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Nude woman - Edward Weston

Nude woman – Edward Weston

Magari non ci hai mai pensato e forse per alcuni non è una cosa a livello cosciente, però per molti fotografi esiste una foto che rappresenta un personale punto di riferimento. È quella che in un più o meno remoto passato ha fatto scattare qualcosa e, almeno in parte, è “responsabile” della nascita di un interesse particolare per la Fotografia.
Non è assolutamente detto che si debba trattare di uno scatto di qualche fotografo importante, ma nel mio caso l’immagine che ritengo la principale indiziata è una famosa foto di Edward Weston. La vedi qui a fianco: Nude woman, un capolavoro che il grande maestro del bianco e nero scattò nel 1936.
Ne rimasi affascinato da ragazzino e resta a tutt’oggi una delle foto che amo di più in assoluto, per l’insieme di armonia, grazia, rigore, sensualità, talento e grandissimo senso estetico che rappresenta. Almeno per me.

E tu cel’hai una foto che ti ha “avvicinato alla fotografia”?

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legotron

Già altre volte ho avuto l’occasione di parlare di Lego e fotografia.
Stavolta è perchè ho trovato il sito di un simpatico genio del fai-da-te, un certo Cary Norton, che ha progettato e  costruito una macchina fotografica grande formato usando i mattoncini Lego: la Legotron Mark I.
Si tratta di una 4×5 che il fotografo ha assemblato aggiungendoci un’ottica acquistata su Ebay per 40$.
Il sistema di messa a fuoco è semplicissimo e si basa sullo scorrimento di una sezione dentro l’altra della “scatola” di Lego.
Non c’è molto di più in questa macchina se non una slitta per l’inserimento della lastra. 

ashley legotron

Quello che poi serve è pazienza e competenza nell’uso di questo  apparecchio che, come ben sa chi ha avuto modo di utilizzare questo tipo di fotocamere, difficilmente permette di lasciare le cose al caso ma d’altro canto è in grado di regalare grandi soddisfazioni.
Ne è un esempio il ritratto qui a fianco realizzato con la Legotron.
Adesso Cary sta lavorando ad una seconda versione di questo progetto, un perfezionamento che sarà contrassegnato dalla sigla Mark II e che, come per la prima versione, potrai a breve vedere descritta nei particolari sul suo sito.
Ok, io adesso ti saluto e vado a rovistare in cantina per vedere se ho abbastanza mattoncini Lego… 🙂

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Con il post di oggi voglio inaugurare una piccola novità.
Ho realizzato uno spazio nella colonna di destra che da qui in avanti dedicherò ad alcuni frequentatori del blog. Si tratta di coloro che sono a loro volta fotografi e dei quali, anche a seguito di puntuali contributi agli assignment, commenti o link fotografici, ho potuto iniziare ad apprezzare il lavoro.
E’ qualcosa di molto semplice, in pratica un piccolo riquadro con una foto ed il link allo stream o al sito personale.
Per me è un piacere far conoscere questi fotografi e spero di far loro cosa gradita.
Conto di aggiornare questo spazio almeno una volta al mese quindi non dimenticare di darci un’occhiata ogni tanto… ti ci potresti trovare 🙂

Stefano Benvenuti

Motostefano by m|art

Inizio con un flickeriano: Stefano Benvenuti (a.k.a. Motostefano), fiorentino d.o.c. , vero appassionato di fotografia e grande sperimentatore di tecniche varie, dal flash remotizzato al time-lapse.
E’ al ritratto familiare che sembra essersi dedicato negli ultimi periodi, con risultati davvero notevoli.
Il suo album su Flickr vale proprio una visita.
Puoi appunto trovare il link nel neonato spazio Featured Photographer, nella colonna di destra di questa pagina, subito sotto ai “commenti recenti“.

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https://i0.wp.com/www.photoexperience.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/SanGalgano_resize1.jpgDopo la missione fotografica a San Galgano ed il recente Microcorso, voglio segnalarti altri due interessanti eventi di Photoexperience che si svolgeranno prossimamente.
Il primo sarà a Firenze nella serata del giorno mercoledì 20 aprile sotto forma di un breve-seminario intitolato : “postproduzione per ritratto”, una buona occasione per stare in compagnia un paio d’ore e cercare di approfondire la tematica un po’ “ingarbugliata” del fotoritocco di un’immagine.
L’evento è gratuito ma a causa del numero limitato di posti disponibili è richiesta l’iscrizione, che puoi fare andando sul sito di Photoexperience dove puoi trovare anche tutte le informazioni sull’evento.

Altra opportunità di fare una interessante esperienza fotografica con questo gruppo sarà poi il weekend in Val d’Orcia il 2 e 3 Luglio. Si tratta di un evento con un programma che porterà i partecipanti ad esplorare questo meraviglioso angolo di Toscana in una due giorni tra fotografia, scorci cinematografici e prelibatezze gastronomiche.
Anche in questo caso trovi tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sul sito.

