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Posts Tagged ‘fotografia’

Sì, forse Ansel Adams si contorcerà nella tomba, ma di fronte al lavoro di Matthew Albanese non si può che rimanere incuriositi.
Perché dico così? Semplice: guarda la foto sopra. Lo splendido scenario che appare non è in realtà un bel panorama di montagna ma semplicemente il dettaglio di un plastico ben fatto. Si, hai letto bene: un modellino.

Che la fotografia sia spesso finzione è parte integrante del gioco ma qui siamo di fronte ad un artista del falso, un fotografo che prima di tutto è un abile artigiano con il talento per la creazione di oggetti che una volta fotografati ingannano perfettamente l’osservatore. L’acqua non è liquida, le montagne sono a pochi centimetri, quel blu non è il cielo e la foto è stata scattata in una cantina, dai un’occhiata qui sotto.

Matthew, nonostante sia un autodidatta che utilizza materiali fai da te, è un vero e proprio creatore di mondi in miniatura ed ha la capacità di fotografarli con una tale maestria da renderli davvero reali.
Usa del semplice cotone per fare le nuvole, pezzi di vetro per rendere l’effetto dell’acqua o il sale da cucina per simulare la neve, dosa saggiamente la profondità di campo per dare l’effetto di grandi distanze ma sopratutto ha sviluppato un’abilità particolare per illuminare correttamente la scena, ed è proprio questo che credo gli permetta dei risultati così ammirevoli. Come sempre la luce è la chiave di un bello scatto.

My work involves the construction of small-scale meticulously detailed models using various materials and objects to create emotive landscapes. Every aspect from the construction to the lighting of the final model is painstakingly pre-planned using methods which force the viewers perspective when photographed from a specific angle. Using a mixture of photographic techniques such as scale, depth of field, white balance and lighting I am able to drastically alter the appearance of my materials.

Matthew Albanese

Un altro aspetto originale di Albanese è la sua voglia di condividere con il pubblico le immagini dei modelli da lui costruiti. Pubblica sul suo sito anche l’avanzamento dei lavori di alcune opere, mostrandole nelle varie fasi di completamento, una forma di apertura e disponibilità a rivelare il proprio lavoro davvero ammirevole.

Matthew Albanese

Ti invito a dare un’occhiata al suo sito dove sono pubblicate molte altre immagini, dettagli della costruzione dei modellini e successiva realizzazione degli scatti.

🙂

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Seduto nell'angolo

Seduto nell’angolo – Copyright 2010 Pega

La luce del primo mattino entrava calda e delicata in questa meravigliosa sala del complesso di San Galgano.
Avevo voglia di fare qualche scatto con il grandangolo, così mi sono aggirato un po’ tra le colonne e provato varie inquadrature ma niente… nessuna angolazione mi soddisfaceva.
Ho deciso quindi di fermarmi un attimo e mettermi in un angolo per studiare quale fosse la posizione migliore da cui fotografare quel magnifico posto ed ecco… proprio nell’angolino, accovacciato a guardare… era da lì l’inquadratura più bella.

E’ solo il racconto di un mio scatto. Provare a raccontare come nasce una fotografia è una cosa che talvolta mi piace fare. Forse è perché rimango sempre affascinato quando mi capita di leggere qualcosa del genere, specie nei casi in cui si tratta di descrizioni fatte da fotografi che ammiro.
E così ogni tanto provo a scrivere com’è venuta fuori una foto, accorgendomi che c’è da imparare qualcosa anche nel raccontare un proprio scatto.
E tu ci hai mi provato? Se si, hai voglia di raccontarlo?

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No War

No War! – Copyright 2009 Pega

Ed eccomi a proporti un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend.
Se ogni tanto leggi questo blog sai che sono convinto che fotografare con in mente una piccola missione da svolgere sia un qualcosa di non soltanto divertente, ma anche capace di riflettersi in interessanti spunti creativi. C’è poi lo stimolo della condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni e per farlo non hai che da postare in un commento sotto il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo i tuoi scatti.

Il tema di oggi è una sfida che da sempre esiste in fotografia ed è uno dei fattori importanti che la rende così affascinante: la sfida di riportare le tre dimensioni della realtà sulle sole due dell’immagine fotografica.
Insomma il tema di questo weekend assignment è una delle chiavi dell’espressione artistica in fotografia: la profondità.

Puoi cercare di esprimere la profondità in vari modi, con l’inquadratura alla ricerca della prospettiva e delle vie di fuga, con un’opportuna scelta di soggetti, con il classico sfuocato, con l’uso della luce o un mix di tutti o parte di questi elementi.
L’idea di profondità e tridimensionalità è qualcosa che può rendere bellissima una fotografia.

