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Archive for the ‘Closeups’ Category

Distracted by a glamorous fan

Distracted by a glamorous fan - © Copyright 2009 Pega

Di qualunque tipo di attività si parli, tutti abbiamo un’area di azione in cui ci sentiamo a proprio agio e che preferiamo non lasciare.

Per la fotografia questa “comfort zone” può essere ad esempio l’insieme di abitudini e tecniche che abbiamo sviluppato, oppure il tipo di immagini che preferiamo fare, o anche una serie di luoghi che prediligiamo.

Mi rendo conto che questa “zona di confidenza” può essere facilmente confusa con quello che normalmente chiamiamo ed intendiamo come “di proprio gusto”, o forse anche come “stile”, però non si tratta esattamente della stessa cosa. La linea di demarcazione è sottile ma almeno in questo post mi riferisco ad altro.

Io parlo del fatto che c’è ad esempio chi preferisce usare solo ad alcune impostazioni della sua fotocamera, chi si limita al bianco e nero o sceglie solo alcune tipologie di soggetti non per una precisa scelta stilistica ma perchè in qualche modo si sente più a suo agio così.

Ecco: provare a far capolino fuori da questa “zona” ed addentrarsi in nuovi terreni può riservare piacevoli sorprese. Come tutti i cambiamenti potrà essere più o meno faticoso ma può valerne la pena.

Pensa un po’ alla tua personale “comfort zone” e prova ad individuarne i confini.
C’è qualcosa che fotograficamente non ti spingi a fare perchè non ti ci senti a tuo agio? Che non ti sembra nelle tue possibilità? O che ti sembra che non ti piaccia?

Beh, prova a dedicare una piccola porzione del tuo tempo ad esplorare proprio in quelle direzioni dove non ti senti a tuo agio. Non deve essere un cambiamento delle tue abitudini ma solo un esperimento.
Potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante.

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Snow Koala with Sunset Flower

Snow Koala with Sunset Flower

C’è una frase di  Henry David Thoureau che dice : “The question is not what you look at, but what you see” (Trad: Il punto non è cosa guardi, ma cosa vedi).
Sto pensando di stamparla su un piccolo adesivo ed appiccicarla proprio sotto al display della mia macchina fotografica.

Credo che proprio in questo concetto sia molto della fotografia, della capacità di realizzarla ed anche apprezzarla.

Vedere è il risultato di un processo dove il guardare è solo l’input. A questo flusso in ingresso si applica tutta l’elaborazione razionale ed emotiva di cui siamo individualmente capaci.

A volte ci si meraviglia di cosa può succedere… 🙂

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Kilt guitar player

Kilt guitar player - © Copyright 2009 Pega

C’è poco da fare. Tra i settori in cui il valore delle cose si può misurare dal loro costo c’è sicuramente quello degli obiettivi fotografici.

E’ facile rimanere affascinati dalla promessa di un bel tele a basso costo o del superzoom di un’azienda che “non ti fa pagare il marchio”, ma alla fine si rimane immancabilmente delusi.

Non so dirti quale sia la vera ragione ma non c’è un mercato in cui il detto “you get what you pay for” (trad : prendi quello che paghi) sia più vero. E non è un caso che i professionisti spendano migliaia e migliaia di euro per le loro preziose e luminose lenti.

Un amico è solito dire “vuoi sapere se un obiettivo è veramente buono ? Lascia perdere riviste e test. Basta che guardi quanto costa”.

(Acc….) 🙂 🙂 🙂

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Il Porcellino

Il Porcellino - © Copyright 2009 Pega

L’inizio di un nuovo anno è il momento giusto per un po’ di sana superstizione 🙂

La Fontana del Porcellino è un popolare monumento di Firenze, posto presso la Loggia del Mercato Nuovo.
Si tratta di una fusione in bronzo raffigurante un cinghiale all’erta e fu realizzata da Pietro Tacca nel 1633 dall’originale in marmo, visibile agli Uffizi, donato nel 1560 da papa Pio IV al Granduca Cosimo I.
Alcuni anni dopo la realizzazione, Ferdinando II de’ Medici decise di trasformare l’opera in una fontana che, oltre ad una funzione decorativa, serviva ad approvvigionare l’acqua ai mercanti di stoffe e sete che commerciavano sotto la loggia.
E’ antica superstizione che toccare il naso del porcellino porti fortuna. Da ciò deriva l’aspetto splendente dello stesso, accarezzato quotidianamente da centinaia di mani, la gran parte di turisti che a orde si accalcano intorno alla fontana.
Non molti sembrano però conoscere la vera procedura tradizionale per l’ottenimento del buon auspicio che consiste nel porre una moneta nella bocca del porcellino dopo averlo accarezzato.
Solo se la monetina cadendo si infila nella grata sottostante porterà fortuna.

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Christmas candle

Christmas candle - © Copyright 2008 Pega

Meno male è arrivato.
Che dire oggi se non Buon Natale ?

Passa una bella giornata tra auguri, regali , parenti o quello che comunque questa ricorrenza ti riserva.
Probabilmente, se sei un lettore di questo blog e quindi forse un appassionato di fotografia, potrebbe capitarti di fare qualche scatto. Approfittane per dei ritratti, avrai probabilmente l’opportunità di fare foto in famiglia. Quale occasione è migliore del Natale per invitare le persone a farsi fotografare ?

Buon divertimento e BUON NATALE.

