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Archive for the ‘Nature’ Category

time lapse setupImmagina di lavorare in Antartide, sott’acqua, a temperature bassissime, per impostare una sequenza fotografica in time lapse. Lunghe ore di ripresa per creare un video che lascia a bocca aperta e che per la prima volta documenta un fenomeno noto ma mai fotografato: il “brinicle”.
È quello che hanno fatto Hugh Miller e Doug Anderson, due operatori della BBC per un documentario della serie Frozen Planet, realizzato nei pressi dell’isola di Razorback, nell’arcipelago di Ross.

Il brinicle è un tentacolo di acqua salmastra molto fredda che si forma a seguito del congelamento dell’acqua sulla superficie marina e che, a causa di una differenza di densità, si estende progressivamente verso il basso.

In condizioni particolari, come quelle con bassa profondità come nel video, il tentacolo raggiunge il fondo provocando il congelamento del fondale e di tutto ciò che ci incontra: creature viventi comprese.

Sarà che come al solito mi lascio affascinare dai time lapse… ma io lo trovo straordinario.

Buona visione.

Fonte: BBC.

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daddy, tell me a story

Babbo, raccontami una storia © 2011 Courtesy Fulvio Petri

“C’era una volta il popolo invisibile degli oscurini, creature antropomorfe proliferanti nel buio delle camere oscure, sia di fotografi che di cineamatori analogici; felici tra acidi e liquidi di sviluppo, danzavano tenendosi per mano eseguendo un vorticoso girotondo ogni volta che l’artista metteva carta sensibile nella bacinella; giunti alla massima velocità, si formava un piccolo tornado benefico in cui avveniva la magia: sulla nuda carta gli oscurini lasciavano la loro traccia nei punti in cui si identificavano, accoppiandosi con la loro controparte positivamente impressionata (che ad ogni contatto si dava un tono).
Venne però un giorno che Digit – il dio delle comunicazioni veloci – creò i pixellini, entità luminose che danzavano a suon di numeri destinate, nelle sue intenzioni, a soppiantare i timidi oscurini. Tra oscurini e pixellini però non c’era competizione, eran già pronti a fare amicizia. In fin dei conti gli opposti si attraggono.
Ma il nervoso Digit, che aveva sempre fretta, costringeva i pixellini a sfiancanti ore di lavoro, e a fine giornata erano costretti a spegnersi; essendo fatti di luce, da spenti erano come inesistenti, e non potevano più relazionare con niente e nessuno;
Mentre d’altro canto gli oscurini si accoppiavano sempre meno, poiché l’esoso Digit stava rendendo la carta una rarità, e rischiavano una depressione senza ritorno.
Tra lucine sfruttate fino all’annullamento e ombrine che rischiavano di cadere nel nero cosmico senza più esprimersi, ecco che spuntò un gruppo di esseri umani amanti delle danze in camera oscura, tra cui l’eclettico Marto, fotografo analogico che scansionava i risultati del “movimento” nella sua dark room per condividerli col mondo.
Allora gli ombrini, felici della loro rinascita, vollero ringraziare l’amico Marto, apparendo essi stesso su un pezzo di carta sensibile, durante un girotondo artistico… e al contempo si ritrovarono ad abbracciare i pixellini sul computer, dopo la scansione.
Digit non capì, ma per una volta si adeguò.”

Discobolo | Idea di movimento

Discobolo | Idea di movimento - © Copyright 2011 Martino Meli

Ti è piaciuto?
E’ un racconto, anzi uno “stracconto” di Fulvio Petri , un bellissimo pensiero su quello strano rapporto che c’è tra la fotografia analogica e quella digitale, ispirato dalla foto che trovi qui a fianco realizzata da Martino Meli (che nella storia diviene Marto).
Un vero e proprio girotondo tra artisti che si scambiano immagini (analogiche e digitali) e parole.

Fulvio, oltre ad essere un fotografo di talento, disegna, illustra ed anche scrive. E’ suo un libriccino di storie folli, tutte nello stile di questo sopra, dove la fantasia si intreccia con l’ironia. Si intitola appunto “Stracconti” e lo trovi qui sia in versione cartacea che come e-book.

Te lo consiglio.

