Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Technique’ Category

Leonardo

Leonardo – Courtesy and Copyright m|art/Martino Meli

In uno dei primi Sharing Workshop, abbiamo avuto l’occasione di toccare con mano ed approfondire un tipo di produzione creativa che non tutti conoscono. Non è fotografia, ma una forma affascinante di computer art.
Si tratta dell’arte frattale.

Ci ha “iniziati” a questa specialità un mio caro amico, Leonardo Mancini, che con il nome d’arte “The Slider”, è piuttosto conosciuto tra gli specialisti di questa forma espressiva particolarmente seguita sopratutto sul sito di condivisione di opere ed immagini DeviantArt.

E’ stato bello vedere l’interesse e le espressioni di meraviglia dei partecipanti al workshop che, con la loro sensibilità nei confronti delle immagini data dalla condizione di appassionati fotografi, hanno seguito con attenzione la presentazione di Leonardo che è partito spiegando come nascono queste immagini, proseguendo nell’illustrarci il suo lavoro ed un po’ anche il suo workflow.

Reticle_by_theslider

Reticle – Copyright The Slider

Colgo quindi l’occasione per fare a “The Slider” qualche domanda e continuare un po’, anche fuori dal workshop ed insieme ai lettori del blog, l’approfondimento sui frattali.

Ciao Leonardo. Nello Sharing Workshop lo hai raccontato ai presenti, ma condividiamo anche con i lettori del blog com’è che hai iniziato ad interessarti di frattali.
Nel lontano 1987, su una rivista di computer,  trovai un articolo che parlava di un certo Benoît Mandelbrot  – matematico polacco – e della sua teoria dei frattali. Leggere l’articolo e copiare sul Commodore 64 il listato in basic fu tutt’uno. L’immagine che ne venne fuori mi colpì moltissimo per la sua armoniosità. Agli inizi degli anni 90, con il mio primo computer (un 80386 dotato di coprocessore matematico), mi divertii ad esplorare i frattali, anche se all’epoca per realizzare una semplice immagine in bassissima risoluzione potevano occorrere diverse ore. Da allora l’interesse per i frattali non si è mai spento e ha ripreso vigore con i nuovi programmi disponibili in internet grazieanche alla grande potenza di calcolo dei moderni computer. Basti pensare che le mie prime immagini degli anni 90 vengono oggi create in meno di un secondo!

 

Gnarly_by_theslider

Gnarly – Copyright The Slider

Ci spieghi in breve di cosa si tratta quando si parla di frattali?
Per definizione un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente di ingrandimento.
Le immagini frattali sono immagini realizzate tramite funzioni matematiche ricorsive.
Detto così  può sembrare un argomento cervellotico, in realtà esistono diversi programmi dei quali io utilizzo Ultra Fractal ed Apophysis che rendono la creazione di frattali un’esperienza quasi totalmente artistica e svincolata da conoscenze matematiche.
Occorre avere una minima capacità di composizione, saper scegliere i colori adeguati e avere molta pazienza visto che i programmi richiedono un po’ di pratica per essere padroneggiati.
All’inizio visto che con i tutorial gratuiti non riuscivo ad ottenere granché, ho seguito qualche corso a pagamento che avendo una struttura più organica mi ha permesso di superare lo scoglio iniziale.

 

leaf_by_theslider

Leaf – Copyright The Slider

Cosa cerchi nelle immagini che realizzi?
Nelle immagini che creo cerco sempre di evitare il caos.
Con Ultra Fractal il programma che prediligo, si possono creare immagini multi livello (come in Photoshop) e quindi, se non si sta attenti, è molto facile avere immagini confuse dovute ai troppi livelli usati.
Adoro le spirali, che sono alla base di tanti frattali e dedico molto tempo alla scelta dei colori. Una palette azzeccata può dar vita ad immagini molto belle che altrimenti rischierebbero di essere troppo banali.
Sono molto affascinato dai dettagli e spesso “esplorare” un frattale è paragonabile ad ammirare l’infinitamente piccolo con un microscopio o l’infinitamente grande attraverso un telescopio.

