Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Black and White’ Category

https://i0.wp.com/www.photoexperience.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/SanGalgano_resize1.jpgDopo la missione fotografica a San Galgano ed il recente Microcorso, voglio segnalarti altri due interessanti eventi di Photoexperience che si svolgeranno prossimamente.
Il primo sarà a Firenze nella serata del giorno mercoledì 20 aprile sotto forma di un breve-seminario intitolato : “postproduzione per ritratto”, una buona occasione per stare in compagnia un paio d’ore e cercare di approfondire la tematica un po’ “ingarbugliata” del fotoritocco di un’immagine.
L’evento è gratuito ma a causa del numero limitato di posti disponibili è richiesta l’iscrizione, che puoi fare andando sul sito di Photoexperience dove puoi trovare anche tutte le informazioni sull’evento.

Altra opportunità di fare una interessante esperienza fotografica con questo gruppo sarà poi il weekend in Val d’Orcia il 2 e 3 Luglio. Si tratta di un evento con un programma che porterà i partecipanti ad esplorare questo meraviglioso angolo di Toscana in una due giorni tra fotografia, scorci cinematografici e prelibatezze gastronomiche.
Anche in questo caso trovi tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sul sito.

Per quanto mi riguarda io parteciperò con piacere ad entrambi questi eventi Photoexperience, per cui se vieni… ci vediamo !
🙂

Read Full Post »

Leaf Pattern Imogen Cunningham

Leaf Pattern, circa 1929 - Imogen Cunningham

Imogen Cunningham aveva iniziato a fotografare da ragazzina, sul finire dell’800, ma poi se ne era disinteressata dedicandosi completamente agli studi di chimica finchè la sua strada tornò ad incrociarsi con il mondo della produzione di immagini.
Si laureò infatti proprio con una tesi sui processi chimici per lo sviluppo fotografico e fu così che il suo talento trovò la via per sbocciare.

La passione per la ricerca tecnica volta al miglioramento della qualità delle immagini e delle stampe si sposò perfettamente con un gusto estetico senz’altro fuori dal comune, facendone un’artista apprezzata già nella prima metà del novecento.
Negli anni quaranta Imogen entra a far parte del gruppo f/64 divenendo un componente di spicco del movimento della straight photography con  lavori che ricevono notevole apprezzamento e la accompagnano in una lunghissima cariera che la porta, quasi novantenne, fino all’esposizione presso il MOMA di new York negli anni ’70.

Credo che una delle parti più affascinanti dell’opera di Imogen Cunningham sia quella da lei svolta negli anni trenta, quando iniziò il suo approfondimento verso la fotografia botanica, intrapreso con una intrigante attrazione non tanto verso il vegetale in quanto tale ma più per quello che questo era in grado di trasmettere in fotografia.
La pianta diviene quasi un astratto, con tratti che si formano grazie all’incrocio tra linee naturali, ombre, sovrapposizioni di foglie e luce drammatica.

E’ quasi come se Imogen avesse creato un nuovo modo di vedere, in parte oggettivo ed in parte soggettivo, in ogni caso molto potente ed evocativo.
Un tratto distintivo di questa grande protagonista della fotografia del novecento.

Read Full Post »

No War

No War - © Copyright 2009 Pega

Uno degli aspetti più affascinanti della fotografia è che ci permette di vedere le cose da un punto di vista diverso.
Non si tratta di solo farcelo immaginare, la forza di uno scatto è che può davvero farti conoscere ed immedesimare in qualcun’altro o addirittura in qualcos’altro.

E’ forse anche per questo motivo che la fotografia ha avuto un certo peso ed una sicura influenza nel corso della storia che l’ha vista sempre protagonista da pochi anni dopo la sua invenzione fino ad oggi.
Una foto può farti apprezzare la bellezza di un luogo o la perfezione di una forma ma la sua vera potenza sta nel farti provare una sensazione e vivere, anche se solo per un attimo, un’esperienza. E questa esperienza può non essere la tua.

La forza dell’immagine è che può mostrare il punto di vista di chi o cosa non conosci e farti cambiare la tua idea.

