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Posts Tagged ‘fotografia’

Tatoo Master

Tatoo Master – © Copyright 2009 Pega

Il sorriso è un tratto unico dell’essere umano, nessun’altra creatura di questo pianeta ne dispone. Sorridere è al tempo stesso semplice e naturale ma non sempre facile. I bambini ridono in media 400 volte al giorno mentre gli adulti solo 15, è forse per questo che i primi sono così belli in foto?
Da appassionato di ritratti trovo molto importante la questione del sorriso ed anche la sua evoluzione nella storia della fotografia. Dietro al sorriso c’è libertà, luce, voglia di aprirsi e condividere; è un linguaggio universale e per qualcuno si tratta di una risorsa preziosa anche in momenti di difficoltà. Un antico proverbio africano recita: “Hai un dente solo? Sorridi almeno con quello!”

Invitiamo i nostri soggetti a sorridere, scherziamo con loro, mettiamoli a loro agio cercando di immortalare quella scintilla negli occhi.
Come fotografi impegniamoci di più a cercare il sorriso, quello vero e sincero, magari dandone esempio. Le foto più belle delle persone con cui entriamo in contatto sono proprio quelle in cui c’è il loro sorriso.

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LandIn questi giorni, proprio in concomitanza con la conferma della funesta decisione di Fujifilm di cessare la produzione delle pellicole istantanee a strappo, ricorre l’anniversario della nascita di Mr. Land, il padre della fotografia istantanea.
Nato in Connecticut il 7 Maggio 1909, Edwin Herbert Land presentò la sua innovativa scatoletta magica al congresso della Optical Society of America nel 1947. Era la prima fotocamera istantanea della storia: la Polaroid Land camera.
Land era un inventore vecchia maniera, esperto in ottica, aveva già messo in commercio prodotti innovativi come occhiali da sole, mirini militari ed i filtri oggi noti come polarizzatori. La fotocamera istantanea nacque quasi per gioco, concepita per soddisfare un capriccio di sua figlia che si lamentava di non poter vedere subito le fotografie scattate.
Con l’istantanea, l’azienda di Land, la Polaroid Corporation fondata nel 1937, fece il botto: nel primo giorno di lancio furono venduti quasi tutti gli esemplari (la mitica Model 95), questo nonostante il prezzo non fosse dei più abbordabili: 89 dollari del 1948.
Qualche decennio dopo, schiacciata dall’arrivo del digitale, l’azienda ha subito un progressivo ma inesorabile declino, fino ad arrivare nel 2007 all’inevitabile pensionamento del settore fotocamere istantanee e la conseguente chiusura degli stabilimenti di produzione delle pellicole.
La storia però non è giunta al termine ma continua su due strade distinte. Da un lato gli “eroi analogici” dell’Impossible Project che dal 2008 hanno intrapreso, fondando una nuova azienda, la difficile strada del riavvio della produzione e commercializzazione delle pellicole con la classica cornice bianca, dall’altro il nuovo impulso digitale di casa “madre” Polaroid.
Come scrivevo all’inizio, è poi di questi giorni la conferma, da parte di Fujifilm, della decisione di cessare la produzione delle pellicole a strappo che ancora oggi mantenevano in uso migliaia di meravigliose fotocamere della serie Land come la mia Zietta che quindi è destinata a diventare un bel soprammobile. E’ un’altra brutta cosa per il mondo degli appassionati delle istantanee ma così va il mondo…
Chissà chi riuscirà davvero a raccogliere l’eredità sostanziale di Mr. Land.

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Florence Photo Friends

La Fotografia non è solo fatta di immagini, è anche e sopratutto fatta di storie e persone. Quando le persone si incontrano e condividono  esperienze e passione, il risultato è sempre interessante. Con questo spirito nasce Florence Photo Friends, un gruppo di appassionati di fotografia basato a Firenze che inaugura le sue attività il prossimo 12 maggio.
L’evento a cui ti invito è la prima iniziativa ufficiale di questo gruppo, una serata che si svilupperà con la presentazione del reportage “El Matadero Municipal” di Mirko Turatti, un progetto realizzato in Bolivia da questo giovane fotografo che, a seguire, proporrà un breve intervento dal titolo “Storytelling: come si racconta una storia“.
L’appuntamento è per le ore 21.00 presso il Polo Didattico Donatello – Piazzale Donatello, 20 – Firenze.
Naturalmente l’ingresso è gratuito ed aperto a tutti. Sarà l’occasione per incontrarsi e conoscere meglio Florence Photo Friends che presenterà la serie di eventi che verranno organizzati in seguito. Per ogni altra info rimando alla pagina Facebook del gruppo.
Io ci sarò, se pensi di venire fammelo sapere che ci becchiamo lì!

