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Archive for the ‘Nature’ Category

World's fastest turtle

World fastest turtle - © Copyright 2008 Pega

Oggi ti propongo alcuni miei folli e sconclusionati appunti sul processo creativo…

1) Ascoltare ed annotare
– Ricordati di tenere un block notes sul comodino e scrivere subito quel sogno, anche se sei nel bel mezzo della notte, perchè al mattino te lo sarai dimenticato.
– Leggi il più possibile
– Acquista una lavagnetta adatta a prendere appunti sott’acqua (quelle che usano i sub) perchè le migliori idee vengono quando si è sotto la doccia.

2) Rielaborare e creare
– Sperimenta e liberati dalle paure di fare qualche figuraccia.  
– Contaminati ! Interessati delle cose che non ti interessano e assaggia ciò che sembra non piacerti.
– Esplora
– Cerca di vedere le cose da una prospettiva diversa.
– Creati lo spazio ed il tempo in cui Pensare. Solamente Pensare.
– Ripeti gli esperimenti anche quando non riescono alla prima. Non sei Willie il coyote.

3) Imparare e inventare
– Impara almeno una cosa nuova al giorno
– Ispirati e rielabora
– Rielabora ed ispirati (bis)
– ESAGERA, poi torna leggermente indietro.

E poi….
Ehi! – Forte! Ma guarda… manco so come mi è venuto fuori…

🙂

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Freedom

Freedom - © Copyright 2010 Pega

Esattamente un anno fa scrivevo il primo post di questo blog, nato un po’ per gioco ma anche spinto dalla voglia di approfondire conoscenze e condividere punti di vista sulla fotografia (e non solo).

Un anno divertente ma anche impegnativo in cui ho visto, con mia meraviglia e sopresa, moltiplicarsi i lettori e la partecipazione.
E’ stato bello intervistare alcuni fotografi che stimo ed anche conoscerne molti di persona in occasione di eventi come lo Sharing Workshop e la Florence Photowalk.

Un anno fatto di 280 post, quasi 30.000 visite ed oltre 500 commenti. Cifre che non sono certo enormi ma che per me sono importanti e spingono a continuare, cercando sempre di portare idee e spunti di riflessione , con lo spirito di confrontarsi ed imparare.

Un grazie a tutti i lettori ma in particolare a chi mi ha dato una mano accettando con entusiasmo di essere intervistato, a chi segue regolarmente e commenta gli articoli, fornendo il prezioso contributo del proprio punto di vista e delle proprie esperienze.
A questo proposito ricordo a tutti che per essere sempre aggiornati è possibile usare i feed RSS o anche l’apposita funzione “Email Subscription” presente premendo il bottone “sign me up” nella colonna di destra, subito sotto alle foto flickr, che permette di ricevere la notifica via email dei nuovi post (l’indirizzo email rimane riservato ed è tutto gratis 🙂 ).
Un’altra funzione interessante introdotta di recente è la possibilità di condividere i post su Facebook o Twitter semplicemente con un click sui bottoni a fondo pagina.
Se un articolo ti è piaciuto prova ad utilizzare questa funzione per farlo leggere anche ad altre persone, non costa niente ed io te ne sarò davvero grato.

Bene. Spero di poter continuare ad averti tra i lettori e ti invito a non esitare ogni volta che vorrai intervenire per esprimere la tua opinione o critica, come ho detto molte volte questo blog è uno spazio aperto ad ogni contributo, come aperta ad ogni contributo è l’iniziativa dello Sharing Workshop di cui avremo un prossimo evento a breve e per cui ho in mente alcuni ulteriori sviluppi per il 2011.

A presto !

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Cielo Ipholaroidico

Cielo IPholaroidico - © Copyright 2010 Pega

In questo weekend voglio proporti di fotografare il tempo.
Il tempo meteorologico intendo.

E’ un soggetto perennemente a nostra disposizione, che si tratti di un temporale estivo, della nebbia mattutina o del sole che crea crepe nel terreno arido, possiamo decidere di sceglierlo come soggetto di qualche scatto.

