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Ciao Wes

natGeoHo in mano il numero di Agosto del National Geographic.
Sono tornato a casa tutto contento di averlo trovato subito dal mio giornalaio di fiducia, completo dell’allegato che in questi mesi accompagna la rivista ed è dedicato ai grandi fotografi. 

Stavo attendendo con piacere l’edizione di questo mese perchè sapevo che sarebbe stato pubblicato un magnifico servizio di fotografia subacquea, in particolare un lavoro di Wes Skiles sui blue holes e le grotte delle Bahamas. L’esplorazione e le immagini dalle grotte sottomarine mi affascinano da sempre e sono molti anni che ammiro questo grande fotografo subacqueo. 
Non faccio a tempo a rilassarmi sul divano ed iniziare a sfogliare proprio il servizio di cui parlo che mi raggiunge la notizia della sua morte. 

Wes-Skiles

Wes Skiles

Skiles sen’è andato durante quella che può essere considerata un’immersione poco più che ordinaria, dopo una carriera di missioni pericolosissime, ai limiti delle possibilità umane. Aveva 52 anni. 

Voglio dedicare questo breve post proprio a lui e ricordarlo per le splendide immagini che ci ha regalato in tanti anni di esplorazioni sottomarine. Fin da giovanissimo fu affascinato dalla speleosubacquea e negli anni ’70 insieme ad un vero e proprio mito assoluto del settore, Sheck Exley, realizzò i suoi primi lavori fotografici ma anche importantissime documentazioni “procedurali” su come si potesse esplorare grotte subacqueee senza morire. 
ginnie-springs-currentsFurono proprio Skiles ed Exley, infatti, a stabilire una serie di regole e modalità operative che sono state seguite da generazioni di speleosub fino ad oggi, rendendo solo “pericolosa” una specialità che altrimenti poteva essere definita solamente come “fatale”.
La sua carriera è continuata con moltissimi lavori per il National Geographic in ogni angolo del globo, dal Pacifico all’Antartide, ma la sua vera passione sono sempre stati i sistemi di grotte della Florida, strutture subacquee che si estendono per chilometri e che rappresentano la riserva di acqua dolce tra le più importandi del continente americano. 

deepcaveProbabilmente è anche per interesse nel settore della subacquea, anche se solo marginalmente per quella speleologica, che seguivo ed ammiravo così tanto questo personaggio.
Andare sott’acqua in grotta è molto complesso, incredibilmente impegnativo, i margini di errore sono praticamente zero e forse si tratta di una delle attività umane più pericolose in assoluto. Eppure Skiles riusciva a creare proprio in queste condizioni le sue meravigliose immagini, mettendoci creatività ed inventiva, come quando usava la sua tecnica “slave multi flash” tesa ad ottenere illuminazione drammatica da più punti e per la cui applicazione sott’acqua era diventato famoso.
Faceva il fotografo ma il suo studio era spesso a 100 metri di profondità e sovente in luoghi dove “nessuno era mai stato prima”…

E adesso si è immerso in acque ancora più profonde, lasciandoci in eredità le sue magnifiche immagini. 

Ciao Wes.

La seconda volta

Stream bed at night

E’ una piccola lezione che ho imparato, ed è anche una regola che credo valga in molte altre attività oltre alla fotografia. Si tratta di qualcosa di molto semplice, addirittura banale: se vuoi fare di meglio riprovaci.
Se l’immagine che hai realizzato non ti soddisfa, se non c’è quel qualcosa che cercavi… beh, vale la pena di riprovarci.
Non so il perchè ma a volte ci comportiamo un po’ come Willy il Coyote, hai presente? Si quello che escogita sempre soluzioni nuove e sempre più pazzesche per acchiappare lo struzzo Bip-Bip.
In quanti casi gli sarebbe semplicemente bastato riprovare, perfezionando leggermente una stessa tecnica per riuscire nel suo intento? 🙂
Beh, a parte i cartoni… Prova a tornare sul luogo di uno scatto che non ti soddisfa, cerca una nuova prospettiva, una condizione meteorologica o di luce diversa.
Ci sono ottime probabilità che le foto che ri-proverai a fare ti regalino risultati migliori, anche perchè forse noterai cose che ti erano sfuggite la prima volta e magari vorrai provare nuove impostazioni o inquadratura. Insomma, non ha molto senso farsi limitare da un “ci sono già stato”.

Musicisti e scrittori utilizzano moltissimo questo metodo. Buttano giù una prima bozza, interrompono il lavoro e poi ci tornano sopra, magari dopo un po’ di tempo, freschi e con nuovi spunti creativi.
Perchè non ri-provarci anche con le fotografie?

🙂

Florence Photowalkers 2010

Florence Photowalkers 2010 – By Pega

Voglio ringraziare calorosamente tutti i partecipanti alla Firenze Photowalk di Sabato 24 Luglio 2010 che ho avuto il piacere di condurre come leader (detto anche “lider” 🙂 ).
E’ stata una piacevole passeggiata in compagnia di un bel numero di amici accomunati dalla passione per la fotografia e la voglia di divertirsi insieme girellando per la città in cerca di qualche scatto memorabile…

Eravamo solo una delle oltre mille photowalk che si sono svolte nell’ambito dell’iniziativa “Scott Kelby’s Worldwidw Photowalk” che rappresenta il più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale”.

