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Posts Tagged ‘fotografia’

Il bacio sulla torre

Il bacio sulla torre – © Copyright 2011 Pega

Fermo davanti ad una grande stampa esposta ad una mostra ho iniziato a pensare a quanto importanti siano le dimensioni di una foto.
Con la fotografia siamo di fronte ad un’arte in cui il prodotto finale (la stampa o la proiezione) è qualcosa di fisico e materiale, che può assumere dimensioni e caratteristiche diverse, mentre il vero contenuto, l’immagine, è costante.
La fotografia che noi vediamo è solo la parte fisica, che percepiamo, di un concetto espressivo più assoluto che deve essere ridotto su un supporto. Come diceva Adams, la stampa (di qualsiasi tipo, anche la moderna rappresentazione su schermo digitale) è l’interpretazione, mentre l’immagine è lo spartito.
In quest’ottica le dimensioni divengono importanti perché se c’è incongruenza tra le dimensioni ed il messaggio presente nell’immagine l’osservatore non proverà ciò che è nelle intenzioni del fotografo.
Una foto ricca di dettagli e particolari, di grande respiro ed impatto non potrà colpire se non stampata o riprodotta in grandi dimensioni, mentre uno scatto intimo e suggestivo potrebbe perdere il suo carico di emozioni se proposto troppo grande. Le piccole stampe a contatto di alcuni capolavori di Edward Weston o i minuscoli ritratti su lastra dei primi dell’Ottocento ne sono un esempio.
Le dimensioni sono un fattore a cui spesso non diamo il giusto peso, ma che conta molto.
Almeno in fotografia.

🙂

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Chica caliente

Chica caliente – © Copyright 2009 Pega

Forse è la stagione giusta per questo tema e quindi, in questo primo fine settimana di luglio, la tradizionale missione fotografica che ti propongo è dedicata all’energia.
E’ sempre stimolante provare a catturare in una fotografia ciò che va ben oltre l’immagine e nel caso del concetto di energia la questione si amplia non poco.
L’assignment non è vincolante su una forma specifica di questo concetto, puoi dedicarti infatti al calore come al movimento perché l’invito è a cercare di immortalare un’idea più ampia possibile di energia, anche emotiva per esempio.
Può essere una sfida proprio il tentare di racchiudere in un solo fotogramma più aspetti di questo concetto, questa è la missione per il weekend assignment numero 179.
Come al solito è un’occasione (o una scusa) per dedicare qualche momento alla fotografia ed uscire a scattare secondo un compito predeterminato con l’obiettivo stimolare la propria creatività.
Come sempre ti invito poi a condividere qui la foto che avrai realizzato.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Nikon recordPer il suo centenario Nikon ha pensato di fare le cose in grande, talmente in grande che ha conquistato il primato Guinness per la più grande fotocamera umana mai realizzata.
Lo scorso 17 giugno quasi duemila persone, tra comparse e staff, si sono date appuntamento a Stupinigi, in provincia di Torino, per comporre l’immagine di una enorme fotocamera umana e, dotati di magliette e cappellini opportunamente distribuiti, si sono piazzati in perfetto ordine per essere immortalati da un drone.
Puoi vedere qui sotto un paio di scatti delle fasi della preparazione, ma ne puoi trovare anche molti altri in questa galleria.
Lo dico sempre che la Fotografia è una scusa…

Nikon_preparazione.Nikon_set

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Fotocalcografia di Victor Hugo - circa 1875

Fotocalcografia di Victor Hugo – circa 1875

Se un giorno ti dovesse capitare di vedere una fotocalcografia, fermati ad ammirarla. È una primordiale ma sofisticata tecnica di stampa su cui lavorarono pionieri della fotografia come Fox Talbot e Nicéphore Niépce, alla ricerca di un metodo per ottenere stampe durature e non affette da problemi di sbiadimento nel tempo. Talbot brevettò il metodo nel 1852 chiamandolo photographic engraving: un processo di trasferimento dell’immagine fotografica su una lastra metallica da cui poi si otteneva la stampa su carta, usando una tradizionale pressa meccanica.
La fotocalcografia (photogravure) è uno dei più complessi processi di stampa foto-meccanica e permette di raggiungere livelli di qualità e profondità della scala tonale ineguagliabili con altre tecniche.
Purtroppo si tratta di un’eredità del periodo della sperimentazione fotografica di metà ottocento che stiamo perdendo ed è un gran peccato, perchè si tratta di una tecnica dal potentissimo impatto visivo.
Oggi sopravvivono pochissimi artigiani in grado di realizzare questo tipo di stampa. L’nsieme di complessità e delicatezza delle operazioni che richiede è notevole ed in tutto il mondo si contano ormai al massimo una mezza dozzina di laboratori ancora capaci di realizzare una fotocalcografia.

