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Archive for the ‘Culture’ Category

Digital film conceptI dorsi digitali non sono una novità. Già un decennio fa rappresentavano un promettente campo di sviluppo, poi il veloce successo delle fotocamere digitali li ha relegati ad un ambito specialistico di altissima fascia.
Eppure l’idea di rendere digitale qualunque macchina fotografica analogica non è per niente tramontata, ed anzi pare proprio che questo sia un progetto su cui lavorano in parecchi nel mondo.
Io aspetto con fiducia chi si deciderà a realizzare un dorso digitale universale, sarebbe un’occasione di rinascita per tante 35mm dimenticate nei cassetti ed anche un modo per riscoprire la qualità di alcuni gloriosi vecchi corpi macchina, che sovente non hanno nulla da invidiare alle fotocamere di ultima generazione.
Per il momento la questione rimane a livello di concept e, specie dopo la burla della RE35 risultata poi un fake, c’è sempre prudenza ogni volta che qualcuno si fa avanti con l’annuncio di un prodotto del genere.
So che un giorno o l’altro spunterà su Kickstarter un progetto degno di fiducia, ma per ora non resta che ammirare i vari prototipi che ogni tanto spuntano, come questo realizzato dagli studenti della coreana Hongik University.
Concept dorso digitale 35mm

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OtturatoreHai presente come funziona l’otturatore della tua reflex? Come si muovono le due tendine? No? Beh allora ho giusto quello che serve. Io lo avrei adorato all’inizio della mia passione fotografica: un breve video dimostrativo in cui il movimento di un otturatore è stato ripreso con una videocamera ad alta velocità da diecimila fotogrammi al secondo.
Capire esattamente come funziona la nostra macchina fotografica non è questione da nerd. Se non si hanno chiari alcuni dettagli ci saranno situazioni in cui non riusciremo ad ottenere i risultati desiderati o, peggio, si subiranno strani ed incomprensibili effetti.
E’ il caso dei fenomeni che l’otturatore introduce nell’uso del flash o anche del curioso effetto “obliquizzante” (rolling shutter) che appare quando si fanno esposizioni molto veloci ad oggetti a loro volta veloci.
Insomma vuoi saperne di più? Allora buona visione!
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Tempismo perfetto

Tempismo perfetto – Autore sconosciuto – fonte: Internet

Altro che “decisive moment” di Cartier-Bresson… Questo weekend voglio sfidarti con un tema che più che da fotografi è da pistoleri. Hai il grilletto abbastanza rapido? I riflessi veloci?
Il compito fotografico di questo fine settimana è dedicato al tempismo, ancor meglio se perfetto 🙂
Tutti abbiamo qualche foto, spesso scattata con l’aiuto di un colpo di fortuna, in cui abbiamo catturato un istante magico, un momento sospeso nel tempo, una frazione prima del poi. Stavolta però ti invito a provarci appositamente durante il weekend: vai in cerca di una situazione e cerca di cogliere l’istante di frontiera, il momento perfetto!
Può essere un gesto, un momento sportivo, un fulmine o… un tuffo come quello sopra, che ho scovato online. Insieme alle capacità di colpo d’occhio, sono ammessi tutti i trucchi disponibili con le nostre moderne fotocamere: dai lampi flash alle raffiche, ma per favore lasciamo perdere Photoshop.
Se ci riesci, o anche solo se ci vai vicino, non dimenticare di postare qui la tua foto!
Difficile eh? Sì!
🙂

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Gira al prossimo incrocio

Gira al prossimo incrocio – © Copyright 2012 Pega

“Ma non vedi che è storta?”
“Certo. E’ bella storta”
“In effetti è vero”

Ci sono casi in cui niente è più affascinante di un’imperfezione. Di quel poco (o tanto) di “sbagliato” che rende certe cose interessanti.
Troppo spesso sento o leggo critiche che danno enorme importanza al rigore statico, quasi come se in natura tutto fosse perfettamente orizzontale o verticale. Forse quando guardiamo le cose siamo sempre “in bolla”?

Largo all’obliquo, spazio all’imperfezione! Il succo dell’evoluzione creativa sta tutto lì: nella leggera mutazione, nel lieve scostamento dal “perfetto”, una perfezione che poi è sempre soggettiva.
E’ storta la foto o è storta la cornice appesa? Sicuro che non sia storta la casa?
In sintesi, per dirla con le parole del famoso fotografo Gregory Simpson “nothing is more arbitrary than a level horizon”.
🙂

