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Posts Tagged ‘sfuocato’

Archivio

Archivio – © Copytight 2009 Pega

Rieccoci con l’assignment del fine settimana, una sorta di piccola missione fotografica per il week-end, con l’idea di seguire un tema preciso e predefinito.
Il tema che ti propongo oggi è lo sfuocato, o come va un po’ di moda chiamarlo adesso: bokeh.
Sfrutta la sfuocatura che la tua ottica ti consente, fanne la vera protagonista della foto, usala per esaltare il fascino di un soggetto.
Come per tutti i precedenti weekend assignment ti invito poi ad inserire, in un commento qui sotto, il link alla foto; è interessante condividere e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.
Ciao e buon weekend!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Patti Smith boots

© Patti Smith – Fondation Cartier pour l’art contemporain

Mi sono imbattuto in una serie di fotografie pubblicate da Lensculture, con immagini di una mostra del 2008 a Parigi, dedicata alla passione per la fotografia di questa figura cardine della rivoluzione rock anni settanta.
La mostra si intitolava “Land 250”, in onore al modello Polaroid che Patti ha sempre usato. La 250 è classico dei modelli “folding” a telemetro, una macchina a soffietto con corpo in metallo che Polaroid produsse in più versioni per circa un decennio, proprio lo stesso in cui la musica cambiò il mondo.
Essendo anch’io felice possessore di una di queste “vecchie signore” non ho potuto fare a meno di notare, negli scatti di Patti, l’abbondanza di alcuni attributi artistici (non intendo chiamarli difetti eh 🙂 ) che anche a me capita di ricevere in dono. La mia “Zietta” sovente me li propone senza inibizioni sotto forma di mosso e sfuocato proprio come nelle foto di Patti Smith ed io, a volte, tendo ad imputarli alla sua salute precaria. La mia vecchia Polaroid 250 ha subito infatti più di un intervento chirurgico e richiede un uso accorto, pena risultati molto scadenti, ma forse è proprio qui il suo fascino.
Un fascino particolare che caratterizza in modo unico la fotografia istantanea.

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Archivio

Archivio – © Copytight 2009 Pega

Rieccomi con il weekend assignment. Come sempre l’idea è quella di avere un tema fotografico da svolgere durante il fine settimana. Se ti va puoi partecipare scattando qualche foto.
Stavolta l’argomento è Office Photography, in pratica l’arte di scovare soggetti interessanti e fotogenici nell’ambito dell’ambiente di lavoro. In genere sottolineo sempre l’importanza di effettuare questi assignment andando a realizzare foto fresche, scattando con in mente il tema proposto, ma in questo caso mi rendo conto che per molti (ma non per tutti) sarà improbabile trovarsi al lavoro, dato che siamo nel weekend. Per questa volta quindi l’esercizio potrà anche essere quello di andare a pescare nell’archivio e trovare lo scatto che meglio interpreta il tema, ma nessuno ti vieta di aspettare lunedì e realizzare qualche bella fotografia fresca.
Interpreta questo tema come meglio ti pare, catturando i dettagli di qualche strumento, dell’arredo o ritraendo le persone che lavorano con te, poi, come sempre , ti invito a condividere il tuo scatto postandone il link in un commento.
Buon divertimento e buon weekend.

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No War

No War! – Copyright 2009 Pega

Ed eccomi a proporti un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend.
Se ogni tanto leggi questo blog sai che sono convinto che fotografare con in mente una piccola missione da svolgere sia un qualcosa di non soltanto divertente, ma anche capace di riflettersi in interessanti spunti creativi. C’è poi lo stimolo della condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni e per farlo non hai che da postare in un commento sotto il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo i tuoi scatti.

Il tema di oggi è una sfida che da sempre esiste in fotografia ed è uno dei fattori importanti che la rende così affascinante: la sfida di riportare le tre dimensioni della realtà sulle sole due dell’immagine fotografica.
Insomma il tema di questo weekend assignment è una delle chiavi dell’espressione artistica in fotografia: la profondità.

Puoi cercare di esprimere la profondità in vari modi, con l’inquadratura alla ricerca della prospettiva e delle vie di fuga, con un’opportuna scelta di soggetti, con il classico sfuocato, con l’uso della luce o un mix di tutti o parte di questi elementi.
L’idea di profondità e tridimensionalità è qualcosa che può rendere bellissima una fotografia.

Interpreta come più ti piace questo assignment, nel weekend prova a cercare l’effetto di profondità, fanne il protagonista di qualche tuo scatto e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

Buon divertimento!

