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SteveMcCurrySteveMcCurrySteve McCurry non ha bisogno di molte presentazioni.
Membro dell’agenzia Magnum dal 1986 è tra i più importanti fotografi del National Geographic ed universalmente riconosciuto tra i protagonisti della fotografia contemporanea.
A lui è stato consegnato l’ultimo rullino Kodachrome prodotto… una ragione ci sarà…

In questo bel video ci parla del suo lavoro e del suo modo di vivere la fotografia.
Buona visione.

Se vuoi approfondire la conoscenza di Steve McCurry ti consiglio il suo sito ed anche la sua pagina all’interno del portale dell’agenzia Magnum.

Il triangolo magico

triangolo esposizione

Durante l’interessante esperimento del microcorso organizzato da Photoexperience, si parlava degli elementi di base della fotografia e di come i risultati dei nostri scatti siano legati alla capacità di saper gestire queste impostazioni per tradurre in immagini le nostre idee.

Ripensando alla discussione ed alle domande che sono emerse, ho trovato questo grafico chiamato comunemente il “triangolo dell’esposizione”.

E’ una rappresentazione semplice che aiuta a capire come ognuno dei tre parametri fondamentali influisce sulle caratteristiche della foto.

La sintesi a parole è semplice :
1 – aumentando gli ISO si introduce rumore (grana in caso di pellicola analogica)
2 – diminuendo i tempi si incontra il mosso
3 – aumentando l’apertura (diaframma) di riduce la profondità di campo

E’ come avere una coperta che… se c’è poca luce, diviene corta e tirata verso l’alto ci fa scoprire i piedi.
Non lasciare che siano gli automatismi della tua macchina fotografica a fare le scelte che spettano alla tua creatività.

Se ancora ogni tanto ti assalgono i dubbi su come gestire i parametri della tua fotocamera, stampa questa immagine e tienila in tasca. Potrà tornare utile!

🙂

A good car is forever
A good car is forever (in Cuba) – © Copyright 2004 Pega

Nikon o Canon, Pentax o Olympus, Sigma o Tamron, Kodak o Fuji, full frame o DX, Aperture o Lightroom, digitale o analogico, Mac o PC…
Probabilmente è un comportamento proprio della natura umana ed è sempre la stessa storia: tendiamo perennemente a dare enorme importanza alle scelte di attrezzatura, a quelle componenti che inesorabilmnte poi dimostrano di essere solo elementi passeggeri destinati all’obsolescenza.
Così come un tempo c’era chi sguainava la spada in difesa della carta Ilford contro l’Agfa o della superiorità del telemetro, oggi c’è chi si appassiona a mille altre contrapposizioni tecnologiche, altrettanto destinate all’oblio.
Se si guarda però a chi ha lasciato davvero un segno nella storia della fotografia ci si accorge come questo atteggiamento sia stato quasi sempre trascurato dai grandi maestri.
Prendiamo Edward Weston. Fotografava con macchine di seconda mano, mezze sgangherate, lenti pessime e tutt’altro che di buona qualità. Eppure i suoi sono capolavori.
Non è l’attrezzatura che fa le foto.
Il punto non è se hai una fotocamera Canon o una Nikon, se fotografi in digitale o su pellicola.
Il punto è la conoscenza, da cui consegue la capacità di capire e sfruttare ciò che si ha a disposizione e le opportunità che ci capitano.
La conoscenza permette alla creatività di esprimersi a pieno. E’ questo il fattore che fa la differenza.

Da sempre si sente dire che “è il fotografo che fa la foto”. E’ una gran verità subito dimenticata nei gironi delle proposte commerciali di questa o quella nuova fotocamera, di questo o quell’obiettivo.
Ma la prossima volta che senti quella fatale attrazione verso l’acquisto di un nuovo pezzo di attrezzatura fermati un attimo; pensa a cosa potrebbe voler dire investire quella stessa quantità di soldi in conoscenza.
Un libro, un workshop, un viaggio.
Sono totalmente convinto che in fotografia, come del resto in tante altre attività umane, la conoscenza superi di gran lunga in importanza l’attrezzatura.

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Nella palude

Scott Holstein è un fotografo freelance che lavora in Florida. E’ specializzato in ritratti particolari che ama sviluppare in modo creativo specie con alcuni clienti un po’ eccentrici.

Questo è un video backstage in cui vediamo Scott lavorare alla sua immagine “Quagmire” per cui ha ideato un set up direttamente in una palude con un modella ed uno “strano” compagno…
Interessante l’idea di utilizzare il flash nascosto nella lanterna e controllato via radio.

Avviso : segnalo che ci sono ancora alcuni posti disponibili per il Microcorso di fotografia organizzato da Photoexperience, che si terrà a Pistoia sabato 12 Febbraio prossimo.
Gira questa informazione alle persone che pensi possano essere interessate. Il tempo stringe !
Per informazioni ed iscrizioni scrivere a info@photoexperience.it

La “condorina”

Dear Old Lady

Dear old Lady – © Copyright 2010 Pega

Era finita in cantina, in un vecchio armadio, dimenticata nei tanti anni di scarso interesse per la fotografia.
L’avevo ritrovata e “riesumata” come si fa con un reperto archeologico e mi era dispiaciuto molto scoprire che fosse inutilizzabile. La leva di ricarica dell’otturatore era rotta, probabilmente divelta da un maldestro cuginetto chissà quanto tempo fa… C’era poco da fare e così è rimasta, per un po’ di tempo, tristemente relegata su una mensola.

La piccola Ferrania Condor I di mio padre è stata la prima “vera” macchina fotografica con cui da ragazzino ho potuto scattare qualche scatola di “veri rullini” 35mm.
Dopo gli inizi con le macchinette giocattolo e la Polaroid, mi trovavo finalmente con una fotocamera davvero regolabile, anche se tutta manuale e senza esposimetro.
Copia spudorata della mitica Leika, fu progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze. Era semplice ma efficacissima, sebbene decisamente superata quando me la trovai tra le mani.
Per me quelli erano i tempi dell’ingranditore fai-da-te e del bagno di casa trasformato in una mefitica camera oscura dove sperimentare ogni sorta di tecnica di “postproduzione” analogica. La Condor fu lo strumento ideale per cercare di imparare e divertirmi con la fotografia.
Poi l’oblio fino all’era del digitale quando, appunto, l’ho ritrovata.
Dopo alcuni tentativi di riparazione presso vari laboratori che in sequenza gettano la spugna a causa dell’impossibilità di trovare il pezzo di ricambio, approdo da qualcuno che si merita tutto questo post.
Un giorno l’amico Martino mi dice: “prova ad andare dal Cambi, vedrai che lui te la sistema”.
E così è stato.
Quando sono entrato nel suo laboratorio ho subito capito che sarebbe stata solo una questione di tempo…
Si, ce n’è voluta ma alla fine Sergio Cambi, usando come modello un’altra Condor I (per inciso gentilmente prestatami per questa operazione dal mitico Branzino) è riuscito nientemeno che a ricostruire la piccola levetta ricavandola da un pezzo di acciaio grezzo e poi a saldarla al meccanismo di ricarica dell’otturatore.
Un intervento di microchirurgia a cui devo tanto di cappello.

Adesso la nonnina è di nuovo in piedi, l’otturatore scatta che è una meraviglia, il suo 50mm regala foto ricche di contrasti e gran nitidezza.
E’ davvero un piacere riaverla tra le mani. Grazie Sergio !

Anche se non sei proprio di queste parti e magari sei “prevalentemente digitale” (come me del resto) segnati comunque il suo indirizzo. Può sempre servire…

Diesse Sas Di Cambi Sergio & C. Riparazione Materiale Fotocine.
Via Norvegia 2 – 50126 Firenze – Tel : 0556532212

—- Aggiornamento 08/01/2016 —-
Purtroppo mi giunge la triste notizia che Sergio Cambi ci ha lasciato.
E’ una brutta perdita per la comunità fotografica locale, in particolare per chi ama l’analogico e le macchine più datate.
Sergio lascia una lacuna di competenza e disponibilità che non sarà possibile colmare.
Lo saluto con il link ad un suo ritratto fatto da Martino Meli proprio nel suo negozio.

Crepa

Crepa. (IPholaroid project) - © Copyright 2010 Pega

Everything’s rough if you look close enough.
Quando guardi in profondità ti accorgi che niente è come sembra. Anche le cose che appaiono più semplici sono in realtà complesse, ruvide e sfaccettate.

In questo weekend prova a fare qualche scatto concentrandoti sui piccoli dettagli, quelli che mostrano le imperfezioni che emergono solo quando ci si avvicina molto e si cerca di approfondire.