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Freedom

Freedom - © Copyright 2010 Pega

Beh, sono due anni.
Esattamente il primo settembre del 2009 scrivevo il primo post di pegaphoto.
Sono stati due anni divertenti, in cui ho imparato molte cose grazie alla scusa di scrivere sul blog. E’ questa, insieme all’opportunità di condividere con altre persone la passione per la fotografia, una delle motivazioni che mi ha spinto a portare avanti questo progetto.

Nell’ultimo anno poi ho avuto il grande piacere di veder aumentare ancora i lettori e la loro partecipazione attiva, non solo ai contenuti e commenti ai post, ma anche alle iniziative nel mondo reale come gli Sharing Workshop e le varie uscite come la Light Painting Photowalk o la Film Gang.

Insomma, grazie davvero a tutti, in particolare a chi mi ha dato una mano accettando con entusiasmo di essere intervistato, a chi segue regolarmente e commenta gli articoli fornendo il prezioso contributo del proprio punto di vista e delle proprie esperienze, ma anche a chi condivide i post su Twitter o sul suo profilo Facebook, aiutandomi molto a far conoscere il blog a nuovi appassionati.

Bene. Spero di poter continuare ad averti tra i lettori e ti invito a non esitare ogni volta che vorrai intervenire per esprimere la tua opinione o critica.

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ScimmiaE’ una storia di qualche tempo fa e potrebbe essere la pubblicità perfetta per un nuovo modello di macchina fotografica… Uno spot semplice e diretto del tipo: “Con la nostra fotocamera chiunque può fare ritratti perfetti: anche una scimmia” 🙂

Beh, a parte le battute… Pare che nel fitto della giungla indonesiana, il fotografo naturalista David Slater si sia fatto fregare la sua reflex professionale da alcuni macachi. Le simpatiche scimmie hanno deciso di tenersela per un po’ ed usarla anche per farsi qualche selfie prima di restituirla educatamente al legittimo proprietario.

Il risultato è stato di un’intera scheda di memoria piena di immagini interessanti (e forse il virus della passione fotografica che si è insinuato in qualche primate).
Resta un dubbio:  stavolta DI CHI SONO LE FOTO?

🙂 🙂 🙂

(fonte: The Guardian)

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Covoni in Val d'Orcia

L'invasione dei covoni rotolanti - © Copyright 2011 Pega

Sono di ritorno da una interessante esperienza fotografica, svolta lo scorso fine settimana sotto forma di una due giorni di pura immersione negli imperdibili scenari della Val d’Orcia in compagnia degli amici di Photoexperience.

Photoexperience è una piccola organizzazione composta da fotografi che organizzano eventi dedicati a chi vuol vivere la fotografia accompagnandola con il gusto di seguire itinerari a tema, con particolare attenzione alla Toscana ed ai tanti spunti che questa magnifica regione sa regalare.

in Val d'OrciaSono stati due giorni intensi, a metà tra un workshop ed un percorso turistico per sentieri e strade sterrate, alla scoperta di angoli particolari, difficilmente identificabili e fotografabili senza conoscerne l’esatta ubicazione ed il miglior punto di ripresa.
In qualche caso si è trattato di luoghi resi noti dal cinema, come lo scorcio sfruttato ne “il Gladiatore” con la strada padronale che sale sulla collina dorata dal grano, oppure la serie di curve che serpeggiano in salita verso Monticchiello tante volte sfruttate nella pubblicità, o del palazzo dei vampiri di Twilight a Montepulciano. 

Ma a dire la verità il protagonista assoluto dell’esperienza è lo scenario generale della Val d’Orcia che in questo periodo dell’anno è spettacolare, con il grano in fase di mietitura, i girasoli e le coltivazioni che ammantano la campagna.
È bello godersi questa meraviglia dai punti migliori e con la luce giusta.

Personalmente ho poi apprezzato in particolare quello che abbiamo fatto nella prima mattina di domenica quando, dopo la levataccia intorno all’alba, ci siamo incamminati con le ombre lunghe per una meravigliosa passeggiata nel silenzio degli ampi spazi tra i campi coltivati, fino ad arrivare ad una piccola cappella isolata nella campagna. Un vero gioiellino incontaminato.

