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ValdOrcia
Hai impegni per il weekend del 2 e 3 Luglio?
Io mi unirò agli amici di Photoexperience per un fine settimana in Val d’Orcia all’insegna della fotografia.
Sarà un qualcosa a metà tra un workshop ed una breve vacanza in questo splendido angolo di Toscana, alla scoperta di angoli suggestivi ma anche location particolari, in linea con lo stile di questi eventi, sempre alla ricerca di esperienze interessanti adatte sia a principianti che ad esperti.

In questo caso gli organizzatori accompagneranno i partecipanti verso affascinanti scorci fotografici ed anche luoghi resi famosi da scene cinematografiche di film come “Il Gladiatore” o “Il Paziente Inglese”, il tutto in una due giorni che si preannuncia adatta anche ad eventuali partecipanti non totalmente dediti alla fotografia.

Per informazioni ed iscrizioni ti invito a visitare il sito di Photoexperience dove potrai trovare tutti i dettagli ed anche il link all’agenzia che segue la parte relativa alla sistemazione in agriturismo per il weekend. Mi risulta che ci siano ancora posti disponibili ma ti invito ad affrettarti in caso di interesse.

Comunico invece, anche viste le tante richieste che mi continuano ad arrivare, che è al completo lo Sharing Workshop #4 che si svolgerà nel weekend del 21 e 22 Maggio p.v. Sorry!
🙂

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DIY vibration detectorC’è chi la questione della nitidezza la prende parecchio sul serio.
Sul sito Camera Technica (www.cameratechnica.com) che ti segnalo e che spesso visito alla scoperta di prove ed idee interessanti, hanno pubblicato un semplice esperimento per vedere quanto il movimento dello specchio influenza la nitidezza delle immagini che realizziamo con le nostre reflex.

Ebbene, il video che puoi vedere qui sotto è stato realizzato montando un puntatore laser sulla macchina posta su treppiede in modo da amplificare e rendere visibili i piccoli movimenti del corpo della fotocamera.
Si nota quanto sia grande la differenza di stabilità tra quando si scatta con la normale pressione del dito sul bottone dello scatto, quando invece lo si fa tramite telecomando o autoscatto e quando infine si opta per sommare ad uno scatto telecomandato anche l’opzione di sollevamento preventivo dello specchio che molte macchine prevedono.

Lo specchio è un elemento fondamentale di tutte le reflex ed è la soluzione che, fin dalla prima storica fotocamera di questo tipo, è presente e contraddistingue questa classe di macchine fotografiche, permettendo la visualizzazione dell’inquadratura direttamente attraverso l’obiettivo.
Nelle SLR (le moderne fotocamere ad una sola lente) lo specchio c’è ancora come un tempo e, tramite un meccanismo, si solleva velocemente un attimo prima dell’esposizione per poi tornare in posizione subito dopo.
L’esperimento di Camera Technica dimostra però che il suo movimento introduce delle vibrazioni tali da alterare in modo rilevante la qualità di una immagine quando i tempi di esposizione sono lunghi.

Cercare e trovare l’opzione con cui forzare il movimento dello specchio in modo che questo avvenga con molto anticipo rispetto allo scatto, o ancora meglio usare il live view (per le macchine che ne dispongono) è quindi una buona indicazione per tutti i fotografi che intendono ottenere la massima qualità dalla loro attrezzatura in caso di lunghe esposizioni.

Guardando alle già esistenti o prossime generazioni di fotocamere senza specchio (mirrorless) è nel frattempo proprio assurdo rovinare la nitidezza di una buona e costosa lente, lasciandola alterare dalle vibrazioni del buon vecchio specchio no ? Quindi… mirror up!
🙂

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snow koala sunset flower

Snow Koala with Sunset Flower - © Copyright 2009 Pega

Sai cos’è la pareidolia?
Se non lo sai ti invito a leggere questo post perchè l’assignment di questo fine settimana è proprio questo: pareidolia.
Si può essere più o meno naturalmente portati verso questa vera e propria forma d’arte ma in ogni caso il cercare con attenzione e lavorare con occhio e mente a “caccia” di figure umane o animali che emergono dall’osservazione di oggetti inanimati è una strada che tutti possono provare a percorrere.
Se non l’hai mai fatto inizia dalle cose semplici, poste su un solo piano, come occhi e bocca nelle facciate degli edifici, nel frontale delle automobili, tra le nuvole o nei dettagli degli oggetti.
Potrà capitarti poi di scovare immagini interessanti anche sovrapponendo piani diversi e sarà proprio sperimentando questa fase che potrai divertirti molto.
Per qualcuno la pareidolia è divenuta una vera e propria passione, come dimostrano i gruppi dedicati su Flickr.
Dunque, in questo weekend provaci con questo nuovo assignment e poi come sempre, se vuoi, condividi il tuo lavoro con gli altri lettori del blog postando un commento con il link.
Sono proprio curioso di vedere cosa viene fuori. E poi condividere le proprie immagini è costruttivo e divertente!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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https://i0.wp.com/farm3.static.flickr.com/2665/3700494172_598ed0705f.jpg

Ipotiposi - © Copyright 2009 Pega

Hai mai provato a porgere una tua foto ad una persona chiedendo apertamente di dare un parere su quel tuo lavoro? Intendo un parere approfondito, una lettura, non solo un “mi piace” o “non mi piace”.
La cosa in genere si dimostra interessante, in particolare se si tratta di foto relizzate con intento creativo, quando insomma le immagini hanno una certa velleità artistica tesa a trasmettere un qualche messaggio.

