Ti piace il mondo della fotografia fashion? Modelle bellissime con tacchi pazzeschi e fotografi prestanti che se la godono su splendide spiagge tropicali? Divertimento? Soldi a palate?
Non è sempre così. Dai un’occhiata a questo video, in cui il fotografo commerciale britannico Karl Taylor si trova alle prese con un ventoso shooting in Islanda.
Sì, il risultato finale poi sarà di tutto rispetto, ma probabilmente anche il raffreddore della povera modella dal vestito rosso… 😀 😀 😀
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Archive for the ‘People’ Category
Una modella, un vestito rosso ed un po’ di vento fresco
Posted in Culture, People, Photography portraits, Technique, video, tagged fashion, freddo, Islanda, Karl taylor, moda, modella, rosso, shooting, vento, vestito, video on 15/08/2013| 3 Comments »
Cortocircuito fotografico #9: Robert Mapplethorpe (con Patti Smith)
Posted in Black and White, History of photography, People, Photography portraits, tagged amicizia, amore, arte, creatività, cultura, fotografia, musica, ritratto, rock, sessanta, settanta, talento on 07/08/2013| 4 Comments »
È la volta di un nuovo cortocircuito fotografico, anzi, a dire il vero, di uno straordinario doppio cortocircuito fotografico.
In questo scatto di Norman Seef, realizzato nel 1969 a New York, ci sono due grandi personaggi: Robert Mapplethorpe e Patti Smith.
Non credo ci sia bisogno di presentazioni per questa coppia di notevoli interpreti della scena culturale degli anni settanta, ed è davvero un doppio cortocircuito perché i fotografi ritratti sono due: anche Patti infatti, dopo aver conquistato il titolo di sacerdotessa del Rock, si è poi rivelata una bravissima fotografa.
Patti Smith e Robert Mapplethorpe avevano circa vent’anni, vivevano insieme e si amavano. Patti era da poco arrivata da Chicago, senza soldi, la musica ancora non era la sua passione: la sua idea era di diventare una poetessa.
Robert era nato a New York in una famiglia di rigide tradizioni cattoliche. La fotografia era per lui ancora da scoprire, come la sua omosessualità. Si lasciarono quando lui si rese conto di essere gay, ma restarono amici e si aiutarono per tutta la vita ed oltre, con Patti che continuò a scrivere lettere a Robert anche dopo la sua morte.
Norman Seeff, nato e cresciuto in Sudafrica, si era da poco trasferito negli Stati Uniti dopo una breve carriera come medico. Qui scoprì che la sua vera passione erano le arti visive e la fotografia.
L’esperienza con Robert e Patti segnerà l’inizio di una lunga carriera da fotografo e regista dentro al mondo dell’arte e della creatività. Una carriera che lo vede, a settantaquattro anni, ancora protagonista.
Lo scatto sopra fa parte di una serie che fu realizzata a casa di Norman, dopo che i tre si erano conosciuti in un locale a New York. Il talento di Seeff fu attratto dal fascino della coppia e chiese loro di poterli fotografare. Ne vennero fuori immagini molto belle, in grado di raccontare lo straordinario rapporto tra i due giovani artisti. Un rapporto che, dopo un inizio amoroso, assunse la forma di un’amicizia assoluta, fatta di condivisione di idee, sogni e visioni.
Dopo la morte di Mapplethorpe, Patti Smith ha affermato che quelle foto si avvicinano molto al suo ricordo della profondità del loro amore. Non è difficile crederle, guardando lo sguardo di Mapplethorpe in questo magnifico scatto.
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I precedenti cortocircuiti fotografici:
#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier
#6: Steve McCurry fotografato da Tim Mantoani
#7: Robert Capa fotografato da Gerda Taro
#8: Gerda Taro fotografata da Robert Capa
Weekend assignment #88 : Kubrick Style
Posted in Culture, People, tagged atmosfera, cinema, Kubrick, Stanley, stile on 03/08/2013| 3 Comments »
Eccoci con una nuova proposta adatta a condire il fine settimana con una piccola dose di creatività fotografica. Il weekend assignment non è altro che un modo per stimolare la nostra capacità di affrontare un argomento e svilupparlo in modo personale, alla ricerca di occasioni per divertirsi ed imparare fotografando.
Il tema stavolta viene direttamente dal mondo del cinema ed è ispirato allo stile di uno dei più grandi maestri che questo media ha avuto nella sua storia. Uno che per me rappresenta qualcosa di davvero particolare: Stanley Kubrick.
Per il weekend ti propongo quindi di provare a realizzare qualche scatto Kubrick Style. Puoi ispirarti alle atmosfere soffici di “Barry Lyndon“, a qualche dettaglio intrigante che richiami “Eyes Wide Shut”, provare come ho fatto io a ricreare un incubo alla “Shining” o addentrarti nella follia di “Arancia Meccanica”, come sempre a te la scelta.
Lo so non è per niente facile ma del resto non sono le sfide più difficili quelle che risultano alla fine più divertenti?