Val d'OrciaPer il successo di questa esperienza è stata preziosa la guida di Andrea e Leonardo (e del loro fuoristrada da cui nei giusti momenti uscivano delle azzeccatissime colonne sonore) ma anche la sistemazione prevista dall’organizzazione, che non a caso si appoggia ad un vero e proprio operatore turistico. In questo caso era previsto il pernottamento presso un bell’hotel nel centro di Pienza con tanto di piscina, il tutto a sottolineare il carattere dell’iniziativa che, specie in edizioni come questa, vuole favorire la partecipazione anche di coppie o famiglie in cui non tutti sono appassionati di fotografia.

Concludo con una nota tecnica.
Per questo tipo di scenari e la fotografia che si tende a realizzarci è decisamente interessante poter disporre di un buon teleobiettivo. Alcuni partecipanti disponevano di ottiche da 200 ed anche 300mm con cui ottenere splendidi effetti di compressione delle sinuosità collinari e giocare sia con le linee naturali che con quelle delle coltivazioni, oltre alla possibilità di isolare dettagli come piccoli alberelli o particolari forme nel taglio del grano.
In questo caso io però ho scelto di andare in controtendenza e montato il cinquantino ho fatto un paio di scatti rendendomi subito conto di voler provare a vivere tutto il weekend attraverso la sola prospettiva di questo obiettivo. Così ho fatto quasi tutte le foto con quest’ottica fissa, e mi sono proprio divertito.

Grazie agli amici di Photoexperience. Invito a tutti gli interessati a visitare il loro sito e magari partecipare a qualcuna delle prossime iniziative.

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L’ho già detto che adoro i time lapse? Beh, penso proprio di si.
Rimango sempre affascinato dai risultati prodotti da chi si cimenta in questa tecnica che unisce fotografia e video, sopratutto da chi sperimenta realizzazioni sempre più sofisticate, che magari prevedono il movimento della fotocamera ed il conseguente progressivo cambio di inquadratura durante il filmato.

Ma quello che ti voglio far vedere oggi è ancora un passo avanti: è un time lapse veramente stellare, nel senso che le stelle e la via lattea sono le protagoniste assolute.
È stato realizzato da Randy Halverson in South Dakota. Si tratta di una serie di sequenze realizzate intervallando ogni due o tre secondi delle lunghe esposizioni notturne, che rendono l’atmosfera quasi magica.
Il lavoro colpisce non solo per la qualità delle foto e la tecnica usata che comprende traslazioni e rotazioni del punto di ripresa, ma anche per il gusto compositivo che caratterizza tutto il filmato.

Guardalo e lasciati ipnotizzare perchè è bellissimo. Buona visione.

Un grazie a Leonardo per la segnalazione.

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The underwater projetcTi consiglio vivamente la visione di alcune fotografie di Mark Tipple che lasciano decisamente senza fiato.

Fanno parte di quello che lui chiama The Underwater Project e sono realizzate piazzandosi sott’acqua nei pressi di una spiagga di Sydney e realizzando queste magnifiche immagini subacquee caratterizzate da un’incredibile trasparenza e luce.
Io ne sono rimasto ipnotizzato e sebbene non credo sia possibile ottenere niente del genere nelle nostre acque, sarei fortemente tentato di provarci…

Qui anche uno splendido video. Ah, che meraviglia, sembra di sentire il fragore delle onde.
Buona visione!

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Red Moon

Red Moon - © Copyright 2008 Pega

Nella serata del prossimo 15 giugno, sperando che possa essere sgombra dalle corpose nuvolone che hanno caratterizzato questi ultimi tempi, avremo l’occasione di vedere e fotografare un evento interessante.
Si tratta di una eclisse totale di Luna, che in Italia sarà osservabile già in “prima serata” per proseguire fino circa alla mezzanotte.

L’eclisse vedrà il nostro bel satellite immergersi totalmente nel cono d’ombra della Terra, questo le conferirà una caratteristica colorazione rossastra: la Luna rossa appunto.
Il fenomento avrà inizio alle 20.23 con l’ingresso cono d’ombra ed il conseguente aspetto “morsicato”, poi dalle 21.20 circa si potrà godere della Luna Rossa con centralità poco dopo le 22.00.
Il fenomeno si concluderà intorno alla mezzanotte con l’uscita dal cono d’ombra terrestre ed  avrà quindi una durata totale di oltre tre ore, dandoci modo di poterlo gustare in tutta calma e provare a realizzare qualcosa di buono anche con le nostre macchine fotografiche.

