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Archive for the ‘People’ Category

Come promesso, eccomi anche quest’anno con dei personalissimi e non ufficiali “premi speciali” che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto in gara per questo piccolo concorso mi sono trovato davanti parecchie belle  fotografie ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, anche se non previsti dall’organizzazione, mi piace pensare possano essere una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari consolidare una simpatica tradizione iniziata lo scorso anno ed applicabile alle future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : ”creatività

Nostra Signora delle geometrieSara Toccafondi (Sara Tocca)

Nostra Signora delle geometrie
Uno scatto ricercato e di gran gusto, frutto del talento di una bravissima fotografa. Consiglio a tutti una visita al suo album su Flickr.
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Luce sull'ArnoMenzione d’onore“colpo d’occhio” 

Fabio (zfabio2000)

“Luce sull’Arno”
Composizione e stile per questo bianco e nero di gran fascino.
Bravo Fabio.
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AntankMenzione d’onore “coolness

Antonio Ancarola (Antank)“Senza titolo”
Il digitale che si insinua nel pozzetto di un gioiello analogico.
Bello scatto che cattura un momento “sociale” della photowalk.
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Complimenti a tutti.
E… arrivederci al prossimo anno!
🙂

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The framed Shark-o

The framed Shark-o - © Copyright 2011 Pega

Framing è incorniciare, sfuttare la presenza di una forma che ci permette di racchiudere il soggetto della nostra fotografia e convogliarci l’attenzione dell’osservatore.
La cornice non è solo quella cosa in legno o altri materiali che usiamo per valorizzare ed esporre le stampe fotografiche ma può anche essere un elemento interno all’immagine.

Puoi trovare tantissimi esempi di framing creato con l’inquadratura e la composizione, dal classico panorama ripreso attraverso la forma di una finestra o racchiuso da una breccia in un muro di pietra, ma si può anche ricorrere a qualsiasi idea venga in mente, ne è un esempio il mio scatto sopra.  

Insomma, per questo weekend assignment ti invito proprio a sperimentare il framing.
Prova scattare cercando di racchiudere il soggetto dentro ad una forma esterna, incorniciandolo con gli elementi che trovi intorno, muotivi a cercare la giusta posizione della fotocamera, componi con questo in mente.

Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

 

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Con la Worldwide Photowalk, a cui abbiamo partecipato organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 2 Ottobre, era stato indetto un concorso fotografico tra tutti i partecipanti alle oltre mille photowalk in giro per il mondo nello stesso weekend.

Come leader della photowalk locale, anche quest’anno ho avuto l’onore e l’onere di dover scegliere la vincitrice fra le foto inserite sull’apposito sito.

Non è stato facile fare questa scelta ed è per questo che, oltre a proclamare il vincitore, pubblico in questo post alcune note sui fattori che mi hanno portato alla decisione finale.

Si tratta ovviamente di valutazioni del tutto soggettive, totalmente esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.

Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest fiorentino è quella di Guido Masi.

Florence Photowalk 2011 by Guido Masi
Florence Photowalk 2011 – © Copyright 2011 Guido Masi

Come lo scorso anno ho finito per cedere al fascino dei toni del bianco e nero analogico ma anche e sopratutto all’insieme di elementi che sono sintetizzati in questo scatto.

La ragazza, che con la sua bici si è fermata sul ponte e non resiste alla voglia di fare anche lei (come noi della photowalk) una foto ed immortalare la nostra Firenze, è insieme alla città stessa il chiaro soggetto di questa bella immagine. Viene inserita sapientemente da Guido in una composizione dove la stratificazione presente nella parte bassa dell’immagine si scontra con l’uniformità granulosa del cielo, mentre un insieme di linee, forme e punti salienti che appartengono ai cinque piani principali (strada, bici e ragazza, marciapiede, muretto, ponte sullo sfondo) si allineano.