Per quanto mi riguarda io parteciperò con piacere ad entrambi questi eventi Photoexperience, per cui se vieni… ci vediamo !
🙂

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pinhole photo paperC’è un certo Thomas Hudson Reeve, un fotografo che crea immagini stenopeiche con una tecnica veramente originale. La sua idea è di una semplicità disarmante: fare fotografie a colori direttamente sulla carta sensibile con una fotocamera costituita solo dalla carta stessa.
Reeve piega la carta fotografica fino a ricavarne una scatola, poi realizza la fotografia lasciando passare la luce all’interno attraverso un piccolo foro stenopeico. Semplicemente geniale.
Il risultato è un qualcosa di molto particolare, quasi un astratto, con un’immagine principale sulla superficie centrale ed un insieme di fotografie “secondarie” sui lati di quella che è in pratica una macchina fotografica monouso che poi diviene fotografia.
La luce impressiona tutto l’interno dell’apparecchio in un modo che dipende dalla forma e dalla perizia con cui è stato realizzato ma che anche risente delle caratteristiche di translucenza della carta stessa e delle pieghe realizzate oltre che dalla tenuta alla luce di questo strano oggetto.
E’ una tecnica accessibile a tutti, un approccio senza tecnologia, senza meccanica. Una macchina fotografica che poi si trasforma in fotografia, quasi come un bruco che diviene una farfalla.

Papercam reeveCome si fa? Si prende un foglio di carta fotografica ed in condizione di buio totale (la carta a colori è sensibile anche alla luce rossa) la si tagliuzza, si piega ed incolla con del nastro fino a farne una scatola chiusa; dalle stesse foto di Reeve è possibile vedere come sono realizzate le pieghe.
Questa “fotoscatola”, definita anche Papercam, va poi mantenuta al buio fino al momento dell’esposizione dato che non ha le caratteristiche di tenuta di un vero corpo macchina. Per scattare si scopre il foro stenopeico per un tempo calcolato empiricamente.
Realizzata la fotografia si ripone di nuovo la scatola al buio fino al momento dello sviluppo che si fa come una normale stampa fotografica.

Niente male eh? Perchè non provarci?
Per chi vuole vedere altri scatti ma anche altre cose tra cui un originale modo di presentarsi, consiglio il sito ufficiale di Thomas Hudson Reeve.

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Una delle cose che più ci fa rendere conto di essere appassionati per la fotografia è l’alzarsi all’alba per andare a far foto.
Mettere la sveglia molto ma molto presto, prepararsi che fuori è ancora notte fonda e guidare per raggiungere il luogo dove si spera di trovare la luce e quell’atmosfera magica che solo le prime ore del giorno sanno dare, è sicuramente un segno inequivocabile di innamoramento per questa affascinante forma espressiva.

Certo che farlo in Africa, pagaiando in canoa da soli, sfidando la presenza di ippopotami e coccodrilli per raggiungere un isolotto in mezzo ad una laguna per scattare qualche foto del sole che sorge non è proprio da tutti.

E’ per questo che ti invito a vedere il breve video di questo ragazzo, un certo Simon Davidson, che ci porta con lui nella pace quasi soprannaturale della laguna di  Knysna in Sudafrica. 

Buona visione.


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A good car is forever
A good car is forever (in Cuba) – © Copyright 2004 Pega

Nikon o Canon, Pentax o Olympus, Sigma o Tamron, Kodak o Fuji, full frame o DX, Aperture o Lightroom, digitale o analogico, Mac o PC…
Probabilmente è un comportamento proprio della natura umana ed è sempre la stessa storia: tendiamo perennemente a dare enorme importanza alle scelte di attrezzatura, a quelle componenti che inesorabilmnte poi dimostrano di essere solo elementi passeggeri destinati all’obsolescenza.
Così come un tempo c’era chi sguainava la spada in difesa della carta Ilford contro l’Agfa o della superiorità del telemetro, oggi c’è chi si appassiona a mille altre contrapposizioni tecnologiche, altrettanto destinate all’oblio.
Se si guarda però a chi ha lasciato davvero un segno nella storia della fotografia ci si accorge come questo atteggiamento sia stato quasi sempre trascurato dai grandi maestri.
Prendiamo Edward Weston. Fotografava con macchine di seconda mano, mezze sgangherate, lenti pessime e tutt’altro che di buona qualità. Eppure i suoi sono capolavori.
Non è l’attrezzatura che fa le foto.
Il punto non è se hai una fotocamera Canon o una Nikon, se fotografi in digitale o su pellicola.
Il punto è la conoscenza, da cui consegue la capacità di capire e sfruttare ciò che si ha a disposizione e le opportunità che ci capitano.
La conoscenza permette alla creatività di esprimersi a pieno. E’ questo il fattore che fa la differenza.