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woodswimmerQuando si tratta di video timelapse mi trovo spesso a provare grande ammirazione per chi realizza lavori ben fatti, ma oggi la mia stima per l’autore di questo capolavoro va oltre.
Brett Foxwell è un artista specializzato in opere di animazione fotografica con tecnica stop motion, sì quella che veniva usata per dar vita ai personaggi di plastilina insomma.
Con questo metodo, che necessità enormi quantità di pazienza ed anche una notevole precisione, Foxwell ha realizzato “WoodSwimmer”, un video creato scattando un’infinità di fotografie ad alta risoluzione durante il taglio di un’altrettanta infinità di fettine di legno. Proprio così, una sorta di timelapse fatto di “taglia, scatta, taglia scatta, etc…”.
Un lavoro incredibilmente lungo e faticoso che, una volta assemblato, mettendo in sequenza i necessari 25 fotogrammi al secondo, diviene un’opera ipnotica e surreale, un viaggio attraverso un legno in continua mutazione.
Il risultato è una sorta di astratto che ti cattura con il suo universo di dettagli in movimento e che sembra raccontare lo scorrere stesso del tempo.
Io l’ho trovato bellissimo.
Buona visione!

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no cameraSembrano annunciarsi tempi cupi per chi ama fotografare in luoghi pubblici, specialmente negli USA. In alcune città di questo paese è infatti in atto una sorta di guerra contro i fotografi che, proprio nell’era in cui tutti ormai hanno in tasca una macchina fotografica, prevede adesso la richiesta di permessi o il pagamento di licenze per realizzare immagini di livello professionale anche se non-commerciali.
Sì, ed è proprio questa la discriminante: l’uso di attrezzatura “professionale”.
Già da anni in molti luoghi pubblici statunitensi era necessario dotarsi di permesso per piazzare un treppiede (noto elemento “professionalizzante”) ma da qualche tempo ci si è spinti oltre. A Laguna Beach, ad esempio, è necessario acquistare una licenza non solo se si vogliono realizzare in città scatti a scopo commerciale, ma anche solo semplici fotografie di livello “professionale”. La qualità, insomma, diviene un elemento di lusso e puoi trovare tutti i dettagli, oltre alle (impressionanti) tariffe, qui sul sito ufficiale della nota località.
Cento dollari per due ore di permesso fotografico non sono una bazzecola. A meno di dar fondo al portafogli addio quindi agli shooting con le amiche modelle ma anche ai cosplay, alla street photography, alle foto di eventi o feste pubbliche, insomma a qualsiasi cosa si voglia immortalare “seriamente” in città con qualcosa di un po’ superiore ad un telefonino. E tutto questo non è uno scherzo ma una vera tragedia per chiunque in questi luoghi degli USA sia abbastanza appassionato da dotarsi di una reflex ed un buon obiettivo, non parliamo poi di treppiedi o luci che potrebbero subito far destare sospetti di “fotografia commerciale”, attività di alto bordo che richiede versamenti ancora superiori, con tasse a partire da circa 500$.
Insomma se sei abbastanza ricco per un po’ di attrezzatura, allora paga il balzello.
Una tendenza davvero allarmante che forse non tarderà ad affacciarsi anche dalle nostre parti e che dovrebbe dare da pensare…
😐

