
Tatoopsy – © Copyright 2009 Pega
Ogni tanto propongo ai lettori di questo blog una “missione fotografica” da svolgere nel fine settimana, una sorta di incarico che spinga ad approfondire un tema in modo creativo e divertente.
Dopo aver scattato invito poi a condividere i risultati di queste semplici missioni, per farlo non hai che da mettere, in un commento a questo articolo, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini.
Forse è per il fatto che si sta svolgendo il Florence Tatoo Convention 2010 che questa volta il tema mi è venuto facilmente : in questo fine settimana prova a fotografare : i tatuaggi.
E’ un tema intrigante, si può svolgere in molti modi, magari andando in giro a scovare le parti di epidermide decorata che così di frequente fanno capolino anche con gli abbigliamenti autunnali, oppure privatamente dedicandosi alle parti tatuate di qualcuno che vorrà prestarsi ad un set dedicato a questo assignment.
Sta a te decidere se sfruttare il tatuaggio come dettaglio della foto o addirittura come protagonista. Interessante potrebbe essere anche andare a scattare dove questa forma di body art nasce, magari proprio nello studio di un tatuatore professionista.
Insomma, in questo weekend prova a cercare, notare e fotografare il tatoo. Poi, se vuoi, condividi con tutti i lettori del blog. Sarà divertente e potrà portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.
—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Pubblicato su Culture, People | Contrassegnato da tag 2010, allenamento, assignment, blog, condivisione, convention, creatività, creativity, espressione, Firenze, Florence, florence tatoo, fotografia, Italy, missione, pega, photography, post, prova, share, sharing, tatoo, tatuaggio, visione | 2 Comments »
Si. Una foto che poteva nuocere, ma non è quella che vedi qui accanto. Quella a cui mi riferisco nel titolo di questo post non l’ho scattata.
Su quel tetto umido, senza essersi opportunamente assicurato, stava poco prima un uomo.
Lavorava a diversi metri dal ponteggio, con un piede appoggiato sul debole canale della grondaia. Sistemava le tegole.
D’istinto ho preso la macchina pensando di poterci tirar fuori un buon scatto ma poi mi sono fermato.
Ho cominciato a chiedermi se mettermi a far foto a quella persona fosse stata una buona idea.
L’accorgersi di essere osservato ed oggetto di attenzioni fotografiche lo avrebbe di certo preoccupato, aggiungendo pericolo ad una situazione già abbastanza rischiosa.
Ho preferito non farmi vedere e non scattare, per me non era così importante, per lui avrebbe potuto esserlo fin troppo.
A volte la fotografia è una cosa strana.
Pubblicato su Culture | Contrassegnato da tag arte, blog, condivisione, doubt, dubbio, espressione, fotografia, idea, Italy, lavoro, nuocere, obbligo, orgoglio, pega, pericolo, photography, polemica, post, questione, rischio, safety, security, sensazione, sicurezza, sicurezza sul lavoro, work | 7 Comments »
In rete si possono trovare molte iniziative dedicate a chi è appassionato di fotografia, ma quella di cui vorrei parlare oggi mi ha colpito per un approccio particolare e diverso dal solito.
Si tratta di Photoexperience, un’idea di un piccolo gruppo di fotografi toscani nata per creare eventi a metà tra un workshop ed un percorso turistico, aperti ad appassionati di fotografia di qualsiasi livello.
Ho avuto il piacere di incontrare e fare qualche domanda ad Andrea Sbisà che svolge il ruolo di art director in Photoexperience ed ecco cosa mi ha detto.
Ciao Andrea. Prima di tutto ci racconti un po’ cos’è Photoexperience ?
Tutto è nato circa un anno fa quando ci siamo trovati con un paio di amici fotografi a parlare di quanto fossero state divertenti alcune occasioni in cui avevamo provato a ripercorrere le orme di qualche personaggio famoso, o ricercato le ambientazioni di importanti opere cinematografiche. Nacque quindi l’idea di provare ad organizzare meglio la cosa per renderla fruibile anche ad altre persone e così abbiamo iniziato a proporre dei workshop a tema, dove la passione per la fotografia si fonde con l’esperienza di immergersi in storie e location affascinanti in Toscana.

