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Archive for the ‘video’ Category

An old man in arem chair - RembrandtUn signore osserva la mia macchina fotografica mentre la regolo. Mi guarda per un po’ mentre faccio degli scatti poi, con un tono dimesso, dice: “Ah, come mi sarebbe piaciuto imparare a fotografare”.
“Beh, guardi che é facile. Se le piace può iniziare adesso non crede?” gli rispondo.
“No, dai, è impossibile. Ormai sono vecchio sai, ho quasi settant’anni”.
Ma dico io scherziamo?!?! Non esiste un’età massima per avvicinarsi alla fotografia ed imparare a divertirsi esprimendosi con le immagini.
E, caro signore, nel caso le mie parole non la convincessero, ecco qui sotto un esempio ben più estremo: un tipo di nome Lloyd Khan che ad una certa età ha imparato nientemeno che a fare skateboard ed ora, a settantasei anni suonati, sfreccia tranquillo sulla sua tavola per le strade della California.
Proviamo a chiedere a lui se è tardi per imparare a fotografare?
Ma daiiiiii!!!
🙂 🙂 🙂

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The Magic Egg by Pega

The Magic Egg – © Copyright 2013 Pega

Ottanta weekend assignment e non sentirli… ed è pure Pasqua. Quale migliore occasione per proporti un tema come questo? Sì proprio l’UOVO dunque 🙂
L’uovo è un gran soggetto fotografico, in tutte le sue versioni. E’ una forma particolare e perfetta su cui la luce arriva senza creare segni netti, niente ombre violente, solo sfumature. E’ affascinante quanto inizi ad osservarlo.
L’uovo può essere quello classico naturale ma anche una forma creata dall’uomo, come quello pasquale in cioccolata, magari scura, ed allora ecco che la faccenda fotografica diviene ancora più difficile.
In ogni caso bando alla teoria: per questo fine settimana il tema è questo. Come al solito puoi provare ad interpretarlo con massima libertà e divertimento, con poi il classico invito a postare la tua immagine in un commento a questo post.
Con l’occasione ti ripropongo anche un interessante video, realizzato dal fotografo Joe Edelman proprio con un uovo. E’ una piccola lezione sulla luce, semplice ed elegante, un esperimento che puoi provare a fare proprio in occasione di questo weekend assignmnent. Buona Pasqua!
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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OtticheQuante volte hai rinunciato a scattare con la giusta ottica solo perché sulla macchina ne avevi già montata un’altra?
Il cambio dell’obiettivo è qualcosa che in certe condizioni avvicina l’attività del fotografo a quella di un giocoliere, specie se si è costretti a farlo senza potersi avvalere di aiuti o appoggi. Eppure sarebbe così utile saperlo sempre fare in modo rapido e sicuro.
E’ curioso vedere come ognuno approcci il problema a modo suo e tenda a sviluppare un proprio metodo fatto di gesti più o meno naturali.
Su Youtube ci sono vari video a tal proposito. Quello che ti propongo qui sotto è di un tipo proprio abile che ci fa vedere una tecnica interessante ma… da provare con un po’ di prudenza 😀
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Dr Pettit

Il Dr. Don Pettit è un astronauta della NASA e astrofotografo della Stazione Spaziale Internazionale. La sua tecnica, il suo stile innovativo e la sua passione per la fotografia hanno cambiato modo con cui vediamo il nostro pianeta dallo spazio.
Nel video qui sotto Pettit ci presenta quattro spettacolari timelapse realizzati sulla IIS: uno splendido omaggio alla bellezza del nostro pianeta ed al fascino misterioso dello spazio.

Benvenuto in orbita, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Mettiti comodo, alza il volume, immaginati in assenza di gravità, piazzato con la tua fotocamera nella speciale cupola realizzata per studiare la terra da un sensazionale punto di vista e… Buona visione!
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È bello farsi ispirare dai capolavori di un grande fotografo ed è per questo che ti propongo una splendida raccolta di immagini, un breve video realizzato con gli scatti di un’artista che ha un posto molto importante nella storia della fotografia del novecento e della quale ho parlato in vari post: Dorothea Lange.
L’ho trovato in rete rimanendone affascinato, anche perchè contiene diverse foto che non mi era mai capitato di vedere.
Siediti e mettiti comodo, assicurati di avere qualche minuto di tranquillità e, se puoi, alza un po’ il volume perchè anche l’accompagnamento musicale è apprezzabile.
Dorothea Lange un giorno disse: “La macchina fotografica è uno strumento che insegna a vedere senza una macchina fotografica”.
Credo sia una gran verità.
Buona Visione
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Oggi voglio riproporti un video che trovo sempre carino.
E’ una serie di consigli: idee per coltivare e mantenere viva la propria creatività.
Picasso era solito dire: “Ho impiegato molti anni ad imparare a dipingere come un bambino” ed aveva ragione da vendere. Si riferiva alle difficoltà che molti di noi incontrano nel ritrovare e mantenere nel tempo quello spirito creativo che ci caratterizza negli anni dell’infanzia, quella libertà espressiva che tende a perdersi con l’acquisizione di capacità tecniche superiori, spirito critico e paura del giudizio altrui. Una perdita che può essere anche recuperabile ma, come dice Picasso, solo a prezzo di grandi sforzi.
Buona visione.
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Erdal Inci

