Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘video’ Category

Il light painting è divertente, l’ho potuto sperimentare varie volte in prima persona. C’è però un’applicazione di questa tecnica che può essere considerata una frontiera tutta da esplorare: l’animazione.
In rete ho trovato alcuni esempi di cosa si può fare creando sequenze animate basate sul light painting. Si tratta in genere di brevi video realizzati in modo amatoriale e sono rimasto sorpreso dell’assenza di opere più lunghe e complesse, forse semplicemente non le ho trovate o forse siamo solo all’inizio di un possibile nuovo filone creativo ancora inesplorato.
Fare un’animazione con il light painting non è banale ed in ogni caso si tratta di mettersi d’impegno e pianificare una lunga serie di esposizioni finalizzate a creare un video in stop motion.
Sarebbe da provare ma temo sia molto più facile a dirsi…
.

.

.

Read Full Post »

Seascape BU Pega

Seascape – © Copyright 2012 Pega

Trovi il soggetto giusto, magari un bel paesaggio oppure una scena con cose e persone, prepari il treppiede, piazzi la fotocamera ed inizi a valutare inquadratura e composizione. Hai in testa di fare una lunga esposizione, qualcosa tipo almeno mezzo secondo, ma anche più, così le presenze umane si trasformeranno in strani fantasmi, le cose in movimento disegneranno strane scie e l’acqua assumerà un aspetto strano e fiabesco…
È questo il fascino della fotografia long-exp: divertente ed un po’ meditativa.
Ma spesso c’è un dettaglio di cui tener conto: la luce. Se vuoi fare una lunga esposizione in condizioni diurne è probabile che ce ne sia troppa, anche con diaframma tutto chiuso e tempi minimi.
E allora, in attesa che i produttori di macchine fotografiche si decidano ad integrare una funzione di riduzione della sensibilità nelle caratteristiche della fotocamera (non ci vorrebbe poi molto), ecco che ci vengono in aiuto i filtri Neutral Density (ND).
I filtri ND esistono dagli albori della fotografia e si trovano tutt’ora facilmente in commercio perché il loro effetto non sempre è ottenibile in postproduzione dato che consentono di abbattere la luminosità che arriva nell’ottica senza alterare troppo la qualità dell’immagine. Si possono trovare filtri che tolgono due, quattro, ma anche otto o più stop di esposizione. Ne esistono anche di graduali, molto utili nel caso ci si trovi con soggetti a forte differenza di luminosità come succede spesso con cielo e panorama.
Gli ND sono tipicamente impilabili in modo da moltiplicare l’effetto montando davanti all’obiettivo più filtri sovrapposti.
Provaci, è interessante. Basta solo un po’ di attenzione al bilanciamento del bianco ed ai riflessi in caso di controluce.
Intanto, se non conosci bene questa specialità, ti consiglio di dare un’occhiata a questo video in cui Gavin Hoey spiega come si fa, portando anche alcuni esempi di impostazione tempo/diaframma.
Buon divertimento!

Read Full Post »

Spulciare gli “staff pick” di Vimeo è sempre un piacere. È così che ho scovato Norway, un filmato time-lapse veramente notevole.
Siamo in un periodo in cui si vedono moltissime realizzazioni di questo tipo, la qualità è in costante aumento ed ormai è quasi diventato difficile meravigliarsi data la gran quantità di ottimi filmati time-lapse che si possono trovare.
Questo però te lo voglio segnalare. È stato prodotto da Rustad Media durante un viaggio di cinque mesi nelle diciannove regioni della Norvegia. Cinque minuti che descrivono paesaggi meravigliosi attraverso questa particolare e suggestiva tecnica ibrida che da sempre mi affascina.
Buona visione.
.

