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Archive for the ‘Photography portraits’ Category

Picasso

Pablo Picasso

Dalì

Salvator Dalì

Edward Weston

Edward Weston

Warhol

Andy Warhol

Puoi chiedere conferma a chiunque navighi in rete: internet è dei gatti.
Qualunque sia la piattaforma, da Facebook in poi, la rete è popolata dall’immancabile presenza felina ed in effetti forse questo non è altro che l’ultimo dei terreni di conquista di questi adorabili animali.
Da millenni il gatto campeggia in ogni dove ed ancor di più sembra essere presente in modo pressoché costante accanto a coloro che hanno lasciato il segno con un loro solido contribuito al mondo dell’arte. Nelle arti visive in particolare.
E così, guardando i ritratti qui a fianco, non risulta eccessivo passare alla conclusione che il gatto possa essere una vera e propria figura ispiratrice.
Grandi artisti del calibro di Picasso e Dalì ma anche molti altri, hanno trascorso le loro vite creative in compagnia di mici. Qualcuno di loro ha destinato il suo affetto ad uno o due esemplari, altri come Edward Weston, non hanno perso mai l’occasione di accogliere un nuovo ospite, poi ci sono stati alcuni personaggi originali come Andy Warhol, che raggiunse la congrua cifra di venticinque gatti, chiamandoli però tutti con lo stesso nome: Sam.

Chissà se il contributo dei felini su queste menti creative è stato nel fornire nuovi spunti, esprimere critiche o anche solo mantenere una silenziosa presenza che però spingeva a portare avanti il lavoro.
Del resto si sa: gli animali domestici, i gatti in particolare, hanno dimostrato un forte influsso positivo sugli umani ed è stato verificato che un gatto che fa le fusa contribuisce a ridurre i livelli di stress ed aiuta a mantenere la pressione sotto controllo, oltre a dare fiducia e rafforzare l’autostima.

Per chi ama la fotografia quel che è certo è che i gatti sono tremendamente fotogenici, ed il loro incrociarsi con la fotografia è una costante presente fin dagli albori di questa forma espressiva, non c’è niente da fare. E’ un dato di fatto che deve ammettere anche chi non ama i felini.
Non resta quindi che ammirare queste foto di grandi nomi dell’arte con i loro animali preferiti.
E tu hai qualche storia fotografico-felina da raccontare?

🙂 🙂 🙂

[thanks, Flavorwire]

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Steve McCurry

© Copyright Tim Mantoani

Ed eccoci al sesto appuntamento con un fotografo fotografato. Stavolta è il turno di un personaggio dei nostri giorni, il grande Steve McCurry, membro dell’agenzia Magnum ed importante interprete della fotografia di reportage con decenni di solida collaborazione con il National Geographic.
McCurry è ritratto con in mano il suo famosissimo scatto “ragazza afgana” reso celebre in tutto il mondo dalla pubblicazione sulla copertina della rivista nel 1985.
Questa immagine di McCurry è senz’altro particolare. Realizzata dal fotografo Tim Mantoani, fa parte del suo progetto “Behind Photographs” in cui Tim ha immortalato centocinquanta fotografi con in mano loro fotografie celebri. Nota molto distintiva di questo lavoro durato cinque anni, è il fatto che ogni immagine è stata scattata con una Polaroid di grande formato (20×24 pollici) con un costo stimato a scatto di almeno 200 dollari…
Dal progetto è nato un libro con cui Mantoani forse cerca anche di rientrare un po’ dei costi… 🙂
Qui il sito di Mantoani e sotto un interessante video a proposito del progetto.
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I precedenti “cortocircuiti fotografici”:

