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Posts Tagged ‘project’

Nel primo post dell’anno parlavo di un semplice progetto che mi sarebbe piaciuto svolgere nel 2011, un’idea che è il naturale proseguimento della divertente esperienza dell’Ipholaroid Project. Ho deciso di chiamare questo nuovo progettino “Weekly Ipholaroid portrait”.

Come è facile intuire si tratta di realizzare un ritratto fotografico alla settimana utilizzando uno strumento a cui mi sto affezionando: l’Iphone, con la sua basilarità ed una app che simula in modo semplice ma realistico la “qualità” Polaroid.

E’ forse solo un modo per fare qualche ritratto in più ed avere la “scusa” per chiedere alle persone di posare e farsi immortalare in modo semplice e spontaneo, cosa che personalmente non riesco mai a fare quanto mi piacerebbe.
Devo dire che è divertente e mi ricorda molto i vecchi tempi con la Polaroid vera… 🙂

Ecco quindi i primi frutti… che conto di poter via via pubblicare in un’apposita pagina del blog.

Luciano  Valentina  Cesarina
Federica PPP Filippo

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Theory and practice

Theory and practice - © Copyright 2010 Pega

Eccoci qua ma INNANZITUTTO BUON 2011!
Alcuni giorni fa, cioè in un post dello scorso anno🙂 parlavo di progetti passati, riusciti o meno.
E ora che siamo non solo in un nuovo anno ma addirittura in un nuovo decennio eccomi a raccontare, come ho fatto anche ad inizio 2010, i miei propositi fotografici per i prossimi dodici mesi.

Scrivere qui sul blog queste semplici idee ha come scopo quello di condividerle, aiutarmi a prendere un piccolo impegno per tutto il 2011 e stimolarmi a portarlo a termine.
Se vuoi accompagnarmi in questo esperimento ti propongo di fare altrettanto e scrivere in un commento sotto quali sono i tuoi progetti fotografici per l’anno appena iniziato.
Sarà divertente trovarsi tra dodici mesi e vedere insieme che cosa abbiamo combinato.

Dunque comincio io.
Per quanto riguarda progetti puramente fotografici, nel senso della pura produzione di immagini, voglio provare a svolgere nel 2011 un’idea che mi è venuta come evoluzione di due esperienze precedenti e che ho deciso di chiamare “The weekly Iphortrait Project”.
Si tratterà di produrre un ritratto alla settimana utilizzando uno strumento a cui mi sto affezionando proprio: l’Iphone che, con la sua basilarità ed una app che simula in modo semplice ma realistico la “qualità” Polaroid, sarà lo strumento fondamentale per questo filone inaugurato scorso anno con l’Ipholaroid Project. Saranno ritratti particolari, il più possibile significativi e spontanei, proprio a sottolineare la versatilità di un apparecchio fotografico a disposizione anche nelle situazioni più impensate.

Ci sarà poi una serie di quattro progetti “Season Holter”. L’holter fotografico è una serie di fotografie fatte ad intervalli molto regolari durante tutto l’arco di una giornata, proprio come accade con lo strumento diagnostico che porta lo stesso nome. Ne parlai in un vecchio post qui.
Non ho ancora deciso la frequenza con cui effettuerò questi scatti ma quel che è certo è che voglio fare una sequenza per stagione. Il primo Holter quindi è già alle porte… 🙂

Ovviamente c’è poi il blog, per me fonte di stimolo con i visitatori ed i partecipanti in continua crescita, a cui si affianca la prosecuzione dell’iniziativa degli Sharing Workshop  oltre alla sperimentazione di qualche photowalk di cui parlerò a breve nei prossimi post.

Aggiungo infine una piccola novità.
In dicembre, dopo aver partecipato ad un interessante evento, sono stato invitato a far parte di Photoexperience.
Nel 2011 sarò direttamente coinvolto in molte delle occasioni fotografiche ed iniziative promosse da questo interessante gruppo e sarà un piacere darne sempre massima informazione in anticipo qui sul blog.

Insomma anche quest’anno un sacco di roba… come al solito troppa carne al fuoco?
Verrà un rosticcio?
Vabbè… come mi è già capitato di dire… L’importante è divertirsi… 🙂

Ciao ed ancora auguri di un ottimo 2011!

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Sono decisamente affascinato dai time-lapse, specie da quelli che si sviluppano in un lungo o lunghissimo periodo di tempo.
Spesso si tratta di progetti fotografici che richiedono un breve momento di attenzione moltiplicato per centinaia, migliaia o anche decine di migliaia di volte, nel corso di mesi o anni. 
Quando ben gestiti sono lavori affascinanti, ed ogni volta mi trovo a pensare quanto siano importanti la costanza e la capacità di mantenere in vita un progetto anche su un lungo periodo per ottenere risultati di grande soddisfazione.

Dai un’occhiata a questo video. E’ un time-lapse che mostra Natalie, dalla sua nascita fino all’età di dieci anni… il tutto in soli novanta secondi.

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Fretta di crescere

Fretta di crescere (the IPholaroid project) © Copyright 2010 Pega

C’è una frase che Cartier Bresson disse a proposito del suo approccio alla fotografia: “Una volta che la foto è scattata non sono tanto interessato a cosa succede dopo. Del resto non tutti i cacciatori sono cuochi”.

E’ il punto di vista di un grande maestro, sicuramente rispettabile ma che personalmente trovo spesso innaturale da condividere.
Di sicuro l’attimo dello scatto, “l’istante decisivo”, come lo chiamava Bresson, è un elemento portante di molte fotografie, ma non sempre.
A volte la “creatura” viene soltanto concepita in quel momento. Poi deve svilupparsi, modificarsi, crescere e maturare, nelle fasi che seguono.
Dalla scelta del taglio al trattamento di sviluppo, nella tradizionale camera oscura o nei processi digitali, il fotografo nella veste di cuoco e non più di cacciatore, continua ad esercitare la sua spinta creativa, fino a tirar fuori l’opera finale.
E’ uno dei tanti esempi di come si possa affrontare la fotografia in tanti modi diversi, secondo differenti filosofie ed approcci.
Il bello è che nessuno di questi deve per forza escluderne un altro e si può tranquillamente, ed anche contemporaneamente, esplorare terreni molto diversi, crescendo e divertendosi.
E’ così che, nonostante il mio personale punto di vista, che non è da esclusivo cacciatore come dice Bresson, sto comunque divertendomi un sacco con il mio IPholaroid project…

E tu come ti senti? Cacciatore o cuoco?

🙂

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Oggi non solo fotografia. Aggiungiamo anche una dose concentrata di pittura.

Ecco un curioso video che ho scovato su Youtube. Si tratta della realizzazione di uno studente di nome Chris Peck che ha creato questa sorta di “superconcentrato” d’arte : una sequenza che mostra in due soli minuti tutte le opere presenti al Museum of Modern Art di New York, anche conosciuto come MOMA.

Le opere rappresentate nel video sono quelle effettivamente presenti in esposizione alla data del 10 Aprile 2010.
L’amico Chris ha fatto proprio un bel po’ di scatti…

Buona visione !

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Alina(trilok)

Alinatrilok !
No, non sto prendendo lezioni di Klingon…
Alinatrilok è solo in nick di Alina, una persona simpatica e creativa che ho avuto il piacere di conoscere attraverso quella notevole piattaforma  di condivisione che è Flickr.

Seguivo da qualche tempo il suo stream fotografico quando ad un certo punto vedo partire un progetto che mi diverte molto. Si trattava di una serie di fotografie in multiesposizione dedicate ai “vizi capitali”.

Alina, protagonista dei suoi stessi scatti, le ha postate una dietro l’altra nel volgere di alcuni giorni, dimostrando una gran vena creativa, oltre ad una buona dose di ironia, gran simpatia e bravura.

Invidia

Invidia - Copyright 2010 Alinatrilok

Come se non bastasse, il progetto è stato subito seguito da una sorta di “sequel” interamente dedicato ai “dieci comandamenti”.

Tutto questo mi ha spinto a volerla invitare su questo blog per condividere con i lettori la sua simpatia ed originalità.

Alina, come ti è venuto in mente il progetto sui vizi capitali ?
E’ nato la sera che ho finito di fare quello sul pugilato. Pensa e ripensa a cosa fare e così ho deciso di prendere in mano una cosa che avevo già in mente di fare, ma stavolta con la tecnica della multi-esposizione. Non sono andata in ordine di peccato ma di fantasia….cioè dove mi sembrava che lo scatto potesse essere simpatico e non banale.
L’unica foto in cui non ho usato la tecnica della multi-esposizione è stata la lussuria perché volevo essere un po’ più sensuale. Tutte le altre sono una presa in giro.

Che reazioni hai riscontrato tra i tuoi “amici” sul social network ? E tra le persone che ti conoscono “live” ?
Alla maggior parte degli amici sono piaciute le mie “scenette”, chiamiamole pure così, anche perché io mi sono divertita a impersonare tutte le parti, da vera attrice navigata, ahah e quindi penso che nelle foto trasparisse molto questo mio divertimento.
Ho fatto vedere le foto a colleghi di lavoro e ai miei ed erano, primo meravigliati della mia fantasia, secondo molto divertiti

 

Atti impuri

Non commettere atti impuri - Copyright Alinatrilok

C’è poi il secondo progetto, quello sui 10 comandamenti. Dicci due parole anche su quello.
Ecco questo, è nato proprio in ufficio. Quando ho finito i 7 peccati mi sono detta: ” e ora cosa cavolo faccio?” e un’amico scherzando mi ha buttato lì: “i 10 comandamenti”. All’inizio gli ho risposto di noi…poi tornando a casa ho iniziato a pensare ed elaborare quelli che mi ricordavo e buttare giù le prime idee, anche questi in multi-esposizione. Il giorno dopo sono partita. Ecco si io sono così, se mi viene un’idea devo realizzarla immediatamente, non posso starci a pensare troppo, anche per la fine di questa serie ho avuto un lampo ieri e dopo 10 minuti ho smobilitato casa, per realizzarla….

E’ tanto che fotografi ? Come hai iniziato ?
Che fotografo, si è tanto…ma sono una dilettante, non ho fatto nessun corso è solo passione. Ho sempre con me la macchina fotografica, la piccolina, perché c’è sempre qualcosa da fotografare.
Diciamo che mio padre è quello che mi ha passato la passione, quando ero piccola lui sviluppava anche le foto che faceva in casa e quindi forse questa cosa mi è rimasta dentro.

Che attrezzatura usi ?
Adesso ho una Nikon D60 con 3 obiettivi 18-55 50mm e 55-200 tra poco il mio prossimo acquisto sarà un macro per imparare anche un genere diverso di foto dal mio…più studiato e più paziente.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografia ?
Bella domanda: è una forma di espressione, è far vedere le cose dal tuo punto di vista…con la foto puoi comunicare molto, almeno per me è una così…io ci metto il mio sentimento e umore del momento. E’ come un quadro, un racconto…ognuno ci vede quello che vuole o quello che sta provando in quell’attimo.

L’ultima domanda è sempre la stessa per gli ospidi di questo blog… : -) . Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti ?
Gli chiederei quanta percentuale metti di te, dentro rispetto a tutte le regole che esistono nella fotografia, quanto osi andare contro i canoni della buona fotografia!

—-

Un grazie ad Alina per la sua simpatia e l’immediata (anzi fulminea) disponibilità a partecipare al blog.
In bocca al lupo per i prossimi progetti !

Chi volesse approfondirene la conoscenza può trovare qui il suo album Flickr.

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pepper_n30

Pepper number 30 – Copyright 1930 Edward Weston

“Peperone numero trenta” di Edward Weston. Forse una tra le opere più famose di un grande maestro della fotografia del novecento.
Ogni volta che osservo questa immagine non posso fare a meno di rimanere ammirato, ed è forse per questo che è una tra le mie foto preferite in assoluto.
Non è solo la perfezione del bianco e nero, la sensualità delle forme cercate e trovate dal fotografo, non è solo la luce perfetta con quel buio dietro ed i dettagli che risaltano sulla superficie morbida. C’è qualcosa che mi affascina in particolare…
E’ quel “numero trenta”.
Il numero racconta la storia di questa foto, dei vari tentativi dell’artista di trovare lo scatto perfetto.
Peperone numero trenta significa che ci sono come minimo almeno altri ventinove peperoni che Weston fotografò nel percorso che portò a questo capolavoro.
Insomma, l’opera non è frutto di un isolato colpo di genio o di uno scatto fortunato. E’ il risultato di un lavoro di ricerca e tentativi, è impegno e fatica.
Mi diverte provare ad immaginare Edward Weston che nel 1930 si concentra su questo progetto di still life e magari incassa anche qualche battuta ironica di qualcuno che lo deride, o semplicemente scherza su un fotografo che si ostina ad immortalare peperoni… Ma Weston sa cosa vuole e continua a fotografare…
Il numero trenta è per me il tassello chiave di quest’opera.
E’ uno dei tanti casi in cui il titolo integra e completa un capolavoro, raccontando una storia che aiuta ad avvicinarci all’autore e a capire la passione, il talento ed anche la determinazione di un grande artista.

Ed ora… non ci resta che fare un salto al mercato, a vedere che cosa c’è di interessante e sensuale tra i prodotti di stagione…

🙂

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Heaven or Hell

Heaven or Hell - © Copyright 2008 Pega

Non so se hai avuto modo di provare quello a cui accennavo nel precedente post di questa serie “degustazione (phototasting)”.
Suggerivo un piccolo esperimento : fare l’esperienza di osservare a lungo una foto, studiarla per qualcosa come trenta minuti… una vera e propria seduta di fotodegustazione… qualcuno forse penserà.. fotomeditazione…

Oggi ho un’altra proposta, una cosa apparentemente contraria, qualcosa che però, sottolineo, dovrebbe essere provato solo dopo quel primo esperimento di natura così meditativa.

Ecco qua. Si tratta di affrontare un lungo e duro lavoro : visionare con criterio 5.000 (cinquemila) fotografie.

Non è ovviamente un’impresa che si possa fare in un pomeriggio, non avrebbe senso. Prendilo invece come una sorta di progetto, impegnandoti a completarlo in un lasso di tempo ben determinato.
Vuoi farlo in un anno ? Saranno circa 20 foto al giorno. Sei mesi ? Più o meno quaranta al giorno.

Scegli le tue immagini da qualunque fonte ti piaccia. Vanno benissimo libri di fotografia, riviste, il web, i social network, i giornali, periodici, quello che vuoi. Migliore la qualità di questo flusso di immagini, tanto meglio sarà.

Per ogni foto esamina le carattersitiche dello scatto, la composizione, la luce, lo sfuocato, l’atmosfera , l’effetto reso, se ti trasmette emozioni e perchè.

A differenza del precedente esperimento non si tratta di passare tantissimo tempo con ogni foto ma questo non vuol dire dare solo un’occhiata fugace, non servirebbe a niente.
Studia bene ogni foto, cerca di capire come il fotografo ha ottenuto l’effetto e come faresti tu a fare uno scatto del genere.

E’ un esercizio fenomenale.
Tel’assicuro.

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Old bike
Old bike – Copyright 2008 Pega

L’anno nuovo si avvicina. Per il 2010 voglio provare a mettere in cantiere un piccolo progetto fotografico basato su un tema specifico e sulla regolarità nel tempo.

Si, lo so che non è niente di assolutamente originale ma per me è una novità dato che non ci ho mai provato.

Potrebbe essere orientato a fare una foto al giorno, o forse una foto alla settimana o anche solo una foto al mese. L’importante sarebbe avere delle scadenze fisse, perchè le “deadlines” sono stimolanti ed aiutano ad essere produttivi, anche nelle attività creative.

Ed il tema ? Sicuramente eviterò un tema dove il soggetto sia di tipo tecnico. Ho visto degli splendidi progetti su Flickr durante quest’anno basati sul bokeh o sulla fotografia macro o sul bianco e nero ma… non fa per me.
Probabilmente mi orienterò su un tema… emozionale… su un fil rouge che dovrà unire le varie foto senza creare un vincolo tecnico.

E tu cel’hai un progetto fotografico per il 2010 ?
Potrebbe essere interessante condividerlo. O anche farlo in collaborazione.

🙂

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Il business dei fotografi professionisti si fa sempre più difficile ed agguerrito, allora ecco che in molti si danno da fare con strumenti “evoluti” di promozione e valorizzazione delle proprie caratteristiche e competenze .

E’ il caso del video di questo studio fotografico che vi racconta in soli 180 secondi come viene organizzato e gestito un lavoro : dalla preparazione alla consegna finale…

Interessante… 

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