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Dopo le EVIL e le mirrorless ecco che si affaccia all’orizzonte anche un altro nuovo tipo di macchina fotografica. Questa permette di scattare senza preoccuparsi del fuoco perchè è dopo che lo si sceglie. Si, insomma, per la prima volta nella storia la messa a fuoco avviene in postproduzione.

Lytro, una startup della SiliconValley, ha presentato in questi giorni alla stampa la sua creatura: una fotocamera che permette di scattare secondo la tecnologia del “campo di luce” (light field), su cui la ricerca lavora da almeno una quindicina di anni.
E’ un’innovazione notevole che potrebbe portare in un futuro, se non al tramonto almeno al ridimensionamento di un componente che da sempre accompagna le fotocamere: l’obiettivo.
Il sensore a campo di luce della Lytro cattura il colore, l’intensità e la direzione di tutti i raggi luminosi che penetrano nella macchina e, a differenza dei sensori tradizionali che accorpano in un’immagine piana la luce rilevata, permette una gestione totale a posteriori della foto che viene ricostruita in modo parametrico via software, con conseguenti ampissime possibilità di rielaborazione. 

La Lytro sarà in vendita nei primi mesi del 2012 a circa 400$ ma è già possibile prenotarla. Le sue caratteristiche sembrano al momento quelle di un oggetto consumer, ma le promesse sono tali da far pensare subito ad applicazioni di questo tipo di tecnologia anche su modelli di fascia superiore.

Che ne dici? Sarà il futuro?
Puoi dare un’occhiata alle potenzialità della Lytro nel video di presentazione qui sotto o anche in questa pagina , dove è possibile simulare interattivamente l’effetto del fuoco “a posteriori”.
.

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Archivio

Archivio - © Copytight 2009 Pega

La settimana scorsa proponevo una sorta di “assignment” , una missione fotografica per il week-end: un sorriso.

Non so se hai provato a realizzare questo tipo di scatti, non è sempre facile seguire un tema preciso ma personalmente trovo stimolante provare ad uscire con una sorta di missione. Aiuta ad “incanalare” l’attenzione ed assumere un atteggiamento fotografico più attivo…
Come diceva Ansel Adams : Don’t take pictures MAKE pictures.

Questo fine settimana prova a scattare con questo nuovo assignment : lo sfuocato o come va di moda chiamarlo ora : il bokeh.

Sfrutta lo sfuocato, fanne il vero protagonista della foto, usalo per esaltare il fascino di un soggetto.

Come per la scorsa settimana prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
E’ interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno. 

Ciao e buon weekend.

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Sono ancora disponibili un paio di posti per lo Sharing Workshop  di Sabato 17 Aprile.
Per sapere di cosa si tratta invito a leggere
qui la descrizione dell’iniziativa che è gratuita ed aperta a tutti.
Chiunque è appassionato di fotografia, non importa il livello, è il benvenuto.
Per partecipare basta scrivere a
sharingworkshop@gmail.com

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NG1975

Una copertina NG del 1975

“Learn f/8 and Be There” (trad libera: imposta f/8 e trovati sul posto) è una frase che pare abbia avuto origine nell’epoca del grande sviluppo della rivista National Geographic, divenendo poi un refrain molto noto nel mondo della fotografia di reportage e naturalistica.
Erano anni in cui i manager della testata ed i direttori della fotografia spingevano i reporter della rivista a recarsi in giro per il mondo ed a scattare nei luoghi più remoti, alla ricerca di immagini di qualità che descrivessero la bellezza della natura o che raccontassero storie in cui il lettore potesse sentirsi coinvolto.
Il Be There era quindi un imperativo che voleva indicare un atteggiamento di necessaria presenza sul luogo, quasi un’immersione del fotografo nella scena e nell’azione. Qualcosa che negli anni successivi è stato poi ribattezzato, specie in ambito bellico, “embedded” (in questo caso vado per la traduzione quasi letterale “a letto insieme“).
L’f/8 si riferisce invece alla ricerca del massimo realismo, di foto con buona profondità di campo e massima nitidezza che, in quasi tutte le lenti, si trova nei settaggi di apertura intermedi (f/8 – f/11 tipicamente) anche chiamata con il nome “sweet spot”.
Va detto che riguardo a questa “direttiva” ci sono stati illustri dissidenti, come il mitico Steve McCurry che di questa massima aveva fatto sicuramente sua la seconda parte (be there), ma a vedere gli splendidi sfuocati delle sue foto direi che sulla prima (f/8) se ne fregava abbastanza…
🙂

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