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Colored drinks

Colored drinks - © Copyright 2008 Pega

Eh si, domani è Natale. 
Finalmente dirà qualcuno, ed io sono totalmente d’accordo.
Con stasera si esaurisce la folle corsa ai regali, diminuisce il traffico, la gente si rilassa un po’, si attenua il flusso delle pubblicità in cassetta della posta…

Domani sarà un delirio di messaggi sms e posta elettronica con gli auguri… ma il peggio sarà passato ( 🙂 ) e potrebbe essere l’opportunità per qualche scatto simpatico, fuori o anche in casa.

Vuoi provare a fare una foto simpatica ?
Dopo il pranzo (o la cena) di Natale, se sei in compagnia di di alcune persone, radunale facendole mettere in posa per una foto. Non posizionarle come al solito tutte in fila come una squadra di calcio, ma prova a metterle in cerchio, come in un bel girotondo.
Poi prendi uno sgabello o meglio una scala, falli sorridere e scatta da lassù ! Se usi un flash e ti è possibile, allontanalo  dalla macchina (oppure usa altre sorgenti di luce).
Se non avevi mai preso in considerazione una foto di gruppo fatta in questo modo considera questo suggerimento come un mio tentativo di condivisione delle idee, una sorta di piccolo pensierino di Natale.
Chissà, magari ne verrà fuori uno scatto natalizio un po’ diverso al solito…
Se lo fai (e non ti sei rotto l’osso del collo con quella scala)  mi fai sapere com’è andata ?
🙂

Ed a me cosa piacerebbe come regalo di Natale ?
Beh, se questo blog ti piace, parlane ad una persona appassionata di fotografia. Ne sarò felicissimo.

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The morning after

The morning after - Copyright 2008 Pega

Non posso essere sicuro che per tutti sia così ma, almeno per me, fotografare è anche una questione di “allenamento”.

Quasi come se fosse un’attività sportiva, non mi è possibile stare a lungo senza fare uno scatto, lasciando a casa la macchina fotografica, sperando poi di potermi “attivare” di colpo un certo giorno e riuscire a far foto interessanti e decenti (almeno dal mio punto di vista s’intende !).

Sia gli aspetti tecnici che quelli creativi mi richiedono una sorta di stato di forma, che riesco a mantenere solo esercitandomi regolarmente.

L’analogia con lo sport non finisce qui. Sembra che, anche trovandomi in uno stato di buon “allenamento”, non mi sia possibile uscire e scattare subito ottenendo i migliori risultati, ma mi sia necessaria una breve fase di “riscaldamento”.
Ho infatti notato che nelle occasioni in cui mi capita di far foto, quasi mai combino qualcosa di buono ai primi scatti ma sempre dopo un po’. 

Trovo comunque che tutto questo sia assolutamente naturale e che come tutte le discipline, anche la fotografia richieda quell’insieme di automatismi, specie di tipo psicomotorio, che solo con la regolarità e la continuità nel tempo si riesce ad affinare e rendere fluidi.

Non so se per te è la stessa cosa, ma se così fosse… probabilmente basta adattare il famoso detto e metterlo in pratica.
Va bene anche una compatta, anche il telefonino… basta fare una foto al giorno… 

Spunto di oggi : la gente impazzita per le compere di Natale è un soggetto fantastico per “allenarsi”…

🙂

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Old bike
Old bike – Copyright 2008 Pega

L’anno nuovo si avvicina. Per il 2010 voglio provare a mettere in cantiere un piccolo progetto fotografico basato su un tema specifico e sulla regolarità nel tempo.

Si, lo so che non è niente di assolutamente originale ma per me è una novità dato che non ci ho mai provato.

Potrebbe essere orientato a fare una foto al giorno, o forse una foto alla settimana o anche solo una foto al mese. L’importante sarebbe avere delle scadenze fisse, perchè le “deadlines” sono stimolanti ed aiutano ad essere produttivi, anche nelle attività creative.

Ed il tema ? Sicuramente eviterò un tema dove il soggetto sia di tipo tecnico. Ho visto degli splendidi progetti su Flickr durante quest’anno basati sul bokeh o sulla fotografia macro o sul bianco e nero ma… non fa per me.
Probabilmente mi orienterò su un tema… emozionale… su un fil rouge che dovrà unire le varie foto senza creare un vincolo tecnico.

E tu cel’hai un progetto fotografico per il 2010 ?
Potrebbe essere interessante condividerlo. O anche farlo in collaborazione.

🙂

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Black Ice

Black Ice - © Copyright 2009 Pega

Oggi il post è una domanda :  a cosa farai foto in questo weekend ?

Vieni via da quel computer, prendi la macchina fotografica ed esci a fare foto.
E’ facile. Decidi un soggetto. Può essere un qualcosa di reale o anche un’idea astratta, l’importante è che provi a rispettare questa sorta di “assignement”.

Se vuoi, puoi metterti un po’ in gioco.
Scrivi qui sotto, in un commento, il soggetto che hai scelto.

Ed io cosa fotograferò ? Ci provo : l’inverno.
(mmmm… chissà se ci riesco… dato che non è ancora arrivato…)

🙂

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Fil rouge
Fil rouge – © Copyright 2009 Pega

La fotografia è arte o scienza?
In che relazione le due componenti stanno tra di loro?
Quanto è importante il razionale al momento dello scatto? Quanto l’emozione?
Si può riuscire a fare una “grande foto” senza conoscere intimamente lo strumento che ci permette di realizzarla? Ma se le “grandi foto” da fare fossero due, tre, cento? Qualche artista riesce ad essere consistente senza padroneggiare la tecnica?
Ma può un conoscitore perfetto della tecnica scattare un capolavoro senza ispirazione o spunto creativo?

Accidenti… quante domande… 🙂 🙂

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