Se segui questo blog sai che sono convinto dell’utilità di porsi ogni tanto una “missione” fotografica e provare a fare delle foto con in mente un certo tipo di risultato, credo veramente che sia un ottimo modo per coltivare la propria creatività ed anche le abilità fotografiche.
Il secondo passo è poi la condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni e per farlo non hai che da postare in un commento sotto il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai postato i tuoi scatti.

Bene, allora non resta che provarci. Nel weekend prova a fotografare il meteo, fanne il protagonista di qualche tuo scatto e poi, se vuoi, mostracelo.
Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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natGeoHo in mano il numero di Agosto del National Geographic.
Sono tornato a casa tutto contento di averlo trovato subito dal mio giornalaio di fiducia, completo dell’allegato che in questi mesi accompagna la rivista ed è dedicato ai grandi fotografi. 

Stavo attendendo con piacere l’edizione di questo mese perchè sapevo che sarebbe stato pubblicato un magnifico servizio di fotografia subacquea, in particolare un lavoro di Wes Skiles sui blue holes e le grotte delle Bahamas. L’esplorazione e le immagini dalle grotte sottomarine mi affascinano da sempre e sono molti anni che ammiro questo grande fotografo subacqueo. 
Non faccio a tempo a rilassarmi sul divano ed iniziare a sfogliare proprio il servizio di cui parlo che mi raggiunge la notizia della sua morte. 

Wes-Skiles

Wes Skiles

Skiles sen’è andato durante quella che può essere considerata un’immersione poco più che ordinaria, dopo una carriera di missioni pericolosissime, ai limiti delle possibilità umane. Aveva 52 anni. 

Voglio dedicare questo breve post proprio a lui e ricordarlo per le splendide immagini che ci ha regalato in tanti anni di esplorazioni sottomarine. Fin da giovanissimo fu affascinato dalla speleosubacquea e negli anni ’70 insieme ad un vero e proprio mito assoluto del settore, Sheck Exley, realizzò i suoi primi lavori fotografici ma anche importantissime documentazioni “procedurali” su come si potesse esplorare grotte subacqueee senza morire. 
ginnie-springs-currentsFurono proprio Skiles ed Exley, infatti, a stabilire una serie di regole e modalità operative che sono state seguite da generazioni di speleosub fino ad oggi, rendendo solo “pericolosa” una specialità che altrimenti poteva essere definita solamente come “fatale”.
La sua carriera è continuata con moltissimi lavori per il National Geographic in ogni angolo del globo, dal Pacifico all’Antartide, ma la sua vera passione sono sempre stati i sistemi di grotte della Florida, strutture subacquee che si estendono per chilometri e che rappresentano la riserva di acqua dolce tra le più importandi del continente americano. 

deepcaveProbabilmente è anche per interesse nel settore della subacquea, anche se solo marginalmente per quella speleologica, che seguivo ed ammiravo così tanto questo personaggio.
Andare sott’acqua in grotta è molto complesso, incredibilmente impegnativo, i margini di errore sono praticamente zero e forse si tratta di una delle attività umane più pericolose in assoluto. Eppure Skiles riusciva a creare proprio in queste condizioni le sue meravigliose immagini, mettendoci creatività ed inventiva, come quando usava la sua tecnica “slave multi flash” tesa ad ottenere illuminazione drammatica da più punti e per la cui applicazione sott’acqua era diventato famoso.
Faceva il fotografo ma il suo studio era spesso a 100 metri di profondità e sovente in luoghi dove “nessuno era mai stato prima”…

E adesso si è immerso in acque ancora più profonde, lasciandoci in eredità le sue magnifiche immagini. 

Ciao Wes.

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Serpeverde

Serpeverde - © Copyright 2010 Pega

Era arrotolata tranquilla su quel ramo.
Si. Dico tranquilla al femminile perchè, almeno per me, quell’immobile piccolo pitone verde non poteva che essere femmina.
Non ci capisco nulla di rettili, ma mi avevano subito colpito le sue elegantissime squamette bianche a forma di cuore… e non ho potuto fare a meno di considerarla una splendida pitonessa.
Piccole squame bianche a forma di cuoricino, sparse su un verde mozzafiato…

Se ne stava placida, avvolta armoniosamente intorno ad un ramo, quasi in posa, ma anche attenta.
Ed io non ho potuto fare a meno di fotografarla.

