Sta girando in rete un delizioso video sull’intreccio fra fotografie e ricordi, anzi, per la precisione: Polaroid e ricordi.
Si intitola Photographs ed è un cortometraggio animato realizzato da Brendan Clogher e Christina Manriqueche, due studentesse che hanno realizzato questo progetto come tesi alla Loyola Marymount University di Los Angeles.
La protagonista è un’anziana signora che ritrova una vecchia fotocamera Polaroid e comincia a scattare…
E’ un piccolo gioiellino che, se non l’hai già fatto, ti invito proprio a vedere.
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Un’anziana signora e la sua vecchia Polaroid
Posted in Culture, People, video, tagged animazione, corto, fotografia, istantanee, memoria, Movie, Polaroid, progetto, ricordi, storia, tesi, video on 10/02/2015| 17 Comments »
Pen, Brush and Camera
Posted in Black and White, Culture, History of photography, Interview, People, Photography portraits, Street Photo, Technique, video, tagged decisive moment, fotografia, fotogrornalismo, Henri Cartier-Bresson, intervista, novecento, pittura, storia, street, video on 04/02/2015| 3 Comments »
Il blog è un media “mordi e fuggi”. Trovi un post, leggi il titolo ed in una frazione di secondo valuti se l’argomento ti interessa (ergo, guai ai titoli sbagliati!).
Se decidi di proseguire, ti aspetti un contenuto di rapida lettura, al massimo un paio di minuti, meglio se con qualche immagine. Quando ci sono di mezzo i video, il ritmo deve essere rapido come un clip musicale.
Detto questo, oggi vado completamente fuori standard e ti propongo un intero documentario: un magnifico video integrale su Henri Cartier-Bresson, il leggendario fotografo del “momento decisivo”, uno dei più celebrati maestri della fotografia del novecento, considerato tra i padri del fotogiornalismo.
E’ un documento di ben cinquanta minuti che probabilmente ben pochi guarderanno integralmente, eppure è un grande regalo che ci arriva dall’era della rete.
Se avrai la pazienza di gustarlo con calma, magari sorseggiando qualcosa di buono dopo un adeguato addivanamento, troverai in questo documentario/intervista del 1998, un Bresson novantenne che ripercorre la sua lunga carriera, fin dal suo primo contatto con la fotografia, incontrata da giovanissimo nel 1930 mentre studiava pittura.
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Il compleanno della Polaroid
Posted in History of photography, tagged analogica, evoluzione, fotografia, invenzione, istantanea, lane, Polaroid, storia on 02/02/2015| 4 Comments »
Proprio in questi giorni di sessantasette anni fa, il 2 Febbraio del 1947, una curiosa scatoletta veniva presentata al congresso della Optical Society of America. Si trattava della prima macchina fotografica istantanea: la Polaroid Land camera.
Nata dal genio di Hedwin Herbert Land, fisico ed inventore specializzato in filtri ottici (a lui dobbiamo i filtri polarizzatori), la Polaroid nacque quasi per gioco visto che fu ideata per soddisfare un capriccio della piccola Jennifer, figlioletta di Hedwin, che si lamentava di non poter subito vedere le fotografie scattate.
L’azienda di Land, la Polaroid Corporation, esisteva già dal 1937 con all’attivo numerosi prodotti interessanti: dai mirini militari agli occhiali da sole, ma la fotocamera istantanea divenne subito il prodotto di punta.
Nel primo giorno di lancio sul mercato furono venduti quasi tutti gli esemplari (la mitica Model 95) sebbene il prezzo non fosse dei più abbordabili: 89 dollari del 1948.
Sessantasette anni non sono tanti per la quasi bicentenaria storia della fotografia, ma sicuramente la Polaroid ha lasciato un segno importante.
Schiacciata dall’arrivo del digitale, ha subito l’avvento di una tecnologia che le ha tolto proprio il primato su cui era basato il suo successo: la possibilità di vedere immediatamente il risultato dello scatto. E così il progressivo ma inesorabile calo che nel 2007 arriva all’inevitabile pensionamento del settore delle fotocamere istantanee, con la conseguente chiusura degli stabilimenti di produzione delle pellicole.