#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier

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Steiglitz
Quinto appuntamento con un fotografo fotografato. È il turno del grande Alfred Stieglitz, immortalato nel 1902 da Gertrude Käsebier.
Il suo è un nome assoluto: vissuto a cavallo tra ottocento e novecento è l’uomo a cui la fotografia deve il suo riconoscimento di forma d’arte vera e propria. Prima di lui il ruolo del fotografo era essenzialmente legato ad una funzione informativa e documentativa ma nei primi anni del novecento il movimento Photo-Secession, creato da Stieglitz, contribuì molto a dare corpo artistico all’opera Fotografica, regalandole piena libertà di espressione ed un posto importante nell’arte moderna.
Prometto che parlerò più approfonditamente di questo grande fotografo in qualche futuro post, nel frattempo facciamone la conoscenza gustando questo intenso ritratto realizzato dalla Käsebier, fotografa non famosissima ma comunque importante. Fu paladina dei diritti civili dei nativi americani e tra le prime a capire le grandi possibilità di carriera in ambito fotografico anche per le donne.

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I precedenti cortocircuiti fotografici:

#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston

 

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Tina Modotti 1921
Ed eccola anche Tina Modotti, in questa serie che voglio battezzare “cortocircuito”, che ormai è al quarto capitolo.
Dopo Eugene Atget, Berenice Abbott ed Edward Weston ecco anche lei.
Era il 1921 e questo ritratto le fu scattato proprio da Weston, per il quale lavorò prima come modella, divenendone poi assistente, amante e compagna negli anni che vissero insieme in Messico, dove Tina vide germogliare il suo talento fotografico.
Credo che posterò altri di questi ritratti “cortocircuitanti”, via via che ne avrò occasione. Mi piacciono proprio.

🙂

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Pinhole flickerians

Pinholed Flickerians – © Copyright 2013 Pega

Ed eccolo qua il primo scatto riuscito con la “Pinola”, la rossa fotocamera a foro stenopeico che ho realizzato alcune settimane orsono.
I bei tipi, immortalati con questa esposizione durata qualche decina di secondi, sono quattro amici fotografi flickeriani fiorentini incontrati una sera poco prima dell’imbrunire. Sono molto contento che siano proprio loro i protagonisti di quello che è in assoluto il primo fotogramma decente uscito da questa essenziale e basica fotocamera senza lenti autocostruita.
Ad oggi ho scattato un paio di rullini 120, distruggendo buona parte del primo tra scatti sovrapposti ed una precoce apertura della macchinetta dovuta all’avvolgimento della pellicola che sembrava inceppato. Il secondo è andato meglio, specie con alcune foto in interni.
Usare la Pinola richiede solo un po’ di attenzione. Innanzitutto bisogna sempre ricordarsi di far avanzare la pellicola (sembra banale ma me ne sono dimenticato più volte 🙂 ), poi non ci vuole troppa luce altrimenti i tempi di esposizione risultano eccessivamente brevi per poter essere rispettati con l’otturatore “manuale”, inoltre l’inquadratura va stimata bene ma “a occhio” visto che non c’è mirino.
Alla fine comunque non è difficile, basta stare attenti a come piazzarla tenendo conto del notevole effetto grandangolare e calcolare precisamente i tempi aiutandosi con un esposimetro.
Prossimi passi e perfezionamenti del progetto prima di procedere con altri rullini: allargare il buco frontale vista la vignettatura presente, sistemare un problema di avvolgimento della pellicola ed infine provare a migliorare il foro stenopeico perchè, come si vede, la nitidezza non è un granché…
🙂

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Weston
Tempo fa avevo proposto il ritratto di Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott poi, in un post successivo, la stessa Berenice ritratta Hank O’Neal.
Mi appassiona questo fatto del fotografo che viene fotografato da un collega perché, come già dicevo, lo trovo una sorta di cortocircuito artistico, qualcosa di particolarmente evocativo e ricco di fascino.
E così oggi te ne propongo un altro: il grande Edward Weston.
Weston non ha certo bisogno di presentazioni ed io ne ho parlato in fin troppe occasioni dato che lo piazzo in cima alla mia personale top ten dei grandi maestri.
Eccolo immortalato insieme alla sua mitica fotocamera Graflex 4×5″.
Era il 1923 e lo sai chi scattò questa foto? Ma certo, la sua assistente, modella, collega ed amante Tina Modotti.