Interpreta come più ti piace questo assignment, nel weekend prova a cercare l’effetto di profondità, fanne il protagonista di qualche tuo scatto e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

Buon divertimento!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Nutshell

Su un guscio di noce – © Copyright 2012 Pega

“Ma che bel colore! Ehi, ma che rosso!”
Si ma… hai mai pensato a quanto i colori siano un concetto così incredibilmente e misteriosamente relativo?

Nel tuo cervello vedi un colore, magari il bellissimo blu profondo di una limpida giornata invernale. E’ il tuo blu. Ma chi ti dice che nella mente di un’altra persona quel blu appaia come appare a te? Potrebbe essere che per lui il blu sia ciò che per te è il rosso e che l’unica cosa che avete in comune sia solo il nome di quel colore. C’è modo di saperlo?

Prova per un attimo a descrivere a parole un colore. Ci riesci? O devi per forza ricorrere a dei paragoni?
I colori sono delle percezioni relative, sensazioni soggettive, e la cosa affascinante è che gli stessi colori possono apparire diversi anche a noi stessi, in funzione di tutta una serie di variabili.
Si sa, ad esempio, che i colori vengono percepiti diversamente a seconda della luce e degli altri colori attorno, ma c’è anche una quantità di fattori emotivi che possono influenzare la nostra percezione. Un bel verde può apparire freddo e malinconico la mattina appena ci svegliamo ma ben più incoraggiante e vitale nel pomeriggio o la sera. Hai mai provato qualcosa del genere? Casi in cui la percezione dei colori cambia in funzione dello stato d’animo?

Ti invito a pensare a tutto questo, a come vedi i colori nelle tue fotografie ed in quelle degli altri.
I colori sono connessi con le emozioni e di conseguenza le sensazioni che le immagini ci danno possono essere modificate da tutta una serie di influenze che i colori hanno su di noi.

Trovo che questo dei colori sia un argomento affascinante, a tratti folle e misterioso, ma con il potere di stimolare e spingere qualsiasi fotografo a tentare di esplorarlo. Addirittura anche chi fotografa solo in bianco e nero.

🙂

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Severity

Severity – © Copyright 2011 Pega

Non cestinare quella foto, a volte le immagini hanno bisogno di tempo.
Ci sono scatti che sul momento non ci soddisfano, sembrano insignificanti o addirittura brutti. Quasi non li prendiamo in considerazione quando scorriamo le immagini che escono dalla nostra macchina dopo un’occasione fotografica.
Eppure non bisogna cedere subito alla voglia di far pulizia.
Non dico di tenere tutto: ci sono foto oggettivamente sbagliate, sfuocate, mal composte o con l’esposizione sballata. Quelle sì, è inutile che le teniamo a prender posto, ma ce ne sono altre che solo dopo un po’, solo dopo che son rimaste un po’ lì “a candire”, siamo davvero in grado di valutare.
Sono foto che hanno bisogno di tempo. Magari ad un certo punto le vediamo, ci accorgiamo di loro, le stampiamo e le lasciamo ancora un po’ a maturare appese da una parte. Magari è proprio così che fioriscono, ci dicono come vogliono essere trattate, processate e stampate, magari tirando fuori qualcosa di anche molto diverso da ciò che si cercava al  momento dello scatto.
Mi diverte pensare che forse anche in fotografia, come in enologia, esista una sorta di processo di invecchiamento e successivo affinamento che lentamente porta a maturazione alcune opere, rendendole solo dopo un po’ di tempo, adatte ad essere apprezzate.
🙂

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20120309-154742.jpg

Oggi ti voglio segnalare una interessante serie di brevi video interviste a fotografi famosi che sono state realizzate e messe a disposizione online.
Si tratta della trasmissione “The Photograph”, fatta di mini documentari prodotti per il canale tematico satellitare Virgin Television ma che ora si possono vedere anche direttamente sul web.
Sono ben fatti, doppiati in italiano e ci fanno conoscere alcuni importanti artisti tra cui anche gli italiani Fontana e Galimberti, oltre veri e propri miti come McCurry o Zimmermann, attraversando quindi generi fotografici anche molto diversi: dal fotogiornalismo alla fotografia d’arte.
Ogni settimana tocca ad un grande nome, cinque minuti in cui il fotografo si racconta con immagini e parole, spiegando la sua visione e le sue opere.

Se ti interessa puoi trovare tutti gli episodi di The Photograph sull’apposita pagina del sito di Virgin Radio Television.

Buona visione.

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Sarà per una deformazione professionale o perché ho visto lo sconforto e la disperazione negli occhi di chi ha perso il suo archivio, il fatto è che tra i miei propositi c’è di parlare di backup ogni tanto; diciamo almeno una volta l’anno, mi pare il minimo.
Oggi ripropongo quindi alcune considerazioni che ritengo sempre valide e che con l’occasione ho un po’ aggiornato.

Sadness

Sadness – © Copyright 2008 Pega

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Scatti in digitale?

Lo fai (vero?) un sano e regolare backup del tuo archivio fotografico? Ne hai una o più copie di sicurezza?
Lo dico perché ogni tanto mi capita di parlare con qualcuno che ha appena perso molte delle proprie foto digitali, in qualche caso TUTTE. Tipicamente perché gli si è rotto l’hard disk del PC su cui aveva il suo intero archivio.
Roba da mettersi a piangere.

Ebbene, per favore, ti prego, FAI IL BACKUP delle tue immagini, fallo regolarmente, fanne anche più di uno. Ne vale veramente la pena.
Con l’aumento dei megapixel delle nostre immagini è aumentato notevolmente il volume dei dati da cui è formato il nostro archivio di files fotografici ma ci sono molti metodi per fare efficacemente la copia del proprio lavoro.

Copie su Hard Disk esterni
Il prezzo dei piccoli hard disk esterni o removibili è sceso sotto la soglia dei 0,20 Euro a Gb. E’ una soluzione pratica ed efficace ed è probabilmente quella che è più adatta ai fotografi.
In particolare è da prendere in considerazione l’adozione di dispositivi di rete (NAS) con due o più dischi ridondanti che effettuano automaticamente la copia dei dati.
I NAS ormai si trovano sul mercato consumer a prezzi davvero interessanti e per innalzare ancora il livello di backup dei propri dati è possibile associare al NAS una o più  unità disco rimovibili (e quindi trasferibili altrove) su cui effettuare periodicamente un ulteriore e fondamentale livello di salvataggio.

Copie su DVD
Si tratta del supporto la cui garanzia di durata nel tempo è maggiore. ATTENZIONE però, non tutti i supporti che acquistiamo riportano esplicitamente i valori di persistenza dei dati nel tempo. Per le finalità di backup è necessario acquistare supporti di alta qualità (in genere marcati “master”) e non cercare il risparmio a tutti i costi.
I problemi legati a questa tecnologia, che per certi aspetti è da considerare un po’ datata, sono quelli del ridotto spazio disponibile su ogni supporto e la laboriosità delle operazioni di backup che si riflettono sulla difficoltà di mantenere davvero nel tempo un buon piano di backup frequente.

Copie su nastro (DAT)
E’ una tecnica professionale la cui applicabilità è perfetta per chi si trova nella condizione di dover salvare enormi quantità di dati.
I supporti a nastro sono veloci ed affidabili ma le unità che li utilizzano sono abbastanza costose.

Storage su Internet
Negli ultimi anni sono fioriti molti servizi che offrono buone quantità di spazio su server farm molto sicure e sempre accessibili. Una soluzione ottimale per chi desidera il massimo della garanzia e la possibilità di poter accedere ai propri files sempre e da qualunque luogo.
Il rovescio della medaglia di questa che potrebbe essere la soluzione ideale sono i costi ed i lunghi tempi di trasferimento dei dati.

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Qualunque sia la tua scelta per il backup l’importante è iniziare a farlo.
E non dimenticare di :

– Separare i supporti contenenti il backup dal PC. In questo modo anche in caso di disastro o furto (opzione non così remota) nel luogo dove questo risiede, si ha in salvo una copia dei dati.

– Considera di optare per una strategia in più copie. Il gioco può valere la candela…

– Effettuare frequentemente e costantemente il salvataggio dei dati sui supporti di backup. Meglio se in modo automatico.

– PROVARE e VERIFICARE la rileggibilità dei dati salvati !

Una domanda : quanto saresti disposto ipoteticamente a pagare per riavere il tuo archivio fotografico in caso di perdita? Pensaci sul serio. E’ solo un’ipotesi perché in moltissimi casi di perdita di dati (eccetto quello un po’ inedito ed inusuale di “rapimento”) questi non tornano disponibili nemmeno con tutto l’oro del mondo.

Pensaci bene, poi se non l’hai ancora fatto, considera seriamente di alzarti dalla sedia ed andare subito ad investire almeno una parte di quella cifra per il tuo sistema di backup.

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All and nothing

All and nothing – © Copyright 2009 Pega

“There’s nothing wrong with loving a camera — as long as it remains platonic”
(Non c’è niente di male nell’amare una macchina fotografica – finchè rimane platonico)

Ho trovato questa ironica frase del fotografo americano Gregory Simpson che fa riflettere sull’importanza, a volte morbosa, che in qualche caso viene data all’attrezzatura, in particolare alla macchina fotografica ed al suo “corpo”.
Si certo, la fotocamera è importante, è il nostro strumento. Va curata e trattata bene, manutenuta e protetta ma è pur sempre solo una parte (transitoria, per altro) del nostro corredo.
Eppure ogni tanto capita di conoscere qualcuno che le rivolge un’attenzione spropositata, dandole un’importanza eccessiva decisamente feticista.

