È facile cadere nella “dipendenza” da Instagram. Basta uno smartphone e cominci a far foto, rendendoti conto che ti puoi divertire molto, concentrandoti sul contenuto, sul risultato, senza tante preoccupazioni tecniche, usando la miglior fotocamera esistente al mondo: quella che hai sempre con te.
È evidente l’influenza che questo modo di fotografare sta avendo in rete, un’influenza che si fa ovviamente sentire anche su chi è appassionato di fotografia e lo era ben prima dell’avvento di questi nuovi strumenti per realizzare immagini, insieme ai modi con cui si condividono in rete i risultati.
Ma c’è un aspetto particolare che, secondo me, indica l’enorme impatto che Instagram sta avendo: è il forte aumento delle immagini di formato quadrato che ora si vedono in giro. Fino a pochissimo tempo fa le foto quadrate erano rimaste una nicchia, delle rarità che solo i nostalgici dell’analogico (anche quelli ormai digitalizzati) ogni tanto sfoderavano, memori della gloria dell’antico “medio formato”.
E invece ecco che ora, all’improvviso, sui social network si vedono foto quadrate ovunque. Sono immagini che nascono rettangolari sui sensori di iPhone o telefoni vari, ma che poi Instagram ti costringe a “squadrare”, definendo uno stile particolare che é stato immediatamente seguito da moltissime applicazioni fotografiche, ma anche riscoperto da tanti appassionati di fotografia.
Ecco, questo sì che vuol dire “avere influenza“.
Archive for the ‘Technique’ Category
Floating people
Posted in Culture, People, Technique, video, tagged arte, atmosfera, dark, floating, Kerry, levitazione, mood, video on 16/05/2012| 1 Comment »
Oggi voglio proporti un video che ho trovato. Si intitola Escape ed è un lavoro di Kerry Mosher, creativo fondatore dell’agenzia Showdown Visual.
L’atmosfera è misteriosa ed inquietante, l’ambientazione onirica ed i toni profondi da mettere quasi i brividi e poi… quelle persone a mezz’aria!
Non ho idea di come Kerry abbia tecnicamente fatto ad ottenere l’effetto delle figure in levitazione, anzi, se qualcuno lo sa lo prego di farsi avanti.
Far levitare le persone in una foto è abbastanza facile, si può fare sfruttando un’alta velocità dell’otturatore, il flash o con una buona postproduzione, ma in video è tutt’altro che banale. Proprio bravo Kerry!
Il kit stenopeico Ilford
Posted in Culture, Technique, tagged day, fotocamera, fotografia, giornata, grande formato, Ilford, kit, photography, pinhole, stenopeica, worldwide, Worldwide Pinhole Photography Day on 10/05/2012| 5 Comments »
Pochi giorni fa era il Worldwide Pinhole Photography Day, il giorno mondiale dedicato alla fotografia a foro stenopeico.
Con una mezza idea di divertirmi un po’ e partecipare a questa iniziativa, ho iniziato a cercare su internet per dotarmi di una semplice, anche rudimentale, fotocamera pinhole.
Chi si è interessato a questo tipo di fotografia sa che esistono moltissime possibilità: dalla soluzione del tappo microforato che trasforma qualunque reflex in una macchina stenopeica alle più estrose soluzioni fai-da-te.
Ad un certo punto avevo trovato questa proposta della Ilford: un kit che comprende una fotocamera stenopeica di grande formato, semplice e adatta ad essere usata sia con negativo che con carta positiva.
Apparentemente era la soluzione perfetta per le mie necessità e così sono subito andato a cercare il prezzo.
L’entusiasmo è durato davvero poco perchè il kit è proposto ad una cifra che a mio parere è esorbitante, dato che si aggira sui 220 dollari. Proprio niente male per una fotocamera pinhole in plastica e qualche foglio di carta fotografica…
Io quindi non ne ho fatto di niente, ma se dovesse interessarti ecco anche il video della brava dimostratrice Ilford che ci fa vedere come funziona.
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Timelapse backstage
Posted in Closeups, Culture, Technique, video, tagged backstage, come fare, come si fa, fotografia, how to, imparare, timelapse, tutorial, video on 06/05/2012| Leave a Comment »
Ancora timelapse dirai…
Si, e stavolta ho scovato ciò che trovo sempre parecchio gustoso: un backstage.
