Ogni tanto torno a rivedermela e la trovo sempre più affascinante. E’ una delle prime fotografie della storia, alcuni sostengono sia la prima in assoluto. Fu realizzata nel 1826 da Nicèphore Nièpce a Le Gras in Francia e mostra ciò che questo pioniere della “scrittura con la luce” aveva a disposizione: la vista dalla finestra della sua stanza.
Non si è sicuri che si tratti della prima foto in assoluto perché pare siano esistite almeno un paio di immagini appena precedenti a questa, andate però distrutte. Poco importa.
Per realizzare queste prime fotografie Nièpce utilizzò lastre di peltro cosparse di un derivato del petrolio denominato “bitume di giudea”. Si trattava di un materiale con la caratteristica di indurirsi alla luce e permettere così la successiva eliminazione delle parti non indurite, poi c’era l’inchiostrazione e la stampa finale su carta.
La sensibilità di questa primordiale tecnologia era bassissima e ciò costringeva ad esposizioni molto lunghe, come nel caso della foto sopra, realizzata in circa otto ore.
Che meraviglia eh?
La lastra originale è oggi conservata presso la University of Texas ad Austin.
Archive for the ‘Culture’ Category
La prima fotografia (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, Technique, tagged bitume di giudea, chimica, fotografia, invenzione, Nièpce, pega, pioniere, reloaded, scoperta, storia, tecnica on 13/08/2013| 8 Comments »
Uno scuro vetro verde
Posted in Culture, Technique, tagged 10 stop, abbattimento, creatività, effetto, filtro, glass, longexp, luce, lunga esposizione, maschera, ND, neutral density, saldatore, saldatura, scuro, verde, vetro, welding on 09/08/2013| 5 Comments »
Tra gli aggeggi che si possono piazzare davanti all’obiettivo alla ricerca di effetti creativi ci sono i filtri ND (Neutral Density), utili per abbattere la quantità di luce che arriva nell’ottica e realizzare lunghe esposizioni, anche quando le condizioni non lo permetterebbero.
Molti fotografi li usano. Rendono bene con nubi o acqua in movimento ed in qualche caso permettono di allungare così tanto il tempo di esposizione da “eliminare” la presenza di persone che altrimenti disturberebbero il risultato finale, come ad esempio in luoghi turistici affollati.
C’è però un tipo di filtro per abbattimento della luce che molti non hanno mai provato ad usare: è il vetro da saldatore. Lo puoi trovare per pochi euro in qualunque negozio di ferramenta e, una volta tenuto in posizione con un paio di elastici, consente di allungare moltissimo i tempi, visto che toglie circa 10 stop.
Con un bel filtro di questo tipo si fanno tranquillamente lunghe esposizioni anche in giornate estive molto soleggiate e si può andare alla ricerca di effetti creativi.
Usando il vetro da saldatore bisognerà accontentarsi di una definizione non perfetta ed anche di immagini con una dominante verde molto forte (su cui volendo si può intervenire in postproduzione).
Non dovrà comunque essere la ricerca della qualità tecnica a guidare questi scatti, piuttosto la voglia di sperimentare, magari mettendone davanti all’obiettivo anche più di uno!
Buon divertimento.
🙂
FotoRevolver
Posted in Black and White, Culture, Technique, tagged difesa, fotocamera, fotografia, mini, pistola, Revolver, sparo on 05/08/2013| 3 Comments »
Girovagando in rete ho trovato questa curiosa immagine: una foto del 1938 in cui si vede una mini fotocamera montata su una pistola.
La macchina fotografica era installata con un meccanismo di scatto pensato per immortalare l’istante dello sparo.
A parte l’ormai consolidato (e sciagurato) legame che ogni tanto connette armi e macchine fotografiche, a partire dal termine shoot (che in lingua inglese significa sia sparo che scatto fotografico), c’è qualcosa in questa immagine che mi ha incuriosito. Sono quelle piccole foto presenti a fianco. Sembrano realizzate in un modo che fa pensare alla pubblicità di un prodotto commerciale, magari ideata per dimostrare situazioni di legittima difesa.