© Copyright Erdal Inci

Erdal Inci è un fotografo di Istambul che ho scoperto grazie all’amico Salvatore Ambrosi, che qualche tempo fa mi ha inviato il link al suo sito.
Erdal gioca con il concetto di sequenza realizzando serie di immagini in cui si ritrae in movimento, combinandole poi in modo da creare un “evento senza fine”: un loop fotografico.
A volte sfruttando semplicemente la sua figura, altre con l’ausilio di luci, il fotografo crea la sensazione di un istante che si perpetua all’infinito, catturando l’attenzione dell’osservatore in modo quasi ipnotico, forse ossessivo.
Sul sito ci sono parecchi esempi realizzati da Erdal, alcuni decisamente belli. Non so bene come faccia Erdal ad ottenere questo risultato ma, sebbene non credo sia tecnicamente difficile, devo dire che la trovo una bella prova di creatività e capacità di saper elaborare cose interessanti anche partendo da idee semplici.
Di questo suo talento ne è prova un altro suo lavoro presente sul sito, qualcosa di un po’ diverso dal loop ma sempre basato sull’idea di sequenza: il breve video qui sotto intitolato Tuf Tuf.
Buona visione
🙂

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Forse non ti andrà, non ti metterai comodamente sul divano a vedere questo video. Forse non lo farai perché sembrano tanti i cinquanta minuti che parlano della vita e del lavoro dei fotografi del National Geographic.
E invece vale tutto il tempo che richiede questo documento realizzato diversi anni fa e tutto dedicato ad un gruppo di professionisti appassionati che ha avuto un ruolo così importante nella storia recente della fotografia.
Tu fa come preferisci, io me lo sono gustato con calma e piacere, cogliendo anche l’occasione per fare un piccolo esperimento divertente: annotarmi, via via, alcune parole, quasi delle keyword di sintesi dell’intero filmato.
Se non hai voglia di vedere il video puoi sempre accontentarti di queste.
Eccole qua: 🙂

Fascino romantico, difficoltà, rischi, pericolo, una vita pazzesca, malattie, malaria, burocrazia, rapine, violenza, affascinante, problemi, incidenti, insetti, schifo, jungla, scimmie, vermi che si infilano sotto la pelle, talento, arte, gusto, colore, ritratto, intimità, indiscrezione, ravvicinato, bellezza, orrore, abisso, squali, viaggio, tuffi, mare, savana, tenda, fango, erba, carcassa, ossa, cranio, amicizia, ricerca, natura, foresta pluviale, cultura, umanità, lavoro, vita, tragedia, mondo, facce, persone, mondo, globalizzazione, storia, sporco, civiltà, amore, povertà, tempo, gioia, sguardi… insomma: FOTOGRAFIA

Buona visione
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20121121-170115.jpg

André Kertész è un mio mito. Nato nel 1894 può essere a buon titolo considerato tra i più importanti fotografi del novecento e sebbene il suo nome non sia spesso tra quelli citati quando si parla di maestri della fotografia, ha rappresentato un punto di riferimento e di ispirazione per molti “grandi”.
Di lui Henri Cartier-Bresson disse “Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l’ha fatto prima” e ciò dovrebbe bastare per rendere l’idea.
Definito come “inclassificabile”, era introverso e riservato, poco incline al protagonismo. Fotografava guidato principalmente dall’istinto e dal suo notevole talento, riuscendo sempre a dimostrare che qualsiasi aspetto del mondo, dal più banale al più importante, merita di essere fotografato.
André Kertész, dopo aver vissuto come soldato gli orrori nelle trincee del primo conflitto mondiale, documentando con una piccola fotocamera la vita dei suoi simili, si trasferì a Parigi per lavorare come fotografo, insegnando ad usare la macchina fotografica a personaggi del calibro di Brassai.
Sul finire degli anni ’30, insieme ad Henri Cartier-Bresson, iniziò a lavorare per la rivista Vu, il cui stile influenzò le testate americane Life e Look.
Prima della seconda guerra mondiale si trasferì negli Stati Uniti, dove rimase per il resto della sua vita, collaborando con importanti riviste ma anche sviluppando un suo filone artistico indipendente che, secondo me, lo rende uno dei personaggi più affascinanti della fotografia del XX secolo.
Se ne andò nel 1985 lasciando qualcosa come 100.000 negativi.
Il video che ti propongo qui sotto è un breve documentario girato nei primi anni ottanta, poco prima della morte del fotografo Ungherese. Mostra Kertész a Parigi ed è un bell’omaggio ad un anziano signore che si muove con modestia alla ricerca dei suoi scatti. Sembra timido, impacciato, sicuramente non è più il Kartész degli anni d’oro, ma le fotografie che scorrono tra una scena e l’altra parlano da sole, sono capolavori che hanno influenzato personaggi importantissimi.
L’audio del video è in francese, ottima occasione per capire come si pronuncia il suo cognome.
Ciao André.

(Se non visualizzi il video puoi trovarlo direttamente qui)

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Lost memories

Lost memories è un piccolo capolavoro, un “corto” di tre minuti realizzato da Francois Ferracci.
Non voglio anticiparti molto di questo breve gioiellino se non che mette in connessione fotografia digitale, analogica, emozioni, sentimenti e relazioni, il tutto tra passato, presente e futuro della tecnologia.
Qualcosa che ti invito a vedere, gustandone oltre agli spunti di riflessione, anche l’aspetto tecnico eccellente, specie considerando che Francois l’ha realizzato da solo in sei mesi interamente sul suo laptop.
Buona visione.

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