Per la precisione ieri si sono svolte passeggiate fotografiche in ben 1.1111 città in tutti e cinque i continenti con la partecipazione di oltre trentatremila fotografi di qualunque tipo e livello, che si sono divertiti ed hanno socializzato ed imparanto gli uni dagli altri.

Ma non è finita qui.
Da oggi tutti i partecipanti registrati possono inserire una loro foto sul sito della Photowalk di Firenze e partecipare ad un contest dove come “lider” avrò l’onore e l’onere di scegliere la mia preferita ed aggiudicare un piccolo premio al vincitore o alla vincitrice, ma sopratutto farlo accedere alla fase mondiale del contest, dove i giudici saranno ben più qualificati e con in palio interessanti premi messi a disposizione dagli sponsor della manifestazione.

Ho infine aperto un apposito gruppo su Flickr in cui tutti i partecipanti alla photowalk potranno postare tutte le foto che hanno realizzato e che vorranno condividere.
Raccomando, anche a chi non ha partecipato, una visita approfondita a questo pool perchè ci sono foto veramente niente male!

Bene. E’ tutto.
Alla prossima FLORENCE PHOTOWALK 2011!!!

Collezionare

aeroplano

Aeroplano – © Copyright 2010 Martino Meli (m|art)

Ebbene, hai scattato un sacco di foto, le hai pubblicate su Flickr o su Facebbok,  le hai mostrate privatamente o in qualche esposizione. Forse ti è anche capitato di vendere qualche tua stampa.
O forse no…

Ma hai mai pensato a chi potrebbero essere le persone veramente interessate alle tue fotografie? Intendo : ad avere qualcuna delle tue fotografie.
Forse facoltosi collezionisti d’arte? Gente comune?
O chissà, magari potrebbero essere proprio gli appassionati di fotografia, come te. Chissà…

Spesso chi fa foto è molto concentrato sulla propria produzione e solamente di rado volge lo sguardo verso quelle che sono le opere dei suoi colleghi. Trovo che questo sia un problema, o meglio un limite, anche perchè è proprio dal confronto con gli altri che spesso si traggono i migliori insegnamenti e gli spunti più interessanti per la propria creatività.

Tu per esempio quante foto di “altri fotografi” hai in casa?
Non parlo di riproduzioni su libri o poster commerciali di fotografie famose, parlo di stampe vere, tangibili e di qualità, opere di fotografi di cui ammiri il lavoro. Non necessariamente nomi noti.

Io trovo che sia molto bello avere foto fatte da altri e così ho iniziato pian piano a collezionarne alcune.
Qualche volta, come  nel caso della foto sopra, si è trattato di graditi regali, altre volte è stato uno scambio, altre ancora un deliberato acquisto.
Sto scoprendo il piacere di osservare da vicino la bellezza di una foto ben stampata, la sensazione di poterla toccare ed orientare nella luce.
E’ un piccolo piacere che, se quella stampa è in tuo possesso, puoi riprovare quando vuoi, un po’ come quando si ascolta e riascolta un pezzo musicale, scoprendone ogni volta un aspetto nuovo, come un suono che non si era mai notato, un dettaglio che fa cambiare la prospettiva.

Inizia la tua piccola (o grande) collezione.
Non te ne pentirai.

🙂

Squame

Serpeverde

Serpeverde - © Copyright 2010 Pega

Era arrotolata tranquilla su quel ramo.
Si. Dico tranquilla al femminile perchè, almeno per me, quell’immobile piccolo pitone verde non poteva che essere femmina.
Non ci capisco nulla di rettili, ma mi avevano subito colpito le sue elegantissime squamette bianche a forma di cuore… e non ho potuto fare a meno di considerarla una splendida pitonessa.
Piccole squame bianche a forma di cuoricino, sparse su un verde mozzafiato…

Se ne stava placida, avvolta armoniosamente intorno ad un ramo, quasi in posa, ma anche attenta.
Ed io non ho potuto fare a meno di fotografarla.

La grande apertura dell’ottica usata mi ha regalato un bello sfuocato, una netta separazione del soggetto dallo sfondo ma sopratutto mi ha permesso di non far percepire nell’immagine il vetro.
Si, perchè la pitonessa con i cuoricini era in una teca, progioniera e sola.

Ciao piccola serpeverde…
Spero che un giorno tu possa tornare a casa, magari dal tuo adorato amante al quale mi piace immaginare siano dedicati i tuoi delicatissimi cuoricini. 

Sfondo grigio

Oggi ti voglio proporre un video didattico di Gavin Hoey, un simpatico fotografo inglese che è molto bravo nel realizzare questo tipo di materiale e lo fa con qualità e semplicità.

Qui Gavin ci fa vedere quanto possa essere versatile un apparentemente banale sfondo grigio e come lo si possa sfruttare per realizzare ottimi ritratti in studio, ottenendo l’effetto di sfondi diversi semplicemente cambiando il posizionamento delle luci.

