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La foto Universale

Hubble Deep Field

Ci sono immagini che vanno oltre la fotografia, come questa sopra che mi ha letteralmente rapito. Per un tempo che non saprei ben definire mi sono trovato a sbirciarla tutta, ingrandita fin nei dettagli più piccoli che in realtà sono porzioni di spazio enormi, molto difficili da descrivere a parole e forse anche con i numeri.
Insomma mi sono sorpreso a pensare a ciò che abbiamo davanti guardando una foto come questa.

E’ nota come Hubble Ultra Deep Field  ed è una fotografia digitale che il telescopio spaziale ha scattato alla porzione di universo inquadrata dal suo sensore.
I puntini più piccoli sono galassie, le galassie più antiche e quindi anche più lontane. Dall’inizio del tempo viaggiano allontanandosi dal centro dell’universo a velocità elevatissime. Guardandole vediamo ciò che di più antico i nostri occhi possono vedere, e lo vediamo com’era circa 13 miliardi di anni fa: il tempo che la luce ha impiegato per arrivare all’Hubble.
La fotografia è una macchina del tempo molto potente in questo caso.

Alcuni di questi puntini non sono singole galassie ma addirittura gruppi di decine o centinaia di galassie, così lontane da apparire come una singola entità ma in realtà in allontanamento anche tra loro, in una dinamica dove la forza di gravità non riesce a vincere le enormi distanze che si sono create tra questi corpi celesti.

Noi ce ne stiamo su un piccolo ed insignificante corpuscolo blu su un rametto secondario della Via Lattea. Anche noi ci allontaniamo a grande velocità da tutto il resto dell’universo che quindi pian piano diviene sempre più rarefatto e “vuoto”.
Si, vuoto proprio come lo è l’infinitamente piccolo, quello che definisce la materia solida che possiamo toccare, che in realtà è fatta di enormi distanze vuote tra i suoi atomici elementi compositivi.

E’ una fotografia straordinaria. Assoluta.
Lo è per quello che rappresenta ma sopratutto, come tutte le grandi foto, anche per ciò che ti spinge a pensare.

Per alcuni la fotografia di strada diviene quasi un modo di essere e di vivere.
E’ stato il caso di grandi maestri come per esempio Henri Cartier-Bresson o Walker Evans, che trovarono nella “street” la loro principale vena artistica, ma anche di tanti fotografi contemporanei più o meno famosi che si appassionano specializzandosi in questo tipo di produzione fino a farne il loro interesse principale. 

E’ il caso di Chris Weeks, che ha realizzato un ebook gratuito molto ben fatto sulla street photography e lo ha messo a disposizione per tutti su Deviantart.
Si tratta di un bel lavoro di 160 pagine in cui sono raccolte idee creative e suggerimenti che ne fanno una lettura molto stimolante, tutto questo anche grazie al contributo di un piccolo gruppo di altri fotografi che hanno collaborato con lui fornendo immagini e pensieri personali riguardanti questo affascinante settore della fotografia, che ne viene fuori come un’arte al tempo stesso facile ed istintiva ma anche incredibilmente difficile.
Belle ed anche numerose le immagini che accompagnano il testo, tutte in bianco e nero nel segno della street photography più classica. 

Lo trovi qui. Te lo consiglio.
Buona lettura.

photoexperiencers shootingHai impegni per il weekend del 26 e 27 Novembre?
Io credo proprio che seguirò gli amici di Photoexperience per un fine settimana all’insegna della fotografia e sulle tracce di una figura mistica del nostro medioevo: San Galgano Guidotti.
Sarà qualcosa a metà tra un workshop ed una breve vacanza nello splendido angolo di Toscana dominato dalla famosa abbazia di San Galgano, che visiteremo alle prime luci dell’alba alla scoperta di angoli suggestivi e scorci misteriosi, per poi visitare altri luoghi interessanti legati a questo personaggio storico come la vicina Montesiepi dov’è conservata la “spada nella roccia”.

In linea con tutti gli altri eventi Photoexperience, si tratta di un’occasione adatta sia a principianti che ad esperti e gli organizzatori, oltre ad essere a disposizione per consigli ed indicazioni tecniche riguardanti gli aspetti fotografici, condurranno i partecipanti in una due giorni che si preannuncia adatta anche ad eventuali accompagnatori non totalmente dediti alla fotografia.

Per informazioni ed iscrizioni ti invito a visitare il sito di Photoexperience dove potrai trovare tutti i dettagli ed anche il link all’agenzia che segue la parte relativa alla sistemazione in agriturismo per il weekend. Mi risulta che ci siano ancora posti disponibili ma ti invito ad affrettarti in caso di interesse.

