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Posts Tagged ‘fotografia’

Picasso

Pablo Picasso – Painting the writer

Proprio come quelle fisiche, anche le foto mentali avrebbero bisogno di essere fissate, trasferite su carta e stampate.
Quando parlo di foto mentale mi riferisco a ciò che più o meno istintivamente tutti facciamo, immagazzinando immagini nel nostro cervello, una cosa che può appassionare chi ama la fotografia e di cui mi capitò di parlare in questo vecchio post.
Visto che se non riusciamo a “stamparle”, queste foto non solo rischiano l’oblio ma nemmeno possono essere condivise con altri, ecco che nasce l’esigenza di provare a fissarle in qualche maniera, ed ovviamente il modo più semplice e naturale per farlo è scrivere.
Hai mai provato a scrivere, anzi descrivere, una tua foto mentale? Vanno trovate le parole giuste, bisogna essere sintetici ma non tralasciare niente. La foto non va bruciata con eccesso di parole ma “esposta” correttamente, cercando di non perdere l’equilibrio, non alterare la composizione e riportando al meglio i colori se ci sono.
Non è detto che sia facile e alla fine stampare una foto mentale è davvero molto simile al processo di stampa delle fotografie. È un’arte.
Vuoi provarci? Potrebbe risultare così bello da cedere poi alla tentazione di incorniciarne ed appenderne qualcuna.
Nel frattempo ti propongo un esempio, invitandoti a leggere questa splendida stampa, pubblicata da Livietta sul suo blog.

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Sembra proprio che non sia una bufala. Anche Ikea entra nel mondo della fotografia e lo fa con una fotocamera rudimentale che a breve metterà in vendita, fatta di cartone riciclato e pile in bella vista.
È un prodottino curioso, di una semplicità che probabilmente la pone più nel settore giocattoli che in quello della fotografia ma che, proprio per questo, sono sicuro catturerà l’attenzione di molti. Chissà, magari farà tendenza.
Io so già che comunque non saprò resistere e che me la porterò a casa per assemblarla seguendo il classico foglietto di istruzioni che accompagna ogni prodotto della casa svedese.
Peccato solo per un dettaglio. È una fotocamera digitale. Io l’avrei vista perfetta a pellicola, magari a foro stenopeico.

Ah, ma se davvero Ikea si mette a vendere fotocamere a quando il divano Canon ed il letto Nikon?
🙂
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Toscana

Stormy Tuscany – © Copyright 2010 Pega

Per me è uno dei generi più difficili. Certo è una considerazione personale, ma trovo che fotografare un paesaggio sia qualcosa che richiede particolari doti: una sintesi tra occhio compositivo e capacità di visione d’insieme, ma anche attenzione ai particolari ed una solida base tecnica.
Si, insomma per questo weekend assignment ti invito a fare ciò che tutti abbiamo certamente già fatto: fotografare un paesaggio. Facile?
Se, come me, sei tra coloro che ogni volta che tornano a casa con delle foto di paesaggio rimangono delusi, allora sai che facile non è. Forse è proprio il caso di accettarla questa sfida, prendendo l’attrezzatura per andare a trovare il giusto punto dove piazzare il treppiede.
Già, perché anche questo è il bello della fotografia di paesaggio, che tipicamente obbliga il fotografo ad essere parte attiva, a muoversi e cercare, magari anche a lungo e con fatica. E una volta trovato il giusto punto, a concentrarsi sullo scatto, volendo anche previsualizzando il risultato mentre cerca l’inquadratura.
Ed è questo approccio, anche un po’ meditativo, alla fotografia di paesaggio, che me la rende affascinante.

Bene, in questo fine settimana ti invito a realizzare qualche immagine su questo tema. Come sempre l’idea è che scattare avendo in mente un assignment ci può aiutare a migliorare la nostra fotografia.

Come al solito, ti invito poi a condividere i risultati di questa tradizionale missione del fine settimana, e per farlo non hai che da inserire in un commento qui sotto, il link alle tue foto.

Buon divertimento!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Si, lo sai che sono fissato con i video timelapse.
Sarà perchè li trovo così ipnotici ed affascinanti, o forse più semplicemente perchè sono consapevole di quanto siano complessi da realizzare, il fatto è che ne ho trovato un altro fantastico. È realizzato da Shawn Reeder, un fotografo che in ben due anni di lavoro nel parco Yosemite ha creato questa meraviglia di video.
Albe e tramonti, riprese notturne ed uso intenso di sistemi per il movimento della fotocamera fanno di questo timelapse un vero e proprio capolavoro del genere. Praticamente siamo allo stato dell’arte di questa specialità e sono sicuro che se lo potesse vedere Ansel Adams andrebbe a congratularsi di persona con l’autore.

