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Archive for the ‘Closeups’ Category

Panem et calciantes

Panem et calciantesi - © Copyright 2010 Pega

L’assignment per questo fine settimana è sottilmente legato al precedente.
Mentre nel #30 ti invitavo ad uscire a fotografare con uno scopo di estrema sintesi (tornare a casa con una sola immagine), oggi voglio provare a stimolare la tua creatività in modo ancora diverso.

Per la missione fotografica di questo weekend scegliti un soggetto e con questo e solo questo produci almeno dieci scatti significativi ed il più possibile interessanti.
Fai come se si trattasse di doverti concentrare a documentare, valorizzare e descrivere ad altri ciò che hai scelto per essere il centro delle tue attenzioni fotografiche per questo assignment. Fai finta di dover preparare del materiale per un reportage o una tua esposizione artistica tutta dedicata solo a questo soggetto.

In genere non lo faccio, ma stavolta voglio provare a darti un consiglio: scegli un soggetto banale, non andare necessariamente a cercare qualcosa che sia intrinsecamete interessante. In questo modo l’assignment sarà più stimolante e probabilmente anche più divertente.
Dai provaci, i risultati potrebbero meravigliarti.  

Naturalmente puoi svolgere questo esercizio dedicandoci del tempo tutto insieme o anche scegliendo di ritrarre il tuo soggetto in momenti diversi, a te la scelta.

Insomma, in questo weekend prova a svolgere assignment e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro postando un commento con il link per vedere cosa è venuto fuori.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere le tue foto visitatori che le apprezzeranno.

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No War

No War - © Copyright 2009 Pega

Uno degli aspetti più affascinanti della fotografia è che ci permette di vedere le cose da un punto di vista diverso.
Non si tratta di solo farcelo immaginare, la forza di uno scatto è che può davvero farti conoscere ed immedesimare in qualcun’altro o addirittura in qualcos’altro.

E’ forse anche per questo motivo che la fotografia ha avuto un certo peso ed una sicura influenza nel corso della storia che l’ha vista sempre protagonista da pochi anni dopo la sua invenzione fino ad oggi.
Una foto può farti apprezzare la bellezza di un luogo o la perfezione di una forma ma la sua vera potenza sta nel farti provare una sensazione e vivere, anche se solo per un attimo, un’esperienza. E questa esperienza può non essere la tua.

La forza dell’immagine è che può mostrare il punto di vista di chi o cosa non conosci e farti cambiare la tua idea.

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Paul Strand - Toadstool-and-grasses-1928

Toadstool and Grasses - Georgetown, Maine 1928 - Paul Strand

In questa fotografia che Paul Strand realizzò nel 1928 c’è la sintesi di una delle sue affermazioni più importanti. Strand diceva che per usare onestamente la fotografia si deve avere un reale rispetto per ciò che ci si trova davanti ed esprimerlo attraverso un insieme di valori tonali quasi infinito.

Se la seconda parte della frase si riferisce ad aspetti tecnici ed estetici, la prima parte è invece riferita a qualcosa che può essere definito come “moralità fotografica”.

Questo rispetto, che trasforma il soggetto da occasione a ragione di una fotografia era il concetto di base di quel movimento a cui Strand apparteneva denominato straight photography.

Lo stesso Strand riuscì solo nella fase matura della sua carriera ad essere veramente coerente con questa filosofia, quando abbandonata ogni sperimentazione si dedicò ad una fotografia calma e naturale.
La famosa foto del fungo rimane uno degli scatti più influenti di questo periodo del grande fotografo. Non si tratta, come potrebbe  apparire a prima vista, della descrizione fredda e scientifica un soggetto botanico ma piuttosto della realizzazione di un panorama in miniatura.
L’immagine è composta rigorosamente, con quell’attenzione alla luce ed agli spazi che in precedenza era stata tipicamente dedicata solo alla rappresentazione delle grandi viste naturali o dei panorami. Il riferimento è a quella fotografia nauralistica e di paesaggio che specie nella seconda metà dell’ottocento era stata realizzata dai grandi maestri che avevano scoperto (visualmente) il nuovo continente.