Da sempre si sente dire che “è il fotografo che fa la foto”. E’ una gran verità subito dimenticata nei gironi delle proposte commerciali di questa o quella nuova fotocamera, di questo o quell’obiettivo.
Ma la prossima volta che senti quella fatale attrazione verso l’acquisto di un nuovo pezzo di attrezzatura fermati un attimo; pensa a cosa potrebbe voler dire investire quella stessa quantità di soldi in conoscenza.
Un libro, un workshop, un viaggio.
Sono totalmente convinto che in fotografia, come del resto in tante altre attività umane, la conoscenza superi di gran lunga in importanza l’attrezzatura.

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Art Lab

Art Lab – © Copyright 2011 Pega

In un post di qualche tempo fa provavo a stimolare l’espressione di opinioni personali circa la definizione di un elemento che in qualche modo sintetizzi l’essenza di una grande fotografia.
Una sorta di ingrediente fondamentale senza il quale l’opera non riesce, non si forma o comunque non esprime il suo massimo potenziale.

Naturalmente non mi potevo sottrarre a questo piccolo esercizio e così ho anche io espresso la mia idea dicendo che secondo me l’ingrediente fondamentale è la passione.

Credo che la passione sia l’elemento comune a tutte le grandi fotografie, un fil rouge che le lega invisibilmente nei decenni anzi  nei secoli. Un elemento che accomuna i fotografi nella storia, dai pionieri fino agli artisti digitali odierni.

Al confronto con una grande e profonda passione anche doti importanti come il talento o le capacità tecniche possono divenire solo elementi secondari perchè le motivazioni che essa può fornire aiutano l’artista a superare ogni possibile ostacolo.
E’ così che alcuni grandi maestri hanno espresso tutto il loro potenziale, spinti da una grande passione non solo per la fotografia ma anche e sopratutto per i loro soggetti.

Cosa sarebbe la fotografia senza la passione?

E tu hai mai pensato a quanto questo ingrediente conti per le tue foto e quanto questo si rifletta nella qualità e profondità dei tuoi scatti?

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fortuna
– o { © Copyright 2010 Albi Tai

Una forma perfetta, colta con e maestria ma anche con il giusto spirito ed anche modestia.
Ho trovato questo magnifico cigno in bianco e nero su Flickr .
E’ uno scatto di Alberto (Aka Albi Tai) che l’ha inserito come elemento di una galleria intitolata L’occasione fa l’uomo fotografo che insieme ad altre partecipa a costituire quella che in pratica è una piccola mostra fotografica virtuale. E’ un modo nuovo di aggregare e mostrare immagini, molto semplice ed accessibile, che sta assumendo una certa importanza sul web.

In questa galleria mi hanno colpito le brevi note che accompagnano le immagini.
L’autore si schermisce e parla di fortuna: scatti che lui indica quasi come fortuiti, in cui si è trovato al posto giusto nel momento giusto.

Ecco, appunto: “al posto giusto nel momento giusto” ed anche preparato. Ma siamo sicuri che si tratti davvero di avere fortuna ?
Io non credo, o almeno credo che il peso della fortuna sia davvero molto relativo in gran parte dei casi.

E’ la passione la chiave. La ricerca costante ed attenta, l’occhio che quasi senza volerlo cerca continuamente inquadrature e la mente che immagina composizioni quasi in automatico…

Coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere un grande maestro come Henri Cartier-Bresson raccontano che egli sembrasse sempre irrequieto : mentre ti parlava si muoveva quasi come a studiare l’inquadratura a cercare la giusta composizione e valutare lo sfondo. Si guardava continuamente intorno, osservava le cose e le persone in modo fotografico, anche quando non aveva con sè la macchina.
La sua leggendaria capacità di cogliere il “decisive moment” non era fortuna.

Insomma. Voglio dire che secondo me la fortuna c’entra poco in fotografia.
Eventualmente possiamo considerare fortuna la capacità di essere sempre preparati, di saper cogliere al meglio le oppurtunità che continuamente ci si presentano, senza lasciarsele sfuggire.

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coppie

A kiss in Santa Croce - © Copyright 2009 Pega

Che sia uno scatto rubato, come il mio qui, una foto posata in studio oppure una scena conviviale o chissà cos’altro, quello che voglio proporti oggi come assignment è un lavoro che abbia come soggetto la coppia.

Puoi scattare per strada o chiedere ai tuoi nonni o genitori di posare per te. Puoi farti un autoscatto con la compagna o il compagno, cercare di intrappolare nel fotogramma l’affetto di una vita o l’amore appena sbocciato.
Non ci sono limiti di genere, location, stile o messaggio.

Insomma, com’è ormai tradizione di questo blog ogni tanto mi permetto di sottoporre ai lettori un tema da provare a sviluppare nel fine settimana. L’idea è sempre la stessa : una specie di ”missione fotografica” che spinga ad approfondire un tema in modo creativo e divertente.
Dopo aver scattato ti invito poi a condividenre il risultato, proprio come già alcuni hanno fatto in precedenza, mettendo in un commento a questo articolo, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini.

In questo weekend prova a cercare, notare e fotografare questo particolare soggetto.
Poi, se vuoi, condividi  con tutti i lettori del blog. Sarà divertente e potrà portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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