Come promesso, eccomi anche quest’anno con dei personalissimi e non ufficiali “premi speciali” che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto in gara per questo piccolo concorso mi sono trovato davanti parecchie belle  fotografie ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, anche se non previsti dall’organizzazione, mi piace pensare possano essere una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari consolidare una simpatica tradizione iniziata lo scorso anno ed applicabile alle future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : ”creatività

Nostra Signora delle geometrieSara Toccafondi (Sara Tocca)

Nostra Signora delle geometrie
Uno scatto ricercato e di gran gusto, frutto del talento di una bravissima fotografa. Consiglio a tutti una visita al suo album su Flickr.
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Luce sull'ArnoMenzione d’onore“colpo d’occhio” 

Fabio (zfabio2000)

“Luce sull’Arno”
Composizione e stile per questo bianco e nero di gran fascino.
Bravo Fabio.
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AntankMenzione d’onore “coolness

Antonio Ancarola (Antank)“Senza titolo”
Il digitale che si insinua nel pozzetto di un gioiello analogico.
Bello scatto che cattura un momento “sociale” della photowalk.
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Complimenti a tutti.
E… arrivederci al prossimo anno!
🙂
The framed Shark-o

The framed Shark-o - © Copyright 2011 Pega

Framing è incorniciare, sfuttare la presenza di una forma che ci permette di racchiudere il soggetto della nostra fotografia e convogliarci l’attenzione dell’osservatore.
La cornice non è solo quella cosa in legno o altri materiali che usiamo per valorizzare ed esporre le stampe fotografiche ma può anche essere un elemento interno all’immagine.

Puoi trovare tantissimi esempi di framing creato con l’inquadratura e la composizione, dal classico panorama ripreso attraverso la forma di una finestra o racchiuso da una breccia in un muro di pietra, ma si può anche ricorrere a qualsiasi idea venga in mente, ne è un esempio il mio scatto sopra.  

Insomma, per questo weekend assignment ti invito proprio a sperimentare il framing.
Prova scattare cercando di racchiudere il soggetto dentro ad una forma esterna, incorniciandolo con gli elementi che trovi intorno, muotivi a cercare la giusta posizione della fotocamera, componi con questo in mente.

Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

 

Con la Worldwide Photowalk, a cui abbiamo partecipato organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 2 Ottobre, era stato indetto un concorso fotografico tra tutti i partecipanti alle oltre mille photowalk in giro per il mondo nello stesso weekend.

Come leader della photowalk locale, anche quest’anno ho avuto l’onore e l’onere di dover scegliere la vincitrice fra le foto inserite sull’apposito sito.

Non è stato facile fare questa scelta ed è per questo che, oltre a proclamare il vincitore, pubblico in questo post alcune note sui fattori che mi hanno portato alla decisione finale.

Si tratta ovviamente di valutazioni del tutto soggettive, totalmente esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.

Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest fiorentino è quella di Guido Masi.

Florence Photowalk 2011 by Guido Masi
Florence Photowalk 2011 – © Copyright 2011 Guido Masi

Come lo scorso anno ho finito per cedere al fascino dei toni del bianco e nero analogico ma anche e sopratutto all’insieme di elementi che sono sintetizzati in questo scatto.

La ragazza, che con la sua bici si è fermata sul ponte e non resiste alla voglia di fare anche lei (come noi della photowalk) una foto ed immortalare la nostra Firenze, è insieme alla città stessa il chiaro soggetto di questa bella immagine. Viene inserita sapientemente da Guido in una composizione dove la stratificazione presente nella parte bassa dell’immagine si scontra con l’uniformità granulosa del cielo, mentre un insieme di linee, forme e punti salienti che appartengono ai cinque piani principali (strada, bici e ragazza, marciapiede, muretto, ponte sullo sfondo) si allineano.

Questi allineamenti (parlo, ad esempio, delle ruote della bicicletta che sono quasi tangenti sia alla striscia bianca che alla base del muretto, dei mozzi allineati sulla fascia di sbalzo del marciapiede o del manubrio “appoggiato sul muretto”) casuali o intenzionali che siano, regalano comunque alla foto un’armonia che trovo affascinante.

Si potrebbe continuare a lungo divertendosi ad analizzare ancora di più questa immagine, probabilmente scovandoci e “proiettandoci” chissà quali elementi o messaggi che forse l’autore nemmeno aveva in mente. Proprio questo è il bello di quella che a me piace chiamare “foto-degustazione” (Rif. 1 , 2 , 3).

Complimenti a Guido Masi che si aggiudica il contest di quest’anno. A lui il piccolo premio offerto dagli sponsor della manifestazione ma sopratutto l’accesso al concorso mondiale.

Devo comunque fare i miei complimenti a TUTTI i partecipanti alla photowalk ed in particolare ai partecipanti al contest ai quali ho deciso di assegnare alcuni titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali che pubblicherò in uno dei prossimi post…

Parlando con amici fotografi mi sono accorto che solo in pochi hanno sentito parlare del “long portrait. Si tratta di una forma espressiva che porta il concetto di ritratto oltre la fotografia.
Il classico ritratto fotografico congela un solo istante, il long portrait lo dilata in una sequenza video, in cui però il soggetto rimane confinato in una composizione che non varia ed a variare possono essere solo i dettagli dell’espressione del viso o del corpo.