Read Full Post »

Supermoon

Supermoon - © Copyright 2011 Pega

Per il tradizionale assignment fotografico, in questo fine settimana non ci sono dubbi : c’è un soggetto che si mostra in tutto questo suo splendore solo una volta ogni 19 anni : la Luna.

Il nostro bel satellitone si troverà infatti proprio nella notte tra sabato e domenica al suo perigeo, corrispondente ad una distanza di “soli” 356.578 Km dalla Terra.
Il fatto che la Luna transiti dal perigeo non è così raro ma la concomitanza con la fase in cui è possibile vederla intera rappresenta una ghiottissima occasione fotografica dato che apparirà circa il 14% più grande ed addirittura il 28% più luminosa.

Insomma si tratta di una condizione particolarmente favorevole in cui la “super Luna” ci regala vantaggi fotografici che direi di non farsi sfuggire, anzi io mi sono avvantaggiato facendo qualche scatto di prova già dalla sera del venerdì.

Fotografare la Luna non è difficile, lo si può fare utilizzando l’ottica con la maggior focale che abbiamo a disposizione e poi sfruttando al massimo i megapixel delle nostre macchine digitali. Tempo fa postai qui sul blog un articoletto che consiglio di rileggere a chi volesse qualche dritta sulle impostazioni da utilizzare.

Dunque in questo weekend prova a fotografare la Luna, fatti ispirare, catturala in queste notti di massimo splendore e vicinanza facendone la protagonista o anche la co-protagonista di qualche tuo scatto. Poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro postando un commento con il link per vederla.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi

Come negare il legame che c’è sempre stato tra storia e fotografia.
Il Risorgimento Italiano è stato uno dei primi casi di utilizzo della fotografia, sia a fini propagandistici che divulgativi, e tutti i principali personaggi di questo periodo capirono subito che questo nuovo strumento a loro disposizione era efficacissimo.
Il realismo delle immagini oltre alla possibilità di effettuare velocemente ed in modo abbastanza economico delle riproduzioni, fece intuire a Giuseppe Garibaldi l’importanza di realizzare una documentazione fotografica della sua impresa ed è così che furono quindi scattate le eroiche immagini del Generale e dei suoi nelle piazze di Palermo nel 1860. Sono immagini che, con il loro realismo e  la capacità di rapida circolazione tipica di questo nuovo media, probabilmente dettero un loro piccolo contributo successo della spedizione ed all’unificazione del paese.
Album dei Mille

Una pagina dell'Album dei Mille

Ma quello che forse è uno dei documenti più interessanti è ciò che fu commissionato al fotografo italiano Alessandro Pavia : l’Album dei Mille : una sorta di monumento fotografico che rappresenta il primo caso nella storia per questo tipo di documentazione.
L’Album dei Mille è un portentoso lavoro che Pavia svolse nel corso di circa sette anni muovendosi per tutta l’Italia riunificata, ritrovando e fotografando tutti e mille i partecipanti alla storica impresa, che da subito fu identificata come evento fondamentale della storia nazionale. Un volume che è quasi un grosso ritratto di gruppo, un documento veramente particolare che consacra la fotografia come strumento moderno per fissare la memoria di un evento.
Dell’Album dei Mille esistono tre copie conservate presso il Museo Centrale del Risorgimento di Roma.
Auguri Italia, cen’è bisogno.

Read Full Post »

Robert Frank

Robert Frank

Avere qualche difficoltà perchè si sta fotografando, o anche solo si ha in mano una fotocamera, non è un problema solo dei nostri (paranoici) tempi.
Nel 1955 il famoso fotografo Robert Frank stava viaggiando in auto nell’Arkansas, lavorando a quella che sarebbe poi divenuta la sua grande e storica opera: il libro “The Americans”.
Non aveva violato alcuna legge ma fu fermato da una pattuglia della polizia che lo considerò sospetto, anzi particolarmente sospetto, dopo aver notato nella sua auto un certo numero di “macchine fotografiche”.
Gli agenti decisero così di arrestarlo e detenerlo per un interrogatorio.
La disavventura in cella non fu di lunga durata e fortunatamente  non impedì a Robert Frank di continuare il suo magnifico lavoro che uscì circa tre anni dopo.