Esauriti i grandi spazi, quella di Strand era una nuova forma di esplorazione, matura, intima ed attenta, completamente dedicata il microcosmo naturale.

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Sax Lady

Sax Lady - © Copyright 2009 Pega

Oggi sono a riproporti quella che ormai è una piccola tradizione di questo blog : la “missione fotografica” del fine settimana.
L’idea è semplice : avere in mente una sorta di incarico da svolgere. E’ un esercizio divertente che può fornire interessanti spunti creativi, magari da condividere poi con altre persone.

Per questo weekend il tema che ti voglio proporre è : il suono.

La fotografia in se stessa non contiene ovviamente suoni o rumori ma al nostro cervello piace ricostruire e così, proprio come succede quando la mente colora inconsciamente un’immagine in bianco e nero, accade che alcuni scatti quasi riescano a farci sentire dei suoni.

Sono sensazioni totalmente soggettive e molto dipendenti da quanto ci si concentra ed immerge nell’osservazione di una fotografia, quanto si riesce a degustarla insomma.

In questo weekend prova a cercare fotografare il suono. Fanne il protagonista di qualche tuo scatto, cercando di renderlo evidente ed il più possibile vivo, quasi percepibile da chi osserverà l’immagine. Poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro postando un commento con il link per vederla.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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freelensing

Hai mai provato il freelensing?
Si tratta di una tecnica che è molto facile sperimentare e consiste nel fare fotografie con l’obiettivo disconnesso dalla macchina fotografica.
Prendi la tua fotocamera, impostala in manuale, stacca l’ottica e mantenendola più vicina possibile al corpo macchina inizia  a muoverla, inclinandola leggermente da una parte o dall’altra, verso l’alto e verso il basso. Bastano pochi millimetri.
Facendo questo si provoca lo spostamento e l’angolazione del piano focale ottenendo interessanti effetti di sfuocatura, molto creativi e similari a quelli che si possono avere con le lenti basculabili chiamate “tilt & shift”.
Allontanando un po’ l’obiettivo si può poi provare ad avvicinarsi molto ai nostri soggetti, ottenendo immagini macro e supermacro ma anche i cosiddetti “light leaks” cioè gli strani effetti dati dalla luce che entra direttamente nel corpo macchina attraverso lo spazio lasciato libero dall’ottica.

Si, certo, qualcuno dirà che con questa tecnica si rischia un po’ che entri dello sporco sul sensore, ma se si ha l’accortezza di sperimentarla solo in ambienti poco polverosi ti assicuro che non ci sono grossi problemi.
Per il freelensing sono consigliabili obiettivi di focale 50mm o poco superiore, specie se dotati di ghiera per la regolazione manuale del diaframma.
Se prima di provarci vuoi vedere che cosa viene fuori, ti consiglio di dare un’occhiata a questo gruppo su Flickr completamente dedicato al freelensing.

Dunque non ti resta che tentare.
Libero sfogo alla creatività e… buon divertimento !

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Crepa

Crepa. (IPholaroid project) - © Copyright 2010 Pega

Everything’s rough if you look close enough.
Quando guardi in profondità ti accorgi che niente è come sembra. Anche le cose che appaiono più semplici sono in realtà complesse, ruvide e sfaccettate.

In questo weekend prova a fare qualche scatto concentrandoti sui piccoli dettagli, quelli che mostrano le imperfezioni che emergono solo quando ci si avvicina molto e si cerca di approfondire.

Com’è ormai tradizione di questo blog ti invito poi a condividere il risultato di questi “scatti a tema” mettendo in un commento a questo articolo il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini.
Sarà divertente confrontare i nostri scatti e far vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Christmas candle

Christmas candle - © Copyright 2008 Pega

Ebbene… 
Che cosa dire in questi giorni  se non Buon Natale ?