C’è qualche progetto su cui stai lavorando o che ti piacerebbe realizzare?
In questo momento sto seguendo un corso avanzato su Apohysis ed una volta finito vorrei approfondire il programma per conto mio.
Sicuramente vorrei  anche poter realizzare animazioni frattali visto che finora non ho avuto ancora modo di cimentarmi in questa “estensione” delle immagini pure e semplici.
Faccio anche parte di una community su DeviantArt e mi piacerebbe poter dare un mio contributo per aiutare chi si affaccia al mondo dei frattali.

In che rapporto metti le immagini frattali con la fotografia?
Creando immagini frattali, ci si rende conto ben presto che cambiare un paramentro in modo impercettibile può dar luogo ad immagini molto diverse tra loro. Ecco quindi che realizzare un frattale può essere una cosa di pochi minuti come pure un’esperienza di qualche giorno, in attesa dello “scatto” perfetto.
Quando  lavoro ad un’immagine, spesso, provo le stesse emozioni di quando, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, cerco la composizione ideale per quello scatto; soprattutto quando si tratta di foto macro dove dettagli invisibili prendono vita.
La natura che ci circonda ha, in molti casi, una struttura frattale, si pensi ad esempio ai rami degli alberi, ai fulmini, alle corolle dei fiori o alle galassie nello spazio profondo. Molto spesso quindi lavorare su un frattale risveglia ricordi di immagini familiari.

——-

Un grazie a Leonardo per la sua preziosa partecipazione allo Sharing Workshop e per la voglia di condividere il suo lavoro con noi. Personalmente trovo che sia sempre molto stimolante esplorare nuovi campi della produzione di immagini e che questo aiuti molto a far crescere l’artista che è in tutti noi.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di “The Slider” consiglio di cliccare qui per raggiungere la sua gallery su DeviantArt.

Alla prossima!

Read Full Post »

Yellow green and rust reflex

Yellow green and rust reflex - © Copyright 2008 Pega

Ti piace questa idea di provare a cimentarti in una piccola sfida fotografica ogni settimana ? Trovi utile dedicare qualche momento di attenzione e provare a scattare secondo un “assignment” predeterminato ?

Per questo weekend ecco qual’è il tema : i riflessi.

Sfruttare i riflessi e coglierli con la macchina fotografica è un esercizio che richiede un po’ di pratica… ma quando si inzia a notarli ed a fissarli nelle proprie immagini può essere una bella soddisfazione.

I riflessi non sono ovunque… bisogna saperli scovare, a volte anche creare…
Serve qualche superficie lucida: metallo, vetro o naturalmente… l’acqua.

In questi giorni prova a fotografare i riflessi e rendili l’elemento chiave di qualche tua foto.

Poi, come ormai propongo ogni settimana, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
Bando alla timidezza, non invare mail private. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

YongNuo YN460 IIIn genere la massima “you get what you pay for” è una pura verità nel mondo della fotografia e spesso ci si rende conto che i soldi spesi in attrezzatura economica si rivelano un po’ sprecati. Ma per tutti coloro che sono interessati al mondo dell’illuminazione con flash, o che desiderano avvicinarsi a questa tecnica, segnalo la possibilità di dotarsi di un valido ed economicissimo flash che è molto facile reperire on line.
Si tratta del “cinesino” Yongnuo YN 460 che puoi vedere nella foto qui a fianco.
E’ un flash utilizzabile con praticamente tutte le fotocamere digitali dotate di slitta standard ed è stato realizzato per “competere” con i modelli medi come il Nikon SB600 o il Canon 430EXII ma ad un quinto del loro costo (!). Il 460 si riesce infatti ad avere con un esborso che è tranquillamente al di sotto dei 50 euro spese di spedizione comprese.
Il numero guida dichiarato è 38 , più o meno lo stesso dei suoi più preziosi competitor, con cui condivide la testa ruotante sia sul piano orizzontalmente che su quello verticale, utilissima per sfruttare al meglio le possibilità degli effetti di “rimbalzo” della luce su superfici adatte.
Viene fornito con un piccolo stativo e le classiche linguette di diffusione che fuoriescono dalla testa.
A differenza dei suoi cugini più blasonati però il 460 è solamente manuale, non prevede automatismi TTL e questo in genere spaventa molto chi è alle prime armi, ma non dovrebbe.
In realtà ci si accorge velocemente quanto nella fotografia con flash il digitale avvia stravolto tutto.
Ora basta un’occhiata al display, vedere com’è riuscito lo scatto ed adattare la potenza del flash. Ci si rende subito conto di come conviene regolarlo e l’uso in manuale in genere diviene a volte la normalità anche con i flash dotati di automatismi sopraffini ma mai abbastanza intelligenti.
Ma il vero divertimento con questi oggetti viene con le possibilità di utilizzo “off camera”.
L’allontanamento dalla macchina fotografica e la possibilità di far arrivare la luce sul soggetto da un’angolazione non frontale è uno degli aspetti più importanti della fotografia con flash.
Il 460 può essere fatto scattare dal lampo di un’altro flash, anche quello incorporato della tua fotocamera, magari regolato al minimo, ed è in questo modo che ci si può divertire davvero molto, andando a creare effetti drammatici nei ritratti o nella fotografia di performance (come ad esempio lo skateboarding, il pattinaggio, le arti marziali, etc…) o anche andando ad esplorare settori particolari e creativi come la smoke photography o la… levitazione