Assolutamente da vedere su uno schermo di qualità in tutto lo splendore dell’HD.
Complimenti Shawn!
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Occhio / Eye

Occhio – © Copyright 2008 Pega

“The primary tools of photography are the eyes and the mind”

I principali strumenti della fotografia sono gli occhi e la mente. E’ una frase di Edward Weston che trovo meravigliosa, specialmente se applicata al contesto attuale, fatto di continue uscite di nuovi modelli di macchine fotografiche, obiettivi sempre più sofisticati ed accessori super tecnologici.
Weston creò i suoi capolavori con un’attrezzatura mediocre: macchina e lenti che non erano assolutamente di prim’ordine nemmeno per quei tempi, figuriamoci al confronto di ciò che tutti noi abbiamo oggi al collo.
Eppure sono di Edward Weston alcune tra le immagini più affascinanti della storia della fotografia, realizzate usando appunto quelli che sono gli strumenti principali per quest’arte: gli occhi e la mente del fotografo.

Da tenere sempre… a mente (appunto).
🙂

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Nadar ritratto rotante
Fèlix Nadar è stato senza dubbio una figura molto rilevante nella storia della fotografia. Oltre ad aver realizzato moltissimi ritratti di personalità famose del suo tempo, fu anche il primo a scattare foto aeree volando con la sua mongolfiera, inoltre fu tra i pionieri nell’uso della luce artificiale ed il primo a fotografare, con questo ausilio, le catacombe di Parigi.
Lo voglio però ancora citare per un altro suo particolare colpo di genio.

É il 1865 ed il fotografo-inventore francese Nadar (al secolo Gaspard-Félix Tournachon), si cimenta in una nuova idea. Decide di realizzare un suo autoritratto da più angolazioni e scatta una serie di fotogrammi che poi mostra creando un semplice sistema per vedere le immagini in sequenza.
Il risultato ha il suo fascino ancora oggi. È facile immaginare l’effetto straordinario che poteva suscitare a quel tempo…

Nadar rotante

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Daido Moriyama Tokio_2005

Daido Moriyama è un fotografo giapponese molto noto a livello internazionale. Il suo lavoro è considerato tra i più interessanti ed innovativi degli ultimi anni perché introduce una visione che è una sorta di ibrido tra la fotografia documentaristica e quella puramente artistica.
Nato ad Osaka nel 1938 è stato prima allievo di Takeji Iwamiya e poi assistente di Eikoh Hosoe, nomi che non a tutti diranno qualcosa, ma che sono quelli di due grandi maestri della fotografia giapponese del ventesimo secolo.
Negli anni sessanta e settanta sviluppa una importante collaborazione con Provoke (periodico cult di contestazione) producendo i suoi lavori fotografici più famosi: “Japan: a photo theater”, “Scandal”, “Pantomime”, “Accident”, “Farewell photography”, “Hunter”. Ma è negli anni novanta che diviene famoso a livello internazionale esponendo i suoi lavori dallo stile crudo e decadente, in musei e gallerie di tutto il mondo.

Moriyama realizzava e realizza ancora gran parte dei suoi scatti per le strade di Tokio, alla ricerca di istanti dal forte impatto.
Sono immagini spesso imperfette, in un bianco e nero dai forti contrasti, con strade e vicoli, scorci bui ed interni malfamati che il fotografo giapponese documenta con poca o nulla attenzione all’estetica, in modo quasi brutale.
Come sempre accade, è interessante sentire come egli stesso descrive il suo modo di fotografare:

“La superficie esteriore che appare ai miei occhi costituisce uno stimolo che scatena un impulso, una reazione. Io cammino per le strade della città con la mia macchina fotografica costantemente bombardato da questi stimoli. Con la mia macchina riesco a produrre una reazione a questa molteplicità di sollecitazioni e a rispondere a loro”.

Quella di Moriyama è una fotografia che, specie nella fase più intensa della sua carriera, si fece portavoce del punto di vista della generazione della contestazione, contro l’ipocrisia della società, mostrando un Giappone che il resto del mondo non conosceva.
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Un bacio in S.Croce

A kiss in Santa Croce – © Copyright 2009 Pega

Non c’è molto da spiegare per il tema di questo fine settimana. Un bacio è un bacio.

Può essere quello appassionato tra due amanti, quello rituale tra persone che si salutano o quello di mille altre situazioni.

Come fotografi possiamo decidere se rubarlo da lontano con il teleobiettivo,  chiederlo ad un soggetto consapevole o magari partecipare in un autoscatto. Sta a noi la scelta.

Puoi interpretare come più ti piace questo weekend assignment, rendendo il bacio il protagonista assoluto della tua immagine o anche solo un dettaglio in una tua fotografia.

Insomma, in questo fine settimana prova a realizzare qualche scatto su questo tema. Far fotografie avendo in mente un assignment ci può aiutare molto a coltivare la nostra creatività.
Come al solito, ti invito poi a condividere i risultati di questa tradizionale missione del fine settimana, e per farlo non hai che da inserire in un commento qui sotto, il link alle tue foto.

Buon divertimento!

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