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Archive for the ‘Technique’ Category

Oggi ti voglio proporre un video didattico di Gavin Hoey, un simpatico fotografo inglese che è molto bravo nel realizzare questo tipo di materiale e lo fa con qualità e semplicità.

Qui Gavin ci fa vedere quanto possa essere versatile un apparentemente banale sfondo grigio e come lo si possa sfruttare per realizzare ottimi ritratti in studio, ottenendo l’effetto di sfondi diversi semplicemente cambiando il posizionamento delle luci.

Come sempre mi scuso con chi non è totalmente a suo agio con la lingua inglese ma devo anche dire che il video è davvero semplice e facilmente apprezzabile.

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Toy car feels observed

Toy-car feels... observed - © Copyright 2008 Pega

Rieccoci ad una delle nostre tradizionali “missioni fotografiche” del fine settimana.

Come sempre ricordo che tutti sono invitati a postare in un commento il link alle immagini realizzate secondo l’assignment, che siano su un sito personale, su facebook, Flickr o qualsiasi altra piattaforma di condivisione.

Per questo weekend il tema è un classico della fotografia, specie in ambito still life : i giocattoli

Tutti ne abbiamo a disposizione. Tutto può essere un giocattolo ma… quelli veri, quelli dei bambini hanno un fascino tutto particolare.

Nel weekend prova a fare qualche foto dove i giocattoli sono i protagonisti. Still life o no non importa, quello che conta è il soggetto. Poi, come ormai propongo ogni settimana, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.

Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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glasto

Vuoi fare uno scatto veramente supervisitato che le persone accorreranno a vedere e taggare ?
Beh, allora prova a far qualcosa di simile a quello che si può trovare sul sito  del festival di Glastonbury dove è stata scattata una mega foto al pubblico presente: circa 70.000 persone.

La foto, una panoramica di quasi 180 gradi e 75 mila pixel di ampiezza, ha una qualità che permette lo zoom fino a potersi facilmente riconoscere e “taggare” on line, cosa che è già stata fatta da oltre 5.600 partecipanti.

Come se non bastasse il sito Glastotag è interfacciato con Facebook e questo rende davvero notevole la viralità dell’iniziativa.

Un’idea interessante, non trovi ?

Clicca qui per accedere al sito Glastotag.

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gf1

No, non sono passato al lato oscuro della fotografia… almeno non ancora… 🙂

Lo so, suona decisamente dark ma in realtà EVIL è solo l’acronimo per “Electronic Viewfinder Interchangeable Lens” ed è una tipologia di macchine fotografiche di cui, sono convinto, sentiremo molto parlare.

Oggi chi vuole una fotocamera digitale dalle caratteristiche professionali o almeno semi professionali tipicamente sceglie tra le tante buone reflex presenti sul mercato.
La scelta della reflex è dovuta a molti fattori ma, in particolare, ad alcune caratteristiche che oggi solo acquistando questa tipologia di macchina si possono avere contemporaneamente, come la dimensione e qualità del sensore, un mirino accurato ed un sistema di ottiche intercambiabili.

I problemi che ogni possessore di reflex però rileva sono gli stessi presenti fin dai tempi della pellicola : ingombro, pesantezza, rumorosità dello scatto.

La generazione “EVIL” sembra andare a scalfire questo dominio quasi incontrastato della reflex, proponendo macchine di livello elevato, dotate praticamente di tutte le caratteristiche desiderabili, comprese le lenti intercambiabili ed un mirino che utilizzando piccoli monitor ad altissima risoluzione può eguagliare (ed in qualche caso anche superare) la precisione e la fruibilità del mirino reflex classico.
Tutto questo eliminando l’intero meccanismo dello specchio, ottenendo quindi dimensioni molto compatte e notevole silenziosità di scatto.

Olympus e Panasonic Lumix sono state le prime aziende a lanciare sul mercato questo tipo di macchine mentre Sony sta proprio in questi giorni svelando la sua Alpha NEX-3.

Canon e Nikon sembravano stare alla finestra ma voci insistenti dicono che Nikon presenterà la sua EVIL al prossimo Photokina 2010 a Colonia.

Staremo a vedere….

Intanto… usiamo la forZa…………………

🙂 🙂 🙂

 

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Vorrei prendere un volo per Seattle, sciropparmi 30 ore tra andata e ritorno solo per andare a stringergli la mano.
A chi? A Chase Jarvis.

Jarvis è un fotografo americano che ha prodotto immagini e servizi pubblicitari per nomi come Volvo, Nikon, Sandisk e molti altri.
In questo video dimostra di aver tranquillamente abbandonato quello che da noi è ancora il frequente atteggiamento di chiusura di molti professionisti (e non) che, anche a livelli molto più bassi, si ostinano a “tenere tutto per se” senza aver capito che la più grande risorsa del futuro, e non solo per quanto riguarda la fotografia, è la condivisione.

