Solo pochi giorni fa parlavo a proposito dei pericoli che alcuni fotografi decidono di correre per realizzare i loro scatti.
In alcuni casi il rischio viene anche condiviso con altre persone, ad esempio assistenti e modelle, proprio come nel caso che voglio farti vedere oggi, dove siamo ad un livello davvero notevole, anzi forse eccessivo a mio vedere.
Il fotografo Ken Kiefer è specializzato in una sorta di fotografia fashion subacquea, un genere che trovo affascinante sia per i risultati estetici che per la sua complessità realizzativa. Il punto è che, specie nel caso di Ken, a volte il genere si modifica in “fotografia fashion subacquea estrema”, come nel caso in cui si è spinto fino a portare la sua modella (Kimberly Kiefer) in una situazione davvero tosta: sott’acqua a tu per tu con un coccodrillo, nel suo ambiente naturale.
Il coccodrillo è poco intelligente ma micidiale, specie quando si tratta di un bestione come quello del video qui sotto. l’idea di nutrirlo per attirarlo e mettergli la bella Kimberly accanto per fare delle foto è veramente un gran rischio.
Io dico che non ne vale la pena. Dammi retta Ken, non può andare sempre bene…
Il grande Paul Strand una volta disse: “la decisione più importante del fotografo è dove piazzare il treppiede“.
Mi è capitato di nuovo, una foto che avrebbe potuto nuocere, e così ti ripropongo questa riflessione.
Si sa: i laser sono pericolosi per gli occhi, anche quando non si tratta di una spada Jedi fatta per tagliare a fette il prossimo.
Elena, saggiamente munita di un dosimetro per monitorare la sua contaminazione, visita ormai da anni questa area rurale cosparsa di piccoli centri urbani abbandonati dopo il devastante incidente nucleare del 1986, lavorando ad un progetto fotografico che ha condensato in un libro dal titolo Pluto’s Realm (Il regno di Plutone).