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PhotographsSta girando in rete un delizioso video sull’intreccio fra fotografie e ricordi, anzi, per la precisione: Polaroid e ricordi.
Si intitola Photographs ed è un cortometraggio animato realizzato da Brendan Clogher e Christina Manriqueche, due studentesse che hanno realizzato questo progetto come tesi alla Loyola Marymount University di Los Angeles.
La protagonista è un’anziana signora che ritrova una vecchia fotocamera Polaroid e comincia a scattare…
E’ un piccolo gioiellino che, se non l’hai già fatto, ti invito proprio a vedere.
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Adoro i timelapse e mi affascina il light painting, così quando qualcuno come Darren Pearson mette insieme queste due cose e sfodera un’opera come Lightspeed, non posso che applaudire.
Darren ha impiegato un anno per realizzare questo video in stop motion basato su un migliaio di fotografie a lunga esposizione con light painting. Un lavoro enorme, ambientato in California e portato avanti con grande maestria, capacità grafiche ma anche un certo coraggio. Non è infatti da tutti passare le notti in luoghi remoti, in qualche caso in compagnia degli ululati dei coyotes, muovendo nell’aria per ore una lampadina led.
Per niente semplice.
Chapeau!
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Pen, Brush, Camera with Henri Cartier-BressonIl blog è un media “mordi e fuggi”. Trovi un post, leggi il titolo ed in una frazione di secondo valuti se l’argomento ti interessa (ergo, guai ai titoli sbagliati!).
Se decidi di proseguire, ti aspetti un contenuto di rapida lettura, al massimo un paio di minuti, meglio se con qualche immagine. Quando ci sono di mezzo i video, il ritmo deve essere rapido come un clip musicale.
Detto questo, oggi vado completamente fuori standard e ti propongo un intero documentario: un magnifico video integrale su Henri Cartier-Bresson, il leggendario fotografo del “momento decisivo”, uno dei più celebrati maestri della fotografia del novecento, considerato tra i padri del fotogiornalismo.
E’ un documento di ben cinquanta minuti che probabilmente ben pochi guarderanno integralmente, eppure è un grande regalo che ci arriva dall’era della rete.
Se avrai la pazienza di gustarlo con calma, magari sorseggiando qualcosa di buono dopo un adeguato addivanamento, troverai in questo documentario/intervista del 1998, un Bresson novantenne che ripercorre la sua lunga carriera, fin dal suo primo contatto con la fotografia, incontrata da giovanissimo nel 1930 mentre studiava pittura.
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Il profilo del cormorano

Il profilo del cormorano – © Copyright 2009 Pega

Prima regola: non aggiungere ciò che non serve.
E’ una regola difficile da seguire, un dettame in stile minimalista che mi fa ammirare il lavoro di chi riesce a creare un messaggio attraverso il numero più esiguo possibile di elementi.
E’ il sunto dell’arte del levare, del riuscire a non aggiungere, una modalità espressiva potentissima quando usata a dovere.
Perché non provarci con l’assignment di questo fine settimana? Ecco dunque il tema: Poco o niente.
In questi giorni prova anche tu a fotografare “pensando minimale”. Cerca i segni, le geometrie, i piccoli dettagli isolati. Prova qualche scatto che, attraverso pochissimi elementi, trasmetta un messaggio o un’emozione all’osservatore.
Come sempre, ti propongo poi di pubblicare in un commento, il link alla tua foto. Condividere è importante oltre che divertente, e può portare il tuo scatto ad essere apprezzato da nuovi osservatori.

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Stanco delle solite foto? Sei alla ricerca di qualche ideuzza e stai per buttare i tuoi soldi in qualche gadget o macchinetta lomo?
Il fai da te è sempre una gran risorsa e quando trovo qualche spunto cerco sempre di condividerlo. È il caso di questo breve video in cui gli amici di Cooph, la stimolante cooperativa fotografica online, mostrano sette idee “do-it-yourself fotografico” immediatamente realizzabili.
Io mi sono cimentato con divertimento in quasi tutte, e devo dire che a volte vale molto più una di queste semplici idee che un costoso pezzo di attrezzatura.
Buona visione!
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AppleA volte, ad inizio anno, parlo dei progetti che intendo provare a sviluppare per i mesi a venire, ma per il 2015 non l’ho fatto. Capita infatti di avere solo spunti vaghi, non maturi per diventare veri progetti su cui impegnarsi sul serio.
C’è però una cosa che ho iniziato a fare dall’inizio di quest’anno, non è un progetto fotografico nel senso tradizionale, ma visto che ci sto prendendo gusto, ho deciso di condividerne il principio e, chissà, forse alla fine anche i risultati.
L’idea parte da una riflessione sulle difficoltà che incontriamo nello sviluppare le nostre attività cretive, nel trovare il tempo e le giuste energie per la nostra passione.
Per molti di noi c’è una sorta di separazione tra le tipiche attività quotidiane e la fotografia: si finisce per fotografare solo nel tempo libero, nei momenti che stabiliamo di dedicare a questo aspetto creativo della nostra vita. In questo modo la fotografia diviene un’attività segregata, quasi chiusa in un compartimento stagno, fatto di momenti predeterminati in cui non è detto che la nostra vena creativa sia disposta ad esprimersi.
Ecco allora il progetto 365/2015 che, come idea in sè, non ha niente di nuovo: una creazione fotografica al giorno, ogni giorno per un anno. Trecentosessantacinque foto, ma anche altro. Fare tutti i giorni qualcosa di creativo, farlo nel momento in cui si presenta, quindi pienamente integrato con la vita di tutti i giorni. Può essere uno scatto con lo smartphone, l’elaborazione di una vecchia foto, un nuovo post per il blog o qualsiasi altro tipo di espressione creativa, magari un collage di polaroid o un ritaglio di negativi.
Semplice o complessa, l’importante è che questa creazione sia fatta nel momento in cui l’ispirazione ce la suggerisce, fresca e genuina come una mela colta dall’albero.
🙂

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