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Parallelismi

Parallelismi – © Copyright 2010 Pega

Click! Ecco fatta la foto; ma è proprio così che stanno le cose?
Pensaci bene: in che momento nascono davvero le tue fotografie?
E’ forse nelll’istante in cui premi il pulsante di scatto che la tua creatività si esprime? O è in qualche momento precedente, quando percepisci il potenziale in ciò che hai davanti.
Forse, invece, sei tra quelli che solo nell’intima solitudine davanti al computer (o perché no in camera oscura) esprimono il loro estro artistico, andando ad estrarre materiale grezzo dai tanti scatti realizzati quasi in automatico, scegliendone uno speciale per lavorarlo e farne qualcosa di compiuto?
Oppure sei tra i fotografi che l’opera la concepiscono prima, molto prima dello scatto, pensandola in anticipo, pre-visualizzandola e poi adoperandosi perché l’immagine finale sia come apparsa nella mente fin dall’inizio.
Insomma quando nascono le tue foto? Ci avevi mai pensato?
Ed i tuoi titoli come nascono? Prima o dopo le foto?

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Non si tratta di quella del Brunelleschi, nemmeno di San Pietro; la Cupola di cui parlo oggi è sulla IIS: la Stazione Spaziale Internazionale.
È un luogo fantastico da cui sono state scattate tra le più belle foto mai fatte al nostro pianeta ed è un posto che molti farebbero carte false per poter visitare, anche solo per un momento, ne sono sono sicuro.
Nel video qui sotto l’astronauta Jeff Williams ci mostra questa meraviglia ma anche alcuni notevoli pezzi della ricca attrezzatura fotografica usata in orbita dalla NASA.
Fa uno strano effetto vedere una pesante Nikon D4x con un enorme teleobiettivo da 800mm ruotare senza peso tra le mani di Jeff. Ho pensato: chissà, forse è anche grazie a questa “leggerezza” che le foto riescono così bene agli astronauti… O forse proprio no 🙂 🙂 🙂
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Worldwide pinhole photo daySi avvicina la data della Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico che quest’anno sarà Domenica 24 Aprile. Si tratta di un evento internazionale creato per promuovere e celebrare l’arte della fotografia pinhole, la tecnica che non prevede uso di lenti ed obiettivi e tende ad usare come macchine fotografiche scatole e barattoli.
Lo spirito è di invitare tutti gli appassionati di Fotografia ad uscire un momento dall’universo sempre più tecnologico nel quale viviamo e partecipare creando immagini con la macchina più semplice che esiste: quella a foro stenopeico.
Costruirsi una fotocamera pinhole non è difficile e con essa si entra in una dimensione molto diversa dal solito, un’esperienza che parte proprio dalla creazione della macchina stessa: una scatola con un piccolo foro e del materiale fotosensibile all’interno; nient’altro.
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito Worldwide Pinhole Photography Day dove è possibile cercare anche tra eventi che si terranno in Italia. Al momento sono disponibili workshop gratuiti a Milano, Roma, Perugia, Cuneo, Sarzana e Cagliari ma invito eventuali altri organizzatori a farsi avanti così posso citarli qui.
Io sicuramente il prossimo 24 aprile farò qualche scatto con la mia Pinolaroid, una pinhole istantanea che ho costruito unendo un dorso Polaroid ad una scatola in legno con un foro stenopeico fatto con l’alluminio di una lattina. È un piccolo oggetto magico, capace di fare foto strane e particolari. Ne parlai tempo fa in questo post e tutt’ora mi ci sto divertendo.
Partecipi anche tu al WPPD?

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occhio

Occhio - © Copyright 2008 Pega


Oggi ti ripropongo un vecchissimo post. Lo faccio perché spesso mi capita di parlare di questo argomento con fotografi che non ne hanno mai sentito parlare. La questione è la seguente: sai qual è il tuo occhio dominante? Stai usando l’occhio giusto per fotografare?
In fotografia, come in altre discipline dove conta la coordinazione, è importante affidarsi al proprio occhio dominante. È una cosa che sanno bene gli sportivi che praticano attività come il tiro con l’arco o altri sport di mira, ma anche nel tennis e nel baseball si affronta questo argomento.
L’occhio dominante è tipicamente quello che preferiamo d’istinto e per la maggior parte delle persone (spesso anche per i mancini) è il destro.
Ma non per tutti.

occhiodominantePer stabilirlo con ragionevole certezza fai questo test.
Con gli occhi ben aperti e le braccia tese, tieni in mano un foglio di carta dove hai ricavato un buco di circa uno o due centimetri di diametro, puoi fare lo stesso esperimento anche usando semplicemente le mani facendo in modo che tra loro rimanga una piccola apertura attraverso cui guardare.
Individua e fissa un oggetto lontano attraverso il buco e mentre lo osservi avvicina lentamente il foglio (o le mani) fino ad arrivare a toccare il viso. L’occhio che sarà in corrispondenza del buco è il tuo occhio dominante. E’ quello con cui devi fotografare.