Dai, in questo fine settimana provaci con questo particolare assignment dedicato ad un grande regista che per l’appunto è stato anche fotografo. Dopo aver scattato qualche foto, condividine poi almeno una con me, mettendo il link in un commento a questo post.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Backstage con Annie Leibovitz
Posted in Culture, People, Photography portraits, video, tagged assignment, backstage, cinema, commerciale, disney, fama, fuoco, professionista, ritratto, shooting, video on 01/08/2013| 2 Comments »
Subisco sempre il fascino dei backstage, specie quando c’è di mezzo qualche fotografo di fama. Guardare come lavorano i professionisti mi intriga perché, nel vederli operare, ci sono sempre un sacco di dettagli che si manifestano. C’è il dialogo con il soggetto del ritratto, la collaborazione con chi allestisce la scena, l’importanza del trucco.
Si può imparare molto ma il bello è poi osservare che, in sostanza, gli ingredienti sono sempre gli stessi: quelli che anche tutti noi possiamo avere a disposizione. Sono la creatività e la voglia di ottenere un certo risultato, indipendentemente dal fatto che questo sia un prodotto commerciale o artistico.
Qui c’è Annie Leibovitz, impegnata in uno shooting per la Disney. E’ un esempio in cui si vedono applicati gli elementi di cui sopra ma anche una bella dose aggiunta di lavoro a posteriori, di quella tanto discussa “postproduzione”, che per questo tipo di assignment è evidentemente richiesta dalla direzione artistica. E’ infatti ben visibile sull’immagine finale qualche bella “mano” di Photoshop.
Per chi volesse provare ad imitarla a casa divertendosi con tanto di costume da regina cattiva, solo una raccomandazione: attenti al fuoco! 🙂
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Le braccia conserte di August Landmesser
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, tagged condanna, conformismo, dissenso, documento, Hitler, memoria, nazismo, novecento, politica, protesta, razzismo, ribellione, solo, storia, uomo, violenza on 30/07/2013| 6 Comments »
13 Giugno 1936, cantieri navali di Amburgo. Un Uomo rimane fermo mentre tutti gli altri tendono il braccio nel saluto nazista ad Hitler che assiste al varo di una nave. L’Uomo si chiama August Landmesser.
August pagherà caro questo suo gesto, questa manifestazione di dissenso ed aperta protesta contro un regime che lo sta per processare e condannare. Le leggi razziali appena varate lo faranno imprigionare, renderanno nullo il suo matrimonio dissolvendo la sua famiglia e definendolo “elemento che disonora la razza”.
E’ la Fotografia di un Uomo solo, disperato ma determinato, un istante che cambiò drammaticamente la vita di questa Persona decretando l’inizio di un calvario che lo portò fino alla morte.
Un istante che però, grazie alla fotocamera, è rimasto fissato per sempre e non lo ha fatto cadere nell’oblio rendendolo, anzi, un esempio.
La Fotografia in questo caso si è dimostrata strumento di condanna ma anche di giustizia e memoria. E’ anche attraverso di essa che Landmesser è probabilmente stato accusato e punito ma poi è proprio grazie alla potenza del mezzo visivo che il suo gesto è stato messo a disposizione, in tutta la sua importanza, delle generazioni che sono venute e che verranno.
Attivazione reticolare (reloaded)
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged analisi, arte, attivazione, Bennett, cervello, classificazione, mente, osservazione, pega, percezione, post, psichiatria, psicologia, reticolare, ritratto, scienza, sensibilità, Strand on 26/07/2013| 5 Comments »
L’attivazione reticolare è il meccanismo che il cervello utilizza per stabilire a quali percezioni dare la priorità nell’immane flusso continuo di informazioni e stimoli che ci colpiscono.
E’ una sorta di filtro tra il livello cosciente di ciò di cui ci rendiamo conto, ed il livello subconscio che viene comunque raggiunto dall’insieme di tutte le stimolazioni sensoriali a cui siamo esposti e sensibili.
Ti è mai capitato di interessarti ed approfondire un argomento nuovo e notare cose, a tale riguardo, che prima sembravano non esserci? Probabilmente c’erano anche prima, semplicemente non ci avevi mai fatto caso: erano state filtrate dal sistema di attivazione reticolare.
Quella sopra è una famosissima foto di Paul Strand: il ritratto di Mr. Bennett.
E’ uno scatto che mi è sempre piaciuto molto e che trovo tra i più belli di questo grande fotografo. Tempo fa lo stavo guardando e per un attimo ho provato a fare qualcosa che, con questa fotografia, non avevo mai fatto prima: immaginarmi l’istogramma di questo splendido bianco e nero. Ma ecco… Non l’avevo mai notato così… quel bottone bianco.. è totalmente sovraesposto!
Da quel momento è come se il mio cervello avesse riclassificato l’immagine. Non mi è più possibile non notare e dare una grande importanza a quel bottone, quell’elemento nel bel mezzo del fotogramma che, forse, è la chiave dell’intensità e la vitalità dell’intera immagine. Un piccolo dettaglio che ne completa la bellezza. Proprio come una ciliegina sulla torta.
Ma io non ci avevo mai fatto caso.