Quello che succede è un fenomeno curioso: l’osservatore tende, indipendentemente dalla sua propensione o meno all’atteggiamento critico, ad iniziare a proiettare emozioni e contenuti sulla tua fotografia.
Il risultato di queste proiezioni è poco prevedibile ma sempre molto legato a quello che è l’Io dell’osservatore stesso, alle sue esperienze, alla sua cultura ed al suo stato d’animo in quel momento.
La persona, in sintesi, proietta se stessa nella tua foto e la foto si comporta come uno specchio in cui essa si studia, in genere senza nemmeno accorgersene.

E’ un esperimento interessante, specie se si ha l’opportunità di farlo con persone dalle esperienze, età e culture diverse dalle proprie.
Provaci o raccontami se hai già sperimentato in proposito.

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20:00
20:00 (Winter Holter) – © 2011 Pega

Il frigo è una risorsa interessante.
Anche fotograficamente parlando intendo.
Si presta ad essere “ritratto” in molti modi. Puoi immortalarlo chiuso come un forziere, magari con i classici magneti attaccati sopra, oppure scegliere di aprirlo e lavorare con quella luce fredda che proviene dall’interno…
Puoi celebrarne l’opulenza cogliendolo subito dopo una bella spesa al supermercato o fissandolo triste e vuoto in un caldo pomeriggio d’estate al ritorno dalle vacanze.

Insomma: che sia nuovo o vecchio, congelato o sbrinato, il frigo ha proprio un suo fascino. Sarà forse perchè racchiude quello che mangeremo e quindi ciò che saremo domani, o forse perchè sbirciando tra i suoi contenuti ci si può divertire ad immaginare qualcuno dei gusti o delle abitudini di chi lo possiede.

Resta il fatto che si tratta comunque di un oggetto che in molti si cimentano a fotografare, tanto che on line abbondano i progetti in cui questo elettrodomestico è il protagonista.

E tu hai mai provato a fotografare il tuo frigo? O magari quello di qualche parente, amico o vicino?

Beh se lo hai fatto, o lo farai, ti invito  postare qui sotto la foto, semplicemente incollandola o linkandola in un commento.

Questo è il post ufficiale del frigo condiviso.  🙂 🙂 🙂

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Panem et calciantes

Panem et calciantesi - © Copyright 2010 Pega

L’assignment per questo fine settimana è sottilmente legato al precedente.
Mentre nel #30 ti invitavo ad uscire a fotografare con uno scopo di estrema sintesi (tornare a casa con una sola immagine), oggi voglio provare a stimolare la tua creatività in modo ancora diverso.

Per la missione fotografica di questo weekend scegliti un soggetto e con questo e solo questo produci almeno dieci scatti significativi ed il più possibile interessanti.
Fai come se si trattasse di doverti concentrare a documentare, valorizzare e descrivere ad altri ciò che hai scelto per essere il centro delle tue attenzioni fotografiche per questo assignment. Fai finta di dover preparare del materiale per un reportage o una tua esposizione artistica tutta dedicata solo a questo soggetto.

In genere non lo faccio, ma stavolta voglio provare a darti un consiglio: scegli un soggetto banale, non andare necessariamente a cercare qualcosa che sia intrinsecamete interessante. In questo modo l’assignment sarà più stimolante e probabilmente anche più divertente.
Dai provaci, i risultati potrebbero meravigliarti.  

Naturalmente puoi svolgere questo esercizio dedicandoci del tempo tutto insieme o anche scegliendo di ritrarre il tuo soggetto in momenti diversi, a te la scelta.

Insomma, in questo weekend prova a svolgere assignment e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro postando un commento con il link per vedere cosa è venuto fuori.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere le tue foto visitatori che le apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Dai un’occhiata fuori dalla finestra di casa o dell’ufficio.
Se noti un cantiere che sta iniziando i lavori potresti provare ad emulare questo spettacolare progetto di un certo Ramon, un “timelapser” francese, che ha realizzato un filmato utilizzando qualcosa come 45.000 scatti effettuati nei tre anni che sono stati necessari per demolire un grattacielo nel quartiere d’Issy-les-Moulineaux a Parigi e costruirne uno nuovo : la “torre” Sequana.

