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Posts Tagged ‘fotografia’

Una passeggiata con gli amici

Una passeggiata con gli amici – © Copyright 2008 Pega

Obiettivi, flash, treppiedi ed aggeggi vari. Si parla tanto di quali elementi siano i più indispensabili nella borsa del fotografo, ma ce n’è uno che, sebbene non venga mai considerato, è forse il più importante. Non tutti se ne rendono conto ma c’è un “accessorio” (o forse sarebbe tecnicamente più corretto chiamarlo “consumabile”) che è senz’altro il più prezioso di tutti: è il tempo.
C’è qualche raro fortunato che ne ha in abbondanza, ma per tutti gli altri invece scarseggia, ed il bello è che il tempo è qualcosa di intimamente legato alla fotografia perché è anche uno degli elementi di impostazione della foto stessa, pensaci bene.
Lo scatto ha proprio nel tempo di esposizione un parametro chiave che influisce direttamente non solo sull’immagine realizzata, ma anche sull’atteggiamento del fotografo.
Cerco di spiegarmi meglio. Pensa a quanto è diverso scattare al volo una raffica da 1/1000 oppure piazzare il treppiede per una lunga esposizione, magari di minuti o ore, con una macchina grande formato, una pinhole o la tua digitale con i filtri ND. Pensa poi all’importanza che ha il concetto del tempo nella fotografia di eventi che vanno colti con precisione e che magari non si ripeteranno facilmente.

Prendersi il tempo necessario è importante. Prepararsi, posizionarsi, comporre e scattare facendo attenzione ai dettagli, tutto questo anche quando poi l’esposizione dura solo una frazione di secondo.
E poi il tempo per valutare il proprio lavoro, per la postproduzione in camera oscura o digitale, il tempo per portare all’attenzione degli altri le proprie foto o anche il tempo necessario a raggiungere i luoghi o le persone che si vogliono fotografare.

Non so se avevi mai considerato il tempo come un accessorio o un prezioso consumabile in fotografia, ma a pensarci bene è proprio un po’ così.

🙂

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Sky ArtePer chi vuol provarne una nuova, ora c’è anche il talent per aspiranti fotografi. Fino al 10 dicembre è infatti possibile presentare la propria candidatura a Master of Photography, un programma che andrà settimanalmente in onda su Sky Arte nella primavera del 2016, in cui una commissione di esperti valuterà dodici concorrenti che cercheranno di guadagnarsi il titolo di miglior talento europeo della fotografia.
Ogni settimana alla giuria di unirà un diverso ospite di fama internazionale in veste di giudice speciale.
Il vincitore si aggiudicherà 150.000 euro ed avrà la possibilità di vedere le sue foto esposte in una mostra e raccolte in un catalogo.
Per provarci è necessario compilare un form sul sito http://www.masterofphotography.tv ed inviare una selezione di almeno 5 scatti oltre ad un breve video di presentazione.
Che dire…
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Zampa di Elefante
Ci sono cose che solo una fotografia ci può raccontare. Sì, perché son cose a cui un essere umano non sopravvive.
L’immagine sopra appartiene a questa categoria, un mostro assoluto che si nasconde nelle viscere della terra e che uccide chiunque tenti di avvicinarsi: è uno dei principali agglomerati di lava radioattiva creatisi con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986.
Chiamata anche “The Elephant Foot”, la massa è composta da un insieme di combustibile nucleare fuso, mescolato a metallo e cemento che, dopo l’incidente, sono stati perforati ed attraversati nella lenta ma progressiva discesa di questo materiale semi-liquido nelle viscere della centrale.
La fotografia fu scattata dieci anni dopo la catastrofe, durante un’ispezione organizzata per verificare i rischi legati al pericolosissimo procedere del nocciolo di combustibile fuso verso il terreno sottostante e le falde acquifere. Nel 1996 le radiazioni erano ancora elevatissime, penetrare nei sotterranei della centrale esplosa significava esporsi a rischi enormi, ma avvicinarsi alla massa voleva dire morire quasi all’istante, così quegli uomini piazzarono una macchina fotografica su un carrello e fotografarono “la Zampa dell’Elefante” da dietro un angolo.
La pericolosità di questo mostro sotterraneo è praticamente inalterata da allora, e la sua minaccia accompagnerà chiunque viva su questo pianeta per qualcosa come altri 100.000 anni.