David e Tilda (Mrs. Bowie and Mr. Swinton)
Posted in Black and White, Culture, People, Photography portraits, tagged borderline, creatività, David bowie, fiction, fotografia, musica, pop, scambio, swing, Tilda Swinton, video on 18/07/2013| 1 Comment »

David Bowie e Tilda Swinton. O forse si tratta di Tilda Swinton con David Bowie?
I due devono essersi proprio divertiti scambiandosi i ruoli per questo scatto, realizzato in occasione di un evento dove l’attrice ed il musicista si sono presentati come nell’immagine di destra, cioè uno con l’aspetto dell’altra.
Lo “scambio” è in linea con l’originale video musicale di “The Stars (Are Out Tonight)”, in cui David e Tilda sono una coppia di coniugi dai tratti stereotipati che vengono coinvolti in un progredire di misteriosi scambi e trasformazioni di ruolo e genere insieme ad altri personaggi, il tutto con un taglio borderline all’altezza del migliore Bowie.
Insomma è un caso in cui la fotografia fa da appendice a qualcos’altro, giocandoci o forse girandoci intorno completandolo, ricordandoci però anche uno dei linguaggi fondamentali che la fotografia può usare: quello della “finzione”. Troppo spesso ce ne dimentichiamo, pensando alle immagini fotografiche sempre solo come strumenti di rappresentazione di ciò che è spontaneo, del reale, del vero.
Grazie David e Tilda e… viva la fiction fotografica!
P.s. Ed ora buona visione con David Bowie e “The Stars (Are Out Tonight)”
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Chiedi il permesso?
Posted in Culture, People, Street Photo, tagged atteggiamento, cortesia, fotografia, permesso, persone, rispetto, strada on 16/07/2013| 15 Comments »
E tu chiedi il permesso prima di fare una foto?
Tutti noi giriamo con le nostre fotocamere ed osserviamo, scattiamo, ci divertiamo insomma. Che si tratti di una passeggiata in centro o di un viaggio esotico, ci piace cogliere i dettagli, gli attimi, i colori e le espressioni delle persone, per poi farne qualcosa di nostro, magari condividerli online. Puro piacere personale insomma.
Ma siamo sicuri che i soggetti che immortaliamo siano d’accordo con questa visione? Stiamo rispettando chi passeggia per i cavoli suoi, oppure lavora, magari in condizioni non invidiabili e preferirebbe non essere fotografato?
Non sono sicuro, ma a volte penso che bisognerebbe avere il coraggio di chiedere il permesso, anche solo accennare alla nostra intenzione di fotografare, in ogni caso comunicare al soggetto le nostre intenzioni. E qui sta il punto: la comunicazione tra fotografo e persona ritratta è un fattore che pesa, incide, cambia l’immagine stessa ed è un elemento che rischia di essere smarrito nell’infinito fluire di scatti che caratterizza molto dell’attuale modo di fotografare.
Sì lo so che questo ragionamento porterebbe alla fine degli scatti rubati e di un certo tipo di fotografia di strada, ma è anche vero che oggi, nell’era dei social network e non più dei negativi nel cassetto, prima di immortalare una persona e condividerne l’immagine con l’intero pianeta potrebbe essere educato averne il consenso, al limite anche a posteriori dello scatto. Potrebbe bastare anche solo un’occhiata, un cenno di assenso. Un grazie cordialmente accettato.
E tu che ne pensi? Chiedi il permesso?
Il ritratto di Lewis Payne
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged assassinio, cella, condanna, condannato, congiura, contrasto, forca, fotografia, Guerra civile americana, impiccagione, Lincoln, manette, morte, morto, Payne, presidente, ritratto, USA on 14/07/2013| 11 Comments »
È il 1865, un giovane uomo è ritratto in manette, nella luce radente della sua cella.
Lo scatto è tra i più importanti realizzati da Alexander Gardner, emblematico fotografo della guerra civile americana, mentre il protagonista è Lewis Payne, condannato a morte per aver partecipato alla congiura che portò all’assassinio del presidente Lincoln.
Payne è appoggiato al muro, il suo sguardo colpisce: è allo stesso tempo rassegnato ma anche determinato e fiero, forse c’è una traccia di sfida.
È l’immagine forte e drammatica di un uomo che a breve salirà sulla forca, ad appena ventuno anni.
Come in tutti i ritratti di un tempo, l’espressione è rigida. Le tecniche fotografiche non consentivano tempi rapidi ed obbligavano ad esposizioni lunghe, con i soggetti che venivano messi in posa per molti secondi, a volte addirittura minuti, quando la luce era scarsa. Molto spesso il risultato aveva qualcosa di innaturale e artificioso, ma qui è diverso.
Payne non sembra preoccupato del risultato formale. È fermo ma rilassato, sicuro, fiero delle sue idee, consapevole dell’imminente fine.
È uno scatto molto potente, senza tempo, che ti invito ad osservare in tutti i suoi forti contrasti, visibili e non, ascoltandone il silenzio e cogliendone il valore che trascende il momento storico in cui è stato realizzato.
Eccoti un appuntamento da segnare in agenda: il 5 ottobre prossimo ci sarà l’edizione 2013 della Scott Kelby Worldwide Photowalk.