Ma la storia di questa affascinante invenzione non sembra giunta al termine e continua, birforcandosi in due strade distinte. Da un lato il manipolo di “eroi analogici” dell’Impossible Project che dal 2008 hanno intrapreso, fondando una nuova azienda, la difficile strada del riavvio della produzione e commercializzazione delle pellicole, dall’altro il nuovo impulso digitale di casa madre Polaroid che ha continuato a percorrere la sua strada nel settore istantaneo, realizzando piccole fotocamere digitali istantanee e stampanti inkless come la Pogo, la GL30 o l’imminente Polaroid Zip.
Non so chi riuscirà a raccogliere l’eredità sostanziale di questo grande marchio, quel che è certo è che un bell'”in bocca al lupo” la vecchia Polaroid se lo merita proprio.
L’attesa
Posted in Culture, tagged Assenza, Attesa, cognitività, Degenerazione, foto, pega, situazione awarness, storia on 08/08/2014| 11 Comments »
Solo, in questa stanza silenziosa, in piedi, attendo.
Qualcuno mi ha solo fatto entrare, poi ha chiuso la porta ed io ho sentito risuonare i suoi passi nel corridoio mentre si allontanava.
Non so più da quanto sono qui, mi pare un’eternità. Nessun orologio, forse sono passate ore.
Silenzio. Nessuno in arrivo, lo percepirei facilmente.
Solo, nella stanza austera. Davanti a me la scrivania massiccia e severa. Il ripiano in vetro, la sedia è una sobria seggiola in legno. Dietro, i libri.
Aspetto ormai impaziente, teso. Vorrei andarmene ma non posso, no.
Non resta che attendere…
Ma chi sto aspettando?
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[Ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]
Altre “storie da una foto”:
– La porta
– Capitan M|artin von Melik
– Viva Viva, La Befana!
– Il viaggio di Fotone
– La discendenza di Fotone
– Alieni
La fotografia del ventesimo secolo
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, tagged fotografia, libro, novecento, storia, XX secolo on 31/07/2014| 7 Comments »
È innegabile che il secolo scorso sia stato fondamentale per la fotografia, cento anni di evoluzione artistica e tecnica di cui quest’arte ha beneficiato in modo cruciale. E così ti segnalo un volumetto che, a mio avviso, è un must per qualunque appassionato. Non è un testo per esperti, piuttosto una sorta di compendio divulgativo, molto utile per andare a vedere di chi si tratta quando si trova un nome più o meno noto.
“Fotografia del XX secolo” edito da Taschen, è un bel libro che raccoglie una completa carrellata dei più importanti artisti del secolo da poco trascorso.
E’ ricco di foto, brevi biografie ed annotazioni. Il prezzo è piuttosto contenuto in rapporto al materiale che viene proposto. Non può mancare sullo scaffale di chi ha passione per la Fotografia.
Jacques Henri Lartigue (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, tagged bambino, fotografia, maestro, storia, talento on 29/07/2014| 1 Comment »

Delage Automobile, A.C.F. Grand Prix, Dieppe Circuit, June 26, 1912 – Photography by J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France/AAJHL
Mi capitò di scoprire Lartigue molto tempo fa, quasi per caso: non mi stavo interessando di fotografia ma di aviazione, cercavo foto ed immagini dei primordi del volo.
Subito mi resi conto di non aver trovato solo immagini di pionieristiche macchine volanti, avevo davanti le opere di un artista riconosciuto come un grande della storia delle fotografia, un maestro. Anzi un bambino maestro.
Jacques Henri Lartigue nasce a Parigi nel 1894 in una famiglia facoltosa. Il padre, appassionato di fotografia, gli regala all’età di soli sette anni, la prima macchina fotografica. Con questa Henri fa quello che qualunque bambino avrebbe fatto: inizia a fotografare tutto ciò che gli sta intorno, ciò che gli piace, con il talento e la libertà creativa che proprio i bambini sanno esprimere così bene.
