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Archive for the ‘video’ Category

Quello che per molti anni è stato un vero e proprio conflitto tra analogico e digitale è ormai, per molti fotografi, una sinergia tra tecnologie, un modo per realizzare al meglio ciò che si vuole.
Sono molti i fotografi che scelgono di scattare su pellicola, sviluppare in proprio e poi continuare il processo in digitale, scansionando il negativo e processando su computer.
Andrew Jamieson è uno di questi ed ha realizzato un delizioso video in cui ci accompagna in tutte le fasi del suo workflow, permettendoci di vedere i semplici ma importanti dettagli delle sue azioni. Si parte dal caricamento della pellicola Tri-X film nella sua Hasselblad, per passare alla fase di scatto anticipata dalle opportune misure per la valutazione dell’esposizione, poi c’è lo sviluppo del negativo ed infine si arriva alla scansione per poi completare l’elaborazione in Photoshop.
Quattro minuti che mostrano un caso di perfetta simbiosi tra fotografia digitale ed analogica.
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selfie evolutionCome un angelo custode un drone ci seguirà, ci osserverà e ci fotograferà. È questo il futuro che prospetta Lily, l’ultimissima novità per chi è selfie dipendente e vuol condividere tutto. Proprio Tutto.
Lily è pronto per osservarci mentre passeggiamo, sulle piste da sci, in bici o in chissà quali altre attività… (e qui la fantasia può “librarsi” senza limiti), realizzando selfie e riprese video. Roba che fino a poco tempo fa avrebbe richiesto attrezzature degne di una produzione hollywoodiana.
Forse la vista del cielo ci verrà a breve negata da sciami di questi aggeggi?
Li vedremo in vendita ad ogni incrocio?
Confidando che la tecnologia abbia anche già pensato a come non farli collidere tra loro, iniziamo a dare degna sepoltura al selfie stick (evvai! 🙂 ).
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In una recente intervista su Photofocus all’ottantaquatrenne Jay Maisel, leggenda vivente della Fotografia e vincitore di un’infinità di riconoscimenti, ho letto una sua frase:

“Ci sono solo due tipi di fotografie:
quelle che scatti a ciò che che vedi per poterlo condividere,
e quelle che fai per tenerle solo per te”

Se si accetta questa classificazione, si realizza che nel primo caso tutto ruota intorno al soggetto, all’importanza che il fotografo gli assegna ed alle sensazioni che questi confida possano nascere nell’osservatore. C’entrano poco tecnica ed attrezzature, le emozioni dominano.
Nel secondo caso lo scenario cambia, o meglio può cambiare. Le fotografie che scattiamo solo per noi possono contenere anche elementi diversi. In effetti, se la destinazione è solo personale, si è liberi di andare alla ricerca di aspetti particolari che sappiamo potrebbero non avere senso per altri. Cose che non vogliamo o possiamo condividere e che sentiamo non destinate ad essere fruite o capite da osservatori terzi.
E le tue foto? Quanto ricadono nell’una o l’altra categoria?
Comunque sia, eccoti uno splendido breve documentario su Jay Maisel. Sono sette minuti ben spesi.
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Ti piacerebbe fare un po’ di macrofotografia ma il tuo budget non consiglia l’acquisto di una lente specifica?
Esistono varie alternative a basso costo agli obiettivi macro, tra queste ci sono i tubi prolunga, i soffietti, le lenti addizionali ed anche una soluzione a bassissimo costo che consiste nell’usare un normale obiettivo ma montato al contrario.
Sì hai letto bene: al contrario.
Qualsiasi ottica può essere usata, e con pochi euro è possibile acquistare un anello adattatore che consente di montare al contrario una delle ottiche già in nostro possesso. È possibile fare macro notevoli anche con un obiettivo base come il 18-55 venduto di serie con molte reflex entry level.
Non ci credi? Dai un’occhiata a questo tutorial.
E buon divertimento!
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starQuanto siamo influenzati dal sapere chi è l’autore di uno scatto? Riusciamo ad essere indipendenti nel giudicare un’opera d’arte? Pesano i pregiudizi?
Nel 2008 il giornalista Gene Weingarten vinse il premio Pulitzer per un esperimento, da lui ideato e condotto, a proposito della capacità del pubblico di saper apprezzare e riconoscere autonomamente la qualità artistica.
L’esperimento consisteva nell’aver fatto suonare il famoso violinista Joshua Bell in una stazione della metropolitana di Washington, filmando la reazione dei passanti con una telecamera nascosta.
In quei giorni Bell stava riscuotendo continui “tutto esaurito” ai suoi concerti in teatri da 100 dollari a biglietto, ma nei 45 minuti di performance nella metropolitana, solo sette persone si fermarono ad ascoltare e l’incasso si limitò a poco più di 20 dollari.
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Sono pronto a scommettere che la stessa cosa è identica con le altre forme d’arte, di sicuro con la fotografia.
A cosa è dovuto tutto ciò? Sono i nostri ritmi di vita, la tendenza al “mordi e fuggi”, al quick-cut, che ci stanno rendendo così?
Oppure stiamo semplicemente mettendo da parte la nostra personale sensibilità a favore di un ossequioso ed automatico senso di apprezzamento dell’opera di chi ci viene proposto come “famoso”?

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Piovra fotografaSi chiama Rambo ed è il primo polpo al mondo capace di scattare fotografie.
È noto che le piovre sono animali molto intelligenti e Rambo, ospite del Sea Life di Auckland, è stato addestrato ad usare una fotocamera compatta per fare fotografie ai suoi visitatori. Il progetto, denominato “The Octographer” è una collaborazione tra Sony e l’acquario neozelandese; è finalizzato alla divulgazione della conoscenza sulle capacità che contraddistinguono questi animali e comprende la stampa delle foto di Rambo in cambio di un piccolo contributo di due dollari. Per non farci preoccupare, gli organizzatori garantiscono di tenere bassa la mole di lavoro di Rambo limitando gli orari in cui svolge questa attività professionale di fotografo.
“Non è stato difficile fargli comprendere il processo” ha detto l’addestratore Mark Vette, “ha capito al terzo tentativo ed ha imparato più velocemente di un cane, forse anche più veloce di un umano”
È tutto dire. 🙂
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(Fonte DIYP)

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È Pasqua e le uova abbondano. Perché non usarne uno in modo diverso?
In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma efficace: l’uovo è chiaro, liscio, regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento da provare, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie di colore tenue su cui si stenderà l’ombra.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo utile a grandi e piccini…
Non farti scoraggiare dal parlato in inglese; guardalo con fiducia.
E BUONA PASQUA!
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KubrickStanley Kubrick, prima di esprimere tutto il suo talento nel cinema, lavorò come fotografo, e fu in quegli anni che affinò la sua capacità tecnica, in particolare la conoscenza ed uso delle lenti.
In questo video Joe Dunton, studioso ed esperto di tecnica fotografica, ci guida in uno splendido tour tra gli obiettivi che Kubrick usò nell’arco della sua carriera.
Tra questi non poteva mancare il leggendario Zeiss f/0.7, che il regista sfruttò per le scene a luce di candela in Barry Lyndon e di cui ho già avuto occasione di parlare.
Dunton nel video dice: “la conoscenza che Kubrick aveva delle lenti derivava dal suo passato di fotografo: sono gli obiettivi che in effetti “fanno la fotografia”. Le lenti sono la parte più importante nella creazione delle immagini cinematografiche, e lui lo sapeva molto bene”.
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AGGIORNAMENTO: purtroppo da qualche ora il video non è più disponibile e risulta rimosso, non so perché ma è un gran peccato. Mi dispiace. Ho cercato un’alternativa ma il documento che ti proponevo non ha equivalenti, speriamo solo si possa ritrovare in futuro.
Nella ricerca di qualcos’altro da mettere, mi sono imbattuto in uno spezzone di “2001 Odissea nello spazio”, uno dei capolavori di Kubrick. L’ho trovato proprio emblematico ed adatto a questo “post interruptus” di oggi: è la scena in cui HAL9000, il computer dell’astronave, decide di non obbedire a Dave.
“I’m sorry Dave, I’m afraid I can’t do that”
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L’UNESCO ha proclamato il 2015 anno della luce e delle tecnologie ad essa collegate. E’ un’iniziativa a cui è dedicata tutta una seria di eventi nel mondo oltre ad un sito con un bell’elenco di approfondimenti tematici.
Come appassionati di fotografia non c’è che da rallegrarsene e darsi da fare per onorare l’evento: buona luce!
🙂

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Il selfie stick è ormai un oggetto emblematico, un vero e proprio simbolo: amato e odiato, venduto in ogni dove, usato in modo improprio ed in alcuni casi anche vietato. Oggi un selfie stick è ciò che basta per inventarsi qualcosa di diverso usando la banalità di un bastone.
Nel video sotto c’è un tipo ripreso mentre si aggira per Londra usando un suo stick decisamente extralarge. Confesso di averlo guardato più volte, rivedendolo alla ricerca delle espressioni e degli sguardi delle persone, così curiosamente stupite da un uomo con poco più di una canna telescopica in mano.
Magari sono solo io, ed in effetti non so spiegarlo bene, ma mettendo tutto insieme, compresi i dialoghi con i poliziotti, ho trovato questo video divertente ma anche un po’ inquietante.
(P.s. Non ti perdere quando lo infila nell’autobus 🙂 )
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