Questi allineamenti (parlo, ad esempio, delle ruote della bicicletta che sono quasi tangenti sia alla striscia bianca che alla base del muretto, dei mozzi allineati sulla fascia di sbalzo del marciapiede o del manubrio “appoggiato sul muretto”) casuali o intenzionali che siano, regalano comunque alla foto un’armonia che trovo affascinante.

Si potrebbe continuare a lungo divertendosi ad analizzare ancora di più questa immagine, probabilmente scovandoci e “proiettandoci” chissà quali elementi o messaggi che forse l’autore nemmeno aveva in mente. Proprio questo è il bello di quella che a me piace chiamare “foto-degustazione” (Rif. 1 , 2 , 3).

Complimenti a Guido Masi che si aggiudica il contest di quest’anno. A lui il piccolo premio offerto dagli sponsor della manifestazione ma sopratutto l’accesso al concorso mondiale.

Devo comunque fare i miei complimenti a TUTTI i partecipanti alla photowalk ed in particolare ai partecipanti al contest ai quali ho deciso di assegnare alcuni titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali che pubblicherò in uno dei prossimi post…

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Parlando con amici fotografi mi sono accorto che solo in pochi hanno sentito parlare del “long portrait. Si tratta di una forma espressiva che porta il concetto di ritratto oltre la fotografia.
Il classico ritratto fotografico congela un solo istante, il long portrait lo dilata in una sequenza video, in cui però il soggetto rimane confinato in una composizione che non varia ed a variare possono essere solo i dettagli dell’espressione del viso o del corpo.

E’ una tecnica non molto diffusa e non facile da far funzionare perchè risente, ancor più del normale ritratto fotografico, del rapporto tra fotografo e soggetto. Qui le emozioni o l’imbarazzo possono anche andare velocemente fuori controllo ed il confine tra capolavoro e banalità è quindi labilissimo, ma forse è proprio questo l’aspetto che ne determina il fascino e le potenzialità.

Il long portrait è apparentemente semplice da realizzare : si creano le stesse condizioni di un ritratto tradizionale ma invece di realizzare delle fotografie si gira uno spezzone video ad inquadratura fissa, senza aggiunte, senza musica o parlato. La durata può essere di alcune decine di secondi o qualche minuto.
I risultati che ne scaturiscono possono avere un’intensità veramente notevole.

Voglio riproporre un esempio che già citai un un vecchio post.
E’ un long portrait realizzato dal fotografo newyorkese Clayton Cubitt, un artista dallo stile crudo e molto diretto, che da tempo sperimenta questa forma di ritratto.
Cubitt ha chiesto alla modella Graciella Longoria di posare in un giorno particolare: il primo anniversario della morte del padre in un incidente stradale.

E’ un’opera forse discutibile e proprio per questo mi piace citarla. Può piacere o meno.

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Qui altri video e long portrait di Clayton Cubitt su Vimeo.

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Il duello

Il duello - © Copyright 2011 Pega

Ti propongo una piccola riflessione.
E’ una domanda che nasce da un vecchio post in cui scrivevo a proposito delle motivazioni che ognuno di noi trova nella fotografia.
In quel post parlavo di quella spinta di base che ci spinge a dedicare energie e risorse a questa passione.
Non a tutti viene naturale di interrogarsi su questo e cercare di capire cosa c’è davvero sotto, che cosa crea questo interesse e tutto ciò che ne deriva. 
Partendo dalle risposte che possiamo soggettivamente dare a quella domanda oggi passo a fartene un’altra: stai facendo davvero quello che ti è possibile per raggiungere l’obiettivo di quella motivazione?
Cerco di spiegarmi meglio, magari banalizzando.
Supponiamo che io abbia come forte motivazione di fondo fare della fotografia il mio modo di contribuire al miglioramento della condizione umana e magari l’aspirazione a divenire un fotografo di una rivista importante tipo il National Geographic. Potrei sperare di arrivare a questo risultato senza cominciare prima o poi a sottoporre i miei lavori a qualche giornale, a propormi come collaboratore o assistente per qualche progetto? Avrei qualche chance a tal proposito rimanendomene a casa a far foto ai gatti?
Se la mia vera aspirazione fosse invece fare i soldi con la fotografia di moda potrei sperare di sfondare senza tentare di entrare nel settore, anche come competenze e conoscenze, magari frequentando qualche workshop di fashion?
Pensaci un attimo e chiediti se stai davvero facendo quello che il motore della tua passione ti chiede per arrivare a quell’obiettivo che, anche se a volte sembra non esserci… in realtà c’è.
E’ una domanda che può rivelare cose interessanti su noi stessi.