La grande apertura dell’ottica usata mi ha regalato un bello sfuocato, una netta separazione del soggetto dallo sfondo ma sopratutto mi ha permesso di non far percepire nell’immagine il vetro.
Si, perchè la pitonessa con i cuoricini era in una teca, progioniera e sola.

Ciao piccola serpeverde…
Spero che un giorno tu possa tornare a casa, magari dal tuo adorato amante al quale mi piace immaginare siano dedicati i tuoi delicatissimi cuoricini. 

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Lo dico subito, prima di entrare nel tema di questo post: io non sono un grande appassionato di HDR.

H.D.R. sta per Hight Dynamic Range ed è una tecnica disponibile in fotografia digitale per cercare di sopperire alle limitate capacità dei sensori (ma anche delle vecchie pellicole) di gestire le situazioni in cui sono presenti grandi variazioni di tonalità luminosa.

Adams_clearing_winter_storm

Clearing winter storm - © 1936 Ansel Adams

L’occhio umano, grazie sopratutto alla pupilla che adatta “l’esposizione” alla luminosidà, ci permette di percepire dettagli notevoli, anche quando nella scena che guardiamo ci sono contemporaneamente punti molto luminosi e zone d’ombra.
Con la fotocamera spesso invece si deve scegliere di “perdere” i dettagli nelle zone d’ombra per conservare quelli nella parte luminosa dell’immagine o viceversa ed il risultato delude essendo così diverso rispetto alla realtà percepita ad occhio nudo.

E’ per questo che sono nate le tecniche HDR che, partendo da più scatti eseguiti ad esposizioni diverse, permettono di sintetizzare digitalmente una nuova immagine con un’estensione compressa delle tonalità, più gestibile dai comuni mezzi di riproduzione delle foto come i monitor o la stampa su carta.
Il risultato è una  foto che, a seconda di come è stata effettuata l’elaborazione, appare come molto realistica o addirittura iper realistica.

Come dicevo all’inizio, tendo personalmente a non essere granchè affascinato da queste tecniche. Ritengo infatti che molta della bellezza della fotografia stia proprio nei limiti dello strumento e, proprio come accade per aspetti come il tempo, la profondità di campo, la focale o altri elementi, anche la ridotta capacità di gestire l’estensione delle tonalità luminose sia un aspetto affascinante.

Ma guardando il lavoro di uno dei fotografi che maggiormente ammiro ecco che la prospettiva cambia.
Sto parlando di Ansel Adams, ed in particolare del suo capolavoro “Clearing winter storm” realizzato nel parco di Yosemite nel 1936.

Adams realizzò con la sua macchina di grande formato un’immagine in bianco e nero dalla straordinaria estensione tonale. Si va dal buio profondo delle zone in ombra al bianco perfetto della parte luminosa delle nuvole. I dettagli sono straordinari, l’atmosfera è più reale del reale.

Ma come fece ? Per un risutato del genere non sono sufficilenti le pur notevoli caratteristiche dinamiche (tuttora ineguagliate) della pellicola in bianco e nero.
Beh, non è un mistero. Adams, grande artista non solo dello scatto ma anche della successiva “elaborazione” in camera oscura, lavorò con abilità sulla sua stampa, andando ad esporre la carta in modo “mascherato”, differenziato a seconda delle zone dell’immagine, seguendo in sostanza quello che può essere considerato come un HDR analogico.

Insomma… niente è mai veramente nuovo come sembra…

Le mie preferenze rimangono per le foto che non fanno uso delle tecniche di compressione dinamica ma credo proprio che se Ansel Adams fosse un fotografo oggi sarebbe un maestro assoluto dell’HDR…

🙂

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L'autunno nel cuore

L'Autunno nel cuore (IPholaroid project) - © Copyright 2009 Pega

Forse non è la stessa cosa per tutti, ma almeno su di me, le piccole foto stampate esercitano il loro fascino.

L’oggetto fotografia, con la sua consistenza cartacea, l’odore, la possibilità di essere tenuta in mano e guardata da varie angolazioni, è un qualcosa che ha una gran personalità.
C’è una gran differenza con la visione su schermo, una proiezione o un’esposizione di grandi stampe che si è costretti ad osservare da lontano.
Le foto stampate sono diverse… e non è solo la sensazione tattile.