A dire il vero questo è più un tutorial che un backstage. Realizzato per la serie The Slanted Lens da Jay P. Morgan, ci fa vedere come impostare il setup, gestire la luce, il movimento della macchina ed il fuoco per un timelapse casalingo. Sempre interessante vedere “come si fa” ma preferisco astenermi da commenti sui dettagli del giardino e sopratutto sull’orlo dei pantaloni di Jay 🙂
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Yosemite timelapse
Posted in Culture, Night shots, Technique, video, tagged California, fotografia, landscape, paesaggio, pazienza, professionale, Shawn Reeder, tecnica, time lapse, Time-lapse photography, Travel and Tourism, United States, video, Yosemite National Park on 26/04/2012| 2 Comments »
Si, lo sai che sono fissato con i video timelapse.
Sarà perchè li trovo così ipnotici ed affascinanti, o forse più semplicemente perchè sono consapevole di quanto siano complessi da realizzare, il fatto è che ne ho trovato un altro fantastico. È realizzato da Shawn Reeder, un fotografo che in ben due anni di lavoro nel parco Yosemite ha creato questa meraviglia di video.
Albe e tramonti, riprese notturne ed uso intenso di sistemi per il movimento della fotocamera fanno di questo timelapse un vero e proprio capolavoro del genere. Praticamente siamo allo stato dell’arte di questa specialità e sono sicuro che se lo potesse vedere Ansel Adams andrebbe a congratularsi di persona con l’autore.
Assolutamente da vedere su uno schermo di qualità in tutto lo splendore dell’HD.
Complimenti Shawn!
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Il furgone-fotocamera
Posted in Black and White, Culture, History of photography, Nature, People, Technique, tagged arte, bianco e nero, California, collodio, fotografia, lastra, lastra umida, Los Angeles, old style, passione, photography, scuola, stile, tradizione, United States, wet plate on 12/04/2012| 2 Comments »

Ian Ruhter è un fotografo di Los Angeles che ha trasformato il suo furgone in una fotocamera (gigante).
Sì, hai letto bene. Ian ha deciso di ripercorrere i passi dei pionieri della fotografia americana che, nell’ottocento, si muovevano con carri pieni di attrezzature enormi e pesanti, ad immortalare gli spazi incontaminati del nuovo continente.
Ian si sposta alla ricerca di immagini che cattura con la vecchia tecnica della lastra umida al collodio, usando come supporto enormi fogli metallici che prepara personalmente per l’esposizione con il classico bagno di sali d’argento.
Il furgone funge da corpo della fotocamera ed ogni scatto è complesso e costoso, sicuramente unico.
Nella foto sopra eccolo con una sua foto 90×60 realizzata sul lago Mammoth in California costata ben due anni di tentativi.
Se ti affascina l’argomento ti consiglio di dare un’occhiata all’interessante video sotto ed anche alla sua galleria di immagini.
I paesaggi di Matthew
Posted in Bokeh, Closeups, Culture, Technique, tagged abilità, Ansel Adams, artigiano, artista, DIY, DoF, fai da te, fake, falso, fotografia, inganno, landscape, Matthew Albanese, miniatura, modellino, paesaggio, photograph, photography, plastico, prospettiva, realtà, tornado, vero on 21/03/2012| 2 Comments »
Sì, forse Ansel Adams si contorcerà nella tomba, ma di fronte al lavoro di Matthew Albanese non si può che rimanere incuriositi.
Perché dico così? Semplice: guarda la foto sopra. Lo splendido scenario che appare non è in realtà un bel panorama di montagna ma semplicemente il dettaglio di un plastico ben fatto. Si, hai letto bene: un modellino.
Che la fotografia sia spesso finzione è parte integrante del gioco ma qui siamo di fronte ad un artista del falso, un fotografo che prima di tutto è un abile artigiano con il talento per la creazione di oggetti che una volta fotografati ingannano perfettamente l’osservatore. L’acqua non è liquida, le montagne sono a pochi centimetri, quel blu non è il cielo e la foto è stata scattata in una cantina, dai un’occhiata qui sotto.
Matthew, nonostante sia un autodidatta che utilizza materiali fai da te, è un vero e proprio creatore di mondi in miniatura ed ha la capacità di fotografarli con una tale maestria da renderli davvero reali.
Usa del semplice cotone per fare le nuvole, pezzi di vetro per rendere l’effetto dell’acqua o il sale da cucina per simulare la neve, dosa saggiamente la profondità di campo per dare l’effetto di grandi distanze ma sopratutto ha sviluppato un’abilità particolare per illuminare correttamente la scena, ed è proprio questo che credo gli permetta dei risultati così ammirevoli. Come sempre la luce è la chiave di un bello scatto.
My work involves the construction of small-scale meticulously detailed models using various materials and objects to create emotive landscapes. Every aspect from the construction to the lighting of the final model is painstakingly pre-planned using methods which force the viewers perspective when photographed from a specific angle. Using a mixture of photographic techniques such as scale, depth of field, white balance and lighting I am able to drastically alter the appearance of my materials.
Un altro aspetto originale di Albanese è la sua voglia di condividere con il pubblico le immagini dei modelli da lui costruiti. Pubblica sul suo sito anche l’avanzamento dei lavori di alcune opere, mostrandole nelle varie fasi di completamento, una forma di apertura e disponibilità a rivelare il proprio lavoro davvero ammirevole.
Ti invito a dare un’occhiata al suo sito dove sono pubblicate molte altre immagini, dettagli della costruzione dei modellini e successiva realizzazione degli scatti.
🙂
Weekend assignment #53 : profondità
Posted in Black and White, Bokeh, Culture, Technique, tagged assignment, blog, Bokeh, cannone, compito, depht, DoF, effetto, fotografia, incarico, luce, missione, pega, photography, propondità, prospettiva, settimanale, sfuocato, war, weekend on 17/03/2012| 4 Comments »
Ed eccomi a proporti un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend.
Se ogni tanto leggi questo blog sai che sono convinto che fotografare con in mente una piccola missione da svolgere sia un qualcosa di non soltanto divertente, ma anche capace di riflettersi in interessanti spunti creativi. C’è poi lo stimolo della condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni e per farlo non hai che da postare in un commento sotto il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo i tuoi scatti.
Il tema di oggi è una sfida che da sempre esiste in fotografia ed è uno dei fattori importanti che la rende così affascinante: la sfida di riportare le tre dimensioni della realtà sulle sole due dell’immagine fotografica.
Insomma il tema di questo weekend assignment è una delle chiavi dell’espressione artistica in fotografia: la profondità.
Puoi cercare di esprimere la profondità in vari modi, con l’inquadratura alla ricerca della prospettiva e delle vie di fuga, con un’opportuna scelta di soggetti, con il classico sfuocato, con l’uso della luce o un mix di tutti o parte di questi elementi.
L’idea di profondità e tridimensionalità è qualcosa che può rendere bellissima una fotografia.
Interpreta come più ti piace questo assignment, nel weekend prova a cercare l’effetto di profondità, fanne il protagonista di qualche tuo scatto e poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.
Buon divertimento!
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Backup re-reloaded
Posted in Black and White, Candid portraits, Culture, People, Street Photo, Technique, tagged backup, dati, foto, fotografia, hard disk, protezione, repost, ridondanza, rottura, sicurezza, tranquillità on 07/03/2012| 4 Comments »
Sarà per una deformazione professionale o perché ho visto lo sconforto e la disperazione negli occhi di chi ha perso il suo archivio, il fatto è che tra i miei propositi c’è di parlare di backup ogni tanto; diciamo almeno una volta l’anno, mi pare il minimo.
Oggi ripropongo quindi alcune considerazioni che ritengo sempre valide e che con l’occasione ho un po’ aggiornato.
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Scatti in digitale?
Lo fai (vero?) un sano e regolare backup del tuo archivio fotografico? Ne hai una o più copie di sicurezza?
Lo dico perché ogni tanto mi capita di parlare con qualcuno che ha appena perso molte delle proprie foto digitali, in qualche caso TUTTE. Tipicamente perché gli si è rotto l’hard disk del PC su cui aveva il suo intero archivio.
Roba da mettersi a piangere.
Ebbene, per favore, ti prego, FAI IL BACKUP delle tue immagini, fallo regolarmente, fanne anche più di uno. Ne vale veramente la pena.
Con l’aumento dei megapixel delle nostre immagini è aumentato notevolmente il volume dei dati da cui è formato il nostro archivio di files fotografici ma ci sono molti metodi per fare efficacemente la copia del proprio lavoro.
– Copie su Hard Disk esterni
Il prezzo dei piccoli hard disk esterni o removibili è sceso sotto la soglia dei 0,20 Euro a Gb. E’ una soluzione pratica ed efficace ed è probabilmente quella che è più adatta ai fotografi.
In particolare è da prendere in considerazione l’adozione di dispositivi di rete (NAS) con due o più dischi ridondanti che effettuano automaticamente la copia dei dati.
I NAS ormai si trovano sul mercato consumer a prezzi davvero interessanti e per innalzare ancora il livello di backup dei propri dati è possibile associare al NAS una o più unità disco rimovibili (e quindi trasferibili altrove) su cui effettuare periodicamente un ulteriore e fondamentale livello di salvataggio.
– Copie su DVD
Si tratta del supporto la cui garanzia di durata nel tempo è maggiore. ATTENZIONE però, non tutti i supporti che acquistiamo riportano esplicitamente i valori di persistenza dei dati nel tempo. Per le finalità di backup è necessario acquistare supporti di alta qualità (in genere marcati “master”) e non cercare il risparmio a tutti i costi.
I problemi legati a questa tecnologia, che per certi aspetti è da considerare un po’ datata, sono quelli del ridotto spazio disponibile su ogni supporto e la laboriosità delle operazioni di backup che si riflettono sulla difficoltà di mantenere davvero nel tempo un buon piano di backup frequente.
– Copie su nastro (DAT)
E’ una tecnica professionale la cui applicabilità è perfetta per chi si trova nella condizione di dover salvare enormi quantità di dati.
I supporti a nastro sono veloci ed affidabili ma le unità che li utilizzano sono abbastanza costose.
– Storage su Internet
Negli ultimi anni sono fioriti molti servizi che offrono buone quantità di spazio su server farm molto sicure e sempre accessibili. Una soluzione ottimale per chi desidera il massimo della garanzia e la possibilità di poter accedere ai propri files sempre e da qualunque luogo.
Il rovescio della medaglia di questa che potrebbe essere la soluzione ideale sono i costi ed i lunghi tempi di trasferimento dei dati.
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Qualunque sia la tua scelta per il backup l’importante è iniziare a farlo.
E non dimenticare di :
– Separare i supporti contenenti il backup dal PC. In questo modo anche in caso di disastro o furto (opzione non così remota) nel luogo dove questo risiede, si ha in salvo una copia dei dati.
– Considera di optare per una strategia in più copie. Il gioco può valere la candela…
– Effettuare frequentemente e costantemente il salvataggio dei dati sui supporti di backup. Meglio se in modo automatico.
– PROVARE e VERIFICARE la rileggibilità dei dati salvati !
Una domanda : quanto saresti disposto ipoteticamente a pagare per riavere il tuo archivio fotografico in caso di perdita? Pensaci sul serio. E’ solo un’ipotesi perché in moltissimi casi di perdita di dati (eccetto quello un po’ inedito ed inusuale di “rapimento”) questi non tornano disponibili nemmeno con tutto l’oro del mondo.
Pensaci bene, poi se non l’hai ancora fatto, considera seriamente di alzarti dalla sedia ed andare subito ad investire almeno una parte di quella cifra per il tuo sistema di backup.
Challenge reloaded
Posted in Culture, Technique, tagged arco lamp, arte, azione, booster, challenge, creatività, crisi, esercizio, esperimento, estro, fotografi, fotografia, photography, soggetto, stagnazione, stasi on 27/02/2012| 4 Comments »
L’attraversare periodi di scarsa ispirazione, momenti poco creativi e produttivi, è un’esperienza che accomuna praticamente tutti gli appassionati di fotografia; probabilmente non è azzardato dire che è un fenomeno condiviso da una gran parte di coloro che producono forme d’arte.
E così ecco che oggi voglio riproporre un post di un po’ di tempo fa in cui proponevo un semplice esercizio, che ritengo sempre valido.
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Crisi fotografica? Non hai ispirazione? Stai invidiando quei favolosi fotografi del National Geographic che girano il mondo a far foto? Beati loro che hanno un sacco di opportunità? Beh. Ti propongo una cura.
Ecco le regole : prenditi un’ora esatta di tempo, sessanta minuti in cui scattare un intero rotolino di foto. Hai una digitale? Bene allora considera che dovrai fare 30 o 40 fotografie. Il luogo sarà a tua scelta ma la caratteristica fondamentale è che deve essere di ridotta estensione. Diciamo che l’idea potrebbe essere quella di usare una stanza della tua casa. Se vuoi stare all’aperto va bene un piccolo giardino, l’orto o anche un angolo del tuo quartiere, ma molto circoscritto.
I soggetti saranno esclusivamente gli elementi, oggetti, persone o dettagli, presenti nel luogo scelto. Ogni soggetto dovrà essere ritratto in modo da permettere a chiunque di capire di cosa si tratta.
Pensa e studia ogni foto come se fosse destinata alla pubblicazione o all’esposizione… sei un artista e quello è il tuo modo di realizzare capolavori. Non fotografare un soggetto per più di una volta.
Ecco qua. E’ un esercizio stimolante, una specie di booster della creatività… provare per credere.
🙂