Windows light - © Copyright 2010 Andrea Sbisà
Gli eventi Photoexperience si svolgono tutti in Toscana ?
Per il momento si. La Toscana è ricca di spunti fotografici, di storia e scenari spettacolari, spesso utilizzati nel cinema, piuttosto che in romanzi. E’ una regione in cui ovunque si può scovare un soggetto fotografico straordinario, e che tuttora nasconde aneddoti e personaggi tutti da scoprire: del resto anche nel più piccolo paese è facile trovare orme di qualche figura che ha scritto una pagina di storia.
Se poi interessano in particolare i periodi del medioevo o del rinascimento, la Toscana è proprio il posto giusto per fotografarne i segni e le opere. A tutto questo si aggiunge la possibilità di trovare sempre una struttura ricettiva che funzioni da base per le nostre “missioni” e che permetta di completare “l’esperienza” anche da un punto di vista del relax, e perché no, della gastronomia.
Non è detto che in futuro si possano andare a scoprire anche altre regioni ma per il momento crediamo che la Toscana sia la meta più adatta per il tipo di progetto che vogliamo far sperimentare.
Quindi oltre ad un workshop fotografico è proprio un’esperienza a contatto con la storia?
Si eccome. A volte l’esperienza è un vero e proprio “inseguire” un personaggio e le sue gesta, magari muovendosi attraverso il territorio in quelli che furono i luoghi importanti per la sua storia.
E’ un’esperienza appunto, che cerchiamo di arricchire portando ai nostri ospiti informazioni ed anche qualche piccola sorpresa.
Che durata hanno questè “fotoesperienze” ?
In genere gli eventi Photoexperience si svolgono nei week end, quindi iniziando il sabato sera e concludendosi nel pomeriggio della domenica. Abbiamo comunque realizzato anche eventi di una sola giornata, molto simili ad un workshop fotografico a tema.

Time traveller - © Copyright 2010 Andrea Sbisà
Ci puoi descrivere come si svolge in genere uno di questi eventi ?
Ci troviamo il sabato direttamente presso la struttura ricettiva che ci accoglie, in genere un agriturismo. Qui, dopo le presentazioni ed una buona cena, iniziamo con una serata che serve per introdurre l’attività dei giorni successivi, e fare conoscenza con i partecipanti..
La domenica è interamente dedicata allo svolgimento dell’esperienza fotografica che, a seconda della Photoexperience in programma, può svilupparsi in un’unica o più location.
Una meritata pausa nel mezzo della giornata permette, oltre al godimento di qualche pietanza locale, anche una verifica del lavoro svolto, e se richiesto, anche qualche approfondimento tecnico.
Come ci si iscrive ?
Ogni informazione è a disposizione sul sito www.photoexperience.it. Iscriversi è semplice: basta inviare una mail a info@photoexperience.it per indicare il numero di partecipanti ed a quale evento si vuole aderire. Non dimenticate di aggiungere un recapito per poter essere ricontattati. I costi in genere includono la sistemazione e prevedono anche quote differenziate tra fotografi ed eventuali accompagnatori.
Devo dire che la curiosità che mette questa iniziativa è notevole. Ma ci dici anche qualcosa su di te e gli altri componenti di Photoexperience ?
Il progetto di Photoexperience coniuga la mia passione per la fotografia e per i viaggi. Da esperienze personali, mi sono trovato più di una volta a cercare delle chiavi di lettura diverse del nostro territorio, scoprendo che questa ricerca regala emozioni e piacevoli sorprese. E’ stato naturale cercare di coinvolgere altri appassionati di fotografia, alla scoperta di questi ‘sentieri’.
Trovare un tema, un filo conduttore, una traccia che ci faccia vedere e scoprire la nostra Toscana in modo piacevole e stimolante, è una bella sfida.
La partenza del progetto è stata possibile solo grazie alla collaborazione con altri amici fotografi, che per esperienze e caratteristiche personali, hanno dato completezza allo staff.