Per i più “scientifici” o per chi non potrà essere all’aperto e con il naso all’insù a godersi questa serata particolare, segnalo il sito del Parco Astronomico Sidereus dove saranno pubblicate in tempo reale le immagini da telescopio.

Un ringraziamento a Mery per l’interessante segnalazione.

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Anch’io, come tantissime persone che hanno visto questa incredibile foto di Frans Lanting sul National Geographic, mi sono chiesto come diavolo abbia fatto questo fotografo a realizzare un’immagine del genere.

L’autorevolezza della rivista è certamente sufficiente per accettare senza dubbi l’affermazione che non si tratta di una foto ritoccata o addirittura di un disegno; certo che la visione è veramente surreale.
La curiosità su come sia stato possibile realizzarla hanno spinto la “photo editor” Elizabeth Krist ad intervistare il fotografo per chiedergli informazioni su questo piccolo capolavoro realizzato in Namibia e pubblicarne i dettagli sul Magazine online.

Lanting ha innanzitutto scelto di usare una grande duna di sabbia rossa come sfondo. E’ una duna molto alta, di circa 400 metri, che insieme ai particolari tronchi d’albero, caratterizza la zona del Dead Vlei.
Ha saputo poi aspettare il momento giusto, la luce perfetta.
Dopo aver studiato il luogo ha deciso che l’ora ideale per uno scatto significativo sarebbe stata quella poco dopo l’alba, con la luce del sole del primo mattino all’altezza giusta per illuminare soltanto la sabbia rossa della duna e non il bianco suolo di polvere che circonda gli scheletrici alberi. In questo modo il terreno, chiarissimo ma ancora in ombra, acquista la tonalità blu del cielo sereno dell’alba.
La forte differenza di luce tra la duna ed il suolo è stata gestita da Lantig con un filtro graduato che ha permesso di ridurre il contrasto, altrimenti eccessivo. E’ questo l’unico “trucco” utilizzato dal fotografo, oltre ad una scelta di taglio (crop) effettuata in fase di postproduzione.
Le macchie bianche che spiccano sulla duna altro non sono che piccoli cespugli bianchi sfuocati dall’effetto del teleobiettivo, sfruttato anche per schiacciare al massimo la prospettiva.

Non c’è che dire: è un capolavoro.

Puoi trovare tutta l’intervista (in Inglese) sul sito del National Geographic.
Se sei interessato ad acquistare questa immagine come stampa artistica puoi contattare direttamente il fotografo all’indirizzo: gallery@lanting.com

 

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ValdOrcia
Hai impegni per il weekend del 2 e 3 Luglio?
Io mi unirò agli amici di Photoexperience per un fine settimana in Val d’Orcia all’insegna della fotografia.
Sarà un qualcosa a metà tra un workshop ed una breve vacanza in questo splendido angolo di Toscana, alla scoperta di angoli suggestivi ma anche location particolari, in linea con lo stile di questi eventi, sempre alla ricerca di esperienze interessanti adatte sia a principianti che ad esperti.

In questo caso gli organizzatori accompagneranno i partecipanti verso affascinanti scorci fotografici ed anche luoghi resi famosi da scene cinematografiche di film come “Il Gladiatore” o “Il Paziente Inglese”, il tutto in una due giorni che si preannuncia adatta anche ad eventuali partecipanti non totalmente dediti alla fotografia.

Per informazioni ed iscrizioni ti invito a visitare il sito di Photoexperience dove potrai trovare tutti i dettagli ed anche il link all’agenzia che segue la parte relativa alla sistemazione in agriturismo per il weekend. Mi risulta che ci siano ancora posti disponibili ma ti invito ad affrettarti in caso di interesse.

Comunico invece, anche viste le tante richieste che mi continuano ad arrivare, che è al completo lo Sharing Workshop #4 che si svolgerà nel weekend del 21 e 22 Maggio p.v. Sorry!
🙂

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