Read Full Post »

Elinor Carucci inizio a fotografare da ragazzina, ben prima del suo diploma all’accademia d’arte nel 1995. È sempre stata ispirata dall’intimità e, dopo essersi stabilità a New York, si è fatta una reputazione grazie alla sua abilità di cogliere, con le sue fotografie, istanti delicati e molto personali.
Ho sempre fotografato la mia vita, le persone che mi stanno vicino. I miei genitori, mio marito, me stessa attraverso il tempo, nel bene è nel male“.
Un bel tocco quello di Elinor, una fotografa da conoscere meglio, capace di una sintesi semplice e di grande intensità, che ho incontrato grazie a questo breve video.
.

Read Full Post »

DaniAdoro chi si ingegna con il fai da te, specie chi fa sul serio. Tra questi c’è un certo Dani Diamond, un fotografo che si è costruito un enorme ring light.
Il ring light è un tipo di illuminatore fatto da un anello di fonti luminose costanti che, in genere, viene usato per applicazioni particolari.
Nato per la macro, è sfruttato nel campo della fotografia odontoiatrica ma anche più comunemente per il ritratto dato che regala una splendida diffusione della luce sul volto e magnifici riflessi circolari (catchlights) negli occhi.
Rispetto all’illuminazione con flash, il ring light aiuta a mettere maggiormente a proprio agio i soggetti evitando di inondarli di lampi, inoltre permette di operare con livelli di luce più bassi e quindi aperture maggiori con conseguenti profondità di campo ridotte.
Le normali dimensioni dei ring light in genere non superano qualche decina di centimetri di diametro, ma quello di Dani è veramente un gigante: quasi un metro e mezzo.
Una struttura in legno con ventisette lampade ad alta efficienza è un illuminatore a luce costante un po’ goffo ed utilizzabile solo in studio, ma i risultati sono notevoli, tanto che il progetto di questo fotografo è stato sponsorizzato dal produttore di lampade Sunlite.
Nel video sotto Dani ci racconta la sua idea e mostra sia le fasi di costruzione che alcuni scatti di esempio, davvero notevoli. Fai particolare attenzione ai riflessi negli occhi delle persone ritratte: sono fantastici.
.

.
[Fonte: Fstoppers]

Read Full Post »

AriasC’è chi ancora pensa che sia importante tenersi stretti i segreti del mestiere, custodirli come i trucchi da prestigiatore, mantenerli riservati e chiusi nel proprio cassettino.
Ma i tempi sono cambiati e ci sono fotografi che hanno voltato pagina, dando finalmente importanza al valore della condivisione. In passato questo comportamento era raro ma oggi, nella società connessa, ciò concorre sempre più alla maturazione ed all’autorevolezza di artisti e professionisti. È così che fotografi del calibro di Chase Jarvis e Zack Arias (ma anche molti altri devo dire) si sono spinti su questo terreno, iniziando a raccontare nei dettagli il loro modo di lavorare, svelando i loro metodi e workflow, esponendosi anche a dubbi e critiche.
Il video qui sotto è un bell’esempio di come si fa. Zack Arias l’ha realizzato coprendo dall’inizio alla fine una sua sessione di ritratto dedicata al progetto Inside Out. Guardarlo è un po’ come trascorrere una giornata con questo fotografo, partendo dalla scelta dell’attrezzatura, passando poi alla fase di incontro con il soggetto e lo shooting vero e proprio, per finire con la post produzione una volta tornato in studio.
Non è tra i video più brevi che mi è capitato di proporre ma ti invito a sederti e gustarlo con calma per intero, ne vale la pena.
.

Read Full Post »

La sua denominazione scientifica è Selaginella lepidophylla ed è una pianta incredibile.
La Rosa di Gerico può sopravvivere a mesi o anche anni di completa siccità; si ripiega su se stessa fino a diventare una palla secca, apparentemente morta. E’ un essere resiliente.
Ma se la si bagna succede una sorta di miracolo. E’ quello che il fotografo Sean Steininger ha catturato con uno splendido time lapse che copre le ore che la pianta impiega per tornare alla vita.
Lo trovo ipnotico.