E’ anche a causa di una salute cagionevole ed un fisico gracilino, che lo rendono più propenso alla figura di “osservatore” che non a quella di protagonista, che il giovanissimo Lartigue documenta le passioni e le avventure degli amici e dei giovani membri della sua famiglia, tra cui il fratello “Zissou”, che si diletta a costruire aeroplani ed automobili nel castello di famiglia.

Zissou, Louis and the Gardener Martin, 1909 – Photo J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France/AAJHL
La dinamicità e la spontaneità di queste foto dei primi del novecento colpisce molto: Lartigue era un bambino che scattava con una macchina primordiale eppure riusciva a creare immagini fantastiche, capaci di suscitare ammirazione ancora oggi.
Sperimentò anche diverse tecniche evolute ed in alcuni casi innovative per il tempo, tra queste la fotografia stereoscopica ed anche alcune tecniche di sovraimpressione, alla ricerca di effetti visivi che oggi definiremmo come “speciali”.
Crescendo, la sua vita artistica si sposta sulla pittura e la sua carriera sarà lunga e produttiva, mantenendo comunque un discreto interesse e successo anche in ambito fotografico con una propensione verso un tipo di scene mondane che lo hanno fatto definire anche come uno dei pionieri della fotografia di moda. E’ facile trovarne online tutti i dettagli, le esperienze e la produzione, molto estesa, che donò integralmente alla Francia prima della sua morte.
Quello che però più mi affascina è il giovanissimo Lartigue: il bambino prodigio, la sua capacità di saper scegliere e trasmettere il momento, l’atmosfera particolare. Una capacità che, almeno a mio avviso, si diluì molto nel corso degli anni.
Come disse Picasso: “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”, un’affermazione valida anche per un grande maestro come J.H. Lartigue.
La Afghan camera
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Street Photo, Technique, tagged afghan, afghanistan, ambulanti, artigianato, box, camera, fai da te, fotocamera, fotografia, Fotografiamo, instant, istantanea, minutero, Sardegna, Sardinian, scatola, storia, street, tradizione on 25/07/2014| 2 Comments »
E’ facile tirar fuori lo smartphone, inquadrare al volo, scattare e vedere subito il risultato, tutto facilmente e senza fatica. L’immediatezza del digitale è fantastica: un sogno inseguito per tutta la storia della fotografia.
Il bisogno di un risultato in tempi rapidi è esistito fin dai primordi e fu Frederick Scott Archer nel 1853 il primo a realizzare una fotocamera “istantanea”. Da allora (quindi ben prima della parentesi rappresentata dal costoso e complesso mondo Polaroid) sono sempre esistiti fotografi specializzati in risultati immediati “sul campo”. E’ emblematico il caso della tradizione dei fotografi ambulanti in Afghanistan, dove per generazioni è stata mantenuta viva una tecnica ritrattistica basata su macchine-laboratorio completamente autonome.
Queste fotocamere, chiamate kamra-e-faoree (che più o meno significa macchina fotografica istantanea), sono grosse scatole in legno e tutto il processo avviene all’interno: dall’esposizione allo sviluppo, fino alla stampa finale.
Dopo la messa a fuoco, effettuata sotto una cappa nera in modo simile a come avviene con il grande formato, la fotocamera viene caricata con un foglio di carta fotosensibile che il fotografo, infilando una mano attraverso un manicotto a tenuta di luce, estrae “alla cieca” da una scatola posta all’interno della macchina stessa.
Una volta piazzato il foglio sul piano focale, viene effettuata l’esposizione. Si passa quindi allo sviluppo, che il fotografo effettua immergendo il foglio in vaschette con normali reagenti, poste sempre all’interno della fotocamera.
Si arriva così al risultato intermedio: un’immagine negativa che, a questo punto, viene estratta dalla macchina e ri-fotografata piazzandola su un apposito sostegno. Ripetendo una seconda volta l’intero processo si arriva quindi al prodotto finale: una Fotografia.
La tradizione delle Afghan Camera e di altre fotocamere a sviluppo istantaneo simili, come le Minutero spagnole, è esistita in molte parti del mondo ma adesso è in prevedibile declino. Esistono però alcuni eroici appassionati decisi a tener vivo questo bellissimo modo di fotografare, così semplice ed affascinante.