Com’è ormai tradizione di questo blog ti invito poi a condividere il risultato di questi “scatti a tema” mettendo in un commento a questo articolo il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini.
Sarà divertente confrontare i nostri scatti e far vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Nel primo post dell’anno parlavo di un semplice progetto che mi sarebbe piaciuto svolgere nel 2011, un’idea che è il naturale proseguimento della divertente esperienza dell’Ipholaroid Project. Ho deciso di chiamare questo nuovo progettino “Weekly Ipholaroid portrait”.

Come è facile intuire si tratta di realizzare un ritratto fotografico alla settimana utilizzando uno strumento a cui mi sto affezionando: l’Iphone, con la sua basilarità ed una app che simula in modo semplice ma realistico la “qualità” Polaroid.

E’ forse solo un modo per fare qualche ritratto in più ed avere la “scusa” per chiedere alle persone di posare e farsi immortalare in modo semplice e spontaneo, cosa che personalmente non riesco mai a fare quanto mi piacerebbe.
Devo dire che è divertente e mi ricorda molto i vecchi tempi con la Polaroid vera… 🙂

Ecco quindi i primi frutti… che conto di poter via via pubblicare in un’apposita pagina del blog.

Luciano  Valentina  Cesarina
Federica PPP Filippo

lego-digital-cameraSi tratta di un vero e proprio corso di “fotografia di base” in miniatura quello proposto da Photoexperience. E’ una iniziativa gratuita ed informale, dedicata a chiunque si trovi alle prime armi e voglia capire come utilizzare meglio la sua compatta o reflex digitale.

Il prossimo microcorso si svolgerà nell’arco della mattina di Sabato 12 Febbraio a Pistoia, sfruttando anche un semplice set con luci professionali che il team di Photoexperience ha deciso di mettere a disposizione.

Conosci qualcuno desideroso di avvicinarsi alla fotografia in modo semplice? Non mancare di farglielo sapere, anche inoltrando questo post o condividendo su facebook, ma alla svelta perchè l’iniziativa è a numero chiuso.
Per informazioni ed iscrizioni bisogna scrivere a info@photoexperience.it 

Io sarò presente all’evento come membro del team di Photoexperience e sarà un piacere offrire un caffè ai lettori del blog che volessero passare, magari anche solo per fare due scatti e sfruttare le luci dell’ottimo set fotografico installato per l’occasione. Se pensi di venire scrivimi a pegaphotography@gmail.com per avere tutti i dettagli.

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Sculture d’acqua

ink

© Copyright Shinichi Maruyama

Shinichi Maruyama crea le sue affascinanti immagini semplicemente usando le mani e dell’acqua.
E’ un artista a metà tra lo scultore ed il fotografo. A volte all’acqua aggiunge dei coloranti e grazie a tecniche di ripresa ad alta velocità fissa le sue opere catturandole in meravigliose immagini prima che si riversino per sempre sul pavimento del suo studio.

Sono forme quasi imprevedibili, che esistono solo per una frazione di secondo e su cui Maruyama lavora con la sapienza di un maestro Zen, ma anche con quella tipica consapevolezza di chi sa di non poter totalmente controllare ciò che verrà fissato nella fotografia.

Il video qui sotto è qualcosa da non perdere e fa venire una gran voglia di provarci…
Per realizzare le sequenze in movimento serve una videocamera ad alta velocità ma per le foto basta un normale flash.
Adesso vado, il mio pavimento ha giusto bisogno di una lavata. 🙂
Buona visione.
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R&S

cruscotto astratto

Cruscotto astratto (camera toss photography) - © Copyright 2008 Pega

Prova a non fare sempre il solito tipo di foto.
Si, lo so che quando si è appassionati per un soggetto o si è affezionati ad un proprio stile fotografico, si tende ad approfondire e specializzarsi. E’ qualcosa che fa senz’altro parte di una giusta scelta stilistica, ma non deve diventare un limite.

La ricerca e lo sviluppo (R&D come dicono gli anglosassoni) sono elementi fondamentali anche per chi fotografa, per o per gli artisti in genere, ma come lo sono anche per qualsiasi oranizzazione, impresa o attività umana. E’ importante continuare sempre a sperimentare e scoprire nuove vie.

Non avere paura di realizzare scatti diversi, prova tecniche che non conosci e magari cogli l’opportunità di apprenderle, vai a fotografare soggetti che non hai mai avvicinato.

Ogni tanto spingiti fuori da quel solito recinto di confortevole abitudine fotografica.
Prova, osa, rischia di sbagliare.
Nessuno ti obbligherà poi a mostrare il frutto di queste ricerche se non lo vorrai fare.

Sperimenta cose nuove.
C’è sempre tempo per conformarsi definitivamente a se stessi.

🙂

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