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Helmut Newton 1Helmut Newton è il fotografo che negli anni settanta portò il nudo nell’estetica fashion, proponendo immagini talmente nuove e provocatorie da trasformare per sempre il concetto stesso di fotografia di moda.
Leggendarie sono le sue pubblicazioni White Women (1976), Sleepless Nights (1979) ma più di tutti lo spettacolare Big Nudes (1981) fatto in gran parte di foto realizzate in esbterni, spesso in strada, con modelle in atteggiamenti sensuali o inquietanti, dove il rapporto con le immagini fashion divenne solo una scusa per portare avanti un progetto puramente artistico.
Helmut Newton 2Con questi lavori Newton si conquistò un posto da protagonista nella fotografia del secondo Novecento, dimostrando la capacità di sondare una dimensione che andava oltre la pura estetica, un terreno non convenzionale fatto di ambiguità ed erotismo ma anche violenza e morte. In sostanza una visione cruda della realtà dove all’osservatore tocca un ruolo di interpretazione molto importante.
Alcune immagini di Newton hanno trovato un posto di tutto rispetto nella storia di questa disciplina e sono particolarmente famose, come il ritratto di Andy Warhol nella stessa posa di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, oppure la foto di Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich.

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Common toad (Bufo bufo). Bristol. March

Common toad (Bufo bufo), Bristol. March – © Copyright Sam Hobson

Ho sempre avuto un debole per i fotografi naturalisti, per quell’idea romantica, un po’ da National Geographic anni ’70, dell’avventuriero che si addentra con il suo zaino fotografico in ambienti selvaggi.
Eppure, per trovare flora e fauna degni di scatti bellissimi non è sempre necessario spingersi in continenti lontani. Quando ho visitato il sito di Sam Hobson ne ho avuta conferma.
Sam è un fotografo inglese specializzato in immagini naturalistiche urbane, una vera e propria disciplina che chiunque può praticare senza muoversi dalla propria città. Nei suoi scatti appaiono falchi e gabbiani ma anche volpi, rane e piccioni, tutti immortalati a regola d’arte, proprio come nei documentari da luoghi esotici delle più note riviste.
E’ un tipo di fotografia che richiede pazienza e dedizione; Sam frequenta i suoi “spot” divenendone parte, gli animali pian piano si abituano a lui e non lo considerano più un potenziale pericolo. E’ così che riesce a scattare foto fantastiche a volpi ed uccelli rapaci, animali a volte difficili da avvicinare ma che, grazie a questo approccio, imparano a riconoscerlo e non temerlo. Proprio come succede con i fotografi naturalisti nel Serengeti…
Puoi trovare i suoi notevoli scatti su www.samhobson.co.uk
Adesso scusa ma devo andare, ho visto passare una tigre giù nel vialetto e non voglio perdermela… Chissà se torno 😀
 

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Santa Croce Firenze
Oggi ti segnalo una meravigliosa risorsa di immagini fotografiche: si tratta dell’archivio Europeana, collezione online di oltre due milioni di immagini provenienti dai primi cento anni di storia della Fotografia in Europa.
Il progetto è stato realizzato da Photoconsortuim, un’organizzazione internazionale che promuove la cultura fotografica e si adopera per valorizzare la sua storia.
Oltre cinquanta istituzioni europee e trentaquattro paesi hanno contribuito alla creazione di questo archivio che contiene importanti opere di maestri e pionieri della fotografia come Eadweard Muybridge, Julia Margaret Cameron e lo stesso Louis Daguerre.
Sulla homepage del portale è presente il motore di ricerca interno con cui fare qualsiasi ricerca filtrata sull’intero database e non è difficile scovare dei veri e propri gioielli. Io, ad esempio, sono andato a cercare immagini di fine ottocento della mia città.
Buon divertimento!

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Dennis HopperApocalypse Now, capolavoro che Francis Ford Coppola realizzò nel 1979, non è solo un film sulla guerra in Vietnam. Liberamente ispirato al romanzo di Conrad “Cuore di Tenebra” è un’opera complessa ed oscura, la cui folle realizzazione portò attori e troupe vicini ad un drammatico punto di non ritorno. Coppola disse che non era solo un film sul Vietnam, era “il Vietnam stesso”.
Nella storia ad un certo punto appare la figura di un fotoreporter, impersonato dal mitico attore americano Dennis Hopper. È la rappresentazione di un personaggio folle e romantico, che gira con un’infinità di macchine fotografiche, usandole continuamente mentre pare del tutto affascinato dall’oscura ed inquietante personalità del colonnello Kurtz, interpretato dall'”enorme” (in tutti i sensi) Marlon Brando.
Quella di Hopper è un’interpretazione indimenticabile, un iconico fotoreporter di guerra che non puoi non ricordare bene, se hai visto il film.
E se non lo hai visto… beh, allora che aspetti?!
🙂

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