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Florence Photowalkers 2011

Florence Photowalkers 2011 – © Copyright 2011 Pega

Un saluto ed anche un grazie a tutti i partecipanti alla Firenze Photowalk di Domenica 2 Ottobre 2011, che anche quest’anno ho avuto il piacere di organizzare.

E’ stata una piacevole passeggiata, in compagnia di un bel gruppo di persone accomunate dalla passione per la fotografia e la voglia di divertirsi insieme in cerca di qualche bello scatto.

Eravamo solo una delle oltre mille photowalk che si sono svolte nell’ambito dell’iniziativa “Scott Kelby’s Worldwide Photowalk” che rappresenta il più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale”.

Nel corso di questo weekend si sono svolte passeggiate fotografiche in ben 1.117 città in tutti e cinque i continenti con la partecipazione di quasi trentatremila fotografi di qualunque tipo e livello, che si sono divertiti, hanno socializzato ed imparanto gli uni dagli altri.

Da oggi tutti i partecipanti registrati possono inserire una loro foto sul sito della Photowalk di Firenze e partecipare ad un contest dove come “leader” della passeggiata fiorentina avrò l’onore e l’onere di scegliere la mia preferita ed aggiudicare un piccolo premio al vincitore o alla vincitrice locale, ma sopratutto farlo accedere alla fase mondiale del contest, dove i giudici saranno ben più qualificati e con in palio interessanti premi messi a disposizione dagli sponsor della manifestazione.

Ho infine aperto un apposito gruppo su Flickr in cui tutti i partecipanti alla photowalk potranno postare tutte le foto che hanno realizzato e che vorranno condividere.

Raccomando, anche a chi non ha partecipato, una visita approfondita a questo pool perchè ci saranno foto niente male!

Bene. E’ tutto.

Alla prossima FLORENCE PHOTOWALK 2012!!!

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Light daemon
Light daemon © Copyright 2011 Pega

Le giornate si accorciano ma la sera il clima è ancora gradevole ed è bello star fuori a far foto…
Quale stagione è quindi migliore di questa per fare un po’ di Light Painting?

Si, è esattamente con ciò che voglio invitarti a “giocare” per il weekend assignment n°41.

Light Painting significa semplicemente disegnare con la luce: piazza la tua fotocamera su un treppiede ed impostala per una lunga esposizione, poi dai sfogo alla tua creatività con l’ausilio  di una piccola fonte luminosa come ad esempio una lampadina tascabile.
Non ci sono limiti, puoi inventare e creare quello che ti pare, forme colori e idee… ti assicuro che è molto divertente.

Se non hai mai provato ti porto come esempio i dettagli di come è stato realizzato lo scatto qui a sopra.
Abbiamo scelto un luogo piuttosto buio, c’era solo una leggera luminosità del cielo, fotocamera impostata a 400 ISO, f:11 e 30 secondi di esposizione.
Il “modello” faceva ruotare una pallina luminosa che cambia colore mentre una seconda persona disegnava con una normale piletta tascabile i contorni della figura, le corna le ali e la coda…
Un terzo “assistente” ha poi sparato qualche colpo di flash sulla parete rocciosa sullo sfondo. Ecco fatto, tutto qui.