E’ una tecnica non molto diffusa e non facile da far funzionare perchè risente, ancor più del normale ritratto fotografico, del rapporto tra fotografo e soggetto. Qui le emozioni o l’imbarazzo possono anche andare velocemente fuori controllo ed il confine tra capolavoro e banalità è quindi labilissimo, ma forse è proprio questo l’aspetto che ne determina il fascino e le potenzialità.

Il long portrait è apparentemente semplice da realizzare : si creano le stesse condizioni di un ritratto tradizionale ma invece di realizzare delle fotografie si gira uno spezzone video ad inquadratura fissa, senza aggiunte, senza musica o parlato. La durata può essere di alcune decine di secondi o qualche minuto.
I risultati che ne scaturiscono possono avere un’intensità veramente notevole.

Voglio riproporre un esempio che già citai un un vecchio post.
E’ un long portrait realizzato dal fotografo newyorkese Clayton Cubitt, un artista dallo stile crudo e molto diretto, che da tempo sperimenta questa forma di ritratto.
Cubitt ha chiesto alla modella Graciella Longoria di posare in un giorno particolare: il primo anniversario della morte del padre in un incidente stradale.

E’ un’opera forse discutibile e proprio per questo mi piace citarla. Può piacere o meno.

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Qui altri video e long portrait di Clayton Cubitt su Vimeo.

Il panning notturno

Night panning

Night landing - © Copyright 2010 Pega

Il panning è una tecnica semplice e divertente. Si tratta di fotografare qualcosa che si muove (meglio se abbastanza veloce) cercando di catturarlo nitido contro uno sfondo mosso ed ottenendo un effetto che rende molto bene l’idea del dinamismo e della velocità.
Per realizzare questo tipo di immagini si allungano un po’ i tempi di esposizione e si scatta muovendo la macchina in modo da “inseguire” il soggetto, la difficoltà sta nel riuscire a mantenerlo fermo, specie con le reflex che al momento dello scatto abbassano lo specchio e abbuiano la visione nel mirino.
Non è detto che si riescano ad avere buoni risultati fin dai primi tentativi ma con la pratica in genere arrivano anche delle belle foto ed è divertente, ti consiglio di provare se non l’hai mai fatto.

A volte capita poi di osare un po’ di più e, come è successo al sottoscritto in un’umida serata in aeroporto in cui si formavano le scie di condensa generate dai vortici alari degli aeroplani in atterraggio, vien voglia di provare il panning notturno. Agli aerei.

Le difficoltà aumentano.
Il soggetto è lontano, veloce, la luce poca e le sorgenti troppo intense. Insomma non se ne infila una di foto decenti.
Allora si ricorre all’ottica stabilizzata ed allo scatto a raffica… ma sopratutto anche ad un fattore importantissimo che in fotografia non citiamo mai abbastanza…

Il Culo.

🙂

Cosa e come

Il duello

Il duello - © Copyright 2011 Pega

Ti propongo una piccola riflessione.
E’ una domanda che nasce da un vecchio post in cui scrivevo a proposito delle motivazioni che ognuno di noi trova nella fotografia.
In quel post parlavo di quella spinta di base che ci spinge a dedicare energie e risorse a questa passione.
Non a tutti viene naturale di interrogarsi su questo e cercare di capire cosa c’è davvero sotto, che cosa crea questo interesse e tutto ciò che ne deriva. 
Partendo dalle risposte che possiamo soggettivamente dare a quella domanda oggi passo a fartene un’altra: stai facendo davvero quello che ti è possibile per raggiungere l’obiettivo di quella motivazione?
Cerco di spiegarmi meglio, magari banalizzando.
Supponiamo che io abbia come forte motivazione di fondo fare della fotografia il mio modo di contribuire al miglioramento della condizione umana e magari l’aspirazione a divenire un fotografo di una rivista importante tipo il National Geographic. Potrei sperare di arrivare a questo risultato senza cominciare prima o poi a sottoporre i miei lavori a qualche giornale, a propormi come collaboratore o assistente per qualche progetto? Avrei qualche chance a tal proposito rimanendomene a casa a far foto ai gatti?
Se la mia vera aspirazione fosse invece fare i soldi con la fotografia di moda potrei sperare di sfondare senza tentare di entrare nel settore, anche come competenze e conoscenze, magari frequentando qualche workshop di fashion?
Pensaci un attimo e chiediti se stai davvero facendo quello che il motore della tua passione ti chiede per arrivare a quell’obiettivo che, anche se a volte sembra non esserci… in realtà c’è.
E’ una domanda che può rivelare cose interessanti su noi stessi.

Macro timelapse

Dopo un po’ di tempo eccomi a proporti un nuovo video timelapse di cui, si sa, sono un appassionato.
Stavolta si tratta di una combinazione tra questa tecnica e l’uso di lenti macro in una sequenza ben realizzata da Clemens Wirth, un fotografo freelance austriaco.
E’ un lavoro che secondo me nasconde grandi potenzialità e che trovo affascinante anche come sfruttamento delle ottiche macro.
Buona visione.