Chase Jarvis ci regala il racconto completo e dettagliato di qual’è il suo workflow di gestione dei files delle immagini e con la collaborazione dei membri dello staff del suo studio ci mostra come viene effettuato il trasferimento ed il backup “ultrasicuro” di tutto il loro lavoro.

E’ un video in inglese, forse un po’ ostico per chi non si trova tanto bene con questa lingua ma le immagini ed anche le animazioni sono molto chiare, e ci consentono di sbirciare tra dettagli e “segreti” di uno studio fotografico di alto livello professionale. Non è una cosa da poco.
In questo caso ci viene fatto vedere quanta organizzazione ed attenzione viene dedicata alla conservazione ed allo stoccaggio dei prezioni files di immagini e video prodotti. Un tema che ci interessa MOLTO da vicino… si sa : BACKUP rules!

Thank you Chase! Great guy.

Per chi vuole visitare il suo sito l’indirizzo è www.chasejarvis.com

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Beh, allora non tenerlo tutto per te, condividilo. Manda una mail alle persone che sai essere interessate alla fotografia, condividi i post che ti piacciono su Facebook o Twitter.
Un grazie di cuore 🙂

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Fretta di crescere

Fretta di crescere (the IPholaroid project) © Copyright 2010 Pega

C’è una frase che Cartier Bresson disse a proposito del suo approccio alla fotografia: “Una volta che la foto è scattata non sono tanto interessato a cosa succede dopo. Del resto non tutti i cacciatori sono cuochi”.

E’ il punto di vista di un grande maestro, sicuramente rispettabile ma che personalmente trovo spesso innaturale da condividere.
Di sicuro l’attimo dello scatto, “l’istante decisivo”, come lo chiamava Bresson, è un elemento portante di molte fotografie, ma non sempre.
A volte la “creatura” viene soltanto concepita in quel momento. Poi deve svilupparsi, modificarsi, crescere e maturare, nelle fasi che seguono.
Dalla scelta del taglio al trattamento di sviluppo, nella tradizionale camera oscura o nei processi digitali, il fotografo nella veste di cuoco e non più di cacciatore, continua ad esercitare la sua spinta creativa, fino a tirar fuori l’opera finale.
E’ uno dei tanti esempi di come si possa affrontare la fotografia in tanti modi diversi, secondo differenti filosofie ed approcci.
Il bello è che nessuno di questi deve per forza escluderne un altro e si può tranquillamente, ed anche contemporaneamente, esplorare terreni molto diversi, crescendo e divertendosi.
E’ così che, nonostante il mio personale punto di vista, che non è da esclusivo cacciatore come dice Bresson, sto comunque divertendomi un sacco con il mio IPholaroid project…

E tu come ti senti? Cacciatore o cuoco?

🙂

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In questo post trovi i link a tutti i “weekend assignment” proposti su questo blog :

Weekend Assignments @ www.pegaphoto.com  :

#1 : Un sorriso
#2 : Sfuocato
#3 : Ombre
#4 : Rosso
#5 : Less is more (minimalismo)
#6 : Una storia
#7 : Movimento
#8 : Lavoro
#9 : Natura in bianco e nero
#10 : Occhi
#11 : La bicicletta
#12 : Giallo!
#13 : Riflessi
#14 : Dal basso!
#15 : Toys
#16 : Acqua
#17 : Meteo
#18 : Mezzi di trasporto
#19 : Decay
#20 : Pioggia
#21 : Tatoo!
#22 : Coppie
#23 : Books
#24 : Bianco
#25 : Fill the frame
#26 : Imperfezioni
#27 : Una storia ed il suo titolo
#28 : il suono
#29 : Super Moon
#30 : Just ONE
#31 : 10 scatti ad un solo soggetto
#32 : Pareidolia
#33 : Curve
#34 : Calore
#35 : Le cose storte
#36 : Obliquità
#37 : La tua macchina fotografica
#38 : Straightening
#39 : Porte e portali
#40 : Geometria
#41 : Light Painting
#42 : Framing
#43 : Camera toss
#44 : Lampade
#45 : Fake
#46 : La luce dorata
#47 : I dettagli del Natale
#48 : Il cielo
#49 : Dall’alto
#50 : Neve
#51 : Cinema
#52 : Interni
#53 : Profondità
#54 : Occhiali
#55 : Un bacio
#56 : Paesaggio
#58 : Una risata
#59 : Strani effetti
#60 : Lo spazio negativo
#61 : Velocità
#62 : Paesaggio urbano
#63 : Il fisiogramma
#64 : Mani
#65 : Textures
#66 : con il treppiede
#67 : Vintage
#68 : I segni della pioggia
#69 : Silhouettes
#70 : Foto quadrata
#71 : Un dettaglio blu
#72 : Orizzonte soggettivo
#73 : Tema libero
#74 : Il silenzio
#75 : L’ordinario misterioso
#76 : Office photography
#77 : Nuvole
#78 : Abandoned
#79 : Holter fotografico
#80 : L’Uovo
#81 : Crepe
#82 : Strumenti musicali
#83 : Forti contrasti
#84 : Metafora
#85 : Mosso
#86 : Candids
#87 : Sogno
#88 : Kubrick style
#89 : Inganno fotografico
#90 : Parallelismo fotografico
#91 : Ri-minimalismo
#92 : La tua borsa fotografica
#93 : Flash
#94 : Dentro
#95 : Lentezza
#96 : Stratificazioni
#97 : Leggerezza
#98 : Simboli
#99 : Angoli e spigoli
#100 : Manichini
#101 : Cappelli
#102 : Gatto
#103 : Il mattino dopo
#104 : Pesantezza
#105 : Ancora una storia
#106 : Tramonto
#107 : Fotografare i fotografi
#108 : Assenza
#109 : Simmetria imperfetta
#110 : Come un Lillipuziano
#111 : Profumo
#112 : Il banale
#113 : Tracce
#114 : Barba
#115 : Naso
#116 : Foto di strada
#117 : Sorpresa
#118 : Scale
#119 : Supereroi
#120 : Aria
#121 : L.S.D.
#122 : Specchi e riflessi
#123 : Equivoco
#124 : Freddo
#125 : Un abbraccio
#126 : Poco o niente
#127 : Tempismo perfetto
#128 : Simmetria perfetta
#129 : Un ritratto
#130 : Ombrello
#131 : Motocicletta
#132 : Esposizioni multiple
#133 : U.F.O.
#134 : Primavera
#135 : Bokeh
#136 : Proibito
#137 : L’estate sta finendo
#138 : Un piccolo omaggio
#139 : La borsa dell’amico fotografo
#140 : Con permesso
#141 : Luce d’Autunno
#142 : Teatro
#143 : Finestre
#144 : Il piacere
#145 : Divano
#146 : Lunga esposizione
#147 : Odori
#148 : l’Ovo Paskuale!
#149 : Falso!
#150 : Foto stenopeica!
#151 : Wine Project!
#152 : Demenziale
#153 : Street Art
#154 : Il futuro negato
#155 : Ombre reloaded
#156 : Energia
#157 : Body Art
#158 : Vento, pioggia e loro segni
#159 : Lo sguardo
#160 : L’automobile
#161 : Scooter e ciclomotori
#162 : Cosplay
#163 : Presenza
#164 : Geometrie
#165 : Attesa
#166 : Dopo la festa
#167 : Esplorazione urbana
#168 : Partire
#169 : Treppiede reloaded
#170 : Una sedia
#171 : Prospettiva
#172 : Ritratto Fotografico
#173 : Long portrait
#174 : Piccole imperfezioni
#175 : Un abbraccio (reloaded)
#176 : Scarpe
#177 : Giardini
#178 : Quasi nulla
#179 : Energia
#180 : Mare
#181 : Fotografia creativa
#182 : Oggetti che producono suoni
#183 : Alba
#184 : Verde!
#185 : Il tuo zainetto fotografico
#186 : Graffiti
#187 : Ansia
#188 : Sorgenti di luce
#189 : Gradini
#190 : Bicchieri
#191 : Con calma
#192 : Prima della festa
#193 : Tacchi
#194 : Aerei!
#195 : Foto oblique
#196 : Bagagli
#197 : UTC+2
#198 : Relax
#199 : Incertezza
#200 : Nostalgia
#201 : Angoscia
#202 : Vecchie fotocamere
#203 : The reflex (rld)
#204 : Bicycle (rld)

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Lo dico subito, prima di entrare nel tema di questo post: io non sono un grande appassionato di HDR.

H.D.R. sta per Hight Dynamic Range ed è una tecnica disponibile in fotografia digitale per cercare di sopperire alle limitate capacità dei sensori (ma anche delle vecchie pellicole) di gestire le situazioni in cui sono presenti grandi variazioni di tonalità luminosa.