Ramon ha piazzato una reflex Pentax K110D sul tetto di un eliporto poco distante, lasciandola fissata per tutto il tempo necessario, connessa con un cavo per l’alimentazione e lo scarico progressivo delle immagini.

Mi era capitato di vedere dei timelapse di ore, giorni, in qualche caso diversi mesi, ma un progetto così lungo è veramente notevole.

Gustatelo fino in fondo perchè sul finale la sequenza è riprodotta in modo accelerato e l’intero periodo dei tre anni è ripercorso in soli 20 secondi.

Buona visione!

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sailing workshop… ed il quattro vien da sè !
Si è proprio così: oggi ho il piacere di annunciare la quarta edizione dello Sharing Workshop.

Se non sai di cosa parlo ti invito a visitare l’apposita pagina dedicata a questa iniziativa che è aperta a tutti gli appassionati di fotografia.

La formula di base per questo quarto evento rimane simile a quella dei precedenti appuntamenti di Villa Petraia , Gualdo e Wave Buba ma con una nota evolutiva che renderà questo Sharing Workshop decisamente diverso dai precedenti.
Innanzitutto la durata : non si tratta più di un solo giorno, lo svolgimento sarà sull’intero arco di un fine settimana.
Ma non è tutto.
La vera novità è che l’evento stavolta non ci vedrà in una villa Medicea fiorentina, in un rifugio di montagna o nell’atelier di un’artista.
Stavolta l’intero Sharing Workshop si svolgerà a bordo di una barca a vela e precisamente nel weekend del 21 e 22 Maggio.

Dopo l’imbarco, che potrà avvenire fin dalla sera del venerdì, salperemo dal porto di Punta Ala (GR) il sabato mattina volgendo la prua all’isola d’Elba per poi rientrare nel tardo pomeriggio della domenica.
Gli interventi a tema fotografico saranno svolti nel corso di queste giornate in mare.

Negli Sharing Workshop ogni partecipante è sia fruitore che protagonista, perchè ad ogni partecipante è richiesto di condurne una piccola parte portando un suo contributo. In linea di massima si tratta di esporre un proprio argomento a tema fotografico.
Se intendi partecipare sappi quindi che potrai parlare di ciò che vuoi, non importa a che livello, tutti gli argomenti sono graditi ed assolutamente ben accetti purchè attinenti alla fotografia.

Non ci sono vincoli di età o livello tecnico. Se sei interessato potrai partecipare indipententemente dal fatto che tu sia un principiante o un professionista, l’importante è comprendere lo spirito dell’iniziativa : tutti possono imparare da tutti.

Per la partecipazione è richiesto un contributo economico alle spese di locazione dell’imbarcazione.

Per iscriverti manda una e-mail a sharingworkshop@gmail.com indicando su quale argomento vorrai svolgere la tua sessione di workshop.

Ti piace ? Allora vieni. Sarà divertente, ma non tergiversare troppo : i posti a disposizione sono molto limitati

🙂

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5:32

05:32 - © Copyright 2011 Pega

Ad inizio anno avevo deciso di provare a realizzare dei piccoli progetti di Holter fotografico.
Si tratta di realizzare scatti ad intervalli di tempo precisi (nel mio caso ho scelto 30 minuti) durante tutto l’arco della giornata.

Ho provato a creare il mio primo Holter, d’inverno in una giornata festiva che mi ha dato varie opportunità : dalle atmosfere dell’alba durante una simpatica “missione” al Padule di Fucecchio, ad un pranzo con amici, ad un pomeriggio di feste carnevalesche per bambini.

E’ stimolante cercare di realizzare buone fotografie creative imponendosi di rispettare il più possibile la cadenza temporale e devo dire che mi sono divertito.
Se vuoi dare un’occhiata a tutte le foto del mio Winter Holter ti invito a visitare l’apposita pagina in cui ho inserito uno slideshow.

Ti consiglio proprio di provare l’Holter fotografico un giorno o l’altro.

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Mortal Kombat

Mortal Kombat - © Copyright 2011 Pega

Torcette a led, lampadine colorate rotanti ed effetti speciali vari, oltre ad una discreta selva di cavalletti. E’ stato proprio divertente provare ad inventarsi strani scatti e sperimentare il light painting durante la serata di Mercoledì scorso a Firenze.
Light Painting photowalk Firenze groupVoglio davvero ringraziare i tanti partecipanti che sono venuti a questo incontro ed hanno contribuito a renderlo così creativo e divertente.
La prossima volta proveremo ad organizzarci meglio, studiando una “location” ancor più adatta a queste sperimentazioni e magari attendendo anche un clima un pochino più favorevole…  

E sappilo : sono molto soddisfatto di averti fatto finalmente aprire ed usare quel fantastico treppiede che ammuffiva in un angolo.

 🙂

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