Oggi riflessione contorta.
Dunque, ci sono le cose importanti e ci sono le cose che ci interessano, non sempre i due concetti coincidono. A volte può capitare che la nostra mente tenda a scivolare verso le seconde, una deriva più o meno cosciente che in qualche caso scatena una sorta di senso di colpa.
Può succedere anche con la fotografia, come con mille altre passioni e interessi.
Se questo ti accade può essere utile farti una domanda: perchè?
Non è detto sia facile rispondere, ma potrebbe essere importante.
Posts Tagged ‘passione’
La fotografia è importante?
Posted in Culture, Night shots, tagged contorsione, fotografia, idea, importante, passione, pega, riflessione on 24/06/2013| Leave a Comment »
Polaroid addiction
Posted in Culture, History of photography, Technique, video, tagged addition, analogica, blog, dipendenza, droga, fotografia, grande formato, istantanea, passione, peel apart, pega, Polaroid, stampa a contatto, strappo, tunnel on 17/05/2013| 7 Comments »
Ebbene sì, mi trovo da tempo nel tunnel della la Polaroid a strappo e devo metterti in guardia visto che più passano i mesi e più mi convinco che si tratti di una cosa pericolosa e da sconsigliare perché dà dipendenza 🙂
Il fatto è che con la Polaroid si entra di colpo in un universo parallelo. La fotografia istantanea è un po’ passato ma anche presente, forse anche futuro, il tutto arricchito dalla percezione che ogni foto è un pezzo unico, un po’ imprevedibile, di sicuro irripetibile.
Anche il costo vivo (circa 1,2€) di ogni scatto diviene un elemento del gioco, secondo me addirittura un valore aggiunto che, oltre a far meglio percepire il “peso” della foto che alla fine si ha in mano, porta il fotografo a valutare con maggior attenzione ogni click e lo costringe a fare considerazioni che con il digitale sono spesso ormai dimenticate.
Specie con il formato “peel apart”, in cui mi sono imbattuto, si tratta poi di fotografare su negativi di notevoli dimensioni. Il fotogramma del Pack 100 è infatti 3,25×4,25 pollici, non un grande formato a tutti gli effetti ma sicuramente una dimensione notevole rispetto ai sensori APC ed anche al 35mm. Questo si lega con il fascino classico ed immutabile della stampa a contatto che avviene proprio nelle nostre mani, quando si estrae la busta dalla fotocamera ed inizia il processo di sviluppo e stampa, seguito poi dalla gustosa operazione di separazione della fotografia finale dal suo negativo.
Ed è proprio in queste fasi, dopo l’esposizione, che ci si trova con in mano un mini laboratorio fotografico mobile. Qui il fotografo è ancora parte del processo, interagisce e può influire con le sue decisioni sui tempi di sviluppo o anche intervenire con un suo contributo creativo, alterando o addirittura stravolgendo il risultato finale. Mi riferisco, ad esempio, alla possibilità data dalla pellicola “peel apart”, di completare la stampa su un supporto diverso dalla sua carta, trasferendo l’immagine su cartoncino, legno o stoffa.
E non è tutto: anche il negativo è sfruttabile. Non è il caso di buttarlo come indicato nelle istruzioni, ci si può divertire a recuperarlo sciogliendo con la candeggina la patina nera che lo copre sul retro della busta.
Insomma: un piccolo universo di possibilità creative…
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La Colorpack III
Posted in Culture, History of photography, Technique, tagged analogica, anni settanta, colore, fotografia, istantanea, passione, peel apart, pega, plastica, Polaroid, serventies, strappo, vintage on 07/05/2013| 26 Comments »
Con un incauto acquisto su Ebay del valore di ben €10,75 sono entrato in possesso di qualcosa che ho subito considerato un piccolo gioiellino: una vecchia Polaroid Colorpack III.
Commercializzata intorno al 1970 questa macchinetta faceva parte della linea di fotocamere rigide pensate per utilizzare pellicole “a strappo” ovvero le Polaroid serie-100 Land Pack, che non si trovano più in commercio. Fortunatamente però funziona anche con le Fujifilm FP-100 tutt’ora in produzione e di facile reperibilità.
Mi è arrivata dalla Francia con tanto di scatola e polistirolo originale, sembra nuova e mi è bastato metterci due pile stilo per provare i primi scatti: che meraviglia.
Usare questo tipo di fotocamere è qualcosa che consiglio a chiunque sia appassionato di fotografia, specie ai “nativi digitali”.
Scattare è allo stesso tempo semplice e complesso, ogni scatto è una piccola storia.
Le regole sono sempre le stesse ma l’esperienza cambia. La messa a fuoco è manuale e si ha solo un curioso ausilio: un rettangolo rosso visibile nell’oculare in cui va posizionata la testa del soggetto ed avere di conseguenza una distanza di 1,5 metri, consigliata per i ritratti. Il libretto di istruzioni dice che nel caso di bambini o persone con lunga barba bisogna approssimare 😀
Poi occhio alla luce ed alla scarsa “intelligenza” dell’esposimetro che, specie se confrontata con quella di qualunque digitale attuale, richiede un po’ di ragionamenti su ciò che si ha davanti e su come regolare di conseguenza una rotellina per la compensazione dell’esposizione.
