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Lucius Cyrano

Lucius/Cyrano – © Copyright 2008, Pega

Piccolo e delicato o grande ed importante, oppure dritto, storto, con gobba o narici dilatate, l’importante è che sia umano.
Sì, hai capito, il compito fotografico di questo fine settimana è facilissimo e piuttosto comune a trovarsi: è il naso.
Ma attenzione, non basta un semplice ritratto, bisogna che il naso sia il vero protagonista incontrastato della foto.
Puoi scegliere il tuo soggetto per strada o tra le persone che conosci, dichiara le tue intenzioni e mettili a proprio agio, spiega che stai eseguendo un compito assegnato, e poi, se i nasi che avrai trovato non dovessero soddisfarti, prova con qualche inquadratura strana o anche ad esagerare le linee sfruttando le caratteristiche di un’ottica grandangolare 🙂
Insomma, alla fine non è altro che un weekend assignment che vuole spingerti al ritratto, magari meglio se scherzoso o ironico ma comunque sempre con lo stesso spirito: cercare di fotografare seguendo una missione, un compito. È un esercizio per divertirsi un po’ ed avere una scusa per coltivare le nostre capacità creative.
Interpreta questo tema come più ti piace, poi se vuoi, condividi qui il tuo scatto mettendo il link in un commento.
Buon divertimento!

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Assenza 3

L’assenza 3 – © Copyright 2012, Pega

Attendo, non so da quanto tempo.
Solo, in questa stanza silenziosa, in piedi, attendo.
Qualcuno mi ha solo fatto entrare, poi ha chiuso la porta ed io ho sentito risuonare i suoi passi nel corridoio mentre si allontanava.
Non so più da quanto sono qui, mi pare un’eternità. Nessun orologio, forse sono passate ore.
Silenzio. Nessuno in arrivo, lo percepirei facilmente.
Solo, nella stanza austera. Davanti a me la scrivania massiccia e severa. Il ripiano in vetro, la sedia è una sobria seggiola in legno. Dietro, i libri.
Aspetto ormai impaziente, teso. Vorrei andarmene ma non posso, no.
Non resta che attendere…
Ma chi sto aspettando?

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[Ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]

Altre “storie da una foto”:
La porta
Capitan M|artin von Melik
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone
Alieni

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Apparenti convergenze

Apparenti convergenze – © Copyright 2012, Pega

A volte il fotografo è un cacciatore. Può svolgere questo ruolo in due modi: cacciare il soggetto oppure andare a caccia dell’attenzione dell’osservatore.
E’ il secondo punto quello che voglio provare ad approfondire in questo centotredicesimo weekend assignment.
L’immagine fotografica può essere un percorso guidato, una sorta di “trappola” in cui il fotografo-cacciatore attira l’osservatore e guida la sua attenzione in modo sottile, non manifesto, lasciandogli seguire solo alcune tracce.
Sono tracce che a volte fanno la fotografia, che operano da stimolo per la proiezione dell’osservatore.
Quando questa operazione funziona, la fotografia può risultare fruibile solo ad alcuni… solo alle prede cadute nella “trappola”.
Chissà se sono riuscito a spiegare, in ogni caso ecco il tema per questo fine settimana. Se ti senti in vena, prova questa idea interpretandola a modo tuo. Come sempre ti propongo poi di condividere la foto mettendo il link in un commento.
E buon fine settimana!
.
🙂
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Eclissi_analogica_live

Eclissi Analogica by Pega, Copyright 2014 – Courtesy Stefano Benvenuti

Dalla Torre di San Niccolò si osserva uno splendido ed esclusivo panorama di Firenze, e così non mi sono perso l’invito degli amici “analogici” di Visiva che avevano prenotato una visita.
La torre, recentemente restaurata e riaperta al pubblico per visite guidate, è alta quarantacinque metri ed è una delle antiche porte fortificate della città.
Avevo con me la Zia, la mia Polaroid 250 pieghevole e quando, una volta in cima, mi son trovato davanti Firenze in pieno controluce non ho resistito. Da una parte il Cupolone, dall’altra Ponte vecchio, in alto il sole pieno che si stagliava nel tardo pomeriggio: un’inquadratura azzardata che avrebbe messo alla prova anche il più sofisticato dei moderni esposimetri, figuriamoci quello della “Zietta” che è roba di fine anni sessanta, per di più riparato “alla buona” dal sottoscritto.
Scatto lo stesso… vediamo che viene“.
Dopo classico strappo e la breve attesa per lo sviluppo, è uscita la foto sopra. Il sole super-sovraesposto, ha come “forato” la pellicola istantanea ed appare simile ad un buco nero. Un Sole Nero che riverbera nell’Arno che sembra ghiacciato.
Un risultato che ha sorpreso anche gli esperti “fotografi a pellicola” che avevo intorno, tra i quali nessuno ha saputo dare una spiegazione chiara del fenomeno.
Misteri analogici 🙂

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Robert Frank restaurant

Restaurant – US1 Leaving Columbia, South Carolina – © Copyright 1958 Robert Frank

E’ banale il banale?
La Fotografia è un’arte misteriosa e potente, capace di guidare in un attimo occhi e mente dell’osservatore verso un messaggio esterno all’immagine. Ci sono casi in cui il soggetto di una fotografia è banale ma la proiezione che ne scaturisce ci risulta molto forte. In altri casi la foto è banale e basta, non ci dice niente.
Ma cosa sono l’ovvio ed il banale in fotografia? Dove confinano con l’espressione concettuale? E’ importante la sinergia con le parole? Con il titolo? Cosa stimola l’osservatore a vedere “oltre”?
E’ intorno a questo tema che ti invito a ragionare nel fine settimana ed a provare qualche scatto partecipando all’ormai tradizionale weekend assignment.
“I am at war with the obvious,” diceva il fotografo William Eggleston. Un conflitto che forse tutti i fotografi devono affrontare. Un confronto con il banale che per qualche grande maestro è stata la chiave di una intera carriera.
Bene, prova a cimentarti con questa sfida, cerca di confrontarti con l’ovvio e l’ordinario, provando a tirarne fuori qualcosa che porti un contenuto superiore, un messaggio sociale, una proiezione, una metafora.
Come al solito ti invito poi a condividere il risultato in un commento sotto.
Buon weekend!

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Pega's backpack

Weekend assignment #92 – © Copyright 2013, Pega

Tempo di ferie (forse), magari occasione di qualche viaggio o escursione, e così riecco le discussioni su che attrezzatura portare, che borsa usare e quali accessori includere.
Ogni volta capita di doverci un po’ riflettere. In qualche caso si è nella condizione di poter portare tutto ciò che ci pare, altre volte ci sono di mezzo i limiti di peso dei viaggi aerei, oppure si è optato per una escursione “zaino in spalla”, dove ogni grammo è qualcosa in più da trascinarsi dietro.
Trovo sempre divertente questa fase di valutazione, e forse è per questo che oggi mi ritrovo con tre o quattro borse/zaini fotografici diversi ed un sacco di aggeggi che ogni volta devo soppesare.
Tu con cosa viaggi, fotograficamente parlando? Scegli un set leggero, minimale ed agile, od opti per avere sempre e comunque tutto l’occorrente per non lasciarti sfuggire nessuna opportunità?
Personalmente ho iniziato a cercare sempre maggior leggerezza: pochi elementi fondamentali, a volte anche una sola lente, ma sempre e comunque un buon flash. In tante occasioni mi piacerebbe avere con me un treppiede ma… molte volte vince la pigrizia e lo lascio a casa 🙂

Qui sotto un esempio di qualcuno che la pensa un po’ come me: David Hobby, mitico blogger e guru del mondo del flash (www.strobist.com) che racconta cosa porta con sé nei brevi viaggi.
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Pocket 1000Non è ad una fotocamera che mi riferisco stavolta, ma ad una automobile. È l’auto che mio padre ha “fuso” qualche settimana fa (sì, ha tritato il motore) e da cui mi ha chiesto di prelevare tutte le sue cose. Io la svuoto e cosa trovo in un anfratto? Una macchina fotografica. Una mia macchina fotografica!
È una tascabile che usavo da ragazzino: una Agfamatic 1000 pocket, una “compattina” dei tempi della pellicola.
Ricordo di averla usata tantissimo, la avevo spesso con me quando non era il caso di portare macchine più grandi ed impegnative. Faceva foto piuttosto scadenti ma ci si accontentava. Ad un certo punto comunque la relegai ad un ruolo piuttosto secondario: quello di fotocamera “per tutte le evenienze” pronta e carica sempre in automobile. Deve essere così passata di macchina in macchina, finendo poi chissà come a mio padre, e rimanendo di fatto inutilizzata e dimenticata per anni, anzi per decenni.
Adesso l’ho ritrovata, sembra nuova, con il suo bel rotolino di ricambio (integro) ed anche una scatola di flash Magicube. Naturalmente era pronta a scattare e dentro c’era un cartridge di pellicola Kodak parzialmente esposto che potrei anche portare in un laboratorio e chiedere di sviluppare. Sarà ancora possibile? Lo faccio? O lascio tutto ai posteri?
L’automobile in questo caso è stata davvero una capsula del tempo.
🙂

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https://i0.wp.com/farm3.static.flickr.com/2665/3700494172_598ed0705f.jpg

Ipotiposi – © Copyright 2009 Pega

Hai mai provato a porgere una tua foto ad una persona chiedendo apertamente di dare un parere su quel tuo lavoro? Intendo un parere approfondito, una lettura, non solo un “mi piace” o “non mi piace”.
La cosa in genere si dimostra interessante, in particolare se si tratta di foto realizzate con intento creativo, quando insomma le immagini hanno una certa velleità artistica tesa a trasmettere un qualche messaggio.

Quello che succede è un fenomeno curioso: l’osservatore tende, indipendentemente dalla sua propensione o meno all’atteggiamento critico, ad iniziare a proiettare emozioni e contenuti sulla tua fotografia.
Il risultato di queste proiezioni è poco prevedibile ma sempre molto legato a quello che è l’Io dell’osservatore stesso, alle sue esperienze, alla sua cultura ed al suo stato d’animo in quel momento.
La persona, in sintesi, proietta se stessa nella tua foto e la foto si comporta come uno specchio in cui essa si studia, in genere senza nemmeno accorgersene.

E’ un esperimento interessante, specie se si ha l’opportunità di farlo con persone dalle esperienze, età e culture diverse dalle proprie.
Provaci o raccontami se hai già sperimentato in proposito.

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Morning haze by Pega

Morning haze – © Copyright 2013, Pega

Il bianco è affascinante: rappresenta il niente ma anche il tutto. E’ il foglio su cui scrivere, la tela su cui dipingere, un vuoto da riempire, ma allo stesso tempo è anche già completo. Il bianco è infatti ciò che scaturisce dalla somma di tutti i colori ed è la carenza di uno o più di questi a far emergere altre tonalità.
Il bianco in fotografia è fondamentale e “critico”: tanto più ti ci avvicini, tanto più rischi di perdere tutto perché nel “troppo bianco” si volatilizzano forme e dettagli, lo sanno bene tutti i fotografi, specie i digitali.
Il bianco è delicato, sensibile al tempo ed ha la caratteristica di lasciare spazio alle sensazioni che possono essere legate al materiale su cui è riportata l’immagine, come ad esempio la grana della carta fotografica.
Il bianco è importante, importantissimo. Abbine cura e mantienilo vivo nelle tue Fotografie.

🙂

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Fisiogramma by Pega

Fisiogramma – © Copyright 2012 Pega

Il mondo è imperfettamente simmetrico, è questo lo spunto per la missione fotografica del fine settimana.
La simmetria in fotografia è argomento controverso: c’è chi la rifugge come il male assoluto, chi invece la cerca come base per scatti armoniosi. Ma in natura esiste davvero la simmetria perfetta? E’ qualcosa di reale o di costruito dalla nostra mente?
E’ bella una foto perfettamente simmetrica? O è più bella un’immagine con quella piccola imperfezione che la rende naturale?
Insomma un tema bello tosto stavolta, con cui ti invito a confrontarti in questo weekend andando alla ricerca di ciò che simmetrico è… ma non completamente.
Come tradizione ti invito poi a condividere la tua foto in un commento qui sotto. Confrontarsi è divertente e può aiutarti ad entrare in contatto con persone che apprezzano le tue immagini.

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