Ma quello che mi lascia definitivamente perplesso è quanto questo attaccamento morboso raramente si rifletta anche in una vera, profonda ed intima conoscenza della macchina nei suoi aspetti di funzionamento, nelle sue vere peculiarità.
Lo dico perchè ho conosciuto persone in grado di pulire con un cencetto bagnato la macchina ad ogni utilizzo, strofinandola ed alitandoci sopra, di riporla nella sua scatola dopo ogni uscita e di portarla quasi mensilmente a pulire il sensore. Queste stesse persone però si scopre che non hanno mai letto completamente il manuale del loro “tesoro” e non conoscono nemmeno la metà delle potenzialità e caratteristiche.

Insomma un feticismo fotografico che a mio vedere è piuttosto preoccupante
🙂

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Giudizio

Il Giudizio – © Copyright 2010 Pega

A tutti noi fa piacere che gli altri dimostrino apprezzamento per le nostre foto.
Questa forma di riconoscimento non è certo la sola ma è una delle motivazioni (razionali o inconsce) che per molti contribuiscono a stimolare la voglia di fotografare e dar sfogo alla propria vena artistica producendo immagini da mostrare al resto del mondo.
Ma questo riconoscimento non è detto che ci sia sempre, anzi diciamo che può proprio non esserci ed a qualcuno accade che nella cerchia di persone che vedono le sue fotografie non ci sia nessuno che le apprezzi.
Che si tratti di gusti o di preparazione, il fatto è che in tale situazione può capitare di deprimersi e perdere motivazione. Non sono rari i fotografi che per questo motivo non riescono ad avviarsi come professionisti o che da amatori smettono di mostrare le proprie foto agli altri, finendo per tenersele solo per sè.

Il riconoscimento non deve essere un elemento cardine e nemmeno un obiettivo da raggiungere. Semmai sarà una conseguenza, che arriverà se e quando lo vorrà, senza regole o tempi certi.

Fai le foto che ti piacciono, impara, sperimenta, approfondisci, insegui la qualità, fatti guidare dal tuo istinto artistico e dai tuoi gusti. Sguinzaglia la tua creatività senza farti influenzare delle critiche, o peggio, dal disinteresse che ti si dovesse manifestare intorno. E quando sei soddisfatto delle tue foto fai in modo che in molti possano vederle.
Il tuo pubblico non è detto che sia vicino, anzi è decisamente improbabile che lo sia, e proprio per questo è importante mostrare i propri lavori a più persone possibile: perchè solo allargando il proprio pubblico si scopre che esiste sempre chi davvero apprezza le nostre immagini.
Se la cerchia del tuo pubblico diviene abbastanza grande, e va oltre la famiglia e gli amici, scoprirai che esisteranno ancora persone non interessate alla tua fotografia, come ci sarà poi anche qualche forte critico, ma non mancheranno mai gli ammiratori.
🙂

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Arco lamp - Copyright 2009 Pega

Arco lamp – Copyright 2009 Pega 

L’attraversare periodi di scarsa ispirazione, momenti poco creativi e produttivi, è un’esperienza che accomuna praticamente tutti gli appassionati di fotografia; probabilmente non è azzardato dire che è un fenomeno condiviso da una gran parte di coloro che producono forme d’arte.
E così ecco che oggi voglio riproporre un post di un po’ di tempo fa in cui proponevo un semplice esercizio, che ritengo sempre valido.
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Crisi fotografica? Non hai ispirazione? Stai invidiando quei favolosi fotografi del National Geographic che girano il mondo a far foto? Beati loro che hanno un sacco di opportunità? Beh. Ti propongo una cura.
Ecco le regole : prenditi un’ora esatta di tempo, sessanta minuti in cui scattare un intero rotolino di foto. Hai una digitale? Bene allora considera che dovrai fare 30 o 40 fotografie. Il luogo sarà a tua scelta ma la caratteristica fondamentale è che deve essere di ridotta estensione. Diciamo che l’idea potrebbe essere quella di usare una stanza della tua casa. Se vuoi stare all’aperto va bene un piccolo giardino, l’orto o anche un angolo del tuo quartiere, ma molto circoscritto.
I soggetti saranno esclusivamente gli elementi, oggetti, persone o dettagli, presenti nel luogo scelto. Ogni soggetto dovrà essere ritratto in modo da permettere a chiunque di capire di cosa si tratta.
Pensa e studia ogni foto come se fosse destinata alla pubblicazione o all’esposizione… sei un artista e quello è il tuo modo di realizzare capolavori. Non fotografare un soggetto per più di una volta.

Ecco qua. E’ un esercizio stimolante, una specie di booster della creatività… provare per credere.
🙂

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