Ti auguro di passare delle giornate serene tra auguri, regali, amici, parenti e… tutto quello che questa ricorrenza tipicamente riserva.
E poi il Natale è anche una notevole opportunità fotografica.
Approfittane per fare dei ritratti. Specie se passi le festività in famiglia quale occasione è migliore del Natale per invitare le persone a farsi fotografare ?

Ti propongo un piccolo esperimento da fare per il pranzo o il cenone.
Prepara un piccolo set fotografico in un angolo della stanza, vicino all’albero ma in alternativa anche scegliendo e posizionando uno sfondo omogeneo. Fa in modo che la zona sia ben illuminata, se cel’hai piazza un flash ed ombrello.

Invita le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque PRIMA del pasto, poi effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare DOPO l’abbondante mangiata… Credimi, è da provare…

Buon divertimento e BUON NATALE.

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Xylo and its red C

Xylo and its red C - © Copyright 2008 Pega

 

Mozart diceva : “Non mi interessano tanto le note quanto lo spazio tra esse”.
Nella musica gli intervalli di silenzio, il niente che separa i suoni è forse ancor più importante delle note stesse. Se non ci fosse non ci sarebbe musica ma solo un rumore indistinto.

In fotografia è lo stesso. Lo spazio che separa gli elementi è spesso la chiave dell’immagine. E’ ciò che rende leggibile la foto e ne caratterizza l’armonia.
A volte questo spazio negativo è marginale, altre può anche divenire predominante.
Quel che è certo è che possiamo ringraziare Amadeus per la sua definizione e… tenerla a mente quando scattiamo.

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Come promesso eccomi con dei personalissimi “premi speciali”, ulteriori rispetto al vincitore ufficiale, che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto partecipanti a questo piccolo concorso mi sono infatti trovato davanti una notevole serie di splendide fotografie, alcune delle quali veramente fantastiche ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, sebbene se non ufficiali, vorrei rappresentassero una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari divenire una sorta di simpatica tradizione per future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : “creatività

Firenze in sottoveste

 Fulvio Petri (Sharkoman)
E’ uno scatto fantastico.
Frutto dell’estro e di un occhio creativo che ammiro moltissimo.
Grande Sharko !
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 Dog Style #2Menzione d’onore  “simpatia”
Guido Masi
 “Dog Style #2
Non credo ci sia bisogno di aggiungere molto a questo empatico bianco e nero. Non trovi ?
Complimenti Guido !
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Firenze Ponte Vecchio
Menzione d’onore “coolness
Azhar Segura (Makazi)
Originalità ed un po’ di ironia. Devo dire che mi piace molto questo scatto di una Firenze ed un Ponte Vecchio un po’ diversi.
Bravissima Makazi !
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A questi, ma anche al vincitore ufficiale ho deciso di far avere una bella stampa della foto di gruppo che abbiamo fatto alla photowalk.

Complimenti a tutti !

🙂

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Watermonster... rising...

Watermonster... rising... - © Copyright 2008 Pega

Ed ecco un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend.
Come sai, sono convinto che avere in mente una piccola missione fotografica sia un qualcosa di divertente che può anche riflettersi in interessanti spunti creativi.
La condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni è poi ancor più stimolante e per farlo non hai che da postare in un commento sotto il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai postato i tuoi scatti.

Il tema di oggi è semplicissimo ed anche particolarmente adatto alla stagione. Si tratta di fotografare : l’acqua.

Non c’è molto da aggiungere. L’acqua è ovunque, ha molteplici forme e stati.
E’ un qualcosa che si può fotografare in mille modi, dalle lunghe esposizioni a cercare l’effetto soft fino allo scatto che blocca la goccia d’acqua in un lavandino, come nel caso della foto sopra.

L’assignment non pone alcun limite.
Nel weekend prova a fotografare l’acqua, fanne la protagonista di qualche tuo bello scatto e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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