Facing elephant - © Copyright 2010 Andrea Sbisà
Ci racconti un po’ della tua storia fotografica ?
La mia storia è quella del fotoamatore appassionato, quale sono da anni.
Ho cominciato da giovanissimo a fotografare con le prime macchinette automatiche, fino ad approdare nei primi anni novanta al mondo delle reflex, e poi alla rivoluzione del digitale.
Questa mia passione mi ha portato negli anni a frequentare workshop, conoscere noti fotografi, nonché cercare di portare avanti una ricerca personale continua della bellezza nascosta nelle cose e nelle persone.
La fotografia consente di attraversare un percorso continuo di crescita, di sperimentazione e miglioramento. Sarà per questo che la passione è così grande, perché il viaggio non ha mai fine!
—–
Grazie ad Andrea, del quale segnalo il notevole sito personale www.andreasbisa.it ed anche lo splendido album su Flickr.
Personalmente sono molto incuriosito da questa iniziativa Photoexperience e credo che mi spingerò a sperimentarla in prima persona, per poi riparlarne ancora qui sul blog.
Pubblicato su Culture, Interview, People | Contrassegnato da tag approfondimento, cultura, esperienza, evento, fotografia, history, idea, iniziativa, Italia, Italy, passion, passione, photoexperience, photography, ricerca, storia, tempo libero, Toscana, turismo, Tuscany, workshop | 2 Comments »

Trio - © Copyright 2010 Pega
Si è svolto tra il 29 Ottobre ed il 01 novembre il Lucca Comics and Games , un evento che ha invaso la città toscana con una spettacolare moltidudine di appassionati provenienti da tutta Italia.
Tra questi erano molto numerosi i cosplayer, che giravano per le strade ed i bastioni sfoggiando i loro splendidi e colorati costumi.
Sembravano materializati direttamente dalle dimensioni parallele a cui appartengono i loro personaggi : fumetti, videogiochi, fantasy, saghe cinematigrafiche e televisive, un universo culturale quasi sconfinato, fatto di immaginario, fantasia, divertimento e condivisione.
Avevo deciso di andare a dare un’occhiata di persona, dopo averne parlato con Trymanit , scoprendo che questo appuntamento di Lucca è forse il più importante tra quelli che si svolgono ogni anno in Italia ed è un’occasione fotografica notevole, anche per chi non conosce bene il genere e non sempre afferra il significato di qualche personaggio o dei raffinati dettagli curati con grande passione.

Cosplay beauty - © Copyright 2010 Pega
I cosplayer sono generalmente i creatori dei loro stessi costumi, felicissimi di farsi fotografare, sempre entusiasti e disponibili per mettersi in posa secondo quello che è lo stile del personaggio che incarnano.
Devo dire che sono veramente instancabili, visto anche il discreto numero di fotografi che incrocia per le strade di Lucca per questo evento.

Yellow Lady - © Copyright 2010 Pega
Purtroppo in questi giorni il meteo non si è rivelato dei migliori per una manifestazione del genere e la pioggia ha creato qualche inghippo ma nonostante questo solo pochi cosplayer si sono fatti intimidire e le strade erano comunque decisamente affollate.
Devo dire che mi è piaciuta molto l’atmosfera che si respira, un’aria festosa dove tutti sembrano conoscersi, o almeno riconoscere i rispettivi personaggi, facendo immancabilmente amicizia e contribuendo a fare di questo evento un’esperienza decisamente affascinante.
Davvero bello.
Arrivederci al Lucca Comics & Games 2011 !!
——————
Ti è piaciuto questo post ? Condividilo su Facebook o Twitter, puoi farlo anche semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.
Pubblicato su Culture, People, Photography portraits | Contrassegnato da tag 2010, 29 ottobre 2010, 29/10/2010, 30 ottobre 2010, 30/10/2010, 31 ottobre 2010, 31/10/2010, amicizia, bellezza, collettività, condivisione, Cosplay, creatività, cultura, Culture, esibizionismo, evento, fantasy, festa, fotografia, games, gathering, giovani, halloween, immaginario, inventiva, Italia, Italy, Lucca, Lucca comics and games, Ognissanti, passion, passione, social, Toscana, Tuscany | Leave a Comment »

Lion – © Copyright Chris Johns / National Geographic
In un allegato al National Geographic di qualche tempo fa, dedicato a Chris Johns, tra le molte splendide immagini, c’era questa foto.
E’ un leone che si muove fiero e deciso. Un forte vento investe la sua criniera facendogli socchiudere gli occhi. L’atmosfera è quella di una tempesta di sabbia, sembra quasi di poterla percepire, sentendone il sibilo.
Johns la accompagna con un breve aneddoto in cui spiega che in quell’occasione scattò tre interi rullini a quel leone nella polvere, tirandone fuori solo una foto buona: questa.
E’ un esempio di come l’istinto e l’esperienza possano guidare nell’insistere a fotografare un certo soggetto, anche in condizioni scomode o difficili, quando però si percepisce che si tratta di una vera opportunità fotografica che va colta fino in fondo.
Una lezione che chi fotografa in digitale deve apprezzare particolarmente, rallegrandosi di quanto ora, rispetto ai tempi della sola pellicola, sia più semplice, economico e quindi alla portata di tutti, continuare a scattare senza preoccuparsi troppo…
———–
(Chris Johns, dopo una splendida carriera come fotografo del National Geographic Magazine , è stato nominato nel 2005 direttore (editor in chief), divenendo quindi il primo fotografo ad aver assunto questa carica nella storia della prestigiosa rivista)
Pubblicato su Culture, Nature | Contrassegnato da tag africa, blog, Chris Johns, criniera, fotografia, leone, lion, National Geographic Society, natura, pega, perseverance, perseveranza, polvere, post, professional, professionista, sabbia, talent, talento, tempesta, vento, wildlife, wind | 4 Comments »

© Copyright 2010 Trymanit
Il Cosplay è un fenomeno culturale che ha avuto origine in Giappone e su Wikipedia viene definita come “la pratica dell’indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire”.
I personaggi sono spesso scelti dal mondo dei manga o delle anime giapponesi, ma anche dai videogiochi, le band musicali, i giochi di ruolo, il cinema o la TV.
Alcuni fotografi stanno seguendo con interesse questo settore avendone intuito le potenzialità creative, specie in occasione degli eventi che in Italia si susseguono ed in qualche caso rappresentano un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati come ad esempio il Lucca Comics and Games che si svolge a Lucca in autunno.
Conosco vari fotografi che seguono il cosplay e tra questi c’è Trymanit, una vecchia conoscenza di questo blog, al quale ho rivolto un paio di domande sull’argomento.
Alessandro che tipo di scatti cerchi di fare quando fotografi i cosplayers ?
Al cosplayer piace moltissmo farsi fotografare, io la foto la interpreto come una specie di riconoscimento nei suoi confronti, del lavoro che ha fatto preparando con attenzione il costume (che tipicamente i Cosplayers non acquistano già fatti ma realizzano interamente in proprio, accessori compresi. N.d.r).
Quando chiedi a un Cosplayer se vuole farsi fotografare, questi si posizionerà la maggior parte delle volte, in una posa attinente al personaggio.
Quindi è il soggetto che decide la posa, se poi saranno una serie di foto, cerco di far si che le caratteristiche del cosplayer si amalghino bene con il personaggio che interpreta e l’ambiente che ci circonda. Evito di fare come alcuni fotografi che vogliono imporre la propria volontà nei confronti del soggetto, questo tra l’altro è il mio modo di intendere il ritratto in senso generale, anche quando fotografo persone non cosplayer.
La fotografia del resto non mente… quando una posa è forzata, quando tra fotografo e fotografato non c’è sintonia, nella fotografia questo si vedrà.
Come hai iniziato a fotografare i cosplayer ?
Alla base del mio interesse per questo genere c’è senz’altro la mia passione per i videogiochi, la cinematografia di fantascienza ed il Fantasy.
E’ con il Fantasy che ho iniziato a fotografare i Cosplay, nell’edizione della Festa Dell’Unicorno del 2009 a Vinci, una festa con un indirizzo prevalentemente Fantasy con al suo interno ospitato anche un’evento Cosplay.
Sono stato letteralmente rapito dal fascino di questi ragazzi che con dedizione e sacrificio indossavano i loro costumi, dalle rappresentazioni che portavano sul palco… successivamente sono andato a Lucca Comics e da li un susseguirsi di contatti.

Copyright 2010 Trymanit
Come trovi i tuoi soggetti e che rapporto/dialogo si sviluppa con loro ?
Per i contatti un grande aiuto viene dai social network, Facebook su tutti. Postando le foto dei cosplayer, i tag e le conseguenti richieste di amicizia fanno si che si instaurino dei rapporti, il tutto nell’ambito del comune denominatore: il Cosplay, quindi, vieni a conoscienza degli eventi, richieste di foto, chiedere la disponibilità a foto fuori dagli eventi.
Che consigli ti sentiresti di dare a chi vuol provare questo genere di fotografia ?
Mi piacerebbe che chi si avvicina a questo mondo lo facesse semplicemente pensando che quello che stà vedendo non è una carnevalata. La passione, la dedizione con cui questi ragazzi portano avanti la loro passione è ammirevole, la pignoleria con la quale cercano la verosomiglianza con il personaggio cercando le stoffe, gli accessori, il taglio e il cucito per poi finire il giorno dell’evento, dove li vedi lì…tutti tesi che provano la scenetta sia che siano da soli, sia che facciano parte di un gruppo.
Quindi in sintesi la parola giusta è Rispetto. Gli chiedi una foto e vedi, almeno che non stiano salendo sul palco, che gli si illuminerà lo sguardo accompagnato da un sorriso e si metteranno in posa. La maggior parte sanno già quale posa assumere per il loro personaggio, ma possono anche capitare cosplayer meno smaliziatoi che con fare impacciato chiedono come mettersi.
Secondo me è importante valorizzare con la foto il lavoro che hanno fatto, il risalto dei particolari.
Quali sono le migliori occasioni e luoghi per fotografare i cosplayers?
Le migliori occasioni per fotografarli è durante gli eventi che durante l’anno si svolgono. Il più importante in assoluto è il Lucca Comics che si svolgerà l’utima settimana di ottobre.
——-
Grazie a Trymanit per la preziosa colaborazione ed appuntamento a Lucca con tutti coloro che volessero sperimentare questo interessante “filone”.
Pubblicato su Culture, Interview, People, Photography portraits | Contrassegnato da tag ambientazione, Cosplay, costume, creatività, cultura, divertimento, Facebook, fotografia, fun, games, gioco, intervista, Italy, location, Lucca, passion, passione, pega, personaggi, photography, post, ritratto, ruolo, Toscana, Trymanit | 2 Comments »
Claudia, una lettrice del blog, mi ha chiesto di parlare di una sua foto.
Lo ha fatto in risposta ad un mio recente post sulla fotodegustazione, una discutibile definizione che ho dato dell’atteggiamento di osservazione ed analisi che si può provare ad assumere per apprezzare in maniera più profonda le fotografie, evitando di guardarle in modo troppo rapido e superficiale.
Non si tratta quindi di critica, ma di un modo per avvicinarsi all’opera che si osserva.
L’idea di farlo con immagini che mi vengono sottoposte dai lettori del blog è una cosa stimolante ma anche impegntiva, specie in questo primo caso. Comunque, visto che le sfide mi affascinano, ecco che ci provo.
La foto in oggetto si intitola Malinconia

- Malinconia – © Copyright 2008 Mäuschen
Santa Brigida, la saracinesca chiusa, da più di dieci anni oramai, è quella del ristorante che gestiva la mia famiglia.
Lì ci ho vissuto, sono cresciuta scorrazzando per i campi ed i boschi mentre i miei lavoravano…e quando avevano un po’ di respiro si sedevano fuori.
Su quella pietra si sedeva il babbo.
Quella pietra però è ancora lì…solo quella.
Si intuisce subito che non è facile parlare di questa fotografia, ma quello che mi viene da dire per prima cosa è che si tratta di uno scatto dalla forte carica emotiva. Una carica che però è possibile percepire bene solo aggiungendo all’immagine anche l’intensità del testo che la accompagna, esattamente come per quella delle tre donne del Guatemala di cui parlavo.
Anche questo è un esempio che tende a consolidare la mia convinzione sull’importanza delle parole in fotografia e sul fatto che, dove necessario, queste siano sempre da associare all’immagine perchè possono contribuire molto al significato di un’opera.
La struttura è incentrata sulla pietra, posta centralmente nell’inquadratura ma non proprio perfettamente a mezza altezza, quasi come se la fotografa avesse deciso di lasciare lo spazio per permetterci di immaginare seduta sopra la figura del padre.
E’ una pietra dalla forma e colore strani. Appare come levigata nella sua parte centrale ed ha una struttura che ricorda molto quella delle bitte, gli oggetti un tempo in pietra ed oggi in metallo a cui si fissano le cime che ormeggiano le navi nei porti.
Probabilmente, come per altre considerazioni che sto facendo, si tratta di una mia postproiezione, ma questa somiglianza con una bitta mi ha fatto immaginare che a questo oggetto la fotografa è invisibilmente legata. La pietra su cui si sedeva il babbo è un vecchio ormeggio sicuro che, nonostante la malinconia e gli anni, rimane nel tempo.
Sulla sinistra c’è la saracinesca chiusa, con i gradini che portano nel locale oggetto di tanti ricordi.
Gli scalini, ma anche il bandone stesso appaiono curati e puliti, come se si trattasse solo di una chiusura domenicale. Sul pavimento accanto sono invece presenti piccoli sassi e detriti, che sembrano rappresentare i segni di un lungo abbandono. Questo contrasto tra gli scalini ed il pavimento è un dettaglio che, se notato, colpisce divenendo un elemento in grado di trasmettere una particolare inquietudine.
Un altro aspetto di cui vorrei parlare è l’angolo di inquadratura.
La foto appare come scattata da una normale posizione in piedi. Non so se Claudia abbia realizzato solo questa foto o anche chissà quali altre da diverse angolazioni, ma questa è quella che abbiamo. La scena è ripresa da un’altezza che non è quella della bambina che era ai tempi del ristorante. Si sarebbe potuta abbassare, inginocchiare, ma ora è cresciuta, le cose vengono viste da un’altra prospettiva.
C’è un’adulta dietro la macchina fotografica, una persona che ricorda con amore e malinconia quegli anni ormai lontani ma lo fa con la consapevolezza di aver saputo andare avanti.
——
Vorrei invitare chi legge questo mio tentativo di analisi ad intervenire ed aggiunere il suo pensiero se lo desidera. Provare ad approfondire l’osservazione di questa foto non è stato un compito facile, sia per il tema, sia perchè non mi reputo particolarmente abile nel farlo.
Credo comunque che lo spirito di sfida e condivisione che mi spinge a far vivere questo blog non mi concedesse di sottrarmi alla proposta di Claudia e così è andata, anzi credo che mi presterò volentieri a proseguire in futuro con altre fotografie che i lettori vorranno sottoporre.
Ti piacerebbe vedere “fotodegustata” una tua foto ?
Bene, scrivi a pegaphotography@gmail.com allegando una tua fotografia o il link ad una immagine di tua produzione che vorresti essere pubblicata e analizzata qui.
La posterò volentieri con un mio tentativo di degustazione aperto ai contributi di chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.
Pubblicato su Culture, Decay | Contrassegnato da tag analisi, babbo, bambina, blog, Claudia, creatività, degustazione, emotions, emozioni, esperimento, espressione, expression, famiglia, Firenze, Florence, fotodegustazione, fotografia, Italia, Italy, language, lettura, linguaggio, linguaggio fotografico, malinconia, padre, papà, passato, People, photography, reading, ricordi, ristorante, Santa brigida, sentimenti, Toscana, Tuscany | 1 Comment »

- Alone in the rain – Copyright 2008 Pega
Le previsioni per questo weekend non dicono niente di buono…
E’ comunque sabato e dato che è qualche tempo che non te lo propongo, rieccomi con l’idea di un assignment da sviluppare nel fine settimana.
Come al solito l’idea è quella di provare qualche scatto “a tema” perchè sono convinto che fotografare con in mente una piccola missione sia divertente e stimolante.
La condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni è poi un ulteriore passo che ti invito a fare. Basta che inserisci in un commento a questo post, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altro sito in cui avrai messo i tuoi scatti.
Dunque il tema di oggi è semplicissimo ed anche particolarmente adatto alle previsioni meteorologiche di cui parlavo all’inizio.
Si tratta di fotografare : la pioggia.
L’idea non è solo di creare immagini di acqua che cade, ma di carpire nella foto le storie, le emozioni o le sensazioni che la pioggia porta con se.
E’ un assignment molto libero, che puoi interpretare come preferisci, l’importante è che la pioggia si un elemento cardine dello scatto.
Lo so che qualcuno preferirà rimanere a casa al calduccio ma credimi, il maltempo è in realtà un’opportunità fotografica. Esci a scattare anche se piove, non te ne pentirai.
E poi condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.
—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Pubblicato su Black and White, Candid portraits, People, Street Photo | Contrassegnato da tag acqua, allenamento, alone, assignment, blog, esercizio, fine settimana, Firenze, Florence, fotografia, Italia, Italy, maltempo, missione, pega, photography, pioggia, post, rain, sabato, tema, Toscana, Tuscany, water, weather, weekend | 3 Comments »

World fastest turtle - © Copyright 2008 Pega
Oggi ti propongo alcuni miei folli e sconclusionati appunti sul processo creativo…
1) Ascoltare ed annotare
– Ricordati di tenere un block notes sul comodino e scrivere subito quel sogno, anche se sei nel bel mezzo della notte, perchè al mattino te lo sarai dimenticato.
– Leggi il più possibile
– Acquista una lavagnetta adatta a prendere appunti sott’acqua (quelle che usano i sub) perchè le migliori idee vengono quando si è sotto la doccia.
2) Rielaborare e creare
– Sperimenta e liberati dalle paure di fare qualche figuraccia.
– Contaminati ! Interessati delle cose che non ti interessano e assaggia ciò che sembra non piacerti.
– Esplora
– Cerca di vedere le cose da una prospettiva diversa.
– Creati lo spazio ed il tempo in cui Pensare. Solamente Pensare.
– Ripeti gli esperimenti anche quando non riescono alla prima. Non sei Willie il coyote.
3) Imparare e inventare
– Impara almeno una cosa nuova al giorno
– Ispirati e rielabora
– Rielabora ed ispirati (bis)
– ESAGERA, poi torna leggermente indietro.
E poi….
Ehi! – Forte! Ma guarda… manco so come mi è venuto fuori…
🙂
Pubblicato su Culture, Nature, Panning | Contrassegnato da tag bischero, blog, blogpost, creatività, creativity, fast, fastest, fotografia, fun, mondo, Panning, pega, photography, scherzo, semiserio, tartaruga, turtle, veloce, world | 2 Comments »
.
Prima del 1878 era convinzione comune che nel galoppo del cavallo, l’istante in cui tutte le zampe sono sollevate da terra fosse quello di massima estensione.
Ne sono prova moltissimi dipinti come l’esempio a fianco, il noto Le derby d’Epsom, realizzato nel 1821 dal pittore francese Théodore Géricault.
Ma nel 1872 un ricco signore, che per inciso era anche il governatore della California, ingaggiò una scommessa con alcuni facoltosi amici : sosteneva che il cavallo rimaneva sollevato in un momento che non era quello di massima estensione.
L’incarico di cercare di realizzare una prova “inconfutabile” fu affidato al fotografo Eadweard Muybridge, al tempo già abbastanza noto per le sue immagini naturalistiche scattate nel Parco Nazionale di Yosemite.
Nel 1878, dopo molti tentativi, Muybridge riuscì finalmente a fotografare con successo un cavallo in corsa utilizzando una serie di 24 fotocamere poste lungo un tracciato rettilineo ed otturatori singolarmente attivati da fili tesi sul percorso del cavallo.
Quello che risultò fu una sequenza fotografica chiamata The Horse in motion che provò come gli zoccoli si sollevassero dal terreno contemporaneamente solo nel momento di compressione.

Il lavoro di Muybridge non rappresentò solo la vincita di una sostanziosa scommessa e nemmeno solo una pietra miliare nella storia della fotografia (e poi del cinema), fu anche il consolidamento del concetto, tuttora riconosciuto, che la fotografia ha un vero e proprio valore di prova.
Ma fu anche un avvenimento che sconvolse la pittura.
L’idea che esistesse uno strumento che poteva provare l’errore dell’occhio umano e rendere in un sol colpo superate alcune visioni pittoriche influenzò seriamente l’attività di molti artisti che iniziarono ad affidarsi sempre più al mezzo fotografico come base di partenza per il loro lavoro.
Lo stesso Degas, proprio basandosi sulle foto di Muybridge sviluppò un approfondito lavoro sul movimento e le posizioni dinamiche del cavallo.
La simbiosi tra pittura e fotografia aveva raggiunto una nuova fase.
Pubblicato su Black and White, Culture, History of photography, People, Technique | Contrassegnato da tag art, arte, blog, California, cavallo, compressione, Eadweard Muybridge, estesione, history, horse, pega, posizioni, post, prova, sequence, sequenza, storia, Yosemite National Park, zampe, zoccoli | 6 Comments »
« Newer Posts - Older Posts »