Adams_clearing_winter_storm

Clearing winter storm - © 1936 Ansel Adams

L’occhio umano, grazie sopratutto alla pupilla che adatta “l’esposizione” alla luminosidà, ci permette di percepire dettagli notevoli, anche quando nella scena che guardiamo ci sono contemporaneamente punti molto luminosi e zone d’ombra.
Con la fotocamera spesso invece si deve scegliere di “perdere” i dettagli nelle zone d’ombra per conservare quelli nella parte luminosa dell’immagine o viceversa ed il risultato delude essendo così diverso rispetto alla realtà percepita ad occhio nudo.

E’ per questo che sono nate le tecniche HDR che, partendo da più scatti eseguiti ad esposizioni diverse, permettono di sintetizzare digitalmente una nuova immagine con un’estensione compressa delle tonalità, più gestibile dai comuni mezzi di riproduzione delle foto come i monitor o la stampa su carta.
Il risultato è una  foto che, a seconda di come è stata effettuata l’elaborazione, appare come molto realistica o addirittura iper realistica.

Come dicevo all’inizio, tendo personalmente a non essere granchè affascinato da queste tecniche. Ritengo infatti che molta della bellezza della fotografia stia proprio nei limiti dello strumento e, proprio come accade per aspetti come il tempo, la profondità di campo, la focale o altri elementi, anche la ridotta capacità di gestire l’estensione delle tonalità luminose sia un aspetto affascinante.

Ma guardando il lavoro di uno dei fotografi che maggiormente ammiro ecco che la prospettiva cambia.
Sto parlando di Ansel Adams, ed in particolare del suo capolavoro “Clearing winter storm” realizzato nel parco di Yosemite nel 1936.

Adams realizzò con la sua macchina di grande formato un’immagine in bianco e nero dalla straordinaria estensione tonale. Si va dal buio profondo delle zone in ombra al bianco perfetto della parte luminosa delle nuvole. I dettagli sono straordinari, l’atmosfera è più reale del reale.

Ma come fece ? Per un risutato del genere non sono sufficilenti le pur notevoli caratteristiche dinamiche (tuttora ineguagliate) della pellicola in bianco e nero.
Beh, non è un mistero. Adams, grande artista non solo dello scatto ma anche della successiva “elaborazione” in camera oscura, lavorò con abilità sulla sua stampa, andando ad esporre la carta in modo “mascherato”, differenziato a seconda delle zone dell’immagine, seguendo in sostanza quello che può essere considerato come un HDR analogico.

Insomma… niente è mai veramente nuovo come sembra…

Le mie preferenze rimangono per le foto che non fanno uso delle tecniche di compressione dinamica ma credo proprio che se Ansel Adams fosse un fotografo oggi sarebbe un maestro assoluto dell’HDR…

🙂

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Ritorniamo a quella che da alcuni mesi è una piccola tradizione : la “missione fotografica” del fine settimana.

Se ti diverti a seguire queste idee e provare a scattare secondo un “assignment”, non esitare a postare in un commento un link alle tue immagini, che siano sul tuo sito, su facebook, Flickr o qualsiasi altra piattaforma di condivisione.

Mystic dawn

Mystic dawn - © Copyright 2010 Pega

Per questo weekend il tema è un po’ anomalo e si riferisce al modo in cui si effettua lo scatto, anzi per la precisione da che angolazione… infatti il tema di questo fine settimana è : dal basso !

L’inquadratura dal basso stimola la tua creatività e porta l’osservatore delle tue foto in una condizione strana, a volte surreale. Una prospettiva insolita che esalta alcune forme e regala immagini spesso molto interessanti.

Beh, che altro aggiungere… a te la scelta. Potrai scattare distendendoti per terra, rannicchiandoti nelle posizioni più scomode o anche sfruttare lo schermo “live view” della tua macchina fotografica… Saranno molto avvantaggiati coloro dotati di monitor LCD orientabile ma anche… i possessori di macchine reflex a pozzetto.

Dai, in questo weekend prova a fare qualche estroso scatto dal basso. Poi, come ormai propongo ogni settimana, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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FirstScanImageSembra di parlare di preistoria ma era solo il 1957, poco più di cinquanta anni fa.

In un laboratorio del NIST (National Institute of Standards and Technology) Russell Kirsch generò, tramite una scansione ottica, quella che può essere considerata la prima immagine digitale della storia.

Si trattava della riproduzione su calcolatore di una fotografia di suo figlio all’età di tre mesi. L’immagine aveva la “vertiginosa” risoluzione di 176X176 punti e misurava solo 5,5cm.

Erano gli anni della grande diffusione della fotografia (analogica) a livello popolare. Era da poco stata lanciata sul mercato la Leica M, mentre l’anno successivo sarebbe stata introdotta la mitica Nikon F, seguita a breve dalla prima fotocamera completamente automatica : la Agfa Optima.

Ma il digitale era ormai nato, piccolo ed apparentemente innocuo… ma cresceva inesorabile…

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