Per chi fosse interessato ai dettagli, ecco il testo del rapporto dell’agente che effettuò l’arresto. Curioso notare come il fatto che il bagagliaio fosse pieno di macchine fotografiche sia stato considerato dall’agente come fattore sospetto.

Department of
ARKANSAS STATE POLICE
Little Rock, Arkansas

December 19, 1955

Alan R. Templeton, Captain
Criminal Investigations Division
Arkansas State Police
Little Rock, Arkansas

Dear Captain Templeton:

On or about November 7, I was enroute to Dermott to attend to some business and about 2 o’clock I observed a 1950 or 1951 Ford with New York license, driven by a subject later identified as Robert Frank of New York City.

After stopping the car I noticed that he was shabbily dressed, needed a shave and a haircut, also a bath. Subject talked with a foreign accent. I talked to the subject a few minutes and looked into the car where I noticed it was heavily loaded with suitcases, trunks and a number of cameras.

Due to the fact that it was necessary for me to report to Dermott immediately, I placed the subject in the City Jail in McGehee until such time that I could return and check him out.

After returning from Dermott I questioned this subject. He was very uncooperative and had a tendency to be “smart-elecky” in answering questions. Present during the questioning was Trooper Buren Jackson and Officer Ernest Crook of the McGehee Police Department.

We were advised that a Mr. Mercer Woolf of McGehee, who had some experience in counter-intelligence work during World War II and could read and speak several foreign languages, would be available to assist us in checking out this subject. Subject had numerous papers in foreign langauges, including a passport that did not include his picture.

This officer investigated this subject due to the man’s appearance, the fact that he was a foreigner and had in his possession cameras and felt that the subject should be checked out as we are continually being advised to watch out for any persons illegally in this country possibly in the emply of some unfriendly foreign power and the possibility of Communist affiliations.

Subject was fingerprinted in the normal routine of police investigation; one card being sent to Arkansas State Police Headquarters and one card to the Federal Bureau of Investigation in Washington.

Respectfully submitted,
Lieutenant R.E. Brown, Lieutenant
Comanding
Troop #5
ARKANSAS STATE POLICE
Warren, Arkansas

REB:dlg

[fonte: Thomas Hawk]

Read Full Post »

Paul Strand - Toadstool-and-grasses-1928

Toadstool and Grasses - Georgetown, Maine 1928 - Paul Strand

In questa fotografia che Paul Strand realizzò nel 1928 c’è la sintesi di una delle sue affermazioni più importanti. Strand diceva che per usare onestamente la fotografia si deve avere un reale rispetto per ciò che ci si trova davanti ed esprimerlo attraverso un insieme di valori tonali quasi infinito.

Se la seconda parte della frase si riferisce ad aspetti tecnici ed estetici, la prima parte è invece riferita a qualcosa che può essere definito come “moralità fotografica”.

Questo rispetto, che trasforma il soggetto da occasione a ragione di una fotografia era il concetto di base di quel movimento a cui Strand apparteneva denominato straight photography.

Lo stesso Strand riuscì solo nella fase matura della sua carriera ad essere veramente coerente con questa filosofia, quando abbandonata ogni sperimentazione si dedicò ad una fotografia calma e naturale.
La famosa foto del fungo rimane uno degli scatti più influenti di questo periodo del grande fotografo. Non si tratta, come potrebbe  apparire a prima vista, della descrizione fredda e scientifica un soggetto botanico ma piuttosto della realizzazione di un panorama in miniatura.
L’immagine è composta rigorosamente, con quell’attenzione alla luce ed agli spazi che in precedenza era stata tipicamente dedicata solo alla rappresentazione delle grandi viste naturali o dei panorami. Il riferimento è a quella fotografia nauralistica e di paesaggio che specie nella seconda metà dell’ottocento era stata realizzata dai grandi maestri che avevano scoperto (visualmente) il nuovo continente.

Esauriti i grandi spazi, quella di Strand era una nuova forma di esplorazione, matura, intima ed attenta, completamente dedicata il microcosmo naturale.