Read Full Post »

The Cameras We Bring è un breve video realizzato da una piccola casa di produzione chiamata Fidelity Format.
La protagonista racconta del suo rapporto con alcuni oggetti che porta con se ed in particolare delle sue tre macchine fotografiche, che sente di usare “come un’estensione di se stessa”.
Guardandolo non ho potuto fare a meno di pensare a quanto queste sensazioni siano condivisibili, e magari comuni tra le tante persone che trovano con la fotografia un rapporto intimo e speciale.
Le foto che scattiamo sono un’espressione di ciò che cerchiamo e non necessariamente di ciò che osserviamo” dice la giovane fotografa; è una gran verità, almeno per chi vive la fotografia come un modo per esprimere il proprio spirito creativo.
.

Read Full Post »

Pega's backpack

Weekend assignment #92 – © Copyright 2013, Pega

Tempo di ferie (forse), magari occasione di qualche viaggio o escursione, e così riecco le discussioni su che attrezzatura portare, che borsa usare e quali accessori includere.
Ogni volta capita di doverci un po’ riflettere. In qualche caso si è nella condizione di poter portare tutto ciò che ci pare, altre volte ci sono di mezzo i limiti di peso dei viaggi aerei, oppure si è optato per una escursione “zaino in spalla”, dove ogni grammo è qualcosa in più da trascinarsi dietro.
Trovo sempre divertente questa fase di valutazione, e forse è per questo che oggi mi ritrovo con tre o quattro borse/zaini fotografici diversi ed un sacco di aggeggi che ogni volta devo soppesare.
Tu con cosa viaggi, fotograficamente parlando? Scegli un set leggero, minimale ed agile, od opti per avere sempre e comunque tutto l’occorrente per non lasciarti sfuggire nessuna opportunità?
Personalmente ho iniziato a cercare sempre maggior leggerezza: pochi elementi fondamentali, a volte anche una sola lente, ma sempre e comunque un buon flash. In tante occasioni mi piacerebbe avere con me un treppiede ma… molte volte vince la pigrizia e lo lascio a casa 🙂

Qui sotto un esempio di qualcuno che la pensa un po’ come me: David Hobby, mitico blogger e guru del mondo del flash (www.strobist.com) che racconta cosa porta con sé nei brevi viaggi.
.

Read Full Post »

“Don’t forget to say hello”.
In estrema sintesi è questo il pensiero che ci trasmette Steve McCurry in questi brevi video che ogni tanto torno a vedere e che fanno parte del progetto “One-Minute Masterclass” realizzato da Phaidon.
McCurry è uno dei fotogiornalisti e fotografi di strada più famosi al mondo. Membro dell’agenzia Magnum è l’autore del famosissimo ritratto della Ragazza Afgana reso celebre molti anni fa dal National Geographic, rivista con cui ha sempre lavorato.
Per McCurry la fotografia di strada è il terreno su cui cogliere le opportunità più varie per entrare in contatto con persone di ogni angolo del mondo e realizzare ritratti suggestivi attraverso la creazione di un rapporto sincero tra fotografo e soggetto.
L’elemento del saluto è quindi per lui il biglietto da visita, la chiave per aprire la prima porta in modo rispettoso, cercando di porsi in modo il più possibile paritetico nei confronti della persona davanti all’obiettivo.
E’ un approccio alla fotografia di strada diverso da chi la interpreta alla ricerca di scatti rubati e situazioni spontanee dove il soggetto è totalmente inconsapevole. McCurry al contrario cerca il contatto e tenta di stabilire un dialogo con gli esseri umani che ha di fronte, quasi indipendentemente dalle barriere linguistiche che possono esistere.
Trovo molto bello questo punto di vista e ti consiglio questo minuto con Steve.
Il video è in inglese. A chi non è del tutto a suo agio con questa lingua consiglio comunque la visione… magari proprio immaginando di avere davanti questo signore con i baffi che racconta la sua storia a noi che con la nostra fotocamera siamo lì davanti, non comprendiamo bene la sua lingua ma… vogliamo fargli un ritratto.
.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »