Elinor Carucci inizio a fotografare da ragazzina, ben prima del suo diploma all’accademia d’arte nel 1995. È sempre stata ispirata dall’intimità e, dopo essersi stabilità a New York, si è fatta una reputazione grazie alla sua abilità di cogliere, con le sue fotografie, istanti delicati e molto personali.
“Ho sempre fotografato la mia vita, le persone che mi stanno vicino. I miei genitori, mio marito, me stessa attraverso il tempo, nel bene è nel male“.
Un bel tocco quello di Elinor, una fotografa da conoscere meglio, capace di una sintesi semplice e di grande intensità, che ho incontrato grazie a questo breve video.
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Posts Tagged ‘fotografia’
Elinor Carucci
Posted in Culture, People, Photography portraits, video, tagged bambini, Carucci, famiglia, fotografa, fotografia, intimità on 17/09/2014| Leave a Comment »
La “prova” (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Technique, tagged cavallo, fotografia, istante, occhio, pittura, prova, sequenza on 15/09/2014| 4 Comments »
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Prima del 1878 era convinzione comune che nel galoppo del cavallo, fosse l’istante di massima estensione quello in cui tutte le zampe dell’animale sono sollevate da terra. Ne sono prova moltissimi dipinti come l’esempio sopra, il noto Le derby d’Epsom, realizzato nel 1821 dal pittore francese Théodore Géricault.
Ma nel 1872 un ricco signore, che per inciso era anche il governatore della California, aveva ingaggiato una scommessa con alcuni facoltosi amici: sosteneva che il cavallo rimanesse totalmente sospeso in un momento diverso da quello di massima estensione.
L’incarico di cercare una prova “inconfutabile” fu affidato al fotografo Eadweard Muybridge, al tempo già noto per le sue immagini naturalistiche scattate nel Parco Nazionale di Yosemite.
Fu solo nel 1878, dopo molti tentativi, che Muybridge riuscì finalmente a fotografare con successo un cavallo in corsa e, per ottenere questo risultato, utilizzò una serie di 24 fotocamere poste lungo un tracciato rettilineo ed otturatori singolarmente attivati da fili tesi sul percorso del cavallo.
Ottenne una rivoluzionaria sequenza fotografica chiamata The Horse in motion che mostrava come gli zoccoli si sollevassero dal terreno contemporaneamente solo nel momento di compressione.
Il lavoro di Muybridge non rappresentò solo la vincita di una sostanziosa scommessa e nemmeno solo una pietra miliare nella storia della fotografia (e poi del cinema), fu anche il consolidamento del concetto, tuttora riconosciuto, che la fotografia ha un vero e proprio valore di prova.
Fu anche un avvenimento che sconvolse la pittura. L’idea che esistesse uno strumento in grado di provare l’errore dell’occhio umano e rendere in un sol colpo superate alcune visioni pittoriche secolari, influenzò seriamente l’attività di molti artisti che iniziarono ad affidarsi sempre più al mezzo fotografico come base di partenza per il loro lavoro.
Lo stesso Degas, proprio basandosi sulle foto di Muybridge sviluppò un approfondito lavoro sul movimento e le posizioni dinamiche del cavallo.
Il rapporto tra pittura e fotografia aveva raggiunto una nuova fase.
Weekend assignment #116 : foto di strada
Posted in Candid portraits, Culture, People, tagged assignment, candid, fotografia, strada, street, weekend on 13/09/2014| 9 Comments »
C’è chi la ama e l’ha scelta come sua principale specialità, c’è chi la rifugge e non riesce nemmeno a fare uno scatto di questo tipo. La street photography è una vera e propria disciplina, un modo di fotografare che, specie nel secolo scorso, ha visto grandi maestri esprimersi in modo sublime ed arrivare a creare una sorta di linguaggio a cui molti ancora oggi si rifanno.
L’idea per questo fine settimana è dunque questa: uscire, appostarsi e provare a catturare qualche attimo significativo, una scena ironica, un momento poetico o comunque quello che capita di scovare per le nostre strade.
Come sempre l’idea è quella di produrre scatti nuovi, andando in giro proprio con l’idea di questo compito assegnato e non semplicemente cercando nell’archivio una foto che vi si adatti. E’ questo lo spirito del weekend assignment, una piccola sfida che puoi affrontare nascondendoti per immortalare i tuoi personaggi da lontano, oppure scegliere di immergerti nell’ambiente ed accorciare le distanze (magari evitando il rischio di farti asfaltare come nel caso della mia foto sopra).
Dopo, come al solito, ti invito a condividere la tua immagine in un commento qui sotto: sarà divertente confrontarsi.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Foto di famiglia preistoriche
Posted in Culture, tagged animazione, cretinata, Croods, famiglia, fotografia, fun, preistoria, ritratto, selfie, snapshot on 11/09/2014| 1 Comment »
Lo sapevi che anche i cavernicoli si facevano “autoscatti” tutti insieme? Vere e proprie “istantanee di famiglia” dell’era preistorica?
Ed immagino che tu non sappia che addirittura qualcuno si era spinto così avanti da mettere a punto “tecniche”, semplici ma efficaci, in grado di creare immagini “immediate” così “spontanee” da poterle considerare dei veri e propri selfie, anzi degli “snapshot” preistorici. Altro che obiettivi, Polaroid, chimica o aggeggi vari…
Non ci credi? Allora guarda qua:
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Incredibile, l’hai già stampata!
Posted in Culture, History of photography, Technique, tagged colore, fotografia, immediatezza, istantanea, odore, pega, Polaroid, stampa on 09/09/2014| 5 Comments »
Un vecchio detto recita che “la meraviglia è figlia dell’ignoranza e madre del sapere“. Ci penso spesso quando sento le esclamazioni che accompagnano lo svelarsi di una stampa Polaroid poco dopo lo scatto.
È vero che il digitale ci ha portato un’immediatezza senza precedenti, eppure le immagini che siamo abituati a vedere subito sul piccolo display della fotocamera digitale, mancano di qualcosa: sono come incomplete, immateriali, non “maneggiabili”.
La fotografia stampata, quel piccolo oggetto che puoi tenere tra le dita, avvicinare, annusare, appendere o passare ad un’altra persona, continua ad essere qualcosa di differente, delicato e prezioso, anche nell’era digitale.
Nonostante esistano da tempo piccole stampanti digitali portatili, nessuno le usa ed in genere sono state dei flop commerciali. E così capita che lo “sbucciare” un’istantanea fatta con la vecchia Zietta Polaroid, divenga un piccolo evento, un’esperienza che molti nativi digitali hanno solo sentito raccontare.
“Così veloce?”, “come funziona?”, “ma è bellissima!”, “dentro c’è una stampante ad inchiostro?”, “davvero esistono ancora?”, il repertorio è lunghissimo.
La Polaroid, con la sua totale immediatezza, continua a rappresentare una cosa a sé, quasi una tecnologia ferma in una bolla temporale e culturale, ed in qualche caso è bello sentirsi raccontare gli sforzi fatti per entrare in possesso ed imparare a conoscere queste meravigliose macchinette dopo averne vista una all’opera.
🙂
Mi fai vedere come sono venute? (reloaded)
Posted in Black and White, Bokeh, Closeups, Culture, People, tagged analogica, digitale, Firenze, fotocamera, fotografia, nativo, pega, pellicola on 07/09/2014| 23 Comments »
Stavo provando degli scatti con una vecchia fotocamera analogica. Il mio soggetto era un antico portone nel centro storico di Firenze. Provo varie inquadrature, mi contorgo un po’ come a volte succede…
Faccio per allontanarmi ma un ragazzino di giovanissima età, sui 10/12 anni, si avvicina dopo avermi osservato mentre scattavo. Probabilmente pensa che il mio soggetto sia una fiammante moto sportiva parcheggiata giusto accanto al portone; indica la macchina fotografica e mi chiede: “posso vedere come sono venute?”
Ho un attimo di esitazione, d’istinto quasi gli porgo il dorso nero della fotocamera ma poi ci penso, mi fermo e gli dico: “Beh, non è possibile. E’ a pellicola”.
Il nativo digitale mi guarda come se fossi un deficiente, o peggio uno che gli sta raccontando una balla, poi esclama: “Che cosa? Come sarebbe pellicola?” E senza nemmeno aspettare il mio tentativo di risposta si gira e se ne va…
Menomale che non gli ho detto “E’ analogica”…
🙂
Il potere dell’inquadratura
Posted in Culture, History of photography, tagged filtro, fotografia, framing, Giornalismo, inquadratura, interpretazione, parzializzazione on 05/09/2014| 5 Comments »
Viviamo nell’era visuale.
Una parte sempre crescente di quello che sappiamo, o crediamo di sapere, proviene da fonti di informazione che si basano principalmente sulle immagini.
E’ un flusso continuo che, per nostra natura, ci appare autorevole.
Il vedere è, per ragioni ataviche, prova della genuinità, certezza della verità: “se non vedo non credo”.
Eppure sappiamo bene che il nostro vedere quotidiano attraverso i canali di informazione è mediato: il flusso di immagini che ci accompagna è sempre e comunque di seconda mano.
L’inquadratura è uno dei cardini di questa mediazione, è il vincolo che parzializza la scena, che stabilisce quale parte della più ampia realtà di quel momento possiamo osservare. E’ un vincolo con cui il fotografo, in particolare il foto-giornalista, si confronta continuamente, un’arma potente a doppio taglio che trasforma la realtà creando un singolo punto di vista: una scena parziale da cui l’osservatore parte per proiettare la sua verità.
E’ il potere dell’inquadratura. Una caratteristica di fondo che mantiene la Fotografia in una posizione di straordinaria importanza.
Challenge fotografica (reloaded)
Posted in Culture, Technique, tagged challenge, creatività, esercizio, fotografia, sfida, stimolo on 01/09/2014| 10 Comments »
Attraversare periodi di scarsa ispirazione e produttività è un’esperienza che accomuna praticamente tutti gli appassionati di fotografia, condivisa con gran parte di coloro che producono forme d’arte.
Ti ripropongo un semplice esercizio, che ritengo sempre valido per cercare di reagire a questa situazione.
Prenditi un’ora libera. Sessanta minuti di orologio in cui scattare esattamente 30 fotografie; non una di più né una di meno. Il luogo sarà a tua scelta ma è importante che sia di ridotta estensione: tipo una stanza. Se vuoi stare all’aperto va bene un piccolo giardino, l’orto o anche un angolo del tuo quartiere, ma molto circoscritto.
I soggetti saranno gli oggetti o le persone presenti nel luogo scelto. Ogni soggetto potrà essere fotografato come vuoi, con massima libertà, a patto che un osservatore possa sempre e comunque capire di cosa si tratta.
Pensa e studia ogni foto come se fosse destinata alla pubblicazione o all’esposizione… “Sei un artista e questo è il tuo modo di realizzare capolavori”. Non fotografare un soggetto per più di una volta.
Ecco, tutto qua. E’ un semplice esercizio stimolante, una specie di piccolo booster della creatività. Provare per credere.
🙂
L’enorme ring light di Dani
Posted in Culture, Flash shots, People, Photography portraits, Technique, video, tagged anello, bricolage, catchlight, DIY, fotografia, illuminazione, light, luce, occhi, riflesso, ring, ritratto on 28/08/2014| 4 Comments »
Adoro chi si ingegna con il fai da te, specie chi fa sul serio. Tra questi c’è un certo Dani Diamond, un fotografo che si è costruito un enorme ring light.
Il ring light è un tipo di illuminatore fatto da un anello di fonti luminose costanti che, in genere, viene usato per applicazioni particolari.
Nato per la macro, è sfruttato nel campo della fotografia odontoiatrica ma anche più comunemente per il ritratto dato che regala una splendida diffusione della luce sul volto e magnifici riflessi circolari (catchlights) negli occhi.
Rispetto all’illuminazione con flash, il ring light aiuta a mettere maggiormente a proprio agio i soggetti evitando di inondarli di lampi, inoltre permette di operare con livelli di luce più bassi e quindi aperture maggiori con conseguenti profondità di campo ridotte.
Le normali dimensioni dei ring light in genere non superano qualche decina di centimetri di diametro, ma quello di Dani è veramente un gigante: quasi un metro e mezzo.
Una struttura in legno con ventisette lampade ad alta efficienza è un illuminatore a luce costante un po’ goffo ed utilizzabile solo in studio, ma i risultati sono notevoli, tanto che il progetto di questo fotografo è stato sponsorizzato dal produttore di lampade Sunlite.
Nel video sotto Dani ci racconta la sua idea e mostra sia le fasi di costruzione che alcuni scatti di esempio, davvero notevoli. Fai particolare attenzione ai riflessi negli occhi delle persone ritratte: sono fantastici.
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[Fonte: Fstoppers]
Le banane di Weston
Posted in Black and White, Culture, History of photography, Nature, tagged banana, fotografia, frutta, mille, progetto, Weston on 26/08/2014| 6 Comments »

Bananas – Copyright 1930, Edward Weston
Tutti conoscono “Peperone numero trenta“, uno dei capolavori del grande Edward Weston, ma chi ricorda le sue banane?
È un po’ strano che alcune scelte vegetali del grande fotografo americano abbiano goduto di molta più popolarità di altre, eppure è così. Weston si appassionò al filone ortofrutticolo negli anni trenta e lavorò molto a questi soggetti, i numeri che accompagnano le opere parlano chiaro: il peperone passato alla storia era il trentesimo tentativo, le banane si fermarono a diciotto, chissà perché.
Va bene, la banana è più equivoca, forse anche meno fotogenica, eppure è un frutto che vanta una interessante molteplicità di caratteristiche metaforiche, tanto da renderla da sempre protagonista di idee e progetti creativi di molti artisti.
La banana è insomma un bel soggetto che, proprio come la Fotografia, necessita di essere studiato ed approfondito (sbucciato) per poter essere gustato a dovere: un piccolo sforzo per poterne assaporare la vera essenza.
Le analogie non finiscono qui e questo frutto ci ricorda poi che è importante la conservazione in luogo fresco ed asciutto (consiglio particolarmente valido per gli analogici) ed è anche buona norma fare attenzione alle estremità che, come il bianco ed il nero assoluti di un’immagine fotografica, in genere vengono tagliati ed è meglio non farci troppo affidamento.
Ci sono sicuramente un sacco di altre fantasiose relazioni metaforiche tra la banana e la Fotografia, come del resto si potrebbero trovare anche con altri frutti o oggetti. Alla fine è solo un piccolo e divertente esercizio che può aiutare a stimolare la nostra creatività, se vuoi puoi darmi anche tu qualche altro suggerimento scrivendolo in un commento.
Per oggi mi fermo qui. Mi sono appena accorto che questo è il millesimo post. Niente male per un blog che parla di frutta 😀 😀 😀