Come dicevo, la maggioranza delle persone (oltre il 73%) ha dominanza destra ma i rimanenti si trovano meglio con  l’occhio sinistro e la loro vita fotografica non è delle più semplici perchè c’è poco da fare : le macchine sono costruite per chi è destro, che sia l’occhio o la mano…

Non tutti i mali vengono per nuocere però, c’è anche una buona notizia per chi è dotato di occhio dominante sinistro.
Si tratta di una piccola risorsa che per i destri non è pratica da sfruttare.
Guarda nel mirino tenendo la testa un po’ ruotata verso destra ed usa la tua spalla sinistra per appoggiarci sopra la macchina fotografica, otterrai una piattaforma stabilissima, molto vantaggiosa per scatti a bassa velocità di otturatore.
Una posizione per niente poco pratica da sfruttare dall’altro lato a causa della posizione del bottone di scatto, pensato “per i destri” di mano o di occhio 🙂

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Bananas Edward Weston

Bananas – Copyright 1930, Edward Weston

Oggi ti ripropongo questa fotografia del grande Weston: Banane.

Molto meno famose del mitico Peperone numero trenta, uno dei massimi capolavori del maestro, le banane sono in confronto una cenerentola.
È un po’ strano come alcune scelte vegetali del grande fotografo americano abbiano goduto di molta più popolarità di altre, eppure è così. Weston si appassionò al filone ortofrutticolo negli anni trenta e lavorò molto a questi soggetti; i numeri che accompagnano le opere parlano chiaro: il peperone passato alla storia fu quello del trentesimo tentativo, le banane si fermarono a diciotto, chissà perché.
Va bene, la banana è più equivoca, forse anche meno fotogenica, eppure è un frutto che vanta una interessante molteplicità di caratteristiche metaforiche, tanto da renderla da sempre protagonista di idee e progetti creativi di molti artisti.
La banana è insomma un bel soggetto che, proprio come la Fotografia, necessita di essere studiato ed approfondito (sbucciato) per poter essere gustato a dovere: un piccolo sforzo per poterne assaporare la vera essenza.
Le analogie non finiscono qui e questo frutto ci ricorda poi che è importante la conservazione in luogo fresco ed asciutto (consiglio particolarmente valido per gli analogici) ed è anche buona norma fare attenzione alle estremità che, come il bianco ed il nero assoluti di un’immagine fotografica, in genere vengono tagliati ed è meglio non farci troppo affidamento.
Ci sono un sacco di altre fantasiose relazioni metaforiche tra la banana e la Fotografia, ed elencarle potrebbe anche essere un divertente esercizio per stimolare la nostra creatività. Perché non provi a darmi qualche suggerimento scrivendomelo in un commento?

🙂

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Glamour

Glamour – © Copyright 2010 Pega

Rieccoci con una consolidata tradizione di questo blog: la “missione fotografica” del fine settimana. L’idea alla base di questa rubrica è che fotografare secondo un incarico, oltre ad essere divertente, stimola ed aiuta a capire meglio lo strumento che abbiamo in mano.
Per questo weekend il tema è forse una delle caratteristiche intrinseche più affascinanti della fotografia: la capacità di ingannare e falsificare. L’estrema facilità con cui si può creare il falso attraverso l’immagine fotografica .
Con la foto si trasforma in bidimensionale la realtà tridimensionale; ciò offre la possibilità di illudere l’osservatore e trasformare in credibile qualcosa che dal vivo sarebbe evidentemente falso.
In un mio vecchio post citavo Hiroshi Sugimoto, il grande fotografo giapponese che intorno a questo tema sviluppò molti suoi lavori, ma oggi voglio invitarti a sperimentare in prima persona.
In questo weekend prova ad usare la tua macchina fotografica per mostrare come vero qualcosa che non lo è: la fotografia è anche questo.
Come al solito ti invito poi ad inserire il frutto della tua missione, in un commento qui sotto. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

Buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Skrik - L'urlo

Skrik (Urlo) – © Copyright 2016, Pega


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“Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue.
Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto.
Sul fiordo neroazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco.
I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.”

Edward Munch
Skrik (L’urlo), 1893
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Sì, stavolta la storia l’ho presa in prestito. Quelle che hai letto sopra sono le parole scritte proprio dall’autore del celebre dipinto a cui ho dedicato questa mia scema fotografia pareidolica.
In genere capita che sia la storia a nascere da un’immagine, ad esserne ispirata. In altri casi è la fotografia che viene suggerita dal racconto; altre volte è una sorta di crocevia, in cui si possono intrecciare varie arti e forme espressive,magari con l’aggiunta di una piccola dose di sana stupidità.
🙂

Urlo

Altre “storie da una foto”:
La porta
Alieni
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone

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