avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, di inquadrare a casaccio ed avere la fortuna di cogliere una composizione geniale.
Può capitare che la fortuna ci aiuti a scegliere le giuste impostazioni di tempo e diaframma come se stessimo indovinando un ambo del lotto e che poi guidi il nostro dito a schiacciare il pulsante dell’otturatore nell’istante migliore, quello del “decisive moment”.
Può poi addirittura capitare quello che vedo sempre più spesso considerare di gran valore: che una macchinetta in plastica, incapace di fare due scatti uguali, introduca qualche macchia o aberrazione, rendendo la foto un colpo unico ed irripetibile.
Può infine capitare di essere portati ad esporre questi scatti, vederli mostrati come opere d’arte e ricevere ottime critiche.

Magari mi sbaglio a riguardo della “culo photography”, ma la mia idea di arte è un’altra. Rimane legata alla capacità che, per esserlo davvero, un artista deve avere, di produrre opere frutto della sua visione, della sua volontà e del suo estro oltre che delle sua capacità di creare e comunicare.
Magari è talento, oppure un mix di impegno, sudore e magari anche un pizzico di fortuna… Ma bisogna che non sia solo ed esclusivamente culo.
🙂

Read Full Post »

Alla Worldwide Photowalk, a cui ci siamo aggregati organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 13 Ottobre, è associato un contest fotografico tra tutti i partecipanti alle oltre milletrecento photowalk in giro per il mondo nello stesso giorno.
Anche quest’anno, come leader dell’edizione locale, ho avuto l’onore di dover selezionare la vincitrice fra le foto inserite sul sito ufficiale. Non è mai facile fare questo tipo di scelta ed è per questo che, oltre a proclamare il vincitore, scrivo qui alcune note su come sono arrivato alla decisione finale. Si tratta di valutazioni del tutto soggettive, esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.
Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest fiorentino 2012 è “Tourist alien” di Alessandro Firmalli, in arte Trymanit.

Florence Photowalk 2012 winner: Trymanit

Florence Photowalk 2012 Winner – Tourist alien © 2012 Trymanit

È uno scatto che ha in sé molti elementi che lo rendono, a mio parere, adatto a vincere un contest come questo. A parte la qualità generale, che non guasta mai, trovo nella foto un giusto insieme di aspetti che richiamano l’esperienza della Photowalk, a partire dalla vista della nostra meravigliosa Firenze, che fa da sfondo a questa strana “creatura” costruita simpaticamente in collaborazione tra il fotografo ed un altro partecipante usando una bella macchina fotografica d’epoca. Una foto digitale che ritrae la città di Firenze osservata da una fotocamera analogica.
Nelle le due edizioni passate avevo optato per foto analogiche, quest’anno invece ho scelto una foto digitale in cui ho trovato molto dello spirito della photowalk: passione per la fotografia, simpatia, creatività, un po’ di ironia, ma anche digitale ed analogico che collaborano insieme per regalarci una splendida immagine della città in cui si è svolto l’evento. Solo una nota critica: a mio parere manca la ciliegina, ovvero un qualche elemento umano, che avrebbe reso lo scatto davvero perfetto ma… Tutto non si può avere 😀
Dunque complimenti ad Alessandro Firmalli che si aggiudica il contest di quest’anno.

I miei complimenti anche a tutti gli intervenuti alla photowalk, ma anche in particolare agli altri partecipanti al contest ad alcuni dei quali, com’è ormai tradizione, assegnerò dei titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali che pubblicherò in uno dei prossimi post.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »