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Archive for the ‘Bokeh’ Category

A true classic

A true classic - © Copyright 2010 Pega

Che suono ha la tua macchina fotografica. Quali rumori la caratterizzano? Ci hai mai fatto veramente caso? Li hai ascoltati?

Mi è capitato di pensare a tutto questo pochi giorni fa, quando ho avuto l’occasione di maneggiare il piccolo gioiellino qui a fianco.
Si tratta di una splendida Rolleiflex, una macchina medio formato che ha scritto una parte della storia della fotografia professionale della seconda parte del novecento.

E’ stato bello sentirne il click di scatto, così delicato e diverso dalle nostre reflex digitali che la circondavano e la fotografavano come una vera e propria star del cinema.

Ma non solo il click di scatto. Di gran fascino anche il rumore di avanzamento della pellicola che accompagna la rotazione della leva laterale, come anche tutti i click di apertura e chiusura delle tante piccole parti meccaniche: dalla struttura del pozzetto alla lente per facilitare la messa a fuoco.

Chissà se i vari rumorini residui delle nostre digitali saranno anch’essi un ricordo, sostituiti da otturatori elettronici ed autofocus sintetici…Vedremo.

Intanto non c’è dubbio. Anche i suoni sono affascinanti in fotografia, non si spiegherebbe altrimenti l’ostinazione con cui costruttori di compatte e telefonini continuano ad impegnarsi per riprodurre artificialmente i click di scatto quando otterrebbero risultati ben più interessanti sostituendoli magari con una bella risata artificiale che favorirebbe di molto i risultati di tanti ritratti… 🙂

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Dear old Lady

Dear old Lady - © Copyright 2010 Pega

Stavo provando degli scatti con una vecchia macchina analogica. Niente di che, il mio soggetto era un portone nel centro storico di Firenze. Provo varie inquadrature, mi contorgo un po’ come a volte succede…
Incidentalmente, subito accanto al portone si trova una fiammante motocicletta sportiva.

Faccio per allontanarmi ed un ragazzino di giovanissima età, che ho stimato sui 10/12 anni, si avvicina dopo avermi osservato mentre scattavo e, probabilmente pensando che il mio soggetto fosse la moto, indica la macchina fotografica chiedendomi : “posso vedere come sono venute”?

Ho un attimo di esitazione, d’istinto quasi gli porgo il dorso nero della fotocamera ma poi ci penso, mi fermo e gli dico : “beh, non è possibile. E’ a pellicola”.

Il ragazzino mi guarda come se fossi un deficiente, o peggio un cretino che gli sta raccontando una qualche balla. Poi esclama : “Che cosa? Come sarebbe pellicola?” E senza nemmeno aspettare il mio tentativo di risposta si gira e se ne va…

Menomale che non gli ho detto “E’ analogica”…

🙂

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Archivio

Archivio - © Copytight 2009 Pega

La settimana scorsa proponevo una sorta di “assignment” , una missione fotografica per il week-end: un sorriso.

Non so se hai provato a realizzare questo tipo di scatti, non è sempre facile seguire un tema preciso ma personalmente trovo stimolante provare ad uscire con una sorta di missione. Aiuta ad “incanalare” l’attenzione ed assumere un atteggiamento fotografico più attivo…
Come diceva Ansel Adams : Don’t take pictures MAKE pictures.

Questo fine settimana prova a scattare con questo nuovo assignment : lo sfuocato o come va di moda chiamarlo ora : il bokeh.

Sfrutta lo sfuocato, fanne il vero protagonista della foto, usalo per esaltare il fascino di un soggetto.

Come per la scorsa settimana prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
E’ interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno. 

Ciao e buon weekend.

——————————————-

Sono ancora disponibili un paio di posti per lo Sharing Workshop  di Sabato 17 Aprile.
Per sapere di cosa si tratta invito a leggere
qui la descrizione dell’iniziativa che è gratuita ed aperta a tutti.
Chiunque è appassionato di fotografia, non importa il livello, è il benvenuto.
Per partecipare basta scrivere a
sharingworkshop@gmail.com

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Push to open

Push to open - © Copyright 2009 Pega

C’è una domanda che ho fatto spesso agli ospiti di questo blog.
E’ una domanda che oggi faccio a te che leggi questo post, proponendoti di provare a condividere su questo spazio il tuo punto di vista.