——————
Ti è piaciuto questo post ? Condividilo su Facebook o Twitter, puoi farlo copiando l’URL di questa pagina o anche semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.

Read Full Post »

outerbridge untitled 1922

Paul Outerbridge - untitled, 1922

Paul Outerbridge divenne famoso negli anni trenta per la sua abilità di creare immagini a colori di altissima qualità usando una tecnica estremamente complessa ed innovativa chiamata “tri-color carbro print” che fu molto utilizzata nel campo della moda.
Questo suo particolare successo di fotografo professionista forse non avrebbe però lasciato alcun segno rilevante nella storia della fotografia.
Come tutte le nuove tecnologie, il clamore suscitato al loro arrivo è proporzionale all’oblio che segue quando vengono superate e anche il carbro print fu completamente dimenticata e resa un ricordo dall’avvento, negli anni quaranta, di nuove e più semplici tecniche di fotografia a colori.

E così non è per questa specialità che Outerbridge si è meritato un posto tra i grandi della fotografia del novecento.
Il suo vero talento era in realtà emerso ancor prima dei suoi successi commerciali, quando era uno giovane studente alla scuola di fotografia di Clarence White alla Columbia University.

Siamo nei primi anni venti e le sue fotografie di quel periodo mostrano uno straordinario gusto nella ricerca di forme astratte create dall’intreccio di elementi solidi ed ombre.
Sono immagini da contemplare a lungo e degustare lentamente, come questa sopra, raffigurante un solido (probabilmente un mattone) semplicemente appoggiato su un piano.
L’oggetto tridimensionale si fonde alle forme bidimensionali create dalla luce in un meraviglioso intreccio di ombre, creando quello che ai nostri occhi appare quasi come un puzzle.

E’ un lavoro raffinato e di gran talento, che racconta la passione e la ricerca fotografica di un giovane artista. Un’immagine in cui la luce che cade sull’oggetto è studiata in modo così magistrale da farne un capolavoro della storia della fotografia.

——————
Ti è piaciuto questo post ? Condividilo su Facebook o Twitter, puoi farlo copiando l’URL di questa pagina o anche semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.

Read Full Post »

Wash machine by night

Wash machine by night - © Copyright 2009 Pega

A volte ci dimentichiamo che una delle tecniche più semplici per realizzare una foto interessante è quella di riempire completamente il fotogramma con il nostro soggetto.
Se osservi il lavoro di tanti grandi fotografi ti rendo conto come questa sia una costante spesso presente.
Ovviamente dipende dallo stile e dal tipo di messaggio, ma quello di provare a colmare l’immagine, è un approccio che vale la pena di tenere sempre a mente.

E’ così che per questo weekend assignment ti propongo di fare qualche scatto provando a realizzare fotografie seguendo il concetto del “fill the frame”.
Prova a scattare cercando di eliminare dall’immagine ogni elemento estraneo, avvicinati, zoooma o ritaglia in postproduzione. Non importa che metodo usi, il risultato deve essere un’immagine dove tutta l’attenzione e lo spazio sono per il soggetto.
Poi, come ormai propongo con regolarità in questo spazio, pubblica in un commento qui sotto il link alla tua foto.
Bando alla timidezza, non invare mail private. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

È bello farsi ispirare dai capolavori di qualcuno che si ammira ed è per questo che ti propongo una splendida raccolta di immagini.
E’ un video realizzato con gli scatti di un’artista che ha un posto molto importante nella storia della fotografia del novecento e della quale ho anche parlato di recente : Dorothea Lange.
L’ho scovato in rete rimanendone semplicemente affascinato, anche perchè contiene diverse foto che non mi era mai capitato di vedere.
Siediti e mettiti comodo, assicurati di avere qualche minuto di tranquillità e, se puoi, alza un po’ il volume perchè anche l’accompagnamento musicale è apprezzabile.

Dorothea Lange un giorno disse : “La macchina fotografica è uno strumento che insegna a vedere senza una macchina fotografica”.
Credo sia una gran verità.

Buona Visione
.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »