Subisco sempre il fascino dei backstage, specie quando c’è di mezzo qualche fotografo di fama. Guardare come lavorano i professionisti mi intriga perché, nel vederli operare, ci sono sempre un sacco di dettagli che si manifestano. C’è il dialogo con il soggetto del ritratto, la collaborazione con chi allestisce la scena, l’importanza del trucco.
Si può imparare molto ma il bello è poi osservare che, in sostanza, gli ingredienti sono sempre gli stessi: quelli che anche tutti noi possiamo avere a disposizione. Sono la creatività e la voglia di ottenere un certo risultato, indipendentemente dal fatto che questo sia un prodotto commerciale o artistico.
Qui c’è Annie Leibovitz, impegnata in uno shooting per la Disney. E’ un esempio in cui si vedono applicati gli elementi di cui sopra ma anche una bella dose aggiunta di lavoro a posteriori, di quella tanto discussa “postproduzione”, che per questo tipo di assignment è evidentemente richiesta dalla direzione artistica. E’ infatti ben visibile sull’immagine finale qualche bella “mano” di Photoshop.
Per chi volesse provare ad imitarla a casa divertendosi con tanto di costume da regina cattiva, solo una raccomandazione: attenti al fuoco! 🙂
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Archive for the ‘video’ Category
Backstage con Annie Leibovitz
Posted in Culture, People, Photography portraits, video, tagged assignment, backstage, cinema, commerciale, disney, fama, fuoco, professionista, ritratto, shooting, video on 01/08/2013| 2 Comments »
Sensori e laser: occhio!
Posted in Culture, Technique, video, tagged concerto, danno, laser, pericolo, sensori, tecnologia, video on 22/07/2013| 8 Comments »
Si sa: i laser sono pericolosi per gli occhi, anche quando non si tratta di una spada Jedi fatta per tagliare a fette il prossimo.
Le caratteristiche di concentrazione e coerenza di questo tipo di luce ne fanno una reale minaccia per la retina, anche nei casi in cui le potenze in gioco “dovrebbero” essere basse, come quando si ha a che fare con piccoli emettitori portatili o luci da concerto.
E proprio come i nostri occhi, anche i sensori delle fotocamere digitali si rivelano sensibili, anzi molto sensibili al laser.
Ne è una prova il video sotto, in cui si vede chiaramente come il sensore di una splendida Canon 5D mark II venga danneggiato in modo permanente, colpito per un istante da un fascio laser durante un concerto.
Attenzione quindi, non solo ai nostri preziosi occhi, ma anche ai meno preziosi ma comunque costosi sensori delle nostre macchine.
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Cortocircuito fotografico #8: Gerda Taro
Posted in Black and White, Candid portraits, Culture, History of photography, People, video, tagged amore, antifascismo, antisemitismo, Capa, fotografia, Gerda Taro, Germania, guerra, guerra civile, impegno, Life, nazismo, novecento, Robert Capa, spagna, Spanish Civil War, Taro on 10/07/2013| 1 Comment »
Gerda Taro ritratta da Robert Capa è il cortocircuito fotografico che ti propongo oggi; una fotografa a lungo dimenticata che, nonostante sia considerata la prima fotogiornalista donna a seguire un fronte di guerra, per oltre cinquant’anni è rimasta oscurata dalla fama del suo compagno: quel Robert Capa protagonista del precedente cortocircuito.
L’impegno sociale e politico di Gerda è breve ed intenso come la sua vita, oltre che emblematico di ciò che è stata la storia europea degli anni trenta.
Ebrea polacca cresciuta nella Germania pre-hitleriana ed esule in Francia, dimostra fin da giovanissima carattere e visione non comuni per il suo tempo, studia fotografia e vive interessi e relazioni sentimentali molteplici. Il suo spirito contrario ad antisemitismo e nazifascismo, si realizza nel 1937 con la partecipazione alle fasi della resistenza Spagnola, dove fotografa il fronte insieme al suo compagno Robert Capa. È qui che questa donna, così emancipata e da qualcuno definita come “troppo avanti” per la sua epoca, trova però la sua precoce e tragica fine: schiacciata da un carro armato in ritirata.
Capa, sconvolto, pubblica subito un libro di fotografie della guerra civile Spagnola intitolato Death in the Making in cui ci sono scatti suoi e di Gerda, ma in molti degli articoli che appaiono sui giornali è omesso il nome della Taro. È così che inizia per Gerda una fase di oblio, almeno in occidente, dove addirittura alcune sue foto vengono attribuite a Robert Capa. Oltre cortina invece, nella Repubblica Democratica Tedesca, Gerda Taro viene sfruttata dalla propaganda come figura eroica, simbolo della resistenza comunista contro il fascismo.
È solo con la biografia su Robert Capa, scritta negli anni ottanta da Richard Whelan, che il nome di Gerda Taro torna ad avere la sua giusta importanza, anche grazie ad un accurato studio degli archivi del fotografo ungherese.
Gerda è sepolta a Parigi, al Père Lachaise, sotto ad un omaggio scultoreo di Alberto Giacometti.
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I precedenti cortocircuiti fotografici:
#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier
#6: Steve McCurry fotografato da Tim Mantoani
#7: Robert Capa fotografato da Gerda Taro
Un altro long portrait
Posted in Culture, People, Photography portraits, Technique, video, tagged arte, Chase Jarvis, creatività, fotografia, long portrait, ritratto on 08/06/2013| 6 Comments »
Non so se hai mai sentito parlare di long portrait, una forma di ritratto ibrida dove la fotografia si espande e subisce una sorta di mutazione.
Il classico ritratto fotografico congela un istante, il long portrait dilata questo istante in una sequenza video, in cui il soggetto rimane però confinato nella composizione che rimane costante.
E’ una tecnica non molto diffusa tra i fotografi e per niente facile, non per questo meno affascinante.
Il rapporto tra fotografo e soggetto diviene ancora più stretto, la fotocamera una sorta di “sonda” con emozioni (o imbarazzo) che possono anche andare velocemente fuori controllo.
Una specialità dove il confine tra capolavoro e banalità è molto labile, ma forse anche per questo, con grandi potenzialità.
Tempo fa avevo proposto un long portrait realizzato dal fotografo newyorkese Clayton Cubitt, oggi è la volta di un altro noto fotografo statunitense: Chase Jarvis. E’ suo il “long” qui sotto, con protagonista Ishmael Butler che si esprime in un ritratto da sessanta secondi.
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Gavettoni high speed
Posted in Culture, Flash shots, Photography portraits, Technique, video, tagged acqua, bagnato, commerciale, fotografia, gavettoni, hight speed, modelle, palloncini on 06/06/2013| 5 Comments »

Copyright Tim Tadder
In California, dove abita il fotografo Tim Tadder, l’estate non manca di farsi sentire, e mentre noi ancora ci affanniamo con gli ombrelli, lui si diverte a fare gavettoni!
Prende le sue modelle e realizza scatti decisamente originali facendo esplodere palloncini d’acqua sulle loro teste per catturare, congelandoli con il flash, gli istanti in cui i fluido si riversa sulle malcapitate formando forme curiose ed imprevedibili.
E’ un’applicazione creativa di una tecnica fotografica “high-speed” tutto sommato semplice ed alla portata di tutti: si tratta di ottenere una buona sincronizzazione tra lo scoppio del palloncino ed il lampo del flash, usando un trigger acustico. Il resto è fatto di “voglia di fare il bagno”.
Beh, magari se arriva un po’ di estate anche qui potrebbe essere un’idea carina da sperimentare…
🙂
Un’idea (fotografica) carina per un party
Posted in Culture, People, Technique, video, tagged alcool, Chase Jarvis, festa, party, set, timelapse, video on 29/05/2013| 3 Comments »
Come aggiungere un tocco di originalità alla tua prossima festa? L’idea è semplice e ci viene proposta dal famoso fotografo Chase Jarvis, che ha postato un video timelapse realizzato piazzando una fotocamera davanti an un semplice set fotografico allestito ad un party, invitando poi i partecipanti a fare la loro apparizione.
Durante le cinque ore di festeggiamenti la macchina fotografica ha realizzato qualcosa come 21.000 scatti, che poi sono stati assemblati in questo simpatico video dove è piacevolmente percepibile l’allegria della serata, ma anche l’incremento del tasso alcolico che evidentemente ha accompagnato il trascorrere delle ore 😀
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Il MOMA superconcentrato
Posted in Culture, People, Technique, video, tagged art, arte, concentrato, fotografia, mal di mare, modern, moderna, MOMA, New York, pittura, sintesi, video on 19/05/2013| 3 Comments »
Non sempre solo fotografia, oggi aggiungo anche una piccola ma concentrata dose di pittura.
Lo faccio proponendoti questo video realizzato da Chris Peck che ha creato una sorta di riassunto sintetico per immagini. È una sequenza che mostra in due soli minuti tutte le opere presenti in una collezione di dipinti esposta qualche tempo fa presso il Museum of Modern Art di New York, il MOMA.
È così che Chris ha esplorato un nuovo filone espressivo: lo sciroppo superconcentrato d’arte moderna.
Ed ora prendi una Xamamina e buona visione! 😀 😀 😀
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Polaroid addiction
Posted in Culture, History of photography, Technique, video, tagged addition, analogica, blog, dipendenza, droga, fotografia, grande formato, istantanea, passione, peel apart, pega, Polaroid, stampa a contatto, strappo, tunnel on 17/05/2013| 7 Comments »
Ebbene sì, mi trovo da tempo nel tunnel della la Polaroid a strappo e devo metterti in guardia visto che più passano i mesi e più mi convinco che si tratti di una cosa pericolosa e da sconsigliare perché dà dipendenza 🙂
Il fatto è che con la Polaroid si entra di colpo in un universo parallelo. La fotografia istantanea è un po’ passato ma anche presente, forse anche futuro, il tutto arricchito dalla percezione che ogni foto è un pezzo unico, un po’ imprevedibile, di sicuro irripetibile.
Anche il costo vivo (circa 1,2€) di ogni scatto diviene un elemento del gioco, secondo me addirittura un valore aggiunto che, oltre a far meglio percepire il “peso” della foto che alla fine si ha in mano, porta il fotografo a valutare con maggior attenzione ogni click e lo costringe a fare considerazioni che con il digitale sono spesso ormai dimenticate.
Specie con il formato “peel apart”, in cui mi sono imbattuto, si tratta poi di fotografare su negativi di notevoli dimensioni. Il fotogramma del Pack 100 è infatti 3,25×4,25 pollici, non un grande formato a tutti gli effetti ma sicuramente una dimensione notevole rispetto ai sensori APC ed anche al 35mm. Questo si lega con il fascino classico ed immutabile della stampa a contatto che avviene proprio nelle nostre mani, quando si estrae la busta dalla fotocamera ed inizia il processo di sviluppo e stampa, seguito poi dalla gustosa operazione di separazione della fotografia finale dal suo negativo.
Ed è proprio in queste fasi, dopo l’esposizione, che ci si trova con in mano un mini laboratorio fotografico mobile. Qui il fotografo è ancora parte del processo, interagisce e può influire con le sue decisioni sui tempi di sviluppo o anche intervenire con un suo contributo creativo, alterando o addirittura stravolgendo il risultato finale. Mi riferisco, ad esempio, alla possibilità data dalla pellicola “peel apart”, di completare la stampa su un supporto diverso dalla sua carta, trasferendo l’immagine su cartoncino, legno o stoffa.
E non è tutto: anche il negativo è sfruttabile. Non è il caso di buttarlo come indicato nelle istruzioni, ci si può divertire a recuperarlo sciogliendo con la candeggina la patina nera che lo copre sul retro della busta.
Insomma: un piccolo universo di possibilità creative…
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Domare il riflettore ribelle
Posted in People, Technique, video, tagged luce, pieghevole, riflesso, riflettore, video on 25/04/2013| 4 Comments »
Ti sei mai trovato a lottare contro un pannello riflettente pieghevole che non ne vuole sapere di rientrare nella sua custodia?
Beh, sapendo le mosse giuste si può fare con grande eleganza e rapidità.
Dai un’occhiata al video di questo tipo dall’accento molto British.
🙂 🙂
Un altro fantastico timelapse dallo spazio
Posted in Culture, Technique, video, tagged aurora boreale, editing, IIS, orbita, sequenza, spazio, stazione spaziale internazionale, time lapse, timelapse, uragano, video on 17/04/2013| 5 Comments »

Usando immagini provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale, Bruce W.Berry Jr ha realizzato questo favoloso timelapse di quattro minuti che ci porta in orbita.
È un gran bel lavoro, specie considerando che a ventiquattro fotogrammi al secondo sono circa seimila le immagini che Bruce ha editato ed assemblato per i quattro minuti di video.
Io sono sempre affascinato dai timelapse ma questo mi é piaciuto in modo particolare perchè si riescono a notare alcuni dettagli davvero notevoli, come un uragano che si approssima alle coste degli Stati Uniti, l’aurora boreale sul nord Europa, una miriade di città che brillano delle loro luci artificiali ed una spettacolare Via Lattea sull’Africa.
Buon divertimento.
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