La domanda è  : Cosa significa per te la tua fotografia ?

La risposta può non essere semplice, quel che è certo è che si tratta di un qualcosa di completamente soggettivo.

Se vorrai collaborare a questo piccolo esperimento te ne sarò grato.
Non hai che da scrivere un commento contenente una breve lista di almeno cinque parole o brevi frasi che rappresentino tue risposte alla domanda.

Vorrei provare a costruire nel weekend un bell’elenco di “cosa può significare la fotografia”.

Naturalmente inizio io con il primo commento….

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Kilt guitar player
Kilt guitar player – © Copyright 2009 Pega

50mm “prime lens” come dicono gli anglosassoni.
Con la sua focale fissa il “cinquantino” ti spinge a spostarti, girare intorno al tuo soggetto, provare ad avvicinarti o allontanarti per cercare la giusta inquadratura… a “zoomare con i piedi”.
Il cinquantino ti costringe a piegarti, ad inginocchiarti, ad assumere pose strane, a volte ridicole, a volte senti la schiena o qualche giunto che si lamenta…
Col cinquantino non puoi cedere alla pigrizia e questo aiuta moltissimo a trovare scatti nuovi e particolari.

Il cinquantino è veloce, meravigliosamente luminoso e ti permette di scattare in condizioni dove con altre ottiche ti servirebbe il flash.
La sua massima apertura è così ampia che la profondità di campo è così ridotta da rischiare di sbagliare completamente la foto, ma quando inizi a gestirla puoi sfruttare questa caratteristica a tuo vantaggio, per ottenere dei bellissimi sfuocati.

Il cinquantino è compatto e leggero, sta anche in tasca. Quella reflex che a volte è così vistosa ed ingombrante si trasforma in una fotocamera che quasi passa inosservata, che non intimidisce. E le persone che fotografi sono maggiormente a loro agio. 
E’ con il cinquantino che maestri come Cartier-Bresson, Capa e tanti altri, hanno sfornato molti dei loro capolavori

Il cinquantino non è troppo costoso. Quasi tutte le marche ne propongono uno da f/1.8 che costa meno di qualsiasi zoom e la sua nitidezza e qualità dell’immagine è assolutamente incomparabile.

Io lo adoro.
Se non l’hai mai fatto, prova il cinquantino.

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Kilt guitar player

Kilt guitar player - © Copyright 2009 Pega

C’è poco da fare. Tra i settori in cui il valore delle cose si può misurare dal loro costo c’è sicuramente quello degli obiettivi fotografici.

E’ facile rimanere affascinati dalla promessa di un bel tele a basso costo o del superzoom di un’azienda che “non ti fa pagare il marchio”, ma alla fine si rimane immancabilmente delusi.

Non so dirti quale sia la vera ragione ma non c’è un mercato in cui il detto “you get what you pay for” (trad : prendi quello che paghi) sia più vero. E non è un caso che i professionisti spendano migliaia e migliaia di euro per le loro preziose e luminose lenti.

Un amico è solito dire “vuoi sapere se un obiettivo è veramente buono ? Lascia perdere riviste e test. Basta che guardi quanto costa”.

(Acc….) 🙂 🙂 🙂

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Old bike
Old bike – Copyright 2008 Pega

L’anno nuovo si avvicina. Per il 2010 voglio provare a mettere in cantiere un piccolo progetto fotografico basato su un tema specifico e sulla regolarità nel tempo.

Si, lo so che non è niente di assolutamente originale ma per me è una novità dato che non ci ho mai provato.

Potrebbe essere orientato a fare una foto al giorno, o forse una foto alla settimana o anche solo una foto al mese. L’importante sarebbe avere delle scadenze fisse, perchè le “deadlines” sono stimolanti ed aiutano ad essere produttivi, anche nelle attività creative.