La foto come prova indiscutibile dunque… Peccato che gli esempi mostrino vittime, magari indesiderate, ma apparentemente indifese!
:-O
Weekend assignment #88 : Kubrick Style
Posted in Culture, People, tagged atmosfera, cinema, Kubrick, Stanley, stile on 03/08/2013| 3 Comments »
Eccoci con una nuova proposta adatta a condire il fine settimana con una piccola dose di creatività fotografica. Il weekend assignment non è altro che un modo per stimolare la nostra capacità di affrontare un argomento e svilupparlo in modo personale, alla ricerca di occasioni per divertirsi ed imparare fotografando.
Il tema stavolta viene direttamente dal mondo del cinema ed è ispirato allo stile di uno dei più grandi maestri che questo media ha avuto nella sua storia. Uno che per me rappresenta qualcosa di davvero particolare: Stanley Kubrick.
Per il weekend ti propongo quindi di provare a realizzare qualche scatto Kubrick Style. Puoi ispirarti alle atmosfere soffici di “Barry Lyndon“, a qualche dettaglio intrigante che richiami “Eyes Wide Shut”, provare come ho fatto io a ricreare un incubo alla “Shining” o addentrarti nella follia di “Arancia Meccanica”, come sempre a te la scelta.
Lo so non è per niente facile ma del resto non sono le sfide più difficili quelle che risultano alla fine più divertenti?
Dai, in questo fine settimana provaci con questo particolare assignment dedicato ad un grande regista che per l’appunto è stato anche fotografo. Dopo aver scattato qualche foto, condividine poi almeno una con me, mettendo il link in un commento a questo post.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Backstage con Annie Leibovitz
Posted in Culture, People, Photography portraits, video, tagged assignment, backstage, cinema, commerciale, disney, fama, fuoco, professionista, ritratto, shooting, video on 01/08/2013| 2 Comments »
Subisco sempre il fascino dei backstage, specie quando c’è di mezzo qualche fotografo di fama. Guardare come lavorano i professionisti mi intriga perché, nel vederli operare, ci sono sempre un sacco di dettagli che si manifestano. C’è il dialogo con il soggetto del ritratto, la collaborazione con chi allestisce la scena, l’importanza del trucco.
Si può imparare molto ma il bello è poi osservare che, in sostanza, gli ingredienti sono sempre gli stessi: quelli che anche tutti noi possiamo avere a disposizione. Sono la creatività e la voglia di ottenere un certo risultato, indipendentemente dal fatto che questo sia un prodotto commerciale o artistico.
Qui c’è Annie Leibovitz, impegnata in uno shooting per la Disney. E’ un esempio in cui si vedono applicati gli elementi di cui sopra ma anche una bella dose aggiunta di lavoro a posteriori, di quella tanto discussa “postproduzione”, che per questo tipo di assignment è evidentemente richiesta dalla direzione artistica. E’ infatti ben visibile sull’immagine finale qualche bella “mano” di Photoshop.
Per chi volesse provare ad imitarla a casa divertendosi con tanto di costume da regina cattiva, solo una raccomandazione: attenti al fuoco! 🙂
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Le braccia conserte di August Landmesser
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, tagged condanna, conformismo, dissenso, documento, Hitler, memoria, nazismo, novecento, politica, protesta, razzismo, ribellione, solo, storia, uomo, violenza on 30/07/2013| 6 Comments »
13 Giugno 1936, cantieri navali di Amburgo. Un Uomo rimane fermo mentre tutti gli altri tendono il braccio nel saluto nazista ad Hitler che assiste al varo di una nave. L’Uomo si chiama August Landmesser.
August pagherà caro questo suo gesto, questa manifestazione di dissenso ed aperta protesta contro un regime che lo sta per processare e condannare. Le leggi razziali appena varate lo faranno imprigionare, renderanno nullo il suo matrimonio dissolvendo la sua famiglia e definendolo “elemento che disonora la razza”.
E’ la Fotografia di un Uomo solo, disperato ma determinato, un istante che cambiò drammaticamente la vita di questa Persona decretando l’inizio di un calvario che lo portò fino alla morte.
Un istante che però, grazie alla fotocamera, è rimasto fissato per sempre e non lo ha fatto cadere nell’oblio rendendolo, anzi, un esempio.
La Fotografia in questo caso si è dimostrata strumento di condanna ma anche di giustizia e memoria. E’ anche attraverso di essa che Landmesser è probabilmente stato accusato e punito ma poi è proprio grazie alla potenza del mezzo visivo che il suo gesto è stato messo a disposizione, in tutta la sua importanza, delle generazioni che sono venute e che verranno.
Fotografia e deformazione mentale
Posted in Culture, tagged fantasmino, fotografia, monster, mostro, occhio, Pacman, pareidolia, passione, pega, rosso, videogioco on 28/07/2013| 9 Comments »

Pacman Red Ghost Monster – © Copyright 2013, Pega
“La Fotografia cambia il modo in cui vedi le cose“.
È una frase che molti grandi fotografi hanno espresso con parole più o meno simili e si tratta di una verità che ogni appassionato di fotografia ben conosce.
Succede che ad un certo punto le comuni esperienze appaiono sotto una luce diversa, inizi a notare colori, ombre, dettagli, espressioni di persone, cose d’ogni genere che prima passavano inosservate; avevano meno valore.
Il mondo assume un aspetto visivo diverso quando la Fotografia diviene parte di te, ed il bello è che tutto questo è molto divertente, specie quando interviene anche un po’ di pareidolia e ti capita di sobbalzare per aver visto uno dei più terribili mostri da cui fuggivi nella tua infanzia: il tremendo fantasmino rosso di Pacman, nascosto nel tuo piatto, tra i pezzi di cocomero.
😀 😀 😀
Attivazione reticolare (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged analisi, arte, attivazione, Bennett, cervello, classificazione, mente, osservazione, pega, percezione, post, psichiatria, psicologia, reticolare, ritratto, scienza, sensibilità, Strand on 26/07/2013| 5 Comments »
L’attivazione reticolare è il meccanismo che il cervello utilizza per stabilire a quali percezioni dare la priorità nell’immane flusso continuo di informazioni e stimoli che ci colpiscono.
E’ una sorta di filtro tra il livello cosciente di ciò di cui ci rendiamo conto, ed il livello subconscio che viene comunque raggiunto dall’insieme di tutte le stimolazioni sensoriali a cui siamo esposti e sensibili.
Ti è mai capitato di interessarti ed approfondire un argomento nuovo e notare cose, a tale riguardo, che prima sembravano non esserci? Probabilmente c’erano anche prima, semplicemente non ci avevi mai fatto caso: erano state filtrate dal sistema di attivazione reticolare.
Quella sopra è una famosissima foto di Paul Strand: il ritratto di Mr. Bennett.
E’ uno scatto che mi è sempre piaciuto molto e che trovo tra i più belli di questo grande fotografo. Tempo fa lo stavo guardando e per un attimo ho provato a fare qualcosa che, con questa fotografia, non avevo mai fatto prima: immaginarmi l’istogramma di questo splendido bianco e nero. Ma ecco… Non l’avevo mai notato così… quel bottone bianco.. è totalmente sovraesposto!
Da quel momento è come se il mio cervello avesse riclassificato l’immagine. Non mi è più possibile non notare e dare una grande importanza a quel bottone, quell’elemento nel bel mezzo del fotogramma che, forse, è la chiave dell’intensità e la vitalità dell’intera immagine. Un piccolo dettaglio che ne completa la bellezza. Proprio come una ciliegina sulla torta.
Ma io non ci avevo mai fatto caso.
Eccoti un appuntamento da segnare in agenda: il 5 ottobre prossimo ci sarà l’edizione 2013 della Scott Kelby Worldwide Photowalk.