Come sempre mi scuso con chi non è totalmente a suo agio con la lingua inglese ma devo anche dire che il video è davvero semplice e facilmente apprezzabile.

Toy car feels observed

Toy-car feels... observed - © Copyright 2008 Pega

Rieccoci ad una delle nostre tradizionali “missioni fotografiche” del fine settimana.

Come sempre ricordo che tutti sono invitati a postare in un commento il link alle immagini realizzate secondo l’assignment, che siano su un sito personale, su facebook, Flickr o qualsiasi altra piattaforma di condivisione.

Per questo weekend il tema è un classico della fotografia, specie in ambito still life : i giocattoli

Tutti ne abbiamo a disposizione. Tutto può essere un giocattolo ma… quelli veri, quelli dei bambini hanno un fascino tutto particolare.

Nel weekend prova a fare qualche foto dove i giocattoli sono i protagonisti. Still life o no non importa, quello che conta è il soggetto. Poi, come ormai propongo ogni settimana, se vuoi prova a pubblicare in un commento qui sotto il link alla foto sul tuo album online.

Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Sono passati un bel po’ di anni.
Era il 15 Luglio 1989 e con non poche pene eravamo riusciti ad arrivare a quello che sarebbe stato ricordato come uno degli eventi più memorabili della storia del rock ma anche tra i più devastanti per la città di Venezia dal tempo delle guerre d’Italia : il concerto dei Pink Floyd.

pink_VeneziaIl palco, una enorme zattera piazzata in mezzo alla laguna poco davanti a Piazza San Marco, nel tardo pomeriggio era già circondata da una miriade di barche e gondole. Il pubblico, accalcato sulla piazza ed in ogni dove, proveniva da mezza Europa e fu stimato oltre le duecentomila persone.

Il concerto, trasmesso in diretta TV mondovisione, fu breve ma stupendo.
Un crescendo di musica ed emozioni che si susseguirono fino a culminare con quello che per me è uno dei capolavori assoluti della storia del rock, ed i brividi lungo la schiena arrivarono quasi ad essere dolorosi quando Dave Gilmour attaccò l’assolo finale di “comfortably numb”.

Il timbro inconfondibile della sua Stratocaster arrivava nello stomaco con una consistenza ed uno spessore strepitosi.
Gilmour giocò come sa fare lui. E’ un assolo fatto di variazioni su un pattern molto limitato di note, di sustain e delicati vibrati fatti con la leva. E’ proprio l’uso così sapiente di quel set limitato di note che lo rende speciale.

Ed io ci trovo un gran parallelo con la fotografia, dove è proprio chi riesce a limitare gli elementi, a semplificare i soggetti ed anche a sfruttare a proprio vantaggio i limiti che sono intrinseci dello strumento, diviene davvero capace di creare cose meravigliose.
Senza bisogno di virtuosismi o tanti effetti speciali.

Beh, resta comunque poi il fatto che ognuno ha i suoi gusti e la sua sensibilità. Ci mancherebbe.
Io intanto posso solo proporti un piccolo (e del tutto inadeguato) assaggio di quella indimenticabile serata.
Prova a farlo sul serio : chiudi la porta. Siediti comodo. Metti le cuffie e ALZA IL VOLUME A PALLA.
(L’assolo di cui parlo è quello finale, praticamente tutta la seconda parte del brano… )

Buon ascolto 🙂

Questo video non te lo puoi perdere.
E’ una fantastico esempio che dimostra ancora una volta quanto fotocamera ed obiettivi contino davvero poco per il risultato delle nostre foto.
Qui Lee Morris, un po’ tra il serio ed il faceto, ci fa vedere come si possa realizzare una sessione fotografica fashion scattando SOLO con un IPHONE (!)
Attenzione però : la fotocamera è un telefonino ma… le luci sono professionali ed anche la modella…
E’ tutto lì il trucco…

🙂 Buona visione e… un pensierino prima di spendere soldi in quel “nuovo corpo macchina”… 🙂

Per altri video ed informazioni su Lee Morris : www.fstoppers.com

WWPW2010

Non ti sei ancora iscritto o iscritta alla Photowalk di Firenze del 24 Luglio 2010 !!!???

Non puoi mancare !
Si tratta del più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale” e si svolgerà in contemporanea in più di mille città in tutti e cinque i continenti sotto forma di passeggiate fotografiche a cui potranno partecipare gratuitamente fotografi di qualunque tipo e livello, divertendosi, socializzando ed imparando gli uni dagli altri.

In questo momento c’è un numero totale di iscritti che complessivamente supera i trentaduemila (!).
Avrò il piacere di condurre la Photowalk di Firenze di quest’anno e quindi… ti aspetto !
Sarà l’occasione per incontrarsi, conoscersi, ammirare insieme le bellezze di Firenze e vedere un sacco di altri appassionati di fotografia.

Per tutti i dettagli e per l’iscrizione, che dà diritto di partecipare al contest per i premi messi in palio dall’organizzazione visitare http://worldwidephotowalk.com/walk/firenze-toscana-italia/