Ed il tema ? Sicuramente eviterò un tema dove il soggetto sia di tipo tecnico. Ho visto degli splendidi progetti su Flickr durante quest’anno basati sul bokeh o sulla fotografia macro o sul bianco e nero ma… non fa per me.
Probabilmente mi orienterò su un tema… emozionale… su un fil rouge che dovrà unire le varie foto senza creare un vincolo tecnico.

E tu cel’hai un progetto fotografico per il 2010 ?
Potrebbe essere interessante condividerlo. O anche farlo in collaborazione.

🙂

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Firenze d'autunno

Firenze d'autunno - Copyright 2008 Pega

C’è poco da fare: l’Autunno ha un gran fascino, almeno fotograficamente parlando.

Io odio le giornate brevi, il clima piovoso ed umido, le foglie bagnate che ti fanno scivolare… ma devo ammettere : l’Autunno è la vera stagione della fotografia.

Credo che una gran parte di questa “fotogenicità” dell’Autunno stia nella luce. Intendo nella tipicità della luce solare che in questi mesi è esattamente del calore giusto, e per buona parte della giornata proviene proprio dall’angolazione giusta.

Le ombre regalano una gran tridimensionalità alle immagini e d’autunno sono allungate per molte ore, quasi a creare una prolungata situazione di “golden hours” che d’estate dura solo per le brevi fasi vicine all’alba ed al tramonto.
Il cielo, poi, è spesso uniformemente carico di umidità e si comporta come un enorme diffusore, regalando una  luce che per alcune foto è assolutamente perfetta.

D’Autunno anche la natura ci mette la sua parte: i colori delle foglie che cadono vengono splendidamente esaltati, specie quando piove. Hai provato ad uscire a fotografare quando piove ?

Insomma, io odio l’Autunno ma la sua luce è davvero fenomenale.

🙂

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Lone seagull - Copyright 2009 PegaPPP

If you had the opportunity to meet a photographer  you admired what question would you ask if there was only one question you were able to get an answer ?

Se un giorno ti capitasse l’opportunità di incontrare un grande fotografo, uno che veramente ammiri, e ti fosse concesso di fare un’unica domanda: che cosa gli chiederesti?

Sarebbe un peccato trovarsi a fare una domanda banale… ti immagini chiedere “Mi scusi che cosa mi consiglia di usare una macchina Canon o una Nikon?” oppure “Meglio se salvo in RAW o JPG?”. Sarebbe gettare al vento una grande occasione.

Insomma, credo che dovrebbe essere una domanda importante, una questione di base, qualcosa da poter poi veramente metabolizzare e portarsi via… per conservare sempre.

Io ancora la mia non l’ho decisa. E tu?

🙂

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Vespa PX

Vespa PX - Copyright 2009 Pega

Piazza della Passera è una piccola piazza nel centro storico di Firenze.
Fino a pochi anni fa il nome ufficiale era “Canto ai Leoni” e fu creata nel primo novecento con l’abbattimento di un edificio pericolante adibito a bordello. E’ stata ribattezzata con questo  nomignolo popolare solo in tempi molto recenti con non poche polemiche relative all’opportunità di usare ufficialmente tale toponimo dato che a Firenze si indica comunemente con il termine passera l’organo genitale femminile.

Del resto questa non è l’unica denominazione un po’ sconveniente tra le vie e le piazze di Firenze visto che, rimanendo in tema, esistono “Via delle Belle Donne”, “Via dell’Amorino” ed altre strade come “Via Borgognona” che un tempo si chiamava “Via Vergognosa”. Sono tutte strade in qualche modo accomunate nel descrivere chiaramente, anche al viandante (o utilizzatore finale che dir si voglia) più sprovveduto, le principali attività che vi trovavano sviluppo.
In particolare il bordello di Piazza della Passera pare fosse di notevole livello e frequentato dallo stesso Granduca Cosimo I.

Esiste anche un’altra leggenda sul nome della piazza. Questa ipotizza il ritrovamento in questo luogo, nel 1348, di una piccola passerotta morente che alcuni bambini tentarono di curare innocentemente, senza sapere che si trattava della prima vittima della tremenda epidemia di peste descritta anche dal Boccaccio nel Decamerone.
In ogni caso, non so come la pensi tu, ma a me questa leggenda della passera morente non convince proprio.
🙂

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