Quando si è pronti non resta che schiacciare con decisione il pulsante di scatto provocando un bel “CLACK”. A questo punto si tira fuori dalla macchina una busta contenente l’insieme di negativo, carta e acidi vari che nello “strappo” vengono spalmati all’interno ed avviano il processo di sviluppo.
Un paio di minuti, che fidandosi si possono far scandire da un timer meccanico posizionato sul lato della fotocamera, ed è il momento di separare la stampa dal negativo. Facendo attenzione a non impiastricciarsi le mani con gli acidi, si apre la busta e ci si trova con un’immagine che sembra magica, i colori prendono corpo mentre la guardi. Ha un sapore tutto particolare: è una Fotografia istantanea fatta con una Polaroid a strappo.
La prima foto che hai amato (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged arte, bianco e nero, donna, equilibrio, fascino, genio, nudo, passione, Weston, woman on 09/04/2013| 8 Comments »
Magari non ci hai mai pensato, per molti non è una cosa a livello cosciente, ma per quasi tutti i fotografi esiste una foto che rappresenta un personale punto di riferimento. È quella che in un più o meno remoto passato ha fatto scattare qualcosa e, almeno in parte, è “responsabile” della nascita di un interesse particolare per la Fotografia.
Non è assolutamente detto che si debba trattare dell’opera di qualche fotografo importante, ma nel mio caso l’immagine che ritengo la principale indiziata è una famosa foto di Edward Weston. La vedi qui a fianco: Nude woman, un capolavoro che il grande maestro del bianco e nero realizzò nel 1936. Ne rimasi affascinato da ragazzino e resta a tutt’oggi una delle foto che amo di più in assoluto, per l’insieme di armonia, grazia, rigore, sensualità, talento e grandissimo senso estetico che rappresenta.
E tu ce l’hai una foto che ti ha “avvicinato alla fotografia”?
Fasi fotografiche
Posted in Culture, tagged autostima, diagramma, fasi, fotografia, grafico, passione, qualità on 21/01/2013| 9 Comments »

Mi sono deciso a stampare questo grafico che avevo trovato tempo fa sul web e l’ho appeso nei pressi del pc. È buffo: ogni volta che lo guardo mi ritrovo a posizionarmi su punti incoerenti con i precedenti. A volte sono più avanti, altre torno indietro, poi ancora avanti.
Non mi dispiacerebbe però provare a realizzarne una versione un po’ modificata, adattata alle esperienze vissute direttamente. Troppo divertente!
E tu, dove ti posizioni?
Non chiamiamola solo Fortuna
Posted in Black and White, Culture, Nature, tagged cigno, fortuna, fotografia, passione, preparazione, talento on 07/01/2013| 9 Comments »
Torno a citare questo magnifico cigno in bianco e nero, una forma perfetta, colta con maestria da Alberto Montalbetti (Aka Albi Tai) che l’ha inserito come elemento di una sua galleria su Flickr intitolata “L’occasione fa l’uomo fotografo“.
In questa galleria l’autore si schermisce e parla di fortuna: scatti che lui indica quasi come casuali, in cui si è trovato al posto giusto nel momento giusto.
Ecco, appunto: “al posto giusto nel momento giusto” ma anche e sopratutto preparato. Siamo sicuri che si tratti davvero di avere fortuna? Io non credo proprio, o almeno credo che il peso della fortuna sia davvero relativo.
E’ la passione la chiave. La ricerca costante ed attenta, l’occhio che quasi senza volerlo cerca continuamente inquadrature e la mente che immagina composizioni quasi in automatico…
Coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere un grande maestro come Henri Cartier-Bresson raccontano che egli sembrasse sempre irrequieto: mentre ti parlava si muoveva quasi come a studiare l’inquadratura a cercare la giusta composizione e valutare lo sfondo. Si guardava continuamente intorno, osservava le cose e le persone in modo fotografico, anche quando non aveva con sè la macchina.
La sua leggendaria capacità di cogliere il “decisive moment” non era fortuna.
Insomma, la fortuna c’entra solo in minima parte.
Possiamo piuttosto considerarla come la capacità di essere sempre preparati, di saper cogliere al meglio le oppurtunità che continuamente ci si presentano, senza lasciarcele sfuggire.
Firenze analogica
Posted in Culture, People, tagged amici, analogico, biottica, Canon, film, Firenze, flickr, Florence, fotocamera, fotografia, Nikon, passeggiata, passione, pellicola, Pentax, photowalk, Polaroid, reflex, Rollei, sera, Toscana.gang on 05/07/2012| 11 Comments »
C’era davvero della bella gente l’altra sera a Firenze in occasione dell’incontro the film gang returns che abbiamo organizzato proprio negli stessi giorni di quello dello scorso anno.
Un gruppetto di appassionati con al collo le loro gloriose “vecchiette” a pellicola, entusiasti partecipanti a questo piccolo evento dedicato alla fotografia analogica.
E’ stato divertente vederli in azione e passeggiare con loro, formando una curiosa comitiva di persone caratterizzata da questi accessori un po’ retrò.
C’era chi, come il sottoscritto, aveva portato la sua vecchia biottica, chi la macchina a telemetro, ma non mancavano anche dei veri e propri classici della storia delle reflex come anche qualche giocattolino in plastica.
Grazie ad un prezioso suggerimento di Guido Masi siamo saliti sulla Torre di Arnolfo (che caratterizza Palazzo Vecchio) eccezionalmente aperta alle visite proprio in questi giorni. Posto bellissimo da cui si gode una vista del centro di Firenze che è a dir poco mozzafiato.
Insomma è stato ancora una volta piacevole tornare a scattare con la pellicola, dimenticando magari anche solo per una sera, il digitale e la sua tecnologia.
Non posso che dire: “arrivederci alla prossima!”
Un grazie a tutti i partecipanti che invito (quando avranno sviluppato e poi stampato le loro foto) a linkare qui i loro scatti.
Un curioso dialogo
Posted in Culture, Interview, People, tagged arte, curiosità, dialogo, fotografia, imparare, lavoro, passione, persone, storia, talento on 20/04/2012| 9 Comments »
Mi è capitato uno strano dialogo. La persona con cui sto parlando di macchine fotografiche ad un certo punto mi dice “Sai, mi piacerebbe molto fare della fotografia il mio lavoro”
“Bello!”, dico io, “Ed in che tipo di attività intenderesti impegnarti?”
“Non so di preciso. Sicuramente non i matrimoni, piuttosto qualcosa tipo giornalista o forse anche fotografia artistica pura“.
Comincio ad avere dei dubbi e chiedo “A chi ti ispiri? Ci sono figure di grandi fotografi a cui fai riferimento?”
“No, non mi interessa il passato o la storia della fotografia, io voglio fare qualcosa di nuovo”
“Ma se non conosci niente di cosa è già stato fatto e di come si è evoluta questa forma d’arte, come pensi di fare?”
“Non lo so, ma non mi interessa leggere libri o stare a sentire storie. Io voglio seguire la mia ispirazione.”
Dopo una pausa imbarazzata sono riuscito solo a dire “Beh, in bocca al lupo”.
Non mi sono sentito di dare altri incoraggiamenti e sono rimasto piuttosto perplesso, nonostante l’iniziale entusiasmo provocato dal sentire qualcuno che dichiara così decise intenzioni sul proprio futuro.
Che ne pensi? Io di una cosa sola sono sicuro: riportando qui le sue parole ma non il suo nome, non credo di aver mancato di rispetto a questa persona.
E comunque mi ha anche assicurato che non legge mai alcun blog…
🙂
Fotografia e Fortuna (ultima puntata)
Posted in Candid portraits, Culture, People, Street Photo, tagged arte, creatività, decalogo, fortuna, fotografia, passione, pega, photography on 16/04/2012| 2 Comments »
Ed eccomi con il quarto ed ultimo post di questa mini serie in cui ho proposto il mio personale decalogo che vorrei sempre tenere presente per favorire la fortuna in fotografia.
Sono le ultime due regole. Le ho lasciate alla fine perché per molti aspetti le considero le più importanti, ma probabilmente anche le meno semplici da seguire.
9) Provare continuamente cose nuove. Credo che esplorare nuove idee e tecniche sia fondamentale. Anche se strane o apparentemente stupide, se permettiamo alla nostra creatività di esplorarne di nuove, non è difficile che nel passare tra queste idee possa venir fuori qualcosa di interessante.
Magari la prima non sarà buona ma forse la seconda o la terza si.
Con tutto questo non voglio dire che non va bene continuare ad approfondire quelli che sono i filoni che si preferiscono ed a cui siamo affezionati, però forse è bello lasciare un piccolo spicchio di attenzione e di tempo per le novità.
Esplorare, cercare, imparare. Poi, se l’idea non vale la pena, anche lasciar perdere, ma intanto aver fatto nuove esperienze ed alimentato la nostra creatività.
10) Pubblicare, esporre, mostrare e condividere. Se scattiamo e lasciamo nel cassetto (o nell’hard disk del nostro computer) le nostre immagini non daremo loro alcuna possibilità. Nessun colpo di fortuna potrà mai aiutare una nostra fotografia se ce la teniamo tutta per noi, neanche se si dovesse trattare del più grande capolavoro della storia. Solo condividendo e lasciando “uscire dal nido” le nostre foto avremo fatto tutti i passi necessari per permettere alla fortuna di darci davvero una mano.
🙂
– Fotografia e fortuna prima puntata
– Fotografia e fortuna seconda puntata
– Fotografia e fortuna terza puntata
– Fotografia e fortuna quarta puntata