In questi giorni prova il light painting, divertiti a sperimentare, scatta variando i tempi di esposizione, cambia le regolazioni della macchina andando allegramente per tentativi alla ricerca del setup migliore. Vedrai che qualche bello scatto viene sempre fuori.
Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

 

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Non ti sei ancora iscritto o iscritta alla Photowalk di DOMENICA 2 Ottobre 2011 a Firenze!!!??? Dai, non puoi mancare !

Si tratta del più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale” che si svolgerà nell’arco del primo weekend di Ottobre in contemporanea in più di mille città in tutti e cinque i continenti sotto forma di passeggiate fotografiche a cui potranno partecipare gratuitamente fotografi di qualunque tipo, età e livello, divertendosi, socializzando ed imparando gli uni dagli altri.

Dopo la divertente esperienza del 2010 anche quest’anno avrò il piacere di condurre la Photowalk di Firenze e quindi… ti aspetto!

Sarà l’occasione per rivedersi con chi ha già partecipato lo scorso anno ma anche di incontrarsi con i nuovi, conoscersi, ammirare insieme le bellezze di Firenze e vedere un sacco di altri appassionati di fotografia.

Per tutti i dettagli e per l’iscrizione, che dà diritto di partecipare al contest per i premi messi in palio dall’organizzazione visitare il sito della Photowalk di Firenze.

Worldwidephotowalk Firenze 2011

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Harvey Keitel

Nel film Smoke, una pellicola che forse ha ben presente chi apprezza il cinema indipendente anni novanta, Auggie, il protagonista interpretato da Harvey Keitel, ha una curiosa passione. Ogni mattina alle otto precise esce dalla sua tabaccheria, piazza la macchina sul treppiede e fotografa sempre lo stesso scorcio di Brooklyn.
Auggie esegue questa semplice operazione con costanza per anni, estate o inverno, con la pioggia o il sole, conservando e catalogando le foto in album che conserva e che con il tempo divengono una sorta di opera d’arte.

Rivedendo quelle scene ho pensato a quanto valore possano avere la costanza e la perseveranza in fotografia.
Un singolo scatto realizzato sul marciapiede di un incrocio di una grande città può non avere un gran senso, ma un lavoro come quello descritto nel film Smoke assume un valore.
È il valore dell’impegno e della passione che il fotografo può iniettare in quella che a prima vista potrebbe sembrare una sequenza di scatti simili, aggiungendoci l’ingrediente della sua quotidiana presenza fisica ma anche quella seppur piccola, appena palpabile, dose di interazione con l’ambiente e le persone immortalate.

È il valore di ciò che gli anglosassoni chiamano commitment e che non di rado caratterizza la produzione di molti artisti.

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L'equilibrista

L'equilibrista - © Copyright 2011 Lorenzo Mugna

Hai mai rischiato “troppo” per fare una foto?
A volte può capitare di trovarsi davanti ad una situazione fotografica che ci chiede di osare un po’ per portare a casa un bello scatto e non sempre ce la sentiamo.
Può trattarsi di mettere a rischio l’ottica o la stessa macchina (come nel caso sopra di m|art e la sua preziosa Rollei durante l’ultimo Sharing Workshop) come può essere invece addirittura una questione di incolumità personale.

Lo scatto pericoloso è un’esperienza in cui prima o poi tutti ci imbattiamo e vista la diversa percezione dei rischi che ognuno di noi ha, ogni caso è storia a sè.
La cosa che trovo interessante è la capacità di mettere sui piatti della bilancia rischi e potenziali risultati, mi spiego meglio : saresti disposto a rovinare completamente la tua macchina fotografica magari con annesso un bell’obiettivo in cambio della foto della tua vita? Pagheresti con qualche acciacco uno scatto assoluto da copertina?
Sono domande a cui molti fotografi professionisti rispondono senza alcuna esitazione e che probabilmente segnano quel confine che li separa dall’amatore che a volte si lascia scappare un tesoro per non sporcarsi le scarpe in una pozzanghera…
🙂

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