L’impressione è che la fotografia su carta, specie se di dimensioni ridotte, maneggevoli… permetta un’esperienza più individuale e riservata…  in qualche modo più coinvolgente ed intima.
Un po’ come la musica in cuffia.

Ti piace la musica in cuffia ? Hai mai chiuso gli occhi ascoltando un pezzo che ti piace ?
Beh, allora forse potresti non pensarla tanto diversamente da me anche a proposito delle piccole fotografie stampate.

🙂

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Heron on the Arno river

Heron on the Arno river - Copyright 2009 Pega

Eccoci ad un nuovo weekend ed un nuovo assignment.
Siamo in primavera e (almeno in teoria) la stagione dovrebbe essere progressivamente sempre più calda e colorata… ma io ti propongo di andare controcorrente… un po’ come ha fatto il tempo in questi giorni… 🙂
Questo fine settimana ti propongo di fotografare la natura in bianco e nero.

E’ un po’ come giocare con l’handicap, è necessario uno sforzo in più.
I colori saranno ancora nella foto ma ad un livello latente… dovranno sbocciare di nuovo nella mente dell’osservatore…

In questi giorni prova a fare qualche scatto a tema naturale pensando fin da subito ad una conversione in bianco e nero. Oppure prendi una vecchia macchina analogica e caricala con una pellicola monocromatica.

Scatta le tue foto e poi, come ormai propongo sempre, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
E’ divertente ed interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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World fastest turtle
World fastest turtle – © Copyright 2008 Pega

“Devo uscire per fare delle foto” può essere un’ottima scusa per andarsene un po’ in giro, respirare un po’ di aria pulita, fare del movimento… Ecco, proprio questo.
L’assignment che ho pensato di proporre per questo fine settimana è : movimento.

In fotografia ci sono tanti modi per rendere il movimento, si può usare il mosso, il panning, la composizione stessa.
Si può creare l’idea di movimento attingendo alla pura creatività, cercando di trasmetterlo come sensazione a chi guarda la foto.

In questi due giorni prova a fotografare cercando il movimento. Scegli i tuoi soggetti tra quelli che lo possiedono naturalmente o vai in cerca di effetti inaspettati.
Fotografare il movimento è molto divertente.

Scatta le tue foto e poi, come ormai propongo sempre, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.
E’ divertente ed interessante condividere. E può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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pepper_n30

Pepper number 30 – Copyright 1930 Edward Weston

“Peperone numero trenta” di Edward Weston. Forse una tra le opere più famose di un grande maestro della fotografia del novecento.
Ogni volta che osservo questa immagine non posso fare a meno di rimanere ammirato, ed è forse per questo che è una tra le mie foto preferite in assoluto.
Non è solo la perfezione del bianco e nero, la sensualità delle forme cercate e trovate dal fotografo, non è solo la luce perfetta con quel buio dietro ed i dettagli che risaltano sulla superficie morbida. C’è qualcosa che mi affascina in particolare…
E’ quel “numero trenta”.
Il numero racconta la storia di questa foto, dei vari tentativi dell’artista di trovare lo scatto perfetto.
Peperone numero trenta significa che ci sono come minimo almeno altri ventinove peperoni che Weston fotografò nel percorso che portò a questo capolavoro.
Insomma, l’opera non è frutto di un isolato colpo di genio o di uno scatto fortunato. E’ il risultato di un lavoro di ricerca e tentativi, è impegno e fatica.
Mi diverte provare ad immaginare Edward Weston che nel 1930 si concentra su questo progetto di still life e magari incassa anche qualche battuta ironica di qualcuno che lo deride, o semplicemente scherza su un fotografo che si ostina ad immortalare peperoni… Ma Weston sa cosa vuole e continua a fotografare…
Il numero trenta è per me il tassello chiave di quest’opera.
E’ uno dei tanti casi in cui il titolo integra e completa un capolavoro, raccontando una storia che aiuta ad avvicinarci all’autore e a capire la passione, il talento ed anche la determinazione di un grande artista.

Ed ora… non ci resta che fare un salto al mercato, a vedere che cosa c’è di interessante e sensuale tra i prodotti di stagione…

🙂

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