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L'autunno nel cuore

L'Autunno nel cuore (IPholaroid project) - © Copyright 2009 Pega


Non posso farci niente: subisco il fascino delle piccole foto stampate.
La fotografia come oggetto fisico tangibile, con la sua consistenza, l’odore, la possibilità di tenerla in mano guardandola da varie angolazioni, mantiene il suo senso di esistere. L’osservazione di una piccola stampa è inequivocabilmente un’esperienza diversa dalla visione su schermo o in un grande formato fruibile solo da una certa distanza come succede alle mostre.
Le piccole foto stampate sono diverse, la loro dimensione regala interattività e contatto fisico diretto, le rende maneggevoli… regalando un’esperienza molto più individuale e riservata…  in qualche modo più coinvolgente ed intima.
E’ un po’ come per la musica in cuffia.

Ti piace la musica in cuffia? Hai mai chiuso gli occhi ascoltando un pezzo che ti piace? Isolandoti un po’ e facendoti coinvolgere?
Beh, allora anche tu forse potresti pensarla come me a proposito delle piccole fotografie stampate.

🙂

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Fratelli Cannata 1899Chicago 1899, sul quotidiano locale c’è una piccola pubblicità in lingua italiana: è l’annuncio promozionale di uno studio fotografico.
I Fratelli Cannata erano tra i tanti emigranti italiani che negli Stati Uniti avevano trovato la loro strada; nel loro caso si trattava di un florido business supportato dalle crescenti esigenze che caratterizzavano il passaggio di secolo della società americana.
Come si può leggere, lo studio Cannata non si poneva molti limiti ed offriva i propri servigi su un ventaglio molto ampio di generi fotografici: dai ritratti alle immagini di interni, dai paesaggi alle foto di cadaveri ed il fatto che l’annuncio fosse pubblicato nella nostra lingua dimostra chiaramente l’intenzione di rivolgersi alla crescente comunità italiana.
Nel 1899 la fotografia era ancora giovane ma la sua importanza già ben delineata e, specie negli Stati Uniti, quello delle immagini fotografiche era un boom a tutti gli effetti, tanto che i Cannata si proponevano anche come struttura formativa in grado di assicurare un futuro ai propri adepti.
Non sappiamo quanti fotografi si siano formati in quello studio, quel che è certo è che i loro scatti sono ancora in circolazione e si trovano tutt’ora in vendita, anche su Ebay, stampe con il timbro dello studio fotografico dei Fratelli Cannata.

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Niente è quel che sembra, la fotografia ce lo insegna da quasi due secoli, eppure è sempre più facile cadere nelle trappole dell’inganno delle immagini. L’avvento dei social media ha poi dato alla fotografia un ruolo ancor più importante, un potere senza precedenti di condivisione emotiva, che milioni di persone sperimentano ogni giorno ma di cui non sempre siamo pienamente consapevoli.
“HASHTAG NOFILTER” è un inquietante ed oscuro video di due minuti realizzato da Mattew Rycroft a questo proposito.
Direi che è perfetto per questo inizio Novembre.
🙂

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The Last Sentoshi movieL’intreccio tra cinema e fotografia mi intriga sempre e già mi è capitato di citare film in cui le due arti si incrociano; è stato così per “Smoke“, “La finestra sul cortile“, “Memento” ed altri, tutte pellicole abbastanza famose. Oggi invece colgo l’occasione di tornare sull’argomento con qualcosa di diverso, forse un tantino trash, ma al contempo forse anche da veri intenditori 🙂
Si tratta del cortometraggio “The Last Sentoshi”, la folle opera del fotografo giapponese Irwin Wong che parla di una ragazza supereroe che si serve di potenti flash per sconfiggere oscuri nemici.
“Sen” significa flash mentre “toshi” vuol dire guerriero e non voglio anticiparti niente della storia, posso solo dire che potrebbe diventare un cult per gli appassionati di chicche giapponesi a basso costo. Il film è stato infatti girato in pochi giorni con mezzi molto limitati, supportato solo in parte dalla Nissin Digital, azienda che ovviamente produce flash, il cui marchio appare solo per un istante durante una scena.
Insomma, non so se considererai “The Last Sentoshi” un capolavoro o una porcheria, in ogni caso ti propongo i link sia al trailer che all’intera opera sottotitolata.
Buona visione!
🙂
[Trailer]
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[Full movie – The Last Sentoshi]

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Oliviero Toscani - © Copyright 2015, Pega

Oliviero Toscani – Copyright 2015, Pega

Per questo weekend ti propongo un tema che non riguarda il cosa o il come, ma il modo in cui il fotografo opera.
La questione di chiedere ed ottenere il consenso da parte delle persone che immortaliamo, o anche di chi gestisce i luoghi che vogliamo rendere oggetto delle nostre attenzioni fotografiche, è un argomento che mi sta a cuore. Il tema che ti propongo per questo fine settimana è quindi: scattare chiedendo il permesso.
Siamo abituati a vagare con le nostre fotocamere o smartphone, fotografare ogni cosa e divertirci con le immagini, ma siamo sempre sicuri che i nostri soggetti siano d’accordo con questa visione? Li stiamo rispettando?
Personalmente sono convinto che sia molto importante comunicare al soggetto le nostre intenzioni e, sebbene non la trovi mai una cosa facile, temo si tratti di una sorta di obbligo. Non parlo di autorizzazioni o model release firmati, in molti casi basta anche solo un cenno o un gesto di intesa.
E’ vero, molti sostengono che questa visione penalizza la spontaneità di certi scatti ma è pure vero che il consenso si può anche chiedere dopo, ed è una cosa che nell’era dei social e della condivisione globale delle immagini, potrebbe rappresentare un indispensabile parametro di educazione.
Insomma ci stai a fare qualche foto chiedendo il permesso in questo questo weekend? Facendolo di proposito, come esercizio insomma? Se ti va, ti invito poi a condividere qui il link al tuo scatto “acconsentito”.
Buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Fisiogramma – © Copyright 2012 Pega

La macchina fotografica appoggiata a terra, l’obiettivo che guarda in alto, l’otturatore aperto per una lunga esposizione. Sopra, al buio, una piccola luce oscilla appesa ad un filo e crea un’immagine ricca di fascino: il fisiogramma.
I fisiogrammi erano già noti nell’ottocento e furono ampiamente studiati da scienziati impegnati nella descrizione di fenomeni fisici e matematici.
Hai mai provato a realizzare una foto di questo tipo? E’ un esercizio di light painting molto più semplice di quel che potrebbe sembrare e per questo ti invito a provarci.
Si può giocare con diversi tipi di luce, sfruttando lampadine colorate o lampeggianti, cercando di imprimere movimenti oscillatori e giocando con qualche idea creativa.
Ad esempio si può variare il setup attorcigliando il filo, inquadrando obliquamente o anche rivoluzionando tutto facendo oscillare anche la fotocamera. Le possibilità sono infinite.
Buon divertimento.

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Pega's backpack

Lo zainetto di Mary Poppins – © Copyright 2013, Pega

Sarà perché in questo fine settimana parteciperò ad una photowalk e quindi avrò una bella occasione per sbirciare con cosa portano l’attrezzatura gli amici, il fatto è che il tema mi incuriosisce da sempre, ed è questo che voglio proporti per l’assignment di oggi: la borsa dell’amico fotografo.
Che sia uno zainetto, una borsa, o qualsiasi altro contenitore, si tratta di un tema semplice ed anche sociale. Niente di concettuale stavolta, solo la pura e semplice realtà che accompagna ogni appassionato di fotografia.
Per questo esercizio, che di fatto è uno still life, ti puoi sbizzarrire con location, sfondi o altro, ma la mia proposta è di cercare una composizione che includa anche i tanti accessori che, in genere, popolano tasche ed anfratti delle borse fotografiche.
Con le loro peculiarità, i contenitori con cui portiamo la nostra attrezzatura sono un soggetto di tutto rispetto, che incuriosisce e dice molto sul loro proprietario.
In questo weekend cerca dunque una “vittima” a cui chiedere la collaborazione per immortalarne borsa ed accessori. Dopo, se ti va, posta la tua foto in un commento, magari con qualche dettaglio su soggetto e contenuto. Sarà divertente.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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