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Studia attentamente questa foto. Osserva il volto, i tratti, lo sguardo perso nel vuoto. A che cosa starà pensando?
Clicca sull’immagine per guardarla in versione grande, è importante per vedere tutti i dettagli. Fallo con calma. Esamina i particolari, l’espressione, quella luce negli occhi. Cerca qualcosa in questo volto. Qualcosa che non si vede subito.
Poi dimmi che impressione ti ha fatto.
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Test image

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Helmut Newton 1Helmut Newton è il fotografo che negli anni settanta portò il nudo nell’estetica fashion, proponendo immagini talmente nuove e provocatorie da trasformare per sempre il concetto stesso di fotografia di moda.
Leggendarie sono le sue pubblicazioni White Women (1976), Sleepless Nights (1979) ma più di tutti lo spettacolare Big Nudes (1981) fatto in gran parte di foto realizzate in esterni, spesso in strada, con modelle in atteggiamenti sensuali o inquietanti, dove il rapporto con le immagini fashion divenne solo una scusa per portare avanti un progetto puramente artistico.
Helmut Newton 2Con questi lavori Newton si conquistò un posto da protagonista nella fotografia del secondo Novecento, dimostrando la capacità di sondare una dimensione che andava oltre la pura estetica, un terreno non convenzionale fatto di ambiguità ed erotismo ma anche violenza e morte. In sostanza una visione cruda della realtà dove all’osservatore tocca un ruolo di interpretazione molto importante.
Alcune immagini di Newton hanno trovato un posto di tutto rispetto nella storia di questa disciplina e sono particolarmente famose, come il ritratto di Andy Warhol nella stessa posa di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, oppure la foto di Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich.

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 Edward Weston - Nude woman -

Nude woman – Edward Weston

Magari non ci hai mai pensato, per molti non è una cosa a livello cosciente, ma per quasi tutti i fotografi esiste una foto che rappresenta un personale punto di riferimento. È quella che in un più o meno remoto passato ha fatto scattare qualcosa e, almeno in parte, è “responsabile” della nascita di un interesse particolare per la Fotografia.
Non è assolutamente detto che si debba trattare dell’opera di qualche fotografo importante, ma nel mio caso l’immagine che ritengo la principale indiziata è una famosa foto di Edward Weston. La vedi qui a fianco: Nude woman, un capolavoro che il grande maestro del bianco e nero realizzò nel 1936. Ne rimasi affascinato da ragazzino e resta a tutt’oggi una delle foto che amo di più in assoluto, per l’insieme di armonia, grazia, rigore, sensualità, talento e grandissimo senso estetico che rappresenta.
E tu ce l’hai una foto che ti ha “avvicinato alla fotografia”?

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Stefano Giogli

© Copyright Stefano Giogli

L’adolescenza è quella fase della vita durante la quale si acquisiscono le competenze e i requisiti necessari per diventare adulti: il fisico cambia mentre le esperienze emozionali diventano particolarmente intense. Il tutto avviene in un tumulto emotivo che produce grandi dissidi.”
(S.Giogli)

Si intitola “l’unico ad essere diverso eri tu” ed è tutto dedicato all’adolescenza questo splendido progetto di Stefano Giogli, fotografo perugino classe 1965, che ha voluto approfondire questa fase così particolare dell’esistenza umana andando a fotografare una serie di ragazzi proprio nelle loro stanze, immortalandone le atmosfere di intimità, conflittualità ma anche fierezza tipiche di quella sorta di habitat che è la camera di un adolescente.
È un progetto che trovo davvero bello ed originale, per certi versi anche avventuroso, ma sempre rispettoso ed intelligente. Ti consiglio proprio di andarlo a gustare come si deve: lo trovi qui, sul sito di Giogli.

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