🙂 🙂

Che altro dire?
Buon divertimento!

Read Full Post »

Acc

Acc… – © Copyright 2009 Pega

Chi pratica la fotografia analogica, o ha avuto occasione di fotografare quando ancora non esisteva il digitale, forse ricorda quanti piccoli errori era possibile commettere e quanti di questi sono oggi ormai nell’oblio… o quasi. 🙂
Ricordi? Ne hai commesso qualcuno? O ne sei rimasto vittima?
Ecco alcuni esempi:

– Il superclassico da cui era esente solo chi scattava con una reflex: fotografare con il “tappo” sull’obiettivo.
– Scattare un intero rullino per poi accorgersi di non averlo nemmeno inserito…
– Aprire la macchina con la pellicola dentro e rovinare tutto.
– Sbagliare l’impostazione degli ASA (ora ISO) e “cannare” completamente le esposizioni.
– Perdersi “l’attimo decisivo” perché ci si era dimenticati di “caricare” l’otturatore.
– Rimanere senza rullini!
– Lasciare la fotocamera in macchina al caldo e “cuocere” la pellicola.
– Mossi, occhi chiusi, controluce, teste tagliate e tutto il resto rivelati solo dal laboratorio di stampa….
– Il laboratorio che fa “il danno” e rovina tutto.

Però anche il digitale conserva qualche piccola “trappola”…
Io ad esempio non mi son voluto perdere l’emozione di:

– rimanere senza una batteria carica.
– dimenticarmi di prendere almeno una memory card e trovarmi a far foto “senza poterle fare”…
– lasciare l’impostazione degli ISO su 3200 è fare un’intera sessione di scatti da orrore.
– trascinarmi dietro il treppiede ma accorgermi all’ultimo che ho lasciato a casa l’adattatore (questo poteva succedere anche ai tempi della pellicola)
– prendere lo zainetto fotografico accorgendomi solo troppo tardi che mancava la macchina (idem come sopra)

Niente male eh…  🙂 🙂
Anche col digitale ci sono sempre tante… opportunità!

E tu?

Read Full Post »

Sax Lady

Sax Lady - © Copyright 2009 Pega

Oggi voglio tornare su un argomento tecnico di fotografia digitale e sottolineare la mia opinione a proposito dell’importanza di scattare in RAW.
Con una certa regolarità mi capita di essere coinvolto in discussioni tra chi tende a sfruttare le potenzialità dell’utilizzo di questo tipo di formato e chi invece preferisce la praticità del JPG, magari sostenendo che i risultati sono addirittura migliori.

Il RAW è l’immagine catturata dal sensore della fotocamera, senza alcun trattamento. Non è come alcuni dicono “l’equivalente digitale del negativo”, è decisamente di più : è l’equivalente digitale della “pellicola ancora da sviluppare”.
Il RAW non è un’immagine pronta. Si, la si può visualizzare con i programmi che gestiscono questo tipo di formato, ma è “grezza”, poco contrastata, i colori sono un po’ sbiaditi…
Se si vuole tirar fuori la foto è necessario “sviluppare” il RAW con un software adatto, come Lightroom, Camera RAW, Picasa o i prodotti Nikon View NX e Capture. Solo così si può arrivare al risultato finale. E le potenzialità sono notevoli.

Con il JPG invece ogni macchina digitale, immediatamente dopo lo scatto, “processa” i dati rilevati dal sensore e produce la foto “finita”, aggiungendo un po’ di contrasto, saturando i colori ed applicando una serie di algoritmi che portano poi al salvataggio file sulla scheda di memoria. Questi passaggi ed elaborazioni equivalgono a quello che un tempo era lo sviluppo del negativo e come tutti i processi di questo mondo, introducono un insieme di fattori di imperfezione oltre ad un elemento di “non ritorno” nei confronti dei dati originariamente presenti sul sensore.
Far “trattare” l’immagine RAW direttamente a bordo della macchina è quindi un po’ come portare un rotolino presso un laboratorio con sviluppo rapido… Magari è ok… ma non è proprio il massimo.

Se si vuol mantenere il massimo controllo e la massima qualià sul processo di “sviluppo” è meglio farlo presso un “laboratorio specializzato e professionale… cioè sul PC con un adeguato software ed operando delle scelte specifiche per ogni immagine.

Poter avere il RAW è quindi, secondo me, fondamentale per chiunque voglia seriamente poter lavorare con le proprie foto, conservando il vero originale catturato dal sensore, gestendo al meglio il contrasto e la fase di elaborazione dei colori ed anche fare cose che con il RAW si possono fare molto bene, come modificare l’esposizione ed il bilanciamento del bianco.

Non ci sono dubbi… ancora RAW RULES !

Read Full Post »

Giant steps

Giant steps - © Copyright 2008 Pega

Hai mai provato a fare foto senza fare affidamento sul mirino e sugli automatismi della tua fotocamera?
Ti propongo questo divertente esperimento. E’ al tempo stesso un semplice esercizio ed un istantaneo balzo indietro di un secolo e mezzo nella storia della tecnica fotografica.
Prendi un pezzetto di nastro adesivo ed usalo per attaccare un piccolo pezzo di cartoncino sull’oculare o sul display della tua macchina.
Dedicati a fare almeno 30 o 40 foto in queste condizioni, stimando esposizione e messa a fuoco, immaginando la composizione…
Non ci saranno distrazioni tecnologiche o dubbi sul funzionamento degli automatismi…
Chissà… potresti anche rimanere entusiasta dei risultati…

🙂

Read Full Post »

laptopgrammaCos’è un “Laptogramma?”

E’ un nuovo tipo di immagine fotografica. Un po’ uno scherzo un po’ una cosa seria.
Si tratta di prendere un foglio di carta fotografica, aderirlo ad un monitor ed esporlo brevemente ad una immagine prodotta dal computer. Una volta effettuato il processo di sviluppo si avrà un laptogramma… una nuova forma d’espressione. Un po’ digitale, un po’ analogico.

Ti piace?

Ovviamente si può fare con qualunque tipo di monitor ma l’idea è nata ad una signora di nome Aditya Mandayam sperimentando sul suo laptop, da qui il nome “laptogramma”.

Aditya si è rapidamente accorta di quanto sia critico il tempo di esposizione per ottenere dei buoni “laptogrammi” e dopo aver bruciato vari fogli di carta fotografica ha messo a punto un suo workflow che prevede esposizioni molto brevi con “accensione” dell’immagine sullo schermo per pochi decimi di secondo.

Se vuoi cimentarti in questo nuovo filone creativo non ti resta che provare….

🙂

(via Wired)

Read Full Post »

Crepa.

Crepa. (The IPholaroid project) - © Copyright 2010 Pega

A volte una semplice immagine, magari associata ad una parola, può germogliare in qualcosa che si ramifica in una serie di significati che cambiano molto e sfumano sviluppandosi a seconda dell’osservatore.

E’ una sorta di sinergia comunicativa che si può creare tra parole ed immagini.
Ho avuto modi di sperimentarlo solo pochi giorni fa postando su flickr l’immagine sopra, intitolata semplicemente “Crepa.”