Tra di loro c’è un signore che seguo da tempo: si chiama Pier Giorgio Cadeddu. Ha chiamato “Sardinian Camera” la sua stupenda macchina fotografica a sviluppo istantaneo costruita a Càbras e sul suo sito puoi trovare molte informazioni al riguardo, comprese spiegazioni di funzionamento, costruzione e “filosofia fotografica”. Un gran bel lavoro.
P.s. Per chi volesse approfondire il funzionamento delle Afghan Camera, ecco qui un interessante video.
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Paul Outerbridge (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, tagged arte, fotografia, Outerbridge, reloaded, storia on 13/07/2014| 5 Comments »
Questo suo successo professionale forse non avrebbe però lasciato alcun segno rilevante nella storia della fotografia perché come tutte le nuove tecnologie, il clamore suscitato al loro arrivo è proporzionale all’oblio che segue quando vengono superate. Anche il carbro print fu presto dimenticato e reso un ricordo dall’avvento, negli anni quaranta, di nuove e più semplici tecniche di fotografia a colori.
E così non è per questo che Paul Outerbridge si è meritato un posto tra i grandi della fotografia del novecento.
Il suo vero talento era in realtà già emerso ancor prima dei successi commerciali, quando era un giovane studente alla scuola di fotografia di Clarence White alla Columbia University.
Erano i primi anni venti e le fotografie di Outerbridge di quel periodo mostrano uno straordinario gusto nella ricerca di forme astratte create dall’intreccio di elementi solidi ed ombre. Sono immagini da contemplare a lungo e degustare lentamente, come questa sopra, raffigurante un solido (probabilmente un mattone) appoggiato su un piano. Nient’altro.
L’oggetto tridimensionale si fonde con le forme bidimensionali create dalla luce, in un meraviglioso intreccio di ombre, creando quello che ai nostri occhi appare quasi come un puzzle.
E’ un lavoro raffinato e di gran talento, che racconta la passione e la ricerca fotografica di un giovane artista. Un’immagine in cui la luce che cade sull’oggetto è studiata in modo così magistrale da farne un capolavoro della storia della fotografia.
Il più grande fotografo italiano (?)
Posted in Culture, tagged fotografia, Italia, storia on 07/07/2014| 27 Comments »
Lo so, lo so che è una questione stupida. Eppure è una domanda che ogni tanto mi rimbalza in testa. Una domanda che so bene non avere molto senso e non meritare nemmeno un tentativo di risposta, eppure a volte ritorna.
Non amo le classifiche né credo possa servire paragonare tra loro gli artisti, devo però dire che questa domanda stupida ha una sua pur modesta ragione di esistere, un piccolo merito: mi ha spinto in più di una occasione a conoscere meglio i fotografi che hanno contribuito a fare la storia della Fotografia del nostro paese.
Nasce così questo post, per girare anche a te la domanda stupida. Non tanto per ottenere una risposta (che se comunque ti senti di darmi, accetterò volentieri a patto che sia adeguatamente motivata) quanto per rubarti un attimo, chiedendoti di indirizzare per un breve momento la tua attenzione a quelle che sono, secondo te, le figure di riferimento della Fotografia Italiana, passata e presente.
Insomma, se tu fossi davanti alla scelta obbligata di dover scegliere uno solo tra i grandi fotografi italiani, per salvarlo dall’oblio ed essere l’unico a poter davvero rimanere nella storia della Fotografia mondiale, chi indicheresti?
Opteresti per uno Scianna, un Berengo Gardin, un Cappellini o un Fontana? Oppure il Toscani? Magari preferiresti salvare un illustre sconosciuto, un genio incompreso che tu personalmente reputi la vera figura emblematica della nostra storia fotografica. O invece prenderesti in considerazione la grande Tina, considerandola a tutti gli effetti compaesana anche se sviluppò tutta la sua arte altrove?
Una cosa la possiamo dire: molti splendidi talenti hanno fatto la storia della Fotografia italiana.
🙂