Tutto è partito con una banale foto fatta con l’Iphone e trattata in modo da assomigliare ad uno scatto Polaroid per il mio progettino che si chiama appunto IPholaroid project.

Un muro colorato con una notevole spaccatura… un’immagine che per me ha cominciato subito ad assumere tutta una serie di possibili significati.

In effetti crepa è un piccolo danno locale ma potrebbe anche rappresentare la manifestazione di un problema più generale…
La crepa può essere vera e tangibile su un muro di casa o, vista l’attualità di questi giorni, figurata negli avvenimenti politici.
Qualcuno ci ha visto poi passione e sofferenza. La crepa può essere molte cose, come anche l’espressione di constatazione cinica di fronte ad un organismo che sta giungendo alla fine della sua vita o addirittura… un minaccioso imperativo ! (Con relativi gesti scaramantici di qualcuno).

Insomma… non è solo una crepa…

🙂

Read Full Post »

Lumet - Making moviesE’ un po’ di tempo che non parlo di libri.
Oggi te ne voglio consigliare uno che potrebbe affascinarti come ha affascinato me. Si tratta di “Making Movies” di Sidney Lumet.

L’autore è un regista che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni.
Sono firmati da lui capolavori come “La parola ai giurati” (1957), “La collina del disonore” (1965), “Serpico” (1973), “Assassinio sull’Orient Express” (1974), “Quinto potere” (1975) e molti altri.

E’ un libro molto particolare: un regista che spiega come funziona la sua professione. In sostanza “come si realizza un film”.

Leggendolo emergono immediati tutti i rapporti che il cinema ha con la fotografia e come un regista divenga il realizzatore di un’opera di arte visiva molto complessa che tipicamente non risulta indifferente a chi è appassionato di immagini.

Nel cinema si fondono molteplici aspetti tecnici ed artistici ed è il regista il direttore di una specie di orchestra dove alla fine ogni minimo dettaglio può fare una grande differenza sul risultato finale.

Dalla scelta della luce e il posizionamento della macchina di ripresa alla selezione delle focali, il movimento e poi il taglio e montaggio… è avvincente leggere di quanta importanza viene data a certi aspetti e quanto tutto questo venga indirizzato ad una comunicazione che spesso rimane non percepita dallo spettatore ma che però contribuisce molto a rendere un film qualcosa di così suggestivo.

Molto belle sono anche le parti dedicate al rapporto con gli attori ed a tutta la fase di postproduzione, argomenti che in precedenza non ero mai riuscito a trovare descritti in modo così diretto ed approfondito.

Una splendida lettura che davvero consiglio ad ogni appassionato di fotografia, che porta a cambiare il modo di vedere il cinema, trasformandoci in osservatori molto più acuti e consapevoli di cosa c’è dietro ad un’opera cinematografica.
Un piccolo bagaglio di conoscenze e sensazioni che, ho scoperto, può tornare utile quando ci si ritrova con in mano la nostra piccola macchina fotografica.

Concludo con una nota che per qualcuno può essere dolente: il libro non è disponibile in Italiano ma in compenso è scritto in un Inglese scorrevole e facilmente leggibile anche da chi non è proprio fluent.. E ne vale la pena.

Read Full Post »

World fastest turtle
World fastest turtle – © Copyright 2008 Pega

“Devo uscire per fare delle foto” può essere un’ottima scusa per andarsene un po’ in giro, respirare un po’ di aria pulita, fare del movimento… Ecco, proprio questo.
L’assignment che ho pensato di proporre per questo fine settimana è : movimento.

In fotografia ci sono tanti modi per rendere il movimento, si può usare il mosso, il panning, la composizione stessa.
Si può creare l’idea di movimento attingendo alla pura creatività, cercando di trasmetterlo come sensazione a chi guarda la foto.

In questi due giorni prova a fotografare cercando il movimento. Scegli i tuoi soggetti tra quelli che lo possiedono naturalmente o vai in cerca di effetti inaspettati.
Fotografare il movimento è molto divertente.

Scatta le tue foto e poi, come